Palazzo Milzetti è un edificio storico di Faenza, sede del Museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna.
La dimora è divenuta casa museo in ragione dell'eccezionale stato di conservazione del suo apparato decorativo neoclassico, realizzato tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e rappresentativo della cultura aristocratica di una famiglia del pieno periodo napoleonico.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale dell'Emilia-Romagna, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.
Storia e descrizione
Il faentino conte Nicola Milzetti affidò nel 1792 all'architetto Giuseppe Pistocchi l'incarico di costruire un palazzo, unificando le antiche case di famiglia che erano state danneggiate dal forte sisma del 1781. L'intervento del Pistocchi riguardò la facciata, ornata da un bugnato manierista che incornicia le finestre, e le principali strutture del palazzo. I fregi sopra le finestre del piano nobile, che riprendono l'alternanza di metope e triglifi dell'ordine dorico, concorrono a movimentare la facciata insieme a cornici e a balaustre. Pistocchi aveva appena iniziato la sistemazione degli interni quando, nel 1796, venne arrestato e incarcerato a San Leo come giacobino.
Dopo la morte del conte Nicola, il figlio conte Francesco Milzetti, napoleonico Cavaliere della Corona Ferrea e Colonnello comandante la 4ª compagnia della Guardia d'onore del Viceré d’ItaliaFrancesco Milzetti era sposato con Giacinta Marchetti degli Angelini; la coppia abitò solo occasionalmente il palazzo. Cfr. ., nel 1799 incaricò per la ripresa dei lavori l'architetto Giovanni Antonio Antolini, che era già al lavoro in altri palazzi faentini sotto la protezione dei conti Laderchi. L'Antolini progettò il completamento dello scalone e l'ampio salone ottagonale al piano nobile, il "Tempio di Apollo", aprendo la grande serliana sul giardino (1800-1801). Nel 1802 iniziò la decorazione degli interni ad opera di Felice Giani e della sua organizzata bottega guidata da Gaetano Bertolani. La realizzazione degli stucchi fu affidata ai plasticatori Francesco e Giovan Battista Ballanti Graziani e ad Antonio Trentanove. La decorazione del palazzo si protrasse dal 1802 al 1805 e si trattò di un'impresa grandiosa. Le pitture e gli stucchi infatti, attraverso raffinati riferimenti mitologici e storici, rimandano alla funzione specifica di ciascun ambiente e caratterizzano ogni sala come nucleo a sé stante, frutto di una progettazione tutta incentrata sull'unità delle arti. Gli ornamenti inoltre, basati su colte rielaborazioni delle grottesche antiche e rinascimentali e realizzati a tempera su muro, si armonizzano con le partiture architettoniche esistenti incorporando porte e finestre e hanno mantenuto l'intatta brillantezza d'origine.
Ma già nel 1808 Francesco Milzetti dovette vendere l'amata residenza per gravi dissesti finanziari. Il palazzo venne comprato da Pasquale Papiani di Modigliana, che a sua volta lo rivendette nel 1814 a Domenico Ugolini. Nel 1817 passò ai conti Ercole e Giuseppe Rondinini. Ai conti Rondinini si deve il completamento tra il 1830 e il 1851 dell'ala occidentale dell'edificio, degli arredi e la realizzazione del vasto giardino con la "capanna rustica", decorata a trompe l'œil da Romolo Liverani. Alla morte del conte Giuseppe, il palazzo passò alla sorella Faustina, sposata col conte Luigi Magnaguti di Mantova e fu poi ereditato dai figli Ercole, Antonio e Luigi.
Nel 1934 il palazzo finì all'asta e se l'aggiudicò l'avvocato Giovanni Bolognesi, che lo rivendette allo Stato il 26 giugno 1973. Dopo i primi restauri, nel 1979 fu aperto al pubblico e dal 2001 è sede del Museo dell'età neoclassica in Romagna.
Antonio Paolucci ha così scritto in occasione della mostra tenuta a Faenza, Palazzo Milzetti, dal 15 marzo al 21 giugno 2009: «Non troverete né a Vienna né a San Pietroburgo e neppure a Parigi un edificio paragonabile per raffinatezza, per eleganza, per gusto incantevole del decoro interno, all'edificio che l'architetto Pistocchi edificò e Felice Giani affrescò fra il 1802 e il 1805 per il conte Francesco Milzetti».Catalogo della mostra L'officina neoclassica: dall'accademia de' pensieri all'accademia d'Italia, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2009.
Il museo Fin dal suo acquisto da parte dello Stato il palazzo è stato destinato a ospitare il Museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna. Il museo è stato inaugurato nel 2001.
Percorso museale Il percorso museale si sviluppa al piano terra e al piano nobile del palazzo.
Piano terra Il piano terra si presenta diviso in due appartamenti, quello del conte Francesco Milzetti da scapolo e un altro di ridotte dimensioni, probabilmente adibito ad accogliere gli ospiti, con una camera per ricevere e una stanza da letto. Gli ospiti dei due appartamenti condividevano la saletta da pranzo con vista sul giardino, al piano rialzato.https://faenza.amacitta.it/index.php/it/collezione/poi/palazzi20170920205429/palazzo-milzetti/piano-terra-presentazione-e-anticamera-detail Completano la visita di questa parte del palazzo le cucine nel sotterraneo. Al piano terra si visitano: l'Anticamera, la Cucina, la Sala da pranzo, la Camera per ricevere, l'Antibagno, la Biblioteca, la Camera di compagnia (o delle Quattro Stagioni), la Camera da letto, la Sala da musica, la Camera di compagnia.
Accoglienza In questa sala di transizione, un video introduttivo racconta le vicende di Palazzo Milzetti.
Vestibolo del bagno
Il Vestibolo del bagno o Antibagno è decorato "all'uso delle Terme di Tito" (sic).Nel 1794, Felice Giani e Giacomo Laderchi visitarono gli ambienti riccamente decorati e sbalorditivi di quelle che all'epoca credevano essere le Terme di Tito sul Palatino, a Roma. Cfr. L'ambiente, di forma ellittica e dominato dal nero, è volutamente poco illuminato ed è sormontato da una cupola al cui centro sono raffigurate le Nozze di Nettuno ed Anfitrite. Sul nero delle pareti si notano figure danzanti dai colori vivaci e scene figurative sul tema dell'acqua, che traggono ispirazione dalle decorazioni di Ercolano e Pompei, visitate dal pittore. L'effetto d'insieme richiama quello della pittura a encausto, tipica delle terme romane.
Bagno
Il piccolo bagno, ricavato in una nicchia della parete e accessibile dal vestibolo, presenta una vasca incassata nel pavimento e in origine era dotata sia di acqua calda che fredda, una soluzione di grande modernità per la sua epoca e riconducibile alle innovazioni portate in epoca napoleonica. Mentre le condutture per l'acqua corrente sono scomparse, resta traccia della canna fumaria della stufa. Le pareti sono dipinte a colori vivaci e finti tendaggi.
Camera per ricevere
Nella Camera per ricevere, con affaccio sul Loggiato, il soffitto ha una decorazione "all'uso di Villa Adriana". Sulle pareti, dipinte a finto marmo, i tondi con profili di imperatori si succedono ai fregi monocromi con Nikai e panoplie. La data del 1833, dipinta nei medaglioni a parete, ricorda il rifacimento della camera durante la proprietà dei Rondinini.https://faenza.amacitta.it/index.php/it/collezione/poi/palazzi20170920205429/palazzo-milzetti/camera-per-ricevere-detail
Piano nobile Accedendo al piano nobile dallo scalone d'onore, si attraversano il Salone ottogonale (o Tempio d'Apollo), il SAlone delle feste (o Galeria d'Achille), la Sala della Pace e della Guerra (o del Giuramento di Annibale), la Stanza con alcova, la Sala di Numa Pompilio, la Sala di Ulisse, il Gabinetto d'Amore, una Sala di passaggio (o Sala di Flora e Cerere), una seconda Sala di passaggio (o Sala degli Amori), la Sala di Ercole (o Sala gialla), un ambiente non decorato, la Cappella.
La Sala 22 sulla planimetria del sito ufficiale è adibita a sala delle esposizioni temporanee.
Note
Bibliografia Componimenti poetici Per le applauditissime nozze degl'incliti signori Francesco Milzetti e Giacinta Marchetti, 1805. Sebastiano Conti Castelli, In morte del conte Francesco Milzetti colonnello capitano nelle Reali guardie d'onore del regno italico: nota istorica contemporanea Bologna: Tip. San Tommaso d'Aquino, 1848. Olimpia Milzetti Alla nobil dama signora contessa Giacinta Marchetti vedova del commendatore conte cavalier Francesco Milzetti a segno di verace cordoglio per la perdita dell'unica sua figlia contessa Violante, 1857. Antonio Montanari Palazzi e origine delle famiglie nobili faentine in Guida Storica di Faenza. Faenza: tip. di Angelo Marabini, 1882. Ennio Golfieri La casa faentina dell'Ottocento, Parte 1, architettura e decorazioni. Faenza: tip. Fratelli Lega, 1969. Antonio Archi, Maria Teresa Piccinini Faenza come era: architettura e vicende urbanistiche, chiese e conventi, famiglie e palazzi. Faenza: tip. Lega, 1973. Ennio Golfieri A palazzo Milzetti il museo del neoclassicismo romagnolo, articolo pubblicato su "Il Resto del Carlino: giornale dell'Emilia" del 6 settembre 1975, pagina 5. Ennio Golfieri Palazzo Milzetti: dalle origini a sede del museo del neoclassicismo romagnolo, articolo pubblicato su "Faenza e' mi paés", 1979, A. 13. n. 4, pag. 17-20. Anna Maria Iannucci, Palazzo Milzetti a Faenza, in Bollettino d'arte del ministero dei beni culturali, n.10-1981. Anna Colombi Ferretti, Ennio Golfieri, Anna Ottani Cavina, Il Museo nazionale dell'età neoclassica di Palazzo Milzetti in Faenza, Edizioni Alfa, Bologna 1983. Anna Ottani Cavina Felice Giani (1758-1823) e la cultura di fine secolo. Milano: Electa, 1999.
Domenico Savini Mentre ve n'ha una: la vita straordinaria di Giacinta Milzetti discendente di una Santa e amata da un futuro Papa, in Manfrediana: bollettino della Biblioteca comunale di Faenza, n. 35/36, 2000.
Andrea Emiliani, Palazzo Milzetti Bolognesi. L'inesplicabile splendore del bianco e oro, Carta Bianca Editore, Faenza, 2014, ISBN 978-88-97550303. Stefano Tumidei Antonio Trentanove e la scultura del settecento in Romagna. Bologna: Fondazione Federico Zeri, 2016. ISBN 978-88-940471-7-2. Domenico Savini, Andrea Tanganelli Famiglie illustri di Faenza, voci "Milzetti" e "Rondinini". Cesena: società editrice Il Ponte Vecchio, 2019. ISBN 978-88-6541-884-0. Pietro Lenzini, L’oratorio di palazzo Milzetti-Bolognesi di Faenza e il suo ripristino, in "Romagna Arte e Storia", n. 123, anno XLII. Cesena: società editrice Il Ponte Vecchio, settembre-dicembre 2022. ISBN 979-12-5978-197-0.
Voci correlate Felice Giani Faenza Neoclassicismo Architettura neoclassica in Italia
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