Popayán è un comune della Colombia di 277.270 abitanti (censimento 2018), capitale del dipartimento di Cauca. Si trova nella Valle di Pubenza, tra la Cordigliera Occidentale e la Centrale, nel sud-ovest del paese.
Fondata il 13 gennaio 1537 da Sebastián de Belalcázar, è una delle città più antiche e meglio conservate dell’America, come si può apprezzare dalla sua architettura coloniale e tradizioni religiose. Popayán vanta infatti uno dei centri storici coloniali più grandi della Colombia e dell’America.
Popayán è stata inoltre citata da Giacomo Leopardi nelle Operette morali, nel capitolo intitolato "La scommessa di Prometeo".
Geografia fisica Popayán si trova nel sud-ovest della Colombia, nella regione andina, ed è capoluogo del dipartimento del Cauca. La città è situata nella valle di Pubenza, tra la Cordigliera occidentale e la Cordigliera centrale della catena andina. L’altitudine media è di circa 1.737 metri sul livello del mare, e il territorio municipale si estende per circa 512 km².
La zona urbana conta diversi punti elevati, i più alti dei quali sono le colline di San Rafael Alto, Canelo, Santa Teresa, Tres Tulpas, La Tetilla e Puzná, la più alta tra tutte che raggiunge i 3.000 msnm.
La città è attraversata dal fiume Cauca, uno dei corsi d’acqua più importanti della Colombia, e dai numerosi affluenti secondari come i fiumi Blanco, Ejido, Molino, Las Piedras, Cauca, Negro, Mota, Pisojé, Clarete, Saté e Hondo.
Popayán è ubicata lungo la Faglia di Romeral, un’importante discontinuità geologica che attraversa il paese da sud a nord nella zona andina. Questa posizione la rende soggetta a un alto rischio sismico, per questo la città è stata colpita da numerosi terremoti nel corso della sua storia. Il più recente di questi accadde la mattina del 31 marzo 1983, giorno di Giovedì Santo, alle ore 8:15.
La città gode di un clima temperato umido (classificazione Köppen: Cfb), con temperature medie comprese tra i 18 e i 19 °C durante tutto l’anno. Le precipitazioni annue si aggirano intorno ai 1.900 mm, con due stagioni piovose principali: da marzo a maggio e da ottobre a novembre. L’altitudine contribuisce alla stabilità termica e a una vegetazione rigogliosa.
Storia
Epoca precolombiana La più antica testimonianza monumentale di civiltá precedenti all'arrivo degli Spagnoli è la Piramide del Tulcán, costruita in adobe approssimativamente tra il 500 e il 1300 d.C. Nel sito archeologico sono stati trovati sentieri di pietra, rivestimenti in pietra nella parte superiore della piramide, gradini e tombe. Altresí, sono state trovate conchiglie di mare e pietre preziose provenienti da altri luoghi della Colombia e da altre regioni del continente.
Alcuni studiosi menzionano come prima dell'arrivo dei conquistatori vi era stabilito, nell'attuale zona di Popayán, il centro abitato di Yauto sede della Confederazione pubense, che includeva Kokonuco, Guambía, Zanzula, Malvasá, Polindara, Pisabarro, Totoro, Guanaca, Socomita, Chero, Chizatao, Timbío, Cajibío y Calosé.
Conquista
Il 24 dicembre 1536, il capitano Juan de Ampudia occupava con i suoi soldati un luogo chiamato la collina de El Azafate, dove abitava il cacique o yasgüén. Dopo aver sottomesso i popoli nativi, Sebastián de Belalcázar fondó la nuova città di Popayán il 13 gennaio 1537, mentre stava cercando il tesoro della mitica città di El Dorado. Belalcazar fu il fondatore di altre città importanti come Cali e Quito.
Il 15 agosto 1537, dopo aver totalmente conquistato l'area di Popayán, venne celebrata la cerimonia di fondazione solenne della nuova città, che conservava il nome indigeno di Popayán al quale si anteponeva il nome di Asunción in onore all'Assunzione di Maria, festivitá che si celebrava quel giorno. Il nome ufficiale della città venne quindi stabilito in Asunción de Popayán. La cerimonia consistette in una prima messa cantata dal presbitero García Sánchez, in un umile tempio innalzato come Cattedrale nel lato sud della futura piazza.
Nel gennaio del 1537, Belalcázar abbandonó Popayán lasciando Juan de Ampudia come suo primo tenente e Pedro de Añasco come primo sindaco (alcalde) della nuova città, secondo le cronache di Juan de Castellanos. Secondo il libro del cabildo (il consiglio cittadino), nel mese di aprile vennero nominati sindaci (alcaldes) il capitano Juan de Ampudia e Francisco García de Tovar e come reggitori (regidores) i signori Francisco de Ciessa y Luis Vejarano, Bartolomé Álvarez y Martín Alonso de Angulo; e Juan de Sepúlveda come scrivano pubblico del consiglio della città, i quali si riunirono per stabilire i luoghi dove si sarebbero costruite le prime case degli spagnoli che fino a quel momento abitavano nelle capanne dei pubensi.
Nel 1540 Sebastián de Belalcázar venne nominato primo governatore di Popayán. Da questo momento venne insturato il sistema politico spagnolo in ogni città, che includeva reggitori (regidores) del consiglio cittadino (cabildo), sindaci (alcaldes) e alguaciles (una sorta di ufficiali giudiziari) e una partecipazione permanente della Chiesa attraverso un chiericho o un parroco. Belalcázar si preoccupó anche di lasciare un'impronta duratura nei territori conquistati, facendo portare dalla Spagna semi di orzo, frumento, canna da zucchero, così come numerosi animali domestici, specialmente bovini, cavalli e suini. A Belalcázar successero altri governatori come Gómez Serón de Moscoso, nativo di Malaga, che cominciò a esercitare il suo incarico nel 1561 e che arrivò in Colombia in compagnia del suo protetto e cognato Luis de Zapata.
Lo scudo di Popayán venne concesso dall'infanta Giovanna d'Asburgo, in nome di suo fratello, il re Filippo II, per mezzo del decreto reale concesso a Valladolid il 10 novembre 1558.
Epoca coloniale Dal 1550 iniziò la sistematica introduzione dal porto di Buenaventura di bovini e cavalli, che portò alla formazione di haciendas dedite all'allevamento nei pressi di Popayán e dintorni. Contemporaneamente, la scoperta di numerosi giacimenti auriferi nella regione, posero le basi per l'edificazione di una società coloniale basata sullo sfruttamento dell'oro.
L'auge minerario e commerciale, così come l'arrivo di famigle spagnole di alto linaggio resero Popayán una città importante del Vicereame del Perù prima, e dal 1717, dopo la riforma territoriale operata da Filippo V, nel Vicereame della Nuova Granada. Tra le figure aristocratiche più importanti si possono nominare i marchesi di San Miguel de la Vega, Baltasar-Carlos Pérez de Vivero e Dionisia Pérez Manrique y Camberos. Nella città inoltre risiedevano i proprietari delle miniere d'oro di Barbacoas e del Chocó, i quali accumularono nel tempo una fortuna immensa soprattutto a partire dal 1620-1630, quando i distretti minerari dell'Antioquia entrano in crisi, e in particolare nel corso del XVIII secolo e in gran parte del XIX secolo. L'auge minerario di Popayán creò una dinamica sociale nuova attraverso il commercio degli schiavi, tanto che si può parlare della Popayán dell'epoca come di una società schiavista.Díaz López, Zamira (1994). Oro, sociedad y economía. El sistema colonial en la Gobernación de Popayán 1533-1733. Bogotá: Banco de la República.
La ricchezza mineraria e la localizzazione strategica della città motivarono la Corona spagnola a stabilire a Popayán, nel 1748, una zecca (Casa de Moneda in spagnolo). L'iniziativa venne presa dall'impresario payanés Pedro Agustin de Valencia, suo fondatore e tesoriere. Questa zecca e quella di Santa Fé (l'attuale Bogotà) furono le uniche due zecche che esistettero nel Vicereame della Nuova Granada. La decisione comunque generò una grande opposizione a Santa Fé, la capitale del Vicereame, in quanto, d'accordo con l'interpretazione della famiglia del fondatore della zecca di Santa Fé, il privilegio di aprire una o più zecche era stato concesso solamente a quella di Santa Fé.Henao, Ignacio Alberto (2015). La moneda en la Colonia en: Meisel Roca, Adolfo y Ramírez G. María Teresa (Editores) (2015). La economía colonial de la Nueva Granada. Bogotá: Banco de la República/Fondo de Cultura Económica, pág. 321 Dopo lunghe tensioni e una chiusura prolungata, la zecca di Popayán venne incorporata ai beni della Corono e rimase in funzionamento fino al 1820.Arboleda, Gustavo (1919). Historia Contemporánea de Colombia. Bogotá: Casa Editorial Arboleda & Valencia, pág. 398
Popayán competì con città come Cartagena de Indias, Bogotà, Mompox e Tunja in numero di nobili residenti. La ricchezza delle famiglie di Popayán si riflesse nell'erezione di numerose chiese e conventi in stile barocco e di case coloniali. Inoltre Popayán si contraddistinse come uno de più importanti centri dell'arte religiosa coloniale spagnola. La Scuola di Popayán lasciò vari esempi salienti nell'orificeria e nella scultura come la Corona delle Ande, la Vergine dell'Apocalissi di Legarda e gli ostensori delle chiese. Tutto ciò spiega in buona parte lo splendore che visse questa città durante l'epoca coloniale e nei primi decenni della Repubblica, a cui si deve aggiungere l'orgoglio genelaogico delle famiglie fondatrici, che basarono la conservazione delle loro ricchezze su una struttura endogamica propria delle élite in diverse culture e società.
Popayán durante l'indipendenza
La città fu epicentro di momenti determinanti del processo di emancipazione della Nuova Granada e nei primi anni di vita della neonata Repubblica di Colombia. Nel 1810, dopo l'occupazione francese della Spagna, così come in altre città dell'America spagnola, anche a Popayán venne conformata una giunta di governo, secondo il principio medievale per cui in assenza del re i cittadini di una città hanno il diritto di autogovernarsi. Tuttavia, la Giunta si componeva di vari patrioti che propugnavano cambiamenti sostanziali nella relazione tra il centro imperiale e i territori della colonia, constituendosi come uno degli scenari dove il potere della Corona spagnola si vedeva maggiormente minacciato alla luce della crisi che attraversava la Spagna dopo l'invasione francese. La città proclamò la sua indipendenza il 24 marzo 1814.Guerrero García, Adolfo León (2017). Tradición y cambio político en Provincia: Popayán, Nueva Granada y la redacción de la Constitución de 1814 en Precedente Revista Jurídica N° 12. Cali: Universidad ICESI, pág. 72. Essa fu inoltre teatro di numerosi scontri tra le forze indipendentiste e quelle lealiste, come la battaglia de La Ladera (25-27 aprile 1812), la battaglia di Calibiò (15 gennaio 1814) e la battaglia della Cuchilla del Tambo (29 giugno 1816).
Sono molti i personaggi illustri nativi di Popayán che contribuirono al movimento independentista. Tra questi i più importanti furono: Camilo Torres Tenorio, avvocato, conosciuto come Il Verbo della Rivoluzione per le sue capacità oratorie; Francisco José de Caldas, detto Il Saggio, importante studioso delle scienze, l'astornoma, la botanica e l'ingegneria militare; Miguel de Pombo, avvocato e membro della spedizione botanica della Colombia; Antonio Arboleda y Arrachea, naturalista y uno ddei pionieri della liberazione degli schiavi; Santiago Arroyo y Valencia, conosciuto come Il Padre della Patria Civile dell'Indipendenza; Manuel José Castrillón, Lo Stoico; e Marcelino Pérez de Arroyo, presbitero e architetto che, oltre ad appoggiare l'Indipendenza, legò il suo nome alla città con la costruzione di numerose opere di architettura civile e religiosa.
Tuttavia, è importante segnalare che un altro nativo di Popayán, Joaquín Mosquera y Figueroa, presiedeva in Spagna il Consiglio di reggenza di Cadice, e che nel suo mandato venne promulgata la Costituzione spagnola del 1812.
XIX secolo