Redigeva e completava tutti i suoi scritti sulla base di osservazioni ed esperimenti. Indagò con acutezza e logica lungimiranza sui cadaveri per malattie varie.

Teorizzò lo studio della tuba auditiva destra, ricordata tutt'oggi come la Tromba di Eustachio. Individuò inoltre le valvole coronarie, precisò ulteriormente la struttura di alcune ossa craniche, iniettò di acqua calda le arterie renali, cercò di determinare la struttura dei reni e dei denti. Descrisse per la prima volta le ghiandole surrenali e fu il primo scopritore della vena alba, ora dotto toracico.W.F.Bynum and Helen Bynum, Dictional of Medical Biography, Greenwood Press, London, pag.467.

Biografia

San Severino Marche La famiglia Eustachio viveva all'inizio del XVI secolo (primo decennio) a San Severino, uno dei comuni della Marca di Ancona nello Stato della Chiesa. San Severino era soggetta alla giurisdizione episcopale della vicina Camerino.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p. 33. Secondogenito di Francesca Benvenuti e Mariano di Matteo EustachioW.F.Bynum and Helen Bynum, Dictional of Medical Biography, Greenwood Press, London, pag.465.. Quest'ultimo si dice che fosse un dotto medico e filosofo, molto apprezzato ai suoi tempi, che inculcò nei suoi due figli, Bartolomeo e Fabrizio, la passione per lo studio della medicina, spingendoli a seguire la sua professione. Mariano ebbe oltre ad Eustachio e Fabrizio altre quattro femmine (Ortensia, Angelina, Maurizia e Angela). Al secondo figlio fu dato il nome di Bartolomeo nome che nessuno dei suoi ascendenti aveva avuto e che non apparirà più nei discendenti.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p. 34. Bartolomeo Eustachio nacque a San Severino Marche nella Marca di Ancona nonostante alcuni nei secoli XVII e XVIII abbiano scritto che Eustachio sia nato a San Severino in Basilicata, altri a Santa Severina nel Regno di Napoli. Una data certa per la nascita è difficile da presentare. Quasi tutte le opere che trattano di lui e della sua attività scientifica si limitano a riportare che 'Eustachio' nacque nel 1510.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.37. Questa come altre date sono ugualmente probabili perciò non c'è una data che corrisponda a verità. Le incertezze delle date sono semplici: una è la mancanza di una registrazione anagrafica sia nei comuni come nelle chiese parrocchiali. Per queste ultime infatti l'obbligo di tenere in archivio l'elenco dei battezzati fu decretato dal Concilio di Trento terminato nel 1564.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p. 37. L'altra ragione è legata al mistero sulla morte di B.Eustachio che avvenne nel 1574 in un luogo ancora imprecisato lungo la via Flaminia all'altezza di Fossato di Vico. Essendo sconosciuta anche la chiesa in cui si svolsero i funerali e in cui fu sepolto, non si ha di lui nessuna iscrizione funebre su cui siano incisi, come era ed è tuttora abitudine, la data di nascita e del decesso.

Bartolomeo, per approfondire gli studi medici, coltivò una preparazione umanistica, imparando le lingue greca, araba (tradusse qualche scritto di Avicenna) ed ebraicaCamillo Maggioli, Brevi cenni della vita e delle opere di Bartolomeo Eustachio, San Severino Marche, 1886, pag.6-7.

Maturò uno spiccato interesse per la matematica e fu, per l'abile conoscenza di essa, annoverato tra gli uomini illustri che emergevano in questa materia ad UrbinoCamillo MaggioliBrevi cenni della vita e delle opere di Bartolomeo Eustachio, San Severino Marche, 1886, pag.7.

Nella scelta della disciplina universitaria da abbracciare furono influenti suo fratello Fabrizio e suo padre Mariano. Le università in Italia nel periodo rinascimentale erano molte. Nello Stato della Chiesa quella che eccelleva era certamente l'Archiginnasio della Sapienza di Roma. Qui studiò le "diverse branche dell'arte del guarire e più particolarmente quelle che hanno per oggetto la conoscenza del corpo umano". L'Eustachio fu nominato secondo “fisico” del comune di San Severino. Ciò avvenne il 9 novembre 1539. L'incarico doveva durare un anno con il “salario” di 200 fiorini, e l'obbligo di esercitare tanto la medicina che la chirurgia “indifferenter”.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.38.

In seguito Bartolomeo chiederà al Comune licenza di interrompere il suo servizio di secondo fisico, licenza che gli venne accordata. Così ebbe termine (aveva circa 34 anni) la carriera medica nella sua patria, sconfitta che lo amareggiò e lo condusse ad Urbino dove era ben conosciuto da quella corte ducale.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.39.

Urbino

Essendosi estesa la sua fama anche al di là dei confini della sua terra natìa, il duca di Urbino, Guidobaldo Della Rovere, protettore degli scienziati e gran conoscitore delle lettere e delle scienze, lo accolse con entusiasmo nella sua corte, nominandolo suo medico personale e protomedico di tutto il suo dominio, incarichi molto ambiti che offrivano chiaramente dei privilegi. Fu così che Bartolomeo assunse il ruolo di alto funzionario nella sanità statale. Nel 1549 Giulio Della Rovere, fratello di Guidobaldo, eletto cardinale dal papa Paolo III, dovendo partire alla volta di Roma per assumere l'incarico, nominò Bartolomeo come suo medico e confidenteW.F.Bynum and Helen Bynum, Dictional of Medical Biography, Greenwood Press, London, pag.466.Dizionario Biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali(Liber Amicorum),Franco Maria Ricci editore, Milano, 1985, pag.289.

Il soggiorno di Bartolomeo nel ducato non fu lungo (poco meno di un decennio) ma durante questi anni egli formerà il carattere. Non partecipò se non per convenienza agl'ozi dei cortigiani. Nel 1542 l'Eustachio diventa padre di Ferdinando, avuto da una moglie di cui non si conoscono né il nome né la provenienza, dato che non appare mai in nessun documento.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.44. Durante il periodo urbinate Bartolomeo incontrerà Piermatteo Pini, giovanissimo studente, dal quale incontro nascerà un'amicizia che durerà fino alla morte di Bartolomeo.

Roma Un improvviso cambiamento sconvolse la tranquilla vita di Bartolomeo. Nel 1549 Giulio Della Rovere, fratello di Guidobaldo, eletto cardinale dal papa Paolo III, dovendo partire alla volta di Roma per assumere l'incarico, nominò Bartolomeo come suo medico e confidente. Dato che era bisognoso non solo di cure ma soprattutto di comprensione e protezione, non trovò migliore soluzione che in Eustachio. Bartolomeo inizia la carriera di medico pratico in quella capitale dove medici di grande reputazione esercitavano l'arte sanitaria o tenevano cattedra all'Archiginnasio.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.48.

Nella capitale, centro di cultura monumentale, ma anche scientifica e medica, Bartolomeo approfondì i suoi studi prediletti, acquistando una tale fama da essere nominato da Carlo Borromeo, nipote di papa Pio IV, medico ordinario.

In seguito venne nominato protomedico dello Stato pontificio, acquisendo il permesso di sezionare i cadaveri provenienti dagli ospedali di S.Spirito e della Consolazione.

L'ospedale della Consolazione aveva lo scopo di ricoverare e curare tutti coloro che, per infortuni o per altri motivi, subivano traumi o ferite. Così l'Eustachio poté essere in contatto con molti maestri di chirurgia.

Nella seconda metà del sedicesimo secolo (esattamente dal 1555 al 1568) ottenne la cattedra di anatomia alla Sapienza. Introdusse per primo negli ospedali di Roma l'autopsia e il sezionamento di cadaveri, studiandone a fondo la strutturaCamillo MaggioliBrevi cenni della vita e delle opere di Bartolomeo Eustachio, San Severino Marche, 1886, pag.8. Così facendo sostituì all'empirismo e alla tradizione dominante l'osservazione e l'esperimento.

Pur provando una profonda ammirazione per Ippocrate e Galeno, divergeva da loro in molti aspetti.. Insieme agli anatomisti Vesalio e Falloppio riformò l'anatomia poiché i suoi studi si fondavano sull'analisi e la profonda investigazione scientifica, essendo assertore fedele del fatto che è impossibile curare il corpo umano se non lo si conosce approfonditamente.

Come scrive Oreste Marganucci - illustre chirurgo sanseverinate da pochi anni scomparso - Se l'Eustachio fu anche un chirurgo è una domanda legittima. Il suo incarico all'Archiginnasio riguardava la medicina pratica e non l'anatomia descrittiva né la chirurgia, essendo queste discipline incarico di altri uomini illustri. Ma non si può negare nemmeno che operasse quando se ne presentava l'occasione. Infatti dall'inventario dei suoi attrezzi ereditati dal figlio Ferdinando risultavano molti strumenti di chirurgia.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.50.

Il suo insegnamento all'Archiginnasio terminò nel 1566.

Si ritirò dall'insegnamento a causa dell'avanzata età e per l'acuirsi della gotta che da tempo lo affliggeva. Lo sostituì nella cattedra di anatomia il suo discepolo Virgilio da SanseverinoCamillo Maggioli, Brevi cenni della vita e delle opere di Bartolomeo Eustachio, San Severino Marche, 1886, pag.9.

Nonostante il suo cagionevole stato di salute, continuò ad approfondire i suoi studi ed affrontò un lungo e faticoso viaggio alla volta di Fossombrone per prestare le cure mediche al cardinale Giulio Della Rovere, suo protettore ed amico amatissimo, che si era ammalato gravementeCamillo MaggioliBrevi cenni della vita e delle opere di Bartolomeo Eustachio, San Severino Marche, 1886, pag.9.

Amici ed avversari

Nello Stato di Urbino l'Eustachio non aveva bisogno di guardarsi da avversari e per quanto i medici non fossero molti, tutti ebbero per il loro protomedico e medico di corte tutta la stima che, secondo loro, egli meritava. A Roma la situazione era differente sia tra i cattedratici dell'Archiginnasio sia nel Collegio dei Medici. Le differenti opinioni ed idee avevano creato rivalità tra di loro e dispute alle quali l'Eustachio partecipava con passione.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.53. La maggior parte degli anatomisti romani erano seguaci della scuola galenica , le cui teorie sul corpo umano furono in voga dall'antichità sino al rinascimento, e il cui fondatore, Galeno nato a Pergamo nel secondo secolo dopo Cristo, sperimentatore anatomico, fu per secoli un idolo da venerare. Nel primo Rinascimento il Vesalio, il Falloppio e l'Ingrassia avevano scosso l'idolo contribuendo in questo modo al progresso anatomico che raggiunse il suo apice nel ‘600 con il Morgagni e il Malpighi. Anche l'Eustachio entra in questa lotta e libero da pregiudizi ebbe il coraggio, nella ricerca della verità, di completare e spesso correggere il Galeno suscitando così ira e malumore negli ambienti aristotelici e galenisti. Tra gli avversari più accaniti vi erano famosi medici pratici e protomedici.

Eustachio morì povero?

Che Bartolomeo Eustachio sia vissuto e morto povero, fu scritto da molti suoi biografi che si interessavano più di farne conoscere l'attività scientifica che i fatti della vita privata.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.54. L'Eustachio sia in Urbino che a Roma, oltre ad usufruire di un appartamento composto di molte stanze dove poteva lavorare, studiare, ricevere e partecipare a banchetti e feste aveva diritto ad uno stipendio dall'esercizio dei suoi doveri di protomedico e di medico di fiducia dello stesso cardinale, nonché riceveva doni dai suoi pazienti e dal fior fiore del mondo romano.Bartolomeo Eustachio: 1574-1794, p.55. Si valeva spesso dell'istituto del “censo” per cui riceveva per un determinato tempo beni terrieri o di altro genere pagandone un canone.

Se i poderi erano di sua proprietà, erano di altri quelli presi in censo nei dintorni di Pesaro. L'Eustachio possedeva una casa in Macerata, quella che abitava suo figlio Ferdinando con la sua famiglia.