Con il termine Hardcore punk italiano, spesso definito da fanzine e riviste d'oltreconfine come Italian hardcore, ci si riferisce alla musica hardcore punk prodotta in Italia e sviluppatasi come parte della musica hardcore punk europea nata agli inizi degli anni ottanta. In questo contesto, assieme all'Hardcore punk svedese è stato un punto di riferimento per molte band hardcore di tutto il mondoGuglielmi, Federico, Punk!, ISBN 978-88-09-04912-3, pag.257. Generalmente i gruppi di Hardcore punk italiano si caratterizzavano per l'appartenenza sociale dei suoi membri alla classe operaia, e per i forti legami con il mondo dei centri sociali. Rispetto a quella che fu definita la "prima ondata" del punk italiano, i "punx" della scena successiva si distinguevano per la trattazione di tematiche quasi esclusivamente politiche come la guerra fredda, il pericolo del nucleare o la Base NATO di Comiso. Forte era l'influenza di band come Crass e Discharge. Tra i gruppi più importanti Wretched, Raw Power, Negazione, Indigesti, Kina e Declino, anti-one-star.
La scena è poi evoluta fino ai giorni nostri, con band underground come Vetro, Anti-Tetanika, Skifo e Intothebaobab ma comprende anche band di discreto successo come Arturo, Woptime e Cripple Bastards.
Storia Origini: Il punk rock italiano ed il nuovo hardcore punk internazionale
Il 1977 è convenzionalmente riconosciuto come l'anno dell'esplosione, nel mondo occidentale, del movimento punk e se nel mondo anglosassone si possono contare molti precedenti ed ispiratori di tale movimento, l'evoluzione del punk italiano, forse anche a causa di una maggior chiusura delle case discografiche e del monopolio statale di televisioni e delle radiofonia, seguì dinamiche proprie. La prima ondata punk italiana trova terreno fertile, fin dai suoi esordi, nel Movimento del '77 ed un sostegno nella diffusione dalle prime Radio libere nate nel 1976, anno in cui i bolognesi Centro d'Urlo Metropolitano (futuri Gaznevada), composero il loro brano Mamma dammi la benza, uno dei primi brani punk rock italiani trasmesso con assiduità dalla radio movimentista Radio Alice. E fu proprio a Bologna che nacque la Harpo's Bazaar di Oderso Rubini (che poi diventerà la Italian Records), una delle prime etichette italiane ad occuparsi di nuove sonorità e produttrice oltre che dei già citati Gaznevada, anche degli Skiantos, Windopen e Luti Chroma. Nascono qui anche le prime fanzine come la Red Ronnie Bazaar e le nuove band sono recensite sulle riviste di fumetto come Cannibale ed Il Male. Importante in questo senso fu anche il Bologna Rock, un festival che si svolse al palasport di Bologna e che vedeva sul palco i migliori gruppi dell'allora scena punk rock e new wave bolognese: Gaznevada, Windopen, Luti Chroma, Skiantos, Bieki, Naphta, Confusional Quartet, Andy J. Forest, Frigos e Cheaters. Il Disco d'Oro è stato fondamentale come locale live ma anche come punto di ritrovo.
Di questa prima fase sono poi da ricordare la scena del Great Complotto di Pordenone ed i gruppi del centro sociale Santa Marta di Milano, base della Cramps Records e scuola di musica in cui insegnava Demetrio Stratos negli ultimi anni della sua vita. Fra questi vi erano i genovesi Dirty Actions, le Kandeggina Gang, nelle quali militava Giovanna Coletti ed i Kaos Rock di Gianni Muciaccia. Sempre a Milano vi erano poi i Decibel, che nel 1979 pubblicarono l'album Punk per la Spaghetti Records di Shel Shapiro ed a Roma gli Elektroshok, che già nel 1979, in una voce sul punk italiano dellEnciclopedia del Rock (Fratelli Fabbri Editore, 1979) di Nick Logan e Bob Woffinden, venivano menzionati per un loro spettacolo in cui il cantante si levava il sangue sul palco con una siringa, per poi tirarlo sul pubblico.
Parallelamente a questi gruppi, inizia a sorgere anche in Italia un movimento punk rock di matrice anarchica, che trae ispirazione da gruppi come i Crass, Subhumans, Poison Girls o Discharge. È il caso dei RAF Punk, dei Bacteria, dei Sottocultura, degli Stalag 17 e dei Nabat di Bologna o dei Blue Vomit e degli HCN HCN di Torino, dei Chelsea Hotel di Piacenza, degli Stigmathe di Modena, dei S.I.B di Cesena e dei The Wogs di Bari, tutti nati nel 1979. Nello stesso anno nasce Rockerilla, la prima rivista italiana ad occuparsi esclusivamente delle nuove tendenze del rock internazionale. La rivista includeva una rubrica, in tre parti, dal titolo Italia la punk gestita da Alberto Gorrani.
La prima ondata di Italian Hardcore 1980: Crass, not Clash
Diego Nozza nel suo "Hardcore. Introduzione al punk italiano degli anni ottanta" traccia una immaginaria linea di separazione fra la prima e la seconda scena punk italiana (più legata a sonorità anarco punk ed hardcore punk) nella contestazione dei RAF Punk al concerto dei Clash organizzato dal comune di Bologna a Piazza Maggiore nel 1980. Al grido di "Crass not Clash", con un comunicato scritto da Jumpy Velena e distribuito al pubblico, che fu anche pubblicato integralmente da Ciao 2001, i punx bolognesi accusavano i Clash di falsità ideologica per aver firmato per la major CBS. L'evento evidenziò così anche in Italia la presenza di una vivace scena anarco punk. Altri tracciano invece la linea di demarcazione nel febbraio del 1982, quando nacque il centro sociale Virus di Milano, uno dei primi luoghi fortemente impegnati nella diffusione della scena italiana. Fu comunque fra queste due date che venne a formarsi gradualmente anche in Italia, un tessuto produttivo e distributivo che univa da nord a sud le città e le province della penisola. Tale circuito, alternativo a quello delle major, era costituito da etichette indipendenti, autoproduzione di dischi e cassette, centri sociali, fanzine su fotocopia e distribuzione postale, formando così un vero e proprio network in connessione con le altre reti sparse per il mondo.
La consuetudine di molte fanzine di allegare alla rivista un album compilazione con nuovi gruppi, oltre a costituire oggi una notevole mole di documentazione, trasformò le redazioni fai da te in vere etichette discografiche indipendenti, come avvenne per la Attack punkzine di Bologna o la T.V.O.R. Teste Vuote Ossa Rotte di Como. Fu in questi contesti che gruppi e musicisti importanti per la futura evoluzione della scena, pubblicarono i propri brani: i 5° Braccio, i Kollettivo, gli Anna Falkss, gli Holocaust di Gianluca Lerici, gli Indigesti, i Disper-Azione, Peggio Punx, i Kina (gruppo musicale), i Reig, i Dioxina e molti altri. E molte sono le compilazioni memorabili di quella prima fase e degli anni successivi: fra queste sono da ricordare Schiavi nella città più libera del mondo e Papi, Queens, Reichkanzlers & Presidenti della Attack Punk Records, i due album curati da Giulio Tedeschi della Meccano Records dal titolo Raptus e Raptus Negazione e Superamento definite come "Una delle raccolte simbolo della primissima generazione hardcore italiana"Luca Frazzi Hardcore, gli anni furiosi (1982-1990) - Apache Edizioni (Pavia, 2003), pag. 21, e Goot from the Boot pubblicata dalla Spittle Records. Nel settembre del 1982, parte poi il primo tentativo di riunire i collettivi delle varie città, in una fanzine che facesse da coagulante per le piccole scene sparse per l'Italia. La fanzine, che si chiamava Punkaminazione, si concluse nel giro di qualche numero, ma rappresentò comunque il "primo ed unico esempio di network punk pre-internet" a livello nazionale.
1984: L'Italian hardcore sbarca negli USA Un ruolo importante per la diffusione nel mondo della scena italiana, lo giocò Maximumrocknroll, fanzine nata a San Francisco nel 1982, che teneva rubriche e recensioni delle scene hardcore punk degli altri paesi, focalizzando spesso l'attenzione, con un occhio di riguardo, sulla scena italiana, dedicandogli anche una temporanea rubrica. L'"Italian Hardcore", come li veniva definito, trovò così numerosi consensi oltreoceano, tanto che ancora oggi molti gruppi americani citano gruppi italiani fra le fonti di ispirazione. Oltre alla scena italiana, era tenuta in notevole considerazione la scena hardcore svedese.
Nel 1984 l'etichetta statunitense R Radical Records di Dave Dictor dei MDC, in collaborazione con Maximumrocknroll, pubblicò il doppio album compilazione International P.E.A.C.E. Benefit Compilation, che vedeva fra gli altri band come Crass, D.O.A., Dirty Rotten Imbeciles, Septic Death, Conflict, Reagan Youth, White Lies, Subhumans, Dead Kennedys, Butthole Surfers, ma che comprendeva anche gruppi della scena italiana come Declino, Negazione, Peggio Punx, Wretched, Contrazione, Impact, Cheetah Chrome Motherfuckers e RAF Punk. Nello stesso anno i povigliani Raw Power vennero inseriti nella compilazione con band da tutto il mondo Welcome To 1984, prodotta da Maximumrocknroll e curata da Jeff Bale e Ruth Schwartz pg. 12
Fu proprio a partire dal 1984 che molte band italiane vengono invitate a suonare negli States: I Raw Power, nel loro tour statunitense, suonarono anche con i Dead Kennedys e durante il tour incisero il loro secondo album intitolato Screams from the Gutter (Toxic Shock Records, 1985) nello studio di Paul Mahern degli Zero Boys. A loro seguirono gli Indigesti, i Cheetah Chrome Motherfuckers e più tardi i Negazione.
1987: La fine della prima ondata Hardcore italiana Molti critici ed esponenti del movimento fanno risalire la fine della prima scena hardcore italiana alla data simbolica del 26 giugno 1987 con il concerto d'addio a Fabrizio Fiegel tenutosi a Bologna da Negazione, Indigesti e CCM. Non solo perché di li a poco Indigesti e CCM si sciolsero, ma anche perché la scena cominciava a dividersi e disgregarsi sempre più. Gradualmente il movimento italiano si era diviso in tre filoni di pensiero distinti: La frangia anarco-pacifista ispirata al modello comunitario dei Crass e dei gruppi ad essi collegati (Poison Girl, Flux of Pink Indians, ecc...), la frangia nichilista e la frangia Oi! degli skinhead, spesso di ispirazione anarco-sindacalista e con un circuito indipendente e distinto dai primi due, accusati di approccio elitario ed eccessivamente intellettuale.
Intanto il mondo stava cambiato: Se la caduta del muro di Berlino avevano portato una visione più libertaria e nuove potenzialità per l'Europa, la caduta del Blocco Sovietico aveva portato ad una necessaria riorganizzazione delle sinistre europee. Con la fine della guerra fredda poi, la classe politica italiana vedrà perdere il sostegno delle potenze internazionali, rendendo così visibile un sistema di corruzione politico-mafioso ormai divenuto socialmente insostenibile<ref name=Star>La Storia (1990-1997) di Beppe Star - in </ref>. In questo nuovo contesto anche la scena hardcore italiana ritroverà da qui a poco nuova energia. Una ventata di novità arriverà di li a qualche anno, con una nuova generazione di band più ispirate ai dettami Straight edge che si andarono affermando negli anni successivi, dividendosi anche in altri sottogeneri per stili e tematiche e tra questi l'emocore, lo ska-core, l'Hardcore New School o l'Ebullition Sound.
L'Hardcore punk italiano degli anni '90 1989-1992: La riorganizzazione attorno al movimento Straight edge