Sofista della seconda metà del V secolo a.C. e discepolo di Democrito, viene annoverato come uno dei più celebri atei dell'antichitàJ. de Romilly, Les Grands Sophistes dans l'Athènes de Périclès, de Fallois, 1988.. Diagora condannò con le sue manifestazioni di disprezzo la religione greca (in particolare culti stranieri come i misteri eleusini) e la fede in un qualunque Dio, affermando che non esiste.

Biografia Nacque a Milo (nota anche come Milos o Melo), nelle isole Cicladi, all'epoca sotto il dominio ateniese. Era figlio del cittadino Telecleide, pertanto anche lui doveva avere la cittadinanza ateniese. Secondo quanto riporta la Suda - enciclopedia lessicografia scritta nel X secolo d.C. - fu discepolo del più noto Democrito,Sudas, 68 A 10a ma questo per ragioni cronologiche è inverosimile. Democrito fu particolarmente legato a Diagora: infatti, in seguito alla violenta sottomissione di Milo da parte di Alcibiade (416), Diagora fu prima imprigionato, poi ridotto alla condizione di schiavo; Democrito, pagando 10.000 dracme, riuscì a riscattarlo da quella sventura.

La Suda, inoltre, riporta che sin dagli anni della sua gioventù ebbe fama di essere un eccellente poeta lirico: per questo è menzionato insieme a Simonide, Pindaro e Bacchilide, tre dei nove poeti lirici della lirica greca. Fu legato particolarmente al legislatore Nicodoro di Mantinea, del quale fu consigliere e amante. Attorno al 423, anno della rappresentazione de Le nuvole di Aristofane, si trovava certamente ad Atene; pare che questa opera, notoriamente anti-socratica, contenga un'allusione alla sua persona (quando Socrate viene chiamato "melio", cioè un abitante di MiloAristofane, Nuvole, v. 830. La confusione tra Socrate e Diagora è naturalmente voluta, a significare l'analogo presunto disprezzo per le divinità ateniesi di cui sarà accusato anche il primo, e che gli costerà la condanna a morte.).

Diodoro Siculo riporta che, pochi anni dopo, probabilmente nel 415 (lo stesso anno della distruzione della stessa Milo da parte di Atene, riportata da Tucidide), fu accusato di empietà e di ateismo da alcuni esponenti del Partito democratico ateniese; per evitare una morte sicura, decise di riparare a Corinto, dove morì.

Sappiamo poco della sua visione dell'ateismo, per il quale fu condannato ed è oggi ricordato, ma si può ipotizzare che, essendo contemporaneo di Socrate, ne fosse stato influenzato. Nonostante le varie peripezie che segnarono la sua vita, non ultima l'accusa degli Ateniesi, il ricordo della sua persona si è conservato a lungo: di lui hanno parlato Cicerone nel De natura deorum e Atenagora nel quarto capitolo de Una supplica per i Cristiani..

Opere Marek Winiarczyk (ed.), Diagorae Melii et Theodori Cyrenaei reliquiae, Leipzig, 1981 (Bibliotheca Scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana).

Note

Bibliografia Jennifer Michael Hecht, Doubt: A History, New York, HarperSanFrancisco, 2003, (Chapter One: Whatever Happened to Zeus and Hera?, pp. 1–44. John Mackinnon Robertson, A History of Freethought, Ancient and Modern, to the Period of the French Revolution, Londra, Watts & Co., 1936.

Marek Winiarczyk, Diagoras of Melos A Contribution to the History of Ancient Atheism, Berlino, Walter de Gruyter, 2016.

Voci correlate Storia dell'ateismo

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