La Cadillac Eldorado è una vettura, caratterizzata dalla scocca a due porte, che ha fatto parte della gamma delle auto contraddistinte dal marchio Cadillac, prodotta a partire dall'anno 1953, e sino all'anno 2002. L'origine del nome è controversa, poiché secondo alcuni esperti del settore deriva da un suggerimento che una segretaria, interpellata sull'argomento, avrebbe dato a un dirigente della Casa.
Il modello infatti si poneva come il più lussuoso prodotto dalla casa automobilistica sino a quel momento, e all'epoca venne suggerito di denominarla con il nome della mitica città dell'oro, Eldorado, e solo questo nome poteva rendere giustizia alle peculiarità che contraddistinguevano il modello, e identificarne appieno le particolari caratteristiche. Invece, sulla rivista Palm Spring Life, è stato scritto che il nome deriva dall'appellativo con il quale veniva identificato il "resort" preferito dai vertici della General Motors, e cioè l'"Eldorado Country Club", ubicato nella Coachella Valley, in California.
Degno di nota il fatto che, per tutto il corso della sua produzione, l'Eldorado rimase la più lussuosa vettura facente parte della gamma prodotta dalla casa automobilistica americana.
Sviluppo e versioni
Prima serie
L'Eldorado venne presentata nel corso dell'anno 1953, sulla falsariga della concept-car El Dorado Golden Anniversary presentata nel corso dell'anno precedente, il 1952. La vettura inizialmente era disponibile in quattro colori speciali, e inoltre era contraddistinta dal possedere alcune caratteristiche uniche, nonché una capote rigida come copertura. Sebbene fosse strutturalmente basata sulla Series 2 decappottabile, vettura di normale produzione, l'Eldorado costava esattamente il doppio della stessa, poiché il suo prezzo di listino raggiungeva i 7.750 dollari USA. Tra le particolarità di questa vettura si possono ricordare i finestrini senza telaio, e una particolare linea mediana, passante per la base dei finestrini, a sbalzo, cioè incisa nel metallo della carrozzeria. Questi due tocchi di stile erano molto amati da Harley Earl, il capo dell'Ufficio Stile della General Motors, e trovò estimatori anche fra gli altri costruttori, che lo adottarono sulle carrozzerie delle auto da loro prodotte. Degno di nota il fatto che per tutto il corso degli anni cinquanta l'Eldorado rimase la vettura che dettava lo stile dell'intera gamma General Motors e più in generale di gran parte dell'industria automobilistica statunitense.
Seconda serie
Nel corso dell'anno 1954, l'Eldorado perse la sua particolare carrozzeria e da quel momento condivise quella di base delle Cadillac di serie. Questo avvicendamento consentì alla General Motors di allargare la base costituita dai potenziali acquirenti, poiché sfruttando i più elementari principi di sinergia industriale, poté ridurre il prezzo dell'autovettura, che era proibitivo.
Nel corso dell'anno 1955, la carrozzeria della vettura fu fatta oggetto di un nuovo intervento, poiché fu adottato il parabrezza panoramico, e furono aggiunte, nella parte posteriore della stessa, delle pinne dalla foggia alta e slanciata, caratterizzate da linee diritte e spigolose, in totale contrasto con quelle che caratterizzavano le precedenti, curvilinee e bulbose, e che erano patrimonio comune delle vetture prodotte all'epoca dalle marche concorrenti. Anche questa scelta rappresentò un altro esempio di come l'Eldorado, dal punto di vista stilistico, si ponesse all'avanguardia della produzione automobilistica americana dell'epoca.
Nel corso dell'anno 1956 venne presentata la versione hardtop che fu denominata Eldorado Seville.
Terza serie
Nel corso del 1957 venne ampiamente rivista la parte posteriore delle carrozzerie dell'Eldorado coupé e della Seville. Questa adesso adottava una linea bassa e a freccia, che partiva dal paraurti, e che si collegava a delle code slanciate, caratterizzate dall'avere la parte superiore tagliata. Queste linee furono adottate per un biennio, e non trovarono molti imitatori.
Sempre nel corso dell'anno 1957 venne presentata la vettura più costosa (costava di più di una Rolls Royce Silver Cloud dell'epoca), mai prodotta dalla General Motors. Essa venne denominata Eldorado Brougham. Questa Eldorado era una quattro porte hardtop, e si poneva come uno dei principali esempi di design del gruppo statunitense. Molte erano le particolarità di questa vettura, fra le quali si possono annoverare le quattro porte che si aprivano come quelle di un armadio, cioè ruotando verso la parte anteriore e posteriore della vettura, e lasciando completamente libera la parte centrale della stessa, rendendo in tal modo più agevole l'accesso ai passeggeri. Il tetto era realizzato totalmente in acciaio inossidabile, le sospensioni erano pneumatiche, ed erano stati montati i "doppi fari", caratteristiche queste ultime per la prima volta adottate su una vettura prodotta dalla casa statunitense. Inoltre l'auto era stata corredata di ogni altro accessorio, estetico o pratico, alla realizzazione del quale le fervide menti dei progettisti della General Motors avevano potuto contribuire. Per esempio la vettura disponeva di sedili dotati di una particolare dispositivo elettromeccanico che consentiva di memorizzare le varie posizioni che potevano assumere, e di richiamarle in qualsiasi momento. All'epoca l'applicazione di una soluzione del genere su una vettura di produzione europea era considerabile pura fantascienza. Il prezzo di vendita di tale autovettura era comunque elevatissimo, poiché superava i 14.000 dollari. Essa venne prodotta consecutivamente per due anni, ma a causa del suo prezzo proibitivo, la sua diffusione fu alquanto limitata, e di conseguenza ne venne prodotto solo un numero molto ridotto di esemplari. Nonostante il prezzo di vendita astronomico, alcuni esperti del settore sostengono che l'auto fosse in realtà prodotta in perdita. Oggi queste vetture, data la loro difficile reperibilità, e le particolarità tecniche e stilistiche che le contraddistinguono, rientrano nella categoria delle vetture del periodo postbellico più amate e ricercate dai collezionisti.
Quarta serie
La quarta serie venne prodotta dal 1959 al 1960.
La produzione della Eldorado Brougham venne interrotta nel corso dell'anno 1958, anche se per altri due anni, il 1959 e il 1960, ne venne realizzata una versione differente che però mantenne la stessa denominazione. Questa seconda serie dell'Eldorado Brougham veniva prodotta in Italia, dalla Pininfarina, ditta con la quale la Cadillac intrattenne un lungo rapporto di collaborazione. La carrozzeria era assemblata, artigianalmente, dalla ditta italiana, che utilizzava la meccanica originale, americana. Queste Eldorado erano contraddistinte da uno stile esteriore meno stravagante rispetto a quello che caratterizzava le vetture prodotte nel corso dei due anni precedenti, e il loro prezzo di vendita era inferiore. Tra le particolarità estetiche di queste vetture vanno ricordate le luci posteriori, molto discrete e perfettamente inserite nelle pinne, che a differenza di quelle che avevano adornato la parte posteriore delle auto prodotte dallo stesso marchio in precedenza, erano di dimensioni più ridotte, e dunque meno appariscenti. Peculiarità delle vetture prodotte in precedenza erano stati proprio i gruppi ottici posteriori, doppi, e forma di ogiva, inseriti in pinne alte quasi un metro, che stilisticamente richiamavano i piani di governo dei missili. Anche in questo caso lo stile dell'Eldorado indicò la via da seguire in futuro. Le Brougham prodotte nel biennio compreso tra l'anno 1959 e l'anno 1960 sono meno amate dai collezionisti, in quanto la qualità complessiva della vettura non raggiunse mai gli standard molto elevati che caratterizzavano le vetture prodotte nel corso del biennio precedente, compreso tra l'anno 1957 e l'anno 1958.
Nel corso dell'anno 1960 venne interrotta la produzione della Seville. A partire da questa data in poi la versione decappottabile dell'Eldorado divenne, in pratica, una versione più curata e accessoriata delle Cadillac decappottabili di serie. Sempre durante quell'anno terminò l'importazione delle Eldorado Brougham italiane, e, per il modello in questione si prospettò l'inizio di un lungo periodo di oblio.
Quinta serie
La quinta serie venne prodotta dal 1961 al 1962. Disponibile solo in versione cabriolet.
Sesta serie
La sesta serie venne prodotta dal 1963 al 1964. Nel modello prodotto nel corso dell'anno 1964, la differenza maggiore che diversificava esteticamente l'Eldorado dalle altre autovetture prodotte dalla casa era sostanzialmente l'assenza delle gonne sui parafanghi.
Settima serie
La settima serie venne prodotta dal 1965 al 1966.
Ottava serie
L'ottava serie venne prodotta dal 1967 al 1970. Disponibile in versione hardtop ma non più come cabriolet.
Nel corso dell'anno 1967 la situazione mutò radicalmente, poiché, dopo un certo periodo di stanca, il mercato delle vetture di lusso, che si era sviluppato nel corso negli anni cinquanta, proprio grazie anche alle autovetture contraddistinte dal marchio Cadillac, e con l'attivo contributo di modelli quali la stessa Eldorado, riprese vigore, dimostrandosi ampio e diversificato, e molto remunerativo a livello commerciale.
In quello stesso periodo, precisamente nel corso dell'anno 1966, fece la sua comparsa sul mercato americano una vettura particolare, la Oldsmobile Toronado, che era contraddistinta da alcune peculiari soluzioni tecniche, fra le quali si poteva annoverare la trazione anteriore. Nel corso dell'anno successivo il telaio dell'Oldsmobile venne utilizzato per la fabbricazione dell'Eldorado. Il design della vettura in questione era opera esclusiva di Bill Mitchell, che si produsse nella realizzazione, per tale coupé, di uno stile rigoroso ed essenziale. Tale stile fu successivamente ampiamente approvato dai critici del settore e dai clienti del marchio, riscuotendo un notevole apprezzamento, e di conseguenza la risposta del mercato fu ampiamente positiva. I livelli di vendita raggiunti dal modello dopo l'avvio della sua commercializzazione raggiunsero numeri eccellenti. Negli corso degli anni seguenti la struttura di base dell'autovettura rimase praticamente immutata, e non vennero effettuate modifiche di carattere sostanziale alla stessa, sino all'anno 1970. Fra le peculiarità tecniche che caratterizzarono le Eldorado prodotte nel corso del biennio compreso tra l'anno 1967 e l'anno 1968 si può annoverare il fatto che furono gli unici modelli prodotti dal marchio contraddistinti dall'adozione della soluzione tecnica dei fari a scomparsa. Anche se non raggiungono le quotazioni di mercato delle autovetture prodotte nel corso della seconda metà degli anni cinquanta esse attualmente riscuotono comunque un discreto interesse fra i collezionisti.
Nona serie
Nel corso dell'anno 1971, l'intera gamma delle vetture Full-Size della General Motors venne riprogettata, e fatta oggetto di una profonda ristrutturazione. Per l'Eldorado questo significò la reintroduzione, sul coupé, delle gonne sui paraurti, e della versione decappottabile. Sull'hardtop venne introdotta un'ulteriore innovazione stilistica, che fu definita i "finestrini Opera". Si trattava sostanzialmente di finestrini di forma ellissoidale, inseriti posteriormente all'interno della struttura del tetto in vinile. Anche questo tocco di stile introdotto dall'Eldorado divenne popolare, e successivamente fece la sua comparsa su gran parte delle vetture americane prodotte da altre marchi, sino alla fine del decennio. La carrozzeria non subì modifiche di particolare rilievo, sino a un sostanziale rifacimento, che avvenne nel corso dell'anno 1975. In totale questa versione del modello rimase in produzione per otto anni.