Agiografia e culto Si ignora quando e come fu martirizzato Generoso. Il suo culto a Tivoli risale a un tempo assai remoto. Nel secolo del Rinascimento il Baronio, avendo osservato delle tavole inerenti al predetto santo e possedute dalla Chiesa di Tivoli, fu indotto a introdurre nella lunga lista dei martiri romani anche il nome di san Generoso.

Secondo la tradizione., Generoso andrebbe identificato con un guerriero tiburtino fatto uccidere nel 435, insieme al suo servo Maiorio, da Genserico, re dei Vandali, durante la sua discesca nell'Italia centrale. Alcuni storici hanno però messo in discussione la narrazione tradizionale.

Secondo il Cascioli, il santo sarebbe stato il vescovo cui accenna lo storico Procopio, e sarebbe stato martirizzato quando Tivoli fu presa dai Goti di Totila (seguaci dell'eresia ariana) nel 545. Fu però nel XVIII secolo che fu eletto patrono di Tivoli, avendo con la sua intercessione salvato la città dal violento terremoto del 1702.

Secondo un'ipotesi formulata da Hippolyte Delehaye e Francesco Lanzoni, san Generoso potrebbe essere uno dei dodici Martiri scillitani, giustiziati a Cartagine nel 180 d.C., e il suo culto sarebbe stato in seguito importato a Tivoli, diventando una figura autonoma della città.

Il santo è sepolto sotto l'altare maggiore della cattedrale di San Lorenzo; la clamide e ornamenti militareschi ne rivestono il corpo. In un affresco risalente al tempo di papa Pio VII, sovrastante il trono vescovile della cattedrale, Generoso è rappresentato come militare, mentre confessa la fede davanti al giudice. Il 17 luglio, secondo la volontà di papa Leone XIII, si festeggia la sua festa unitamente alla messa propria.

San Generoso viene festeggiato il 17 luglio come compatrono della città; il giorno seguente (18 luglio) viene festeggiata santa Sinforosa, martire anche lei e compatrona di Tivoli.

Note

Bibliografia

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