Il sacrificio umano è l'atto con cui si uccidono uno o più esseri umani, solitamente offerti a una divinità, come parte di un rito religioso. Il sacrificio umano è stato praticato da diverse civiltà antiche lungo il corso della storia. In queste culture antiche si parlava di sacrificio umano quando a una divinità venivano immolati degli uomini per propiziarsene i favori, come anche nei riti di fondazione, oppure nelle cerimonie di iniziazione in cui venivano consumate vittime a lui consacrate durante una teofagia.
La maggior parte delle religioni condanna oggi la pratica, mentre le leggi odierne secolari lo trattano come un omicidio: all'interno di una società che condanna il sacrificio umano, può essere utilizzato anche il termine di assassinio rituale.
Storia e contesto
Età della pietra L'idea del sacrificio umano ha le sue radici nella più profonda preistoria, uno dei fatti alla base dell'evoluzione del comportamento umano (vedi il grande balzo in avanti).
Le vittime erano tipicamente uccise seguendo un predeterminato rituale, che avrebbe dovuto accontentare o placare gli dei, certi esseri spirituali o le anime dei defunti, ad esempio come offerta propiziatoria, oppure come sacrificio dei servitori di un re i quali venivano uccisi in modo da continuare a servire il loro padrone anche nella vita ultraterrena. Pratiche strettamente correlate si trovano in alcune società tribali, come per il cannibalismo e coloro che vengono definiti come cacciatori di teste.
Età del ferro Col sopraggiungere dell'età del ferro, assieme alle strutture connesse alle varie religioni del periodo assiale, il sacrificio di esseri umani si sarebbe ridotto in tutto il Vecchio Mondo, . Nel Nuovo Mondo tuttavia il sacrificio di uomini ha continuato a esser diffuso a vari livelli fino al periodo della colonizzazione europea delle Americhe.
Nei tempi moderni la pratica, parallela anche del sacrificio animale, è progressivamente scomparsa da tutte le principali religioni (o è stato rifuso in termini di macellazione rituale) e il sacrificio umano è divenuto estremamente raro.
Diffusione e motivazioni Il sacrificio di esseri umani è stato praticato per una serie di occasioni diverse e in molte culture differenti; le varie motivazioni che gli stanno dietro son le stesse che motivano il sacrificio religioso in generale: . .
In genere la pratica era diffusa presso la maggior parte dei popoli antichi conosciuti. . Si hanno poi notizie di tali pratiche presso e nell'antica Roma (fino all'epoca repubblicana). Cfr. anche Luciana Aigner Foresti, Antichità classica, pag. 265, Jaca Book, 1993.
In tempo di pace Sacrificio di famigliari In alcune concezioni di vita dopo la morte, il defunto può beneficiare delle vittime uccise durante il proprio funerale: e i primi abitanti dell'antico Egitto (vedi Sacrifici umani nell'antico Egitto), oltre a vari capi e governanti della Mesoamerica (vedi Sacrifici umani nella cultura azteca), potevano condurre con sé nell'aldilà la maggior parte del proprio nucleo familiare, compresi servi e concubine, che venivano uccisi o sepolti vivi dentro la tomba del padrone di modo che potessero continuare a servirlo anche nella vita ultraterrena.
Consacrazione di costruzioni Nel Giappone antico le leggende parlano di Hitobashira (letteralmente "pilastro umano") in cui fanciulle subivano la sepoltura da vivo alla base o in prossimità di alcune costruzioni per proteggerle contro disastri naturali o attacchi da parte di nemici; un tropo/motivo quasi identico appare anche nel poema epico albanese La costruzione di Scutari, dove il sacrificio di una giovane madre che sta ancora allattando il proprio bambino non mancherà di tenere al sicuro le mura e la città stessa di Scutari (oggi nella punta a nord dell'Albania) dalle presenze malefiche di esseri soprannaturali"For example, "The Building of Skadar" (Vuk II, 25) is based on the motif of a blood sacrifice being required to make a building stand." (Felix J. Oinas: Heroic Epic and Saga: An Introduction to the World's Great Folk Epics; Indiana University Press, 1978, ISBN 9780253327383, p. 262.)Alan Dundes: The Walled-Up Wife: A Casebook; Univ of Wisconsin Press, 1996, ISBN 9780299150730, p. 146 (le Vila, versione slava delle ninfe).
Per la riconsacrazione della "Grande Piramide" (ovvero, il tempio maggiore) di Tenochtitlán nel 1487, gli Aztechi riferiscono di aver fatto uccidere migliaia di prigionieri nel corso di pochi giorni; secondo lo storico-antropologo Ross Hassig autore di Aztec Warfare tra le 10 e le 80.000 persone sono state sacrificate in quella cerimoniaHassig, Ross (2003). "El sacrificio y las guerras floridas". Arqueología mexicana, p. 46–51..
In tempo di guerra Il sacrificio umano può anche avere l'intenzione di assicurarsi il favore degli dei prima di una guerra.
Nella leggenda omerica la principessa Ifigenia doveva essere sacrificata dal padre Agamennone per favorirgli il successo nella guerra di Troia.
Secondo la Bibbia Iefte promise di dedicare a Dio la prima creatura che lui avesse incontrato fuori dalla sua casa, se avesse vinto la battaglia contro gli Ammoniti; sarà la sua unica figlia la prima a incontrarloGiudici 11: 30-34 e a venirgli incontro con timpani e danze. Anche se vi è qualche incertezza sul fatto che questo possa esser stato non un sacrificio umano ma una consacrazioneEerdmans' Dictionary of the Bible, David Noel Freedman and Allen C. Myers, Amsterdam UP - "Whether Jephthah intended human sacrifice is unclear.", le fonti accademiche lo discutono nel contesto sacrificale tracciando i dovuti paralleli con il sacrificio (mancato) di Isacco da parte di Abramo*King Manasseh and Child Sacrifice by Francesca Stavrakopoulou (publ. Walter de Gruyter), discusses Jepthah's daughter in parallel to Abraham's near-sacrifice of Isaac. Fathers and Daughters in the Hebrew Bible by Johanna Stiebert (publ. Oxford UP) follows suit in comparing the sacrifice with the near-sacrifice of Isaac. Social Meanings of Sacrifice in the Hebrew Bible by David Janzen (publ. Walter de Gruyter), explicitly discusses Jephthah's sacrifice in the context of human sacrifice..
Nell'antica Roma, sacrifici umani furono praticati fino alla battaglia di Canne compresa. Nel 226 a.C. (o nel 228) Roma era sotto la minaccia dei Galli e, in ottemperanza con quanto stabilito dai Libri sibillini e per ingraziarsi le divinità, due Galli e due Greci furono sepolti vivi nel Foro Boario (o forse nel Foro romano vero e proprio).
Il medesimo sacrificio fu reiterato - come attestato da Tito Livio - prima della battaglia di Canne, nel 216 a.C., e ad essere sacrificati furono ancora due Celti e due Greci.
È da notare il sacrificio di 300 notabili della città di Perugia compiuto da Ottaviano Augusto nel 41 a. C. dopo la conquista di questa città nel corso del Bellum Perusinum. (Svetonio Augusto 15 e Cassio Dione Storia Romana XXXXVIII, 14, 3 - 4)
Un altro fine del sacrificio umano era la divinazione tramite le membra del corpo della vittima; secondo quanto ne riferisce Strabone i Celti e gli Etruschi colpivano la vittima con una spada e interpretavano il futuro dagli spasmi della sua morte.
La "caccia alla testa" è la pratica di prendere la testa di un avversario ucciso e utilizzarla per scopi cerimoniali o magici, o per ragioni di prestigio; sono stati trovati cacciatori di teste in molte società tribali pre-moderne.
Nella Bibbia Nella Bibbia il divieto di praticare sacrifici umani è discussa. Nell'Esodo viene impartito da Yahwè il seguente comando:
Iefte promette a Dio di sacrificare «chiunque uscirà per primo dalle porte di casa» in cambio della vittoria, senza alcuna condanna divina del gesto; la prima a uscire fu sua figlia ed egli la sacrificò (Giudici, 11).
Per il resto, vieta agli Israeliti di imitare i Cananei nell'uso di sacrificare i loro figli agli dèi pagani, divieto ribadito in generale in .
proibisce di riscattare chi è destinato al sacrificio (Non redimatur, sed morte moriatur). Ciò riguardava i delinquenti condannati a morte mediante cherem penale, anatema proferito in modo solenne da Dio o dall'autorità, affine alla sacratio romana. Cananei e Amorrei furono puniti senza possibilità di riscatto (, , ).
In merito a Giudici 11, i rabbini, san Girolamo e sant'Agostino affermano che la figlia di Jephte fu sacrificata, ma non secondo il volere del Dio ebraico-cristiano, bensì in modo crudele e arbitrario.
In , il Signore vieta agli Israeliti di compiere "l'abbominio" dei sacrifici in onore del dio Moloch, minacciando la punizione e la sconfitta per i popoli che si erano macchiati di tale delitto, e così altri passi controversi.
Accuse di bere sangue
Laccusa del sangue è ritenuto un pregiudizio antisemita" secondo il quale gli ebrei berrebbero sangue umano, in particolar modo di bambini, durante la Pesach per scopi magici e rituali, o medicamentosi. Quest'accusa ebbe origine nel 1144 in Inghilterra e poi si diffuse durante il Medioevo ed in età moderna: ci furono diversi casi di bambini morti in circostanze poco chiare, in cui le comunità israelite locali vennero accusate di omicidio rituale. In seguito a queste accuse era frequente il verificarsi di processi condotti con il metodo della tortura, di pogrom, linciaggi e sterminiWeinberg, Robert. The Blood Libel in Eastern Europe, Jewish History, Vol.26, No.3/4. (december 2012) ed espulsioni di ebrei. Là dove accaddero questi fatti, la percezione che i cattolici locali avevano degli ebrei peggiorò notevolmente:
La diffusione della credenza contribuì, nel corso del XIX secolo, alla creazione e alla diffusione dello stereotipo calunnioso della pratica del sacrificio umano come caratteristica dell'ebraismo, cosa questa che divenne una componente organica della propaganda antisemita.
In epoca contemporanea l'accusa del sangue venne ripresa nella Germania nazista, in Polonia, nel mondo arabo-islamico e, successivamente, in diverse ideologie complottiste.
L’omicidio rituale è una pratica condannata dall’ebraismo, come illustrato dall’episodio biblico di Isacco, e anche la presenza di sangue nei cibi è severamente vietata.
Note
Bibliografia Approfondimenti Marvin Harris, Cannibali e re. Le origini delle culture, Feltrinelli, 1977 Angelo Brelich, Presupposti del sacrificio umano, Editori Riuniti University Press, 2006
Voci correlate Sacrifici umani nell'antico Egitto Sacrifici umani nella cultura azteca Sacrificio umano nella cultura araba preislamica Sacrifici di bambini nelle culture precolombiane
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