Anubi (anche Anubis, dal greco Ἄνουβις, ellenizzazioneCoulter, Charles Russell; Turner, Patricia (2000), Encyclopedia of Ancient Deities, Jefferson (NC) and London: McFarland, ISBN 0-7864-0317-9. p.58. dell'originale egizio inpw o anepwGuy Rachet, Dizionario della Civiltà egizia, Gremese Editore, Roma (1994). ISBN 88-7605-818-4. p.49.: Inepu, Inpu, probabilmente pronunciato Anapacur. Conder, Claude Reignier, (1894), The Tell Amarna Tablets (II ed.), London: Published for the Committee of the Palestine Exploration Fund by A.P. Watt. p.85.) è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto. Era il dio della mummificazione e dei cimiteriHart, George (1986). A Dictionary of Egyptian Gods and Goddesses. London, England: Routledge & Kegan Paul Inc. ISBN 9780415059091. p.21., protettore delle necropoli e del mondo dei morti (un suo epiteto era "Signore degli Occidentali"I defunti erano detti gli Occidentali perché le necropoli si trovavano solitamente sulla riva sinistra del Nilo.), ed era rappresentato con il corpo da uomo con la testa di sciacallo.L'esatta identificazione della tipologia di animale è dibattuta: in epoca moderna era ricondotta solitamente allo sciacallo dorato, e recenti studi sulla genetica della fauna dell'epoca antica hanno permesso la sua classificazione come lupo africano dorato (cfr. ; ; e

Nel costante evolversi del pantheon egizio, Anubis assunse funzioni diverse in vari contesti. Adorato, durante la I dinastia egizia (ca. 3100 a.C. - 2890 a.C.), come protettore delle tombe, finì per assumere anche le funzioni di imbalsamatore e inventore della mummificazione. Durante il Medio Regno (ca. 2055 a.C. - 1650 a.C.) fu sostituito da Osiride come signore dell'aldilà. Una delle sue mansioni principali era di accompagnare le anime dei defunti nell'oltretomba, per poi compiere la pesatura del cuore decisiva per l'ammissione delle anime nel regno dei morti. Pur essendo una delle divinità egizie più antiche, rappresentate e menzionate, Anubi non aveva quasi alcun ruolo nei racconti mitologici dell'antico EgittoJohnston, Sarah Iles (2004), Religions of the Ancient World: A Guide, Cambridge, MA: Belknap Press, ISBN 0-674-01517-7. p.579.. Era anche il dio protettore del XVII nomo dell'Alto Egitto, il cui capoluogo, Khasa, venne ribattezzato Cinopoli ("Città dei cani") in epoca ellenistica, per il culto che vi veniva celebrato. Anubi aveva numerosi titoli che coglievano i vari aspetti della sua complessa natura: "Colui che presiede l'imbalsamazione"Rachet (1994), p.50.. "Colui che è sulla sua montagna" (intendendo la montagna dove erano scavati gli ipogei sepolcrali). "Quello della necropoli". "Colui che è nell'ut" (imynut, ut, o out, era il termine che designava le bende delle mummie).

Nome

Anubis è la versione greca del nome egizio del dio. Durante l'Antico Regno (ca. 2680 - 2180 a.C.Malek, Jaromir. 2003. "The Old Kingdom (c. 2686–2160 BCE)". In The Oxford History of Ancient Egypt, ed. Ian Shaw. Oxford-New York: Oxford University Press. ISBN 978-0192804587, p.83) la versione standard della scrittura geroglifica del suo nome era composta dal suono ı͗npw (o anepw) seguito da uno sciacallo con corpo umanoLeprohon, Ronald J. (1990), "The Offering Formula in the First Intermediate Period", The Journal of Egyptian Archaeology, 76: 163-4.: i-n:p-w-C6 Una forma differente del geroglifico dello sciacallo, risalente alla fine dell'Antico Regno, lo rappresentava integralmente su un alto piedistallo (questa forma ebbe grande diffusione): i-n:p-w-E16Stando alla trascrizione accadica delle Lettere di Amarna, il nome di Anubi veniva vocalizzato, dagli egizi, come Anapa. Anche se è probabile un collegamento del suo nome con il termine che designava il figlio di un re (inpu), non è possibile escludere che si riferisse al verbo inp, che significava "andare in decomposizione, putrefarsi".

Ruoli

Protettore delle tombe In contrasto con la vera natura dei canidi, Anubi era venerato come protettore delle tombe e dei cimiteri. Numerosi testi e iscrizioni dell'antico Egitto fanno precisi riferimenti a questo ruolo. L'epiteto Khentamentyu, che significa Signore degli OccidentaliRachet (1994), p.235. e che successivamente divenne il nome di una divinità canina a sé stante, allude specificamente a questa funzione in quanto i defunti, sepolti sulla riva sinistra del Nilo, dalla parte del tramonto, erano comunemente definiti gli OccidentaliHart (1986), p.23.. Aveva anche altri nomi connessi a queste funzioni funerarie, fra cui Tepydjuef, che significa Colui Che è sulla Sua montagna (dalla quale montagna avrebbe potuto sorvegliare le sepolture), e Nebtadjeser, cioè Signore della Sacra Terra, in riferimento alle zone del deserto adibite a necropoliHart (1986), pp.23-4.. Con scopi apotropaici, la sua effigie poteva comparire nei sigilli delle tombe reali e nobiliari.

Il Papiro Jumilhac ha preservato uno dei pochi miti su Anubi, in cui il dio protegge il corpo di Osiride da Seth. Nel racconto, Seth tenta di attaccare il corpo di Osiride trasformandosi in un leopardo: allora Anubi lo ferma e lo sottomette, per poi marchiarne la pelle con un bastone di ferro arroventato. In seguito, Anubi lo scortica e ne indossa la pelle come avvertimento contro i profanatori di tombeArmour, Robert A. (2001), Gods and Myths of Ancient Egypt, Cairo, Egypt: American University in Cairo Press.. I sacerdoti addetti ai culti mortuari indossavano una pelle di leopardo per commemorare la vittoria di Anubi su Seth. La leggenda secondo cui Anubi avrebbe marchiato a fuoco il dio Seth in forma di leopardo era utilizzata per spiegare l'origine del manto maculato di questi feliniZandee, Jan (1960), Death as an Enemy: According to Ancient Egyptian Conceptions, Brill Archive. p.255..

Imbalsamatore Con l'epiteto di Imyut, o Imout, che può significare "Colui che è l'out/ut" (le bende delle mummie) o "Colui che è nel luogo dell'imbalsamazione"Hart (1986), p.24., Anubi era strettamente associato alla mummificazione. Era anche chiamato "Colui Che presiede il padiglione divino" (in egizio: Khentyshenetjer), il quale padiglione potrebbe riferirsi alla tenda (per-uabet) dove operavano gli imbalsamatori oppure alla camera sepolcrale del faraoneWilkinson, Richard H. (2003), The Complete Gods and Goddesses of Ancient Egypt, London: Thames & Hudson, ISBN 0-500-05120-8. pp.188-90.. Riferendosi ad Anubi, una formula dei Testi delle piramidi recita:

In alcune tombe della necropoli tebana, risalenti al Medio Regno, Anubi appare chinato sul defunto con lo scettro rituale "ur-hk3w" (ur-hekau), detto "Grande di magia","il cui scopo era quello di infondere nuovamente la vita"Margaret Bunson, Enciclopedia dell'antico Egitto, Fratelli Melita Editori, 1995. ISBN 88-403-7360-8. p.289.; alcune formule esprimono la funzione Anubi come vivificatore, tramite la sua arte di imbalsamatore:

Nel mito di Osiride, Anubi aiuta Iside ad imbalsamare OsirideFreeman, Charles (1997), The Legacy of Ancient Egypt, New York: Facts on File, ISBN 0-816-03656-X. p.91.. Quando il mito di Osiride cominciò a emergere, si diceva che, dopo l'assassinio di Osiride da parte del fratello invidioso Seth, gli organi del dio defunto sarebbero stati dati in dono ad Anubi. In riferimento a questo dettaglio del mito, Anubi divenne il patrono degli imbalsamatori; illustrazioni di varie copie del Libro dei morti mostrano un sacerdote recante una maschera da Anubi, a mo' di casco sulla testa, mentre officia accanto alla mummia.

Guida delle anime A partire dal Periodo tardo (664 a.C. - 332 a.C.), Anubi venne talvolta rappresentato nell'atto di guidare le anime dei singoli defunti dal mondo dei vivi a quello dei morti, talvolta illuminando cammino con la Luna tenuta nel palmo della mano. Benché una funzione simile spettasse anche alla importante dea Hathor, le raffigurazioni e le menzioni di Anubi come accompagnatore dei defunti sono più comuniRiggs, Christina (2005), The Beautiful Burial in Roman Egypt: Art, Identity, and Funerary Religion, Oxford & New York: Oxford University Press, ISBN 978-0-19-927665-3. pp.127, 166.. Nello svolgimento di questa mansione, poteva essere sincreticamente assimilato al dio Upuaut, chiamato "Colui che apre le strade"Yves Guerrini, Recherche sur le dieu Oup-ouaout, des origines à la fin du Moyen-Empire, mémoire de maîtrise d'égyptologie de l'Université Paris IV Sorbonne, 1989.. Gli scrittori greci del periodo romano dell'Egitto designarono tale ruolo con il termine "psicopompo", che significa appunto "guida delle anime" e che riferivano al loro dio Ermes, il quale aveva questa mansione nella antica religione greca. L'arte funeraria di quest'ultimo periodo raffigura Anubi mentre conduce per mano, al cospetto di Osiride, uomini e donne con abiti di foggia grecaRiggs (2005), pp. 127-8, 166-7..

La pesatura del cuore

Un epiteto di Anubi lo chiamava "Guardiano delle scale"Faulkner, Raymond O.; Andrews, Carol; Wasserman, James (2008), The Egyptian Book of the Dead: The Book of Going Forth by Day, Chronicle Books, ISBN 978-0-8118-6489-3. p.155.. La drammatica scena della pesatura del cuore del defunto, o psicostasia, fra le consuete illustrazioni del Libro dei morti, mostra Anubi intento a compiere la misurazione per determinare se l'anima giudicata fosse degna di accedere al regno di Osiride. Gli egizi credevano che nel Duat, ossia gli inferi così come erano intesi dalla religione egizia, il cuore di ogni defunto fosse soppesato, nella "Sala delle due Verità", o "delle due Maat"Margaret Bunson, Enciclopedia dell'antico Egitto, Fratelli Melita Editori, ISBN 88-403-7360-8. p.243. sul piatto di una bilancia custodita da Anubi: sull'altro piatto stava la piuma di MaatRachet (1994), pp.151-2.. Il peso del cuore non doveva superare quello della piuma. Questo è il motivo per cui il muscolo cardiaco non veniva asportato dalla salma durante la mummificazione, a differenza di tutti gli altri organi; il cuore (chiamato ib) era considerato la sede dell'anima. Se il cuore risultava dello stesso peso della piuma di Maat, o più leggero, ciò significava che il trapassato aveva condotto una vita virtuosa e sarebbe perciò stato condotto nei campi Aaru, luogo di beatitudine, presso Osiride. Se invece pesava più della piuma, il cuore veniva divorato dal mostro Ammit e il suo possessore era condannato a rimanere in eterno nel Duat, senza speranza d'immortalitàRosalie David, Religion and Magic in Ancient Egypt, Penguin Books, 2002. ISBN 978-0-14-026252-0. pp.158-9.. Un'altra tradizione voleva che Anubi recasse l'anima al cospetto del defunto Osiride, il quale compiva la psicostasia. Mentre il cuore veniva pesato, il defunto recitava le cosiddette 42 confessioni negative.

Epiteti

I principali epiteti di Anubi sono tutti relativi al suo ruolo di divinità funeraria e spesso lo ritraggono come signore del mondo dei morti, nella sua interezza o in una sua parte. A partire dalla sua precoce comparsa nella civiltà egizia, Anubi ebbe almeno cinque epiteti principali: Khentamentyu ("Signore degli Occidentali"), Nebtadjeser o Khentadjeser ("Signore della sacra terra"), Tepydjuef ("Colui che è sulla sua montagna"), Khentasehnetjer ("Colui che presiede il padiglione divino"), Imyout ("Colui che è nell'ut", cioè le bende delle mummie, o "Colui che è nel luogo dell'imbalsamazione"). Questi ultimi quattro giunsero intatti fino alle epoche tolemaica e romana dell'Egitto (IV secolo a.C. - IV secolo d.C.).

Signore degli Occidentali