Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1868 furono la 21ª tornata elettorale quadriennale; si svolsero martedì 3 novembre. Si trattò delle prime elezioni presidenziali avvenute dopo la fine della guerra di secessione, in quel periodo indicato storicamente sotto la denominazione di Era della Ricostruzione; poiché tre degli ex Stati Confederati d'America (Texas, Mississippi e Virginia) non erano ancora stati ripristinati nell'Unione, i loro elettori non poterono esprimere alcuna preferenza.

Il presidente in carica Andrew Johnson, che aveva assunto la funzione nel 1865 a seguito dell'assassinio di Abraham Lincoln, si rivelò nel prosieguo della propria amministrazione assai impopolare, tanto che non ricevette la Nomination democratica; nel corso del 1868 la presidenza di Andrew Johnson riuscì ad alienarsi una buona parte dei suoi sostenitori e dovette subire anche un procedimento d'impeachment da parte del Congresso. Pur potendo alla fine mantenere la sua carica, il suo governo rimase paralizzato.

Dopo numerose votazioni i delegati del Partito Democratico scelsero l'ex governatore di New York Horatio Seymour come loro candidato; il suo rivale fu il Comandante generale dell'esercito statunitense Ulysses S. Grant proposto per acclamazione dal Partito Repubblicano. Grant rappresentava uno degli uomini allora più popolari del Nord a causa del forte impegno profuso per concludere con successo la guerra civile a favore dell'Unione.

Anche se Seymour venne travolto nella conta dei grandi elettori del Collegio elettorale ebbe comunque la possibilità di dare al vincitore del filo da torcere per quanto riguarda i voti popolari. Oltre alla risposta positiva avuta dal suo appello in tutto il Nord, Grant poté largamente beneficiare dei voti dei liberti afroamericani nel Sud, mentre il temporaneo disaccordo politico esistente tra molti bianchi meridionali aiutò a sua volta ad ampliare lo scarto della vittoria.

Queste si segnalarono per essere le prime elezioni in cui gli ex schiavi poterono esprimere il proprio diritto di voto in tutti gli Stati del Nord e in quelli ricostituiti negli Stati Uniti meridionali, in conformità con la prima delle "leggi della Ricostruzione". Tranne che in Florida, si utilizzarono dappertutto votazioni popolari per poter determinare i relativi voti elettorali del collegio.

Nella mappa a lato il colore rosso indica gli stati vinti da Grant/Colfax, il blu quelli vinti da Seymour/Blair, il verde quegli Stati che non erano ancora stati ripristinati nell'Unione e che pertanto non erano ammessi a votare. I numeri indicano il numero di voti elettorali assegnati a ciascuno Stato.

Contesto Candidature Repubblicani Nel 1868 i repubblicani si sentirono abbastanza forti da abbandonare la coalizione delle elezioni presidenziali del 1864 sotto il nome di "National Union Party", ma vollero nominare un eroe popolare come loro candidato presidente. Presumevano che i democratici riuscissero a vincere in popolosi Stati del Nord con un gran numero di grandi elettori.

Il generale Grant annunziò pubblicamente di aderire agli scopi del Partito e tanto fu l'entusiasmo che fu scelto all'unanimità, in occasione del primo voto, alla Convention nazionale tenutasi al "Crosby's Opera House" di Chicago il 20 e 21 maggio. Votazioni per la presidenza Votazione 1°Ulysses S. Grant 650 Grant costituiva il candidato ideale per i repubblicani, un eroe nazionale per le imprese compiute in guerra; in più era alla sua prima esperienza politica per cui, con molta probabilità, come presidente avrebbe seguito le indicazioni dei leader congressuali. Candidato Origini Ufficio Stato Delegati Ulysses S. Grant 27 aprile 1822(46 anni)Point Pleasant (Ohio)6°Comandante generale dell'esercito statunitense(1864–1869) Ohio 650

Il Presidente della Camera Schuyler Colfax, un Radical dell'Indiana, venne affiancato a Grant alla sesta votazione riuscendo a battere il senatore Benjamin Wade, inizialmente dato per favorito. Votazioni per la vicepresidenzaPresidential election, 1868.: Proceedings of the National union Republican convention, held at Chicago, May 20 and 21, 1868./ reported by Ely, Burnham & Bartlett, Chicago, official reporters of the convention. Votazione1° 2° 3° 4° 5° Risultato S. Colfax 115 145 165 186 226 541 B. Wade 147 170 178 206 207 38 R. Fenton 126 144 139 144 139 69 H. Wilson 119 114 101 87 56 0 A. G. Curtin 51 45 40 0 0 0 H. Hamlin 28 30 25 25 20 0 J. Speed 22 0 0 0 0 0 J. Harlan 16 0 0 0 0 0 J. AJ. Creswell 14 0 0 0 0 0 S. C. Pomeroy 6 0 0 0 0 0 W. D. Kelley 4 0 0 0 0 0

Candidati del Partito Repubblicano, 1860 per Presidenteper Vice Presidente Segretario alla Guerra(ad interim 1867-1868) Presidente della Camera(1863-1869)Campaign Il programma politico sosteneva il suffragio dei neri nel Sud come parte essenziale del passaggio alla piena cittadinanza; accettava inoltre che gli Stati settentrionali decidessero individualmente di affrancarli. Avversava l'ipotesi di utilizzare i "greenbacks" (le obbligazioni di guerra non convertibili) per riscattare il debito pubblico nazionale, incoraggiò l'immigrazione, avallò anche i pieni diritti dei cittadini che avessero già intrapreso il cammino verso la naturalizzazione ed infine favorì la "Ricostruzione radicale"Republican Party Platform of 1868 at The American Presidency Project, distinguendosi in ciò nettamente dalla politica molto più moderata assunta dalla presidenza di Andrew JohnsonWilliam DeGregorio, The Complete Book of U.S. Presidents, Gramercy, 1997.

Democratici I candidati democratici nel corso della Convention nazionale furono i seguenti: George Hunt Pendleton, ex membro della Camera dei rappresentanti per l'Ohio Thomas Hendricks, Senatore per l'Indiana Winfield Scott Hancock per la Pennsylvania Andrew Johnson, Presidente degli Stati Uniti d'America in carica del Tennessee Asa Packer, ex membro della Camera per la Pennsylvania James Edward English, Governatore del Connecticut Joel Parker, ex Governatore del New Jersey James Rood Doolittle, senatore per il Wisconsin Horatio Seymour, ex Governatore di New York dello Stato di New York Frank P. Blair Jr., ex deputato per il Missouri Reverdy Johnson, senatore per il Maryland Salmon P. Chase, Presidente della Corte suprema USA per l'Ohio Thomas Ewing Jr., ex generale dell'Union Army per l'Ohio John Quincy Adams II, deputato per il Massachusetts George McClellan, ex candidato ufficiale Democratico nelle elezioni presidenziali del 1864 Stephen Johnson Field, giudice associato della Corte suprema degli Stati Uniti per la California John Thompson Hoffman, 78° sindaco di New York Thomas Hart Seymour. ex governatore del Connecticut Franklin Pierce, ex presidente degli Stati Uniti d'America A questi si aggiunse anche Sanford Elias Church, appartenente allo staff dirigenziale dell'ufficio esecutivo del governatorato di New York.

La Convenzione Nazionale Democratica si tenne a New York tra il 4 e il 9 luglio. I primi turni videro in testa George H. Pendleton, che guidò le prime 15 votazioni, seguito in ordine sparso dal presidente Johnson, da W. Hancock, da S. Church, da Asa Packe e da Joel Parker, da J. English, da J. Doolittle e per finire da T. Hendricks. Johnson, divenuto assai impopolare dopo la richiesta di impeachment avanzata nei suoi confronti e superata solo in extremis, riuscì ad ottenere solo 65 voti al primo turno, meno di un terzo del totale necessario per la nomina, e quindi perdette di fatto la possibilità di essere ricandidato.

Nel frattempo il presidente della Convenzione Horatio Seymour, ex governatore di New York, ricevette 9 voti alla quarta votazione dai delegati dello Stato della Carolina del Nord. Questa mossa inattesa causò "una forte allegria e grande entusiasmo", ma Seymour rifiutò, dicendo:

Dopo le prime sette votazioni, i nomi di Pendleton e Hendricks apparivano come i due favoriti. Dopo numerosi votazioni rimaste indecise vennero proposti i nominativi di John Thompson Hoffman, Frank P. Blair Jr. e S. Field. Nessuno di questi candidati, però, riuscì mai ad ottenere un seguito sostanziale. Per ventuno votazioni i candidati si combatterono testa a testa per acquisire il controllo della situazione: Est contro Ovest, i conservatori contro i moderati. I due candidati principali rimasero determinati nell'idea che l'altro non dovesse ricevere la nomina; a causa della maggioranza richiesta dei due terzi si rivelò necessario trovare un candidato di compromessoOfficial proceedings of the National Democratic convention, held at New York, July 4-9, 1868.

Seymour continuò a sperare che alla fine fosse eletto il Presidente della Corte suprema Salmon P. Chase, passato dalla loro parte, ma il vice presidente della Convention nonché presidente della delegazione dell'Ohio alfine annunziò: "all'unanimità la mia delegazione richiede l'inserimento di Horatio Seymour alla Nomination con 21 voti, ora non più contro il suo onore".

I democratici ignorarono così platealmente le richieste di Johnson, che avrebbe gradito ricandidarsi, per sostenere invece la candidatura di Horatio Seymour; egli dovette attendere che i più entusiastici che lo acclamavano abbassassero la voce prima di poter affrontare i delegati pronunziando una nuova arringa con cui declinò l'invito:

"Non trovo le parole adatte nell'esprimere tutto il mio rammarico per il fatto il mio nome sia stato nominato in questa convenzione. Dio sa che la mia intera vita e tutto ciò che ne occupa la maggior parte non vorrebbe altro che spendersi per il bene del mio paese, che il mio volto potesse essere identificato con quello del Partito Democratico..." "Accetta la nomina!" Gridò qualcuno dal fondo della sala. "... ma quando ho detto che non potrei essere candidato, lo volevo proprio dire! Non posso ricevere la nomina senza mettere in una posizione non giusta l'intero Partito. Dio vi benedica per la vostra gentilezza nei miei confronti, ma io non posso davvero diventare il vostro candidato"Official proceedings of the National Democratic convention, held at New York, July 4-9, 1868 (Pg. 153).

Votazioni per la presidenza IGillet, Democracy in the United States, (New York, 1868)1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12° G. H. Pendleton 105 104 119 118 122 122 137 156 144 147 144 145 T. A. Hendricks 3 2 9.5 12 19 30 40 75 80 83 88 89 W. S. Hancock 33 40 46 43 46 47 42 28 35 34 33 30 A. Johnson 65 52 34 32 24 21 12 6 5.5 6 5 5 S. E. Church 34 33 33 33 33 33 33 0 0 0 0 0 A. Packer 26 26 26 26 27 27 26 26 26 27 26 26 J. E. English 16 13 8 8 7 6 6 6 6 0 0 0 J. Parker 13 15 13 13 13 13 7 7 7 7 7 7 J. R. Doolittle 13 13 12 12 15 12 12 12 12 12 12 12 H. Seymour 0 0 0 9 0 0 0 0 0 0 0 0 F. P. Blair 1 10 4 2 10 5 1 1 1 1 1 1 R Johnson 8 8 11 8 0 0 0 0 0 0 0 0 S. P. Chase 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 T. Ewing Jr. 0 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 J. Q. Adams II 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 G. B. McClellan 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 Astenuti 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 1 0

Seymour lasciò il palco per potersi rinfrescare e riposare un po'. Appena uscì dalla sala il presidente dell'Ohio si mise a piangere lamentandosi che la sua delegazione non avrebbe accettato il rifiuto di Seymour; il capodelegazione del territorio dello Utah allora si alzò per dire che Seymour era l'uomo che dovevano avere. Mentre questi stava aspettando nel vestibolo la convenzione lo scelse all'unanimità.

Esausti i delegati scelsero all'unanimità il generale Francis Preston Blair Jr. per la carica di vicepresidente al primo voto dopo che John Alexander McClernand, Augustus Caesar Dodge e Thomas Ewing Jr. ritirarono i loro nomi. La nomina di Blair riflesse la volontà di equilibrare il "ticket" sia ad Est che ad Ovest, nonché a Nord e a SudWilliam E. Parrish (1998), Frank Blair: Lincoln's Conservative, Missouri Biography Series, University of Missouri Press, pg. 254.