Epipactis Zinn, 1757 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orchidacee, dall'aspetto di piccole erbacee perenni dai delicati fiori.
Etimologia Il termine Epipactis si trova per la prima volta negli scritti di Dioscoride Pedanio (Anazarbe in Cilicia, 40 circa - 90 circa) che fu un medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone. L'origine di questo termine è sicuramente greca, ma l'etimologia esatta ci rimane oscura (qualche testo lo traduce con “crescere sopra”).
Il nome comune del genere (“Elleborine”) deriva dal fatto che inizialmente Linneo aveva adottato per questo genere il nome di Helleborus, in seguito abbandonato.
L'attuale denominazione del genere ("Epipactis”) è stata invece scientificamente definita dal botanico e anatomista germanico Johann Gottfried Zinn (6 dicembre 1727 – 6 aprile 1759), membro tra l'altro dell'Accademia delle Scienze di Berlino, in una pubblicazione specifica sul genere Epipactis nel 1757.
Descrizione Sono piante erbacee perenni, alte normalmente da pochi centimetri fino a circa . Possono essere sia glabre che pubescenti. Nell'ambito della famiglia delle Orchidacee questo genere è considerato terricolo. La forma biologica comune a tutte le specie europee è geofita rizomatosa (G rizh), ossia sono delle piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno si rigenera con nuove radici e fusti avventizi. Queste piante, contrariamente ad altri generi delle orchidee, non sono “epifite”, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni (hanno cioè un proprio rizoma); ma partecipano ad un particolare tipo di associazione simbiotica chiamata micorriza (per questo alcune specie hanno delle foglie molto ridotte o non colorate di verde) in quanto non hanno bisogno della clorofilla.
Radici Le radici generalmente sono secondarie da rizoma e a volte sono piuttosto carnose. Fusto Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un rizoma che può anche essere stolonifero. Parte epigea: la parte aerea è fogliosa, eretta e semplice (poco o per nulla ramosa) e di sezione cilindrica. Foglie Le foglie sono intere a forma ovato-lanceolata oppure ellittico-lanceolata. Sono sessili e amplessicauli e normalmente sono carenate centralmente. La disposizione delle foglie è distica. La superficie delle foglie si presenta con diverse nervature parallele. Le specie con foglie a scarsità di clorofilla sono sfumate di blu o violaceo. Infiorescenza L'infiorescenza è un racemo terminale e lineare con fiori perlopiù penduli e pedicellati; la disposizione è leggermente unilaterale. Alla base del pedicello di ogni fiore possono essere presenti delle brattee erbacee a forma lanceolata. I fiori sono resupinati, ruotati cioè sottosopra tramite torsione del pedicello. Fiore I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami perlopiù atrofizzati, 1 verticillo dello stilo).. Il colore dei fiori può essere biancastro, verde, rossastro o purpureo oppure bruno.
Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: P 3+3, [A 1, G (3)] (infero)
Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali ciascuno (3 interni e 3 esterni) di forma più o meno lanceolata, liberi e generalmente patenti; il primo verticillo (esterno) ha 3 tepali uguali di tipo sepaloide (simili ai sepali del calice del perianzio) con apice acuto; nel secondo verticillo (interno) il tepalo centrale (chiamato “labello”) è notevolmente più sviluppato degli altri due laterali che possono presentarsi più o meno simili a quelli esterni oppure di dimensioni minori e colori diversi. Labello: il labello è diviso in due sezioni: la porzione posteriore del labello (basale, chiamata ipochilo) è concava e stretta (o anche saccata), mentre quella anteriore (apicale, chiamata epichilo) è generalmente allargata con varie increspature di forma orbiculare, acuminata, apiculata, triangolare o oblanceolata. Nel mezzo tra l'ipochilo e l'epichilo è presente una strozzatura che normalmente rende libero di oscillare l'epichilo. Il labello non è speronato come in altri generi della stessa famiglia, mentre invece può possedere due “calli” rugosi nei pressi della base. La parte nettarifera si trova nel ipochilo.
Ginostemio: lo stame con la rispettiva antera biloculare è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato ginostemio.. L'ovario è infero ed è peduncolato. La forma può essere piriforme-globosa come fusiforme ed è formato da tre carpelli fusi insieme. Il polline è più o meno incoerente ed è conglutinato in due masse cerose polliniche bilobe (una per ogni loculo dell'antera); queste masse sono prive di “caudicole” (filamento di aggancio all'antera).
Frutti Il frutto è una capsula a forma ellittica con più coste contenente moltissimi, minuti semi. Anche le capsule, come i fiori, sono pendule. I semi molto leggeri vengono dispersi dal vento e sono privi di albume.
Biologia Le piante di questo genere si riproducono prevalentemente tramite impollinazione: per la maggior parte sono piante nettarifere, quindi è possibile una impollinazione entomofila (vespe, api e ditteri).
Distribuzione e habitat La distribuzione geografica di queste piante è “paleoartica”, un'area che va dall'Himalaya all'Africa settentrionale e dall'Asia fino all'Europa estendendosi fino alla parte più settentrionale dell'America boreale. Nei nostri territori le poche specie di questo genere frequentano i luoghi boschivi ed erbosi in genere umidi della fascia montuosa che va dalle regioni dell'ulivo fino a quelle del faggio.
Delle specie spontanee della flora italiana 10 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine..
SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaE. atrorubens14collinaremontanosubalpinoCa Ca-SibasicobassoseccoB6 C3 F2 F7 G4 I1 I2tutto l'arco alpinoE. autumnalis14collinareCa-SiacidobassoseccoI2Prealpi VicentineE. helleborine14collinaremontanosubalpinoCa Ca-SibasicobassomedioB6 F7 I1 I2tutto l'arco alpino E. h. orbicularis11montanosubalpinoCabasicobassoseccoB6 F7 I1TOE. leptochila14collinaremontanoCabasicobassomedioI2BG BS TN E. microphylla14collinaremontanoCabasicobassoseccoI2 I3TO BG TN BZ BL UDE. muelleri11collinaremontanoCabasicobassoumidoB6 F2 F7 G4 I1 I3tutto l'arco alpino E. palustris11collinaremontanoCa Ca-SibasicobassoseccoE1 F3tutto l'arco alpino Epipactis pontica14montanosubalpinoCa-SiacidobassoseccoI2BL Legenda e note alla tabella. Per il “substrato” con “Ca-Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri 14 = comunità forestali Ambienti: C3 = ghiaioni, morene e pietraie B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali E1 = paludi e torbiere basse F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili F7 = margini erbacei dei boschi G4 = arbusteti e margini dei boschi I1 = boschi di conifere I2 = boschi di latifoglie I3 = querceti submediterranei
Tassonomia Il genere Epipactis appartiene alla tribù delle Neottieae e comprende oltre 60 specie diffuse in Europa, in Asia e in America, delle quali meno di una decina sono spontanee della flora italiana..
Epipactis africana Rendle Epipactis alata Aver. & Efimov Epipactis albensis Nováková & Rydlo Epipactis atrorubens (Hoffm.) Besser Epipactis autumnalis Doro Epipactis bugacensis Robatsch Epipactis calabrica U.Grabner, S.Hertel & Presser Epipactis collaris S.Hertel Epipactis condensata Boiss. ex D.P.Young Epipactis cordigera S.Hertel & Presser Epipactis cupaniana C.Brullo, D'Emerico & Pulv. Epipactis dunensis (T.Stephenson & T.A.Stephenson) Godfery Epipactis etrusca Presser & S.Hertel Epipactis euxina Fateryga, Popovich & Kreutz Epipactis exilis P.Delforge Epipactis fageticola (C.E.Hermos.) Devillers-Tersch. & Devillers Epipactis fascicularis T.P.Lin Epipactis flaminia P.R.Savelli & Aless. Epipactis flava Seidenf. Epipactis garganica S.Hertel Epipactis gigantea Douglas ex Hook. Epipactis greuteri H.Baumann & Künkele Epipactis guegelii Robatsch Epipactis helleborine (L.) Crantz Epipactis humilior (Tang & F.T.Wang) S.C.Chen & G.H.Zhu Epipactis hyblaea Brullo & Zimmitti Epipactis hygrophila S.Hertel Epipactis ioessa Bongiorni, De Vivo, Fori & Romolini Epipactis kartliana Kreutz & Van Domm. Epipactis kleinii M.B.Crespo & M.R.Lowe & Piera Epipactis krym-montana Kreutz, Fateryga & Efimov Epipactis leptochila (Godfery) Godfery Epipactis lucana Presser, S.Hertel & V.A.Romano Epipactis lusitanica D.Tyteca Epipactis mairei Schltr. Epipactis majellensis Presser & S.Hertel Epipactis meridionalis H.Baumann & R.Lorenz Epipactis microphylla (Ehrh.) Sw. Epipactis muelleri Godfery Epipactis nordeniorum Robatsch Epipactis ohwii Fukuy. Epipactis olympica Robatsch Epipactis palustris (L.) Crantz Epipactis papillosa Franch. & Sav. Epipactis persica (Soó) Hausskn. ex Nannf. Epipactis phyllanthes G.E.Sm. Epipactis pinovica S.Hertel, Tsiftsis & Z.Antonop. Epipactis placentina Bongiorni & P.Grünanger Epipactis pontica Taubenheim Epipactis purpurata Sm. Epipactis rechingeri Renz Epipactis rivularis Kranjcev & Cicmir Epipactis royleana Lindl. Epipactis sanguinea S.Hertel & Presser Epipactis stellifera Di Antonio & Veya Epipactis tallosii A.Molnár & Robatsch Epipactis taurica Fateryga & Kreutz Epipactis thunbergii A.Gray Epipactis torqueta Presser, S.Hertel & V.A.Romano Epipactis tremolsii Pau Epipactis troodi H.Lindb. Epipactis turcomanica K.P.Popov & Neshat. Epipactis ulugurica Mansf. Epipactis veratrifolia Boiss. & Hohen. Epipactis xanthophaea Schltr.
Ibridi Sono stati descritti i seguenti ibridi intraspecifici:
Epipactis × barlae A.Camus (E. helleborine subsp. helleborine × E. microphylla) Epipactis × barreana B.Baumann & H.Baumann (E. latina × E. muelleri) Epipactis × breinerorum Batoušek (E. helleborine subsp. helleborine × E. greuteri) Epipactis × bruxellensis P.Delforge (E. helleborine × E. phyllanthes) Epipactis × cardonneae J.-M.Lewin (E. atrorubens × E. kleinii) Epipactis × conquensis Benito & C.E.Hermos. (E. cardina × E. kleinii) Epipactis × gerbaudiorum P.Delforge (E. provincialis × E. tremolsii) Epipactis × gevaudanii P.Delforge (E. helleborine × E. rhodanensis) Epipactis × graberi A.Camus (E. atrorubens × E. microphylla) Epipactis × hanseniorum Batoušek (E. helleborine × E. moravica) Epipactis × heterogama M.Bayer (E. atrorubens × E. muelleri) Epipactis × liestalensis A.Camus (E. atrorubens × E. palustris) Epipactis × mohilewiensis V.Lebedko & D.Dubovik (E. helleborine × E. palustris) Epipactis × nicolosii M.P.Grasso & Grillo (E. helleborine × E. meridionalis) Epipactis × pupplingensis K.P.Bell (E. atrorubens × E. palustris) Epipactis × reinekei M.Bayer (E. helleborine subsp. helleborine × E. muelleri) Epipactis × robatschii Gévaudan & P.Delforge (E. bugacensis × E. atrorubens subsp. borbasii) Epipactis × schmalhausenii K.Richt. (E. atrorubens × E. helleborine subsp. helleborine) Epipactis × schulzei P.Fourn. (E. helleborine × E. purpurata) Epipactis × soguksuensis Kreutz (E. helleborine × E. turcica) Epipactis × stephensonii Godfery (E. helleborine e E. leptochila) Epipactis × subtilis Jakubska-Busse, Zolubak & Lobas (E. purpurata e E. albensis) Epipactis × vermionensis B.Baumann & H.Baumann (E. gracilis × E. helleborine)
Specie spontanee della flora italiana