Laviazione è il complesso delle attività che coinvolgono qualsiasi tipo di apparecchio adatto al volo, incluse le attività tecniche e scientifiche, il personale, le organizzazioni e gli enti regolatori interessati. Per estensione può includere anche gli aerostati.

Suddivisa in aviazione militare e aviazione civile, ha avuto degli sviluppi notevoli nel corso degli anni, soprattutto per le sperimentazioni e le ricadute tecnologiche dovute all'uso delle aerodine a scopi militari; anche l'astronautica, attraverso i programmi spaziali dei vari paesi coinvolti nella corsa allo spazio, ha fornito materiali e stimoli all'evoluzione, e in alcuni casi c'è stata una vera e propria convergenza tra i due settori, come nel caso dello Space Shuttle, che decolla come un razzo ed atterra come un aliante.

Storia

Il XVIII secolo e primi esperimenti

Se è vero che spesso le ricerche e le sperimentazioni delle nuove tecnologie furono finanziate ed asservite a scopi militari, e l'aviazione non fa eccezione, vi furono molti pionieri civili che sperimentarono a proprie spese o con la propria vita la passione per il volo, gettando le basi per lo sviluppo dell'aviazione civile e consolidandone il ruolo nel nostro quotidiano.

L'età moderna dell'aviazione ebbe inizio il 21 novembre 1783 con il primo volo umano effettuato in Francia a Versailles davanti al Re Luigi XVI, alla Regina Maria Antonietta ed a tutta la corte, da Jean-François Pilâtre de Rozier e il marchese d'Arlandes, che a bordo di un pallone ad aria calda costruito dai fratelli Montgolfier (che da loro avrebbe preso il nome di mongolfiera) volarono per 12 chilometri.

Questo tipo di voli era poco pratico, in quanto i palloni si spostavano solamente seguendo la direzione del vento e lo stesso Pilâtre de Rozier morì due anni dopo mentre tentava di raggiungere l'Inghilterra dalla Francia andando contro la direzione dei venti dominanti (di lui si disse "Il primo uomo a volare ed il primo a morire"). Fu subito chiara la necessità di avere palloni governabili, o dirigibili. Nel 1784 Jean-Pierre Blanchard inventò questo tipo di aeromobili, utilizzando la propulsione umana (ali sventolate) ed attraversò con uno di questi modelli la Manica nel 1785. L'idea venne in seguito sviluppata introducendo propulsori a motore (Henri Giffard, 1852), la struttura rigida (David Schwarz, 1896) e miglioramenti alla velocità e manovrabilità (Alberto Santos-Dumont, 1901).

Il primo volo di un mezzo più pesante dell'aria e spinto da un motore è stato compiuto dai fratelli Wright negli Stati Uniti.Johnson, Mary Ann. Wright State University, 2001... Sebbene esistano molte controversie sulla reale attribuzione di questo primato, la data più comunemente accettata per questo evento è stata fissata al 17 dicembre 1903. In realtà, il velivolo con il quale fu raggiunto questo risultato non poteva avere utilizzo pratico a causa dei problemi di controllo in volo che lo affliggevano. Bisognò attendere l'adozione degli alettoni per avere degli aeroplani più facili da pilotare e solo un decennio dopo, con l'inizio della prima guerra mondiale, i velivoli più pesanti dell'aria divennero di uso pratico per la ricognizione, la direzione del tiro di artiglieria e finanche l'attacco contro postazioni a terra.

Il XX secolo ed i fratelli Wright

Il primo volo dei Fratelli Wright del 17 dicembre 1903, se rappresentava il primo successo del più pesante dell'aria, non nasceva dal nulla. Dall'epoca delle mongolfiere si era passati ai veleggiamenti di Otto Lilienthal, ai primi modelli in scala di elicotteri di Enrico Forlanini, ed aerei con Samuel Pierpont Langley, volanti grazie a piccoli motori a vapore, per finire con i primi esperimenti con dirigibili alla fine dell'Ottocento. Gli stessi pionieri dell'aviazione attraversarono l'evoluzione delle tecnologie disponibili all'epoca. Forlanini dai modelli di elicottero approdò al dirigibile. Mentre Alberto Santos-Dumont dal dirigibile al più pesante dell'aria.

Se lo scopo dei primi pionieri era realizzare macchine in grado di volare, già alla fine del primo decennio del Novecento il limite era dimostrare di poter volare meglio, più a lungo e più lontano. Nascono così le prime trasvolate: Louis Blériot, che trasvolò la Manica nel 1909. È a bordo dello stesso aereo che l'italiano Cesare Suglia nel 1913 effettuerà, attraversando tutta l'Italia, il raid aereo più lungo compiuto fino a quel momento. Prima trasvolata atlantica di Alcock e Brown nel 1919, su un Vickers Vimy, simbolo del progresso tecnologico ottenuto durante la prima guerra mondiale. Quest'epoca di trasvolatori solitari si chiuderà più di un decennio dopo con figure quali Charles Lindbergh, che verrà insignito della Medal of Honour per aver effettuato la prima trasvolata atlantica in solitaria della storiacon la seguente motivazione: «Per aver mostrato eroico coraggio e qualità di navigatore, a rischio della propria vita, nel volo senza soste con il suo aeroplano, lo "Spirit of St. Louis" dalla città di New York a Parigi in Francia il 20-21 maggio 1927, con il quale il Capitano Lindbergh non solo ha raggiunto il più grande trionfo di ogni cittadino americano, ma ha anche dimostrato che è possibile l'attraversamento dell'oceano tramite aereo»., e Amelia Earhart.

Fra le prime donne pilota italiane, si possono ricordare Rosina Ferrario ed Ester Vietta. Anche durante il periodo fascista, non mancano donne pilota, come ad esempio la contessa Aloisa Guarini Matteucci.

Gli anni venti e trenta vedono piloti, costruttori ed inventori in tutto il mondo impegnati nel far diventare l'aereo un mezzo di massa. Progetti idealisti-realisti come quello dell'industriale Henry Ford che con il suo Ford Trimotor (soprannominato Tin Goose - "oca di latta") negli anni trenta volle creare un aereo civile che mettesse il volo tra le cose quotidiane dell'americano medioHerrick, Greg A. . Jackson, Wyoming: Yellowstone Aviation, Inc. fordtri-motor.com, 2004. Verificato: 10 novembre 2008. Nota: su questo libretto di 28 pagine si può trovare la storia del Ford Trimotor 4-AT-10, C-1077, soprannominato G-CARC "Niagara". Qui viene anche descritto il processo di restauro del velivolo ed alcune informazioni di carattere generale del Trimotor e della sua avventura nell'aviazione.. A quello tra la propaganda e il perfezionamento delle tecniche di volo e di addestramento di Italo Balbo effettuò le famose trasvolate in formazione effettuate con i Savoia-Marchetti S.55, che ebbero il loro culmine nella Crociera del Decennale.

I voli transoceanici

Sono gli stessi anni in cui si assistette ad un fiorire di compagnie aeree per il trasporto della posta e di passeggeri, inizialmente su aerei da pochi posti e per distanze brevi, fino ai primi voli transoceanici. Dai timidi tentativi degli idrovolanti postali tedeschi, che coprivano le tratte Germania Sud-America, utilizzando i transatlantici come navi appoggio, ai primi idrovolanti di linea.

Ogni nazione era impegnata nel coprire le rotte più lontane. I grossi idrovolanti statunitensi furono detti China Clipper, un nome che diventò il termine generico che identificava, nell'immaginario popolare, tutta la flotta dei grandi idrovolanti transoceanici della Pan American Airways, il Martin M-130, il Sikorsky S-42 ed il Boeing 314., quest'ultimo considerato il modello più perfezionato. Il nome China Clipper venne attribuito inizialmente allo specifico Martin M-130 che faceva rotta sulla Cina e poi in generale a tutti i grossi idrovolanti sempre più perfezionati che durante la guerra svolsero anche incessanti pattugliamenti sull'oceano Pacifico, effettuando anche moltissime missioni di ricerca e soccorso, con equipaggi civili e con l'esperto personale di terra formato in anni di servizio. Ad essi, modificati unicamente con l'applicazione dei contrassegni militari, vennero affidate anche delicate missioni di trasporto a lungo raggio. Per esempio venne loro assegnata la rotta che attraverso Natal, Brasile e Liberia, riforniva le forze inglesi al Cairo ed anche i sovietici via Teheran. Infatti il Clipper era l'unico aereo da trasporto che poteva effettuare la traversata di 2 150 miglia senza scaloBrock 1978, cap. VI..

Per contro, gli inglesi ebbero nello Short S.23 Empire, grande idrovolante a scafo, e nel suo omologo militare (ma del quale alcuni esemplari vennero usati a scopo civile), lo Short Sunderland, mezzi capaci di assicurare le comunicazioni attraverso l'Impero britannico con rotte che raggiungevano anche l'Australia, attraverso parecchi scali tecnici.

L'idrovolante rappresentava in quegli anni una scelta quasi obbligata. Non solo per la capacità di ammarare quando si dovevano sorvolare ampie distese d'acqua, ma anche per non essere vincolati alle dimensioni limitate delle aviosuperfici terrestri. Il decollo dall'acqua consentiva di avere superfici di decollo ed atterraggio illimitate, tanto che negli anni dal 1927 al 1938 i primati mondiali di velocità appartenevano agli idrovolanti. Erano gli anni della coppa Schneider, gara di velocità tra idrovolanti appunto, che raggiunse, all'epoca, una notorietà paragonabile a quella della attuale Formula 1.

La sfida tra Macchi e Supermarine, al di là della competizione sportiva, portò un grande sviluppo dal punto di vista delle cellule e dei motori. Il trofeo andò alla Supermarine che con i suoi idrocorsa, culminanti nello S.6B, si aggiudicò le tre edizioni necessarie a portare a casa il trofeo; la vittoria avvenne però tra molte polemiche originate dal gran numero di incidenti che flagellarono la dodicesima ed ultima edizione, compresi i due piloti italiani morti e i due inglesi salvi per pura combinazione, tanto che il Supermarine S.6B vincitore disputò la gara da solo.Su https://www.hydroretro.net/coupeen/coupeeng.htm troviamo una breve cronistoria della Coppa Schneider, con l'albo d'oro e le vittime. Il primato assoluto di velocità andò poi all'Italia, che non seppe però mettere in pratica su scala industriale quanto acquisito nelle competizione, a differenza del Regno Unito, tant'è che il Supermarine Spitfire può essere considerato discendente diretto dell'S.6B, pur essendo nato da un progetto diverso..

Ma l'era degli idrovolanti iniziò a tramontare già prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Il 10 agosto 1938 un quadrimotore Focke-Wulf Fw 200 Condor effettuò un volo senza scalo Berlino-New York. Il 30 marzo 1939, un aereo terrestre, l'Heinkel He 100, tornerà a detenere il primato assoluto, con 746,604 km/h.Cfr. tra gli altri, Vol. 13 pag. 178.. In quegli stessi anni la neocostituita Linee Aeree Transcontinentali Italiane adottò i Savoia-Marchetti S.M.79 e Savoia-Marchetti S.M.83 in luogo del CANT Z.506 o di altri idrovolanti, sebbene fosse in programma l'entrata in servizio anche di idrovolanti, lo Z.509 e lo Z.511.

L'avvento del motore a reazione