La battaglia di Zorndorf fu un importante scontro combattuto il 25 agosto 1758 durante la guerra dei sette anni nei pressi del villaggio prussiano di Zorndorf (l'attuale Sarbinowo), tra l'esercito prussiano guidato dal re Federico il Grande e le truppe russe del generale Villim Fermor che avevano invaso la Prussia orientale e avevano raggiunto la linea dell'Oder. La battaglia, molto cruenta e accanita, si concluse con pesanti perdite per entrambe le parti e senza risultati decisivi. Federico, nonostante un'abile manovra aggirante, non raggiunse l'obiettivo di distruggere il nemico anche se i russi, che diedero prova di grande tenacia e resistenza, finirono dopo la battaglia per ripiegare in Polonia sgombrando i territori tedeschi conquistati.

Situazione strategica Nel gennaio 1758 l'esercito russo al comando del generale di origini anglosassoni conte Villim Fermor, che la zarina Elisabetta aveva nominato al posto del feldmaresciallo Stepan Apraksin con l'ordine di riprendere l'offensiva, diede inizio alle operazioni con una nuova invasione della Prussia Orientale, praticamente indifesa dopo la partenza delle truppe del generale Hans von Lehwaldt, richiamato per contrastare gli svedesi. Il 24 febbraio i russi entrarono a Königsberg dove iniziarono un metodico regime di occupazione, comportandosi correttamente con la popolazione tedesca e instaurando un'amministrazione russa. In marzo il generale Fermor riprese l'avanzata dirigendosi sulla Vistola dove organizzò una serie di depositi e di postazioni di rifornimento prima di continuare la marcia verso ovest; il 18 marzo venne costituito il quartier generale a Marienwerder e solo agli inizi di giugno i russi attraversarono la Vistola e marciarono, dopo aver superato anche il fiume Wartha a Langberg, nel territorio del Brandenburgo. Il generale Fermor era intenzionato a raggiungere Küstrin, l'importante piazzaforte sull'Oder che costituiva l'ultimo ostacolo naturale prima di Berlino.. Il 15 agosto l'esercito russo raggiunse Küstrin e iniziò un potente bombardamento d'artiglieria della piazzaforte che tuttavia, difesa da una guarnigione, non si arrese, mentre all'esterno era presente un corpo di truppe prussiane al comando del generale Christoph zu Dohna, che aveva sostituito al comando delle scarse forze disponibili nei territori orientali il generale von Lehwaldt.

Mentre i russi si avvicinavano pericolosamente e invadevano il Brandenburgo, Federico si trovava impegnato dalla prima settimana di luglio in Boemia per contrastare l'esercito austriaco al comando del feldmaresciallo Leopold von Daun; allertato dalle gravi notizie provenienti dalla Prussia orientale e dalla Polonia, il re decise di rinunciare ad attaccare von Daun ed il 26 luglio iniziò la marcia in direzione della Slesia. Il 30 luglio ordinò al generale zu Dohna di cercare di trattenere con il piccolo esercito i russi sull'Oder in attesa del suo arrivo e ai primi di agosto raggiunse Landeshut. Alla notizia che il feldmaresciallo von Daun invece di inseguirlo stava muovendo verso la Lusazia, Federico prese le sue decisioni definitive: lasciò per controllare gli austriaci una parte del suo esercito al comando del margravio Federico Carlo Alberto e l'11 agosto avanzò verso nord con 14 battaglioni e 32 squadroni per ricongiungersi con le forze del generale zu Dohna e affrontare i russi..

I due raggruppamenti prussiani si concentrarono il 21 agosto e Federico, che fin dal 10 agosto aveva scritto una lettera al fratello Enrico in cui elencava disposizioni e forniva consigli nel caso di sua morte sul campo, decise di ricercare subito la battaglia. Il re, consapevole della limitata disponibilità di tempo a sua disposizione per affrontare i russi prima che gli austriaci del feldmaresciallo von Daun e l'armata dei circoli si riunissero e invadessero la Sassonia, aveva bisogno di una rapida vittoria decisiva e quindi progettò di attraversare l'Oder e battersi con i russi di Fermor sulla riva destra del fiume..

Ritenendo pericoloso cercare di attraversare il fiume a Küstrin o a Schwedt dove erano schierati i russi, Federico progettò di effettuare il passaggio dell'Oder di sorpresa a Gustebiese, a valle di Küstrin, in un tratto pattugliato da piccoli gruppi di cosacchi. Nel frattempo il generale Fermor, allarmato dalle notizie dell'arrivo in forze dei prussiani guidati personalmente da Federico, aveva prontamente richiamato le truppe del generale Pëtr Rumjantsev, inviate in un primo tempo verso Stargard e le aveva schierate a Schwedt per presidiare quel tratto del fiume..

Il piano di operazioni di Federico inizialmente ebbe pieno successo; alle ore 22.00 del 22 agosto le truppe prussiane iniziarono la marcia di avvicinamento e al mattino del 23 agosto, dopo che i genieri ebbero completato un ponte sul fiume a Gustebiese, l'esercito attraversò senza opposizione l'Oder e in serata era completamente concentrato sulla riva destra tra Zollin e Klossow. Con questa manovra il re era riuscito a posizionarsi tra il corpo di Rumjantsev, fermo a Schwedt, e il grosso dei russi di Fermor, ed era in grado di attaccare in successione le masse separate del nemico.. Il generale Fermor apprese del passaggio del fiume da parte dei prussiani troppo tardi e non poté in alcun modo contrastarlo; egli si affrettò invece ad abbandonare l'assedio di Küstrin e raggruppò le sue forze su posizioni difensive. Il generale russo schierò il suo fianco destro di fronte al fiume Mietzel, un affluente dell'Oder, mentre l'ala sinistra occupò i villaggi di Zorndorf e Quartschen, davanti alla foresta di Drewitz, il traino dell'armata e i carri del vettovagliamento furono dislocati ad alcuni chilometri di distanza verso sud-est, a Klein-Cammin con la scorta di soldati. Il generale Fermor si aspettava un attacco da ovest, proveniente dal villaggio di Kutzdorf, ma in realtà i progetti di Federico erano completamente diversi.

La battaglia

Manovra aggirante di Federico Dopo aver sostato la mattina del 24 agosto, l'esercito prussiano riprese la marcia nel pomeriggio, superò il fiume Mietzel e si raggruppò tra i villaggi di Darmietzel e Neudamm; era intenzione di Federico effettuare un'ampia manovra aggirante sul fianco destro dei russi in direzione di Batzlow, la manovra presentava il pericolo di essere disturbata o bloccata dall'intervento del nemico durante il movimento su un terreno difficile, ma il re contava di avanzare al coperto della foresta di Zicher. Egli inoltre non aveva un'alta considerazione del nemico che riteneva guidato da ufficiali incapaci e composto da soldati impreparati, brutali e selvaggi; Federico, nonostante le sconfitte dei suoi luogotenenti in scontri precedenti e gli avvertimenti del suo consigliere di origini scozzesi James Francis Keith, sottovalutava grandemente la tenacia, l'ostinazione e la capacità di resistenza dei soldati russi. Il re era invece ottimista e risoluto; diede ordine alle truppe di dormire vestite, all'aperto senza attendamenti, e decise di iniziare la marcia di aggiramento alle ore 03.00 del primo mattino del 25 agosto.

Nel frattempo grazie alle informazioni fornite da un ussaro prussiano caduto prigioniero, il generale Fermor, già timoroso di possibili manovre a sorpresa del nemico, era venuto a conoscenza finalmente del movimento di aggiramento del re e in un primo momento estese il suo schieramento inviando un corpo d'osservazione a Zicher e Batzlow. Alle ore 03.00 l'esercito prussiano iniziò la marcia avvolgente diviso in tre colonne; Federico dirigeva personalmente la manovra e, dopo aver raggiunto Batzlow attraverso la foresta di Zicher, i soldati si avvicinarono a Wilkersdorf, lasciando sulla loro sinistra il presidio russo di Klein-Cammin. Le notizie dell'arrivo dei prussiani a Wolkersdorf allarmarono il generale Fermor che, avendo compreso che l'attacco nemico sarebbe arrivato da sud e non da ovest, effettuò una completa variazione del suo schieramento; la sinistra dei russi quindi si ritirò da Zorndorf e ripiegò su Quartschen, protetta dal vallone del Zaberngrund, mentre il fianco destro, già in parte ritirato, rafforzò la sua posizione di fianco al vallone del Langergrund. Schierato in uno spazio angusto, l'esercito russo aveva poco terreno a disposizione e quindi le truppe di distesero su due linee..

Dopo aver inizialmente ipotizzato un attacco ala sinistra nemica da Zicher, Federico nella mattinata modificò il suo piano e, a causa di difficoltà tattiche legate alla presenza del terreno paludoso, decise invece di sferrare l'attacco decisivo con la sua ala sinistra per cercare di avvolgere l'ala destra del generale Fermor che aveva ripiegato su Quartschen. L'esercito prussiano quindi continuò ad avanzare verso Wilkersdorf e Zorndorf che erano stati entrambi incendiati dai cosacchi. La manovra di Federico aveva già raggiunto importanti risultati strategici e la posizione dei russi appariva molto critica; l'esercito del generale Fermor infatti era compresso in uno spazio ristretto, separato dal traino dei rifornimenti rimasto a Klein-Cammin e con alle spalle il fiume Mietzel, di cui erano stati fatti saltare precedentemente i ponti..

Quindi i prussiani, anche senza sferrare un attacco in forze, avrebbero potuto attendere le decisioni dei russi; il generale Fermor poteva o effettuare una disastrosa ritirata verso la Polonia senza rifornimenti, oppure rischiare un attacco frontale alle forti posizioni nemiche. Tuttavia Federico, pur cosciente dalla vantaggiosa situazione, non intendeva aspettare la ritirata dei russi; dopo la sua riuscita manovra era sicuro di poter distruggere completamente l'esercito nemico, considerato inferiore e composto da soldati "barbari e selvaggi". Esasperato dalle notizie sulle devastazioni operate dai russi sul territorio prussiano occupato, il re era deciso ad attaccare e annientare l'esercito russo, apparentemente in grave difficoltà; Federico intendeva combattere una battaglia di distruzione e ordinò esplicitamente di non fare prigionieri.

Alle ore 08.00 l'esercito prussiano raggiunse le posizioni previste a sud di Zorndorf e Wilkersdorf e il re, dopo aver osservato lo schieramento nemico, confermò il suo progetto di attaccare, con movimento obliquo, l'ala destra dei russi, mentre il centro e l'ala sinistra sarebbero stati agganciati da attacchi frontali. Federico disponeva di fanti, cavalieri e 193 cannoni, mentre le forze del generale Fermor erano composte da fanti, cavalieri, cosacchi e 196 cannoni..

Prima fase della battaglia Arrivato a Zorndorf, Federico ordinò una conversione a destra e il suo esercito raggiunse, nascosto all'osservazione nemica dal fumo sollevato dagli incendi nei villaggi, le posizioni d'attacco, schierato su due linee. All'ala sinistra prussiana furono raggruppati l'avanguardia del generale Heinrich von Manteuffel e i quindici battaglioni del generale Hans von Kanitz, incaricati di sferrare l'attacco decisivo, mentre a ovest del vallone dello Zaberngrund si posizionarono gli squadroni di cavalleria del generale von Bieberstein e del generale Friedrich Wilhelm von Seydlitz. Sul centro e la destra prussiana, destinati secondo i piani ad un compito secondario, Federico assegnò il comando al generale Christoph zu Dohna, appoggiato sul fianco dai reparti di cavalleria del generale Ludwig von Schorlemer; due gruppi di 60 cannoni pesanti vennero posizionati a nord-ovest di Zorndorf, mentre altri 57 cannoni furono assegnati all'ala destra prussiana.