Biografia
Infanzia e adolescenza
Nel 1855, divenuto orfano di padre, si trasferì con la madre, in attesa della secondogenita Giuseppina, presso Correggio, ponendosi sotto la protezione di un potente prozioRoy Porter, Dizionario Biografico della Storia della Medicina, Franco Maria Ricci editore, 1988, pag. 148. Per volere di questi, Morselli frequentò prima un noto collegio religioso nel comune emiliano, poi un liceo privato a Modena.
Carriera universitaria
Studiò presso la facoltà di Medicina e Chirurgia nell'Università di Modena, dove prese parte alle lezioni di Giovanni Canestrini, zoologo di convinta fede darwiniana,«Il più darwiniano dei darwiniani» (). e di Paolo Gaddi, anatomista, che lo introdusse all'antropologia ed alla craniologia. In particolare questi gli mise a disposizione i reperti del Museo Anatomico Universitario da lui fondato.Roy Porter, Op. Cit. , pag.148 Nel luglio del 1874, infine, si laureò con una tesi, poi pubblicata da Loescher, dal titolo La trasfusione del sangue,Roma-Torino-Firenze 1876. II ed., 1885 in cui si provò a negare l'efficacia di tale pratica in ambito psichiatrico.
Prime esperienze lavorative
Sotto invito di Carlo LiviE. Morselli - A. Tamburini, La mente di Carlo Livi, in «Rivista sperimentale di freniatria e di medicina legale», V (1879), pp. I-XXXIII; Ivi, VI (1880), pp. I-XVI., professore di Igiene e Medicina Legale, e direttore dell'Istituto Manicomiale di Reggio Emilia, il giovane prese la decisione di occuparsi di psichiatria, ed il 15 agosto 1874 fu assunto come medico praticante nel frenocomio da quegli direttoLino Rossi, Enrico Morselli al S. Lazzaro e nella Rivista Sperimentale di Freniatria, in P. Rossi (a cura di), L'età del positivismo, Il Mulino, Bologna, 1984.. Per di più, sempre sotto suggerimento di Livi, frequentò un corso di perfezionamento in Antropologia presso l'Istituto di Studi Superiori di Firenze tenuto da Paolo Mantegazza fondatore della Società Italiana di Antropologia e Etnologia.
Qui il dibattito culturale era condotto da filosofi come Felice Tocco e scienziati come Moritz Schiff; cosicché in un ambiente tanto vivace Morselli si trovò costretto ad una revisione degli approcci che aveva tenuto nei confronti della craniologia, nonché del metodo antropologicoCritica e riforma del metodo in Antropologia, E. Morselli. Da queste influenze sarebbe poi nata la Rivista di filosofia scientifica, che sarebbe divenuta organo del Positivismo Italiano per tutto un decennio, radunando intorno ad essa la maggior parte degli uomini di cultura e dei pensatori aderenti all'indirizzo positivo.Vi avrebbero collaborato: Roberto Ardigò, Herbert Spencer, Giovanni Canestrini, ed altri.
L'esperienza frenocomiale di S. Lazzaro rappresentò una svolta nella vita di Morselli, che poté recepire il moderno approccio psichiatrico di Carlo Livi, unitamente alla considerazione del valore insito nell'abbinamento di speculazione ed empirismo nelle scienze mediche. In quel periodo conobbe anche Augusto Tamburini, con il quale condivise la necessità di un rinnovamento del panorama della psichiatria in Italia. Con questi propose a Livi di fondare la tuttora esistente Rivista sperimentale di freniatria e medicina legaleReggio Emilia, 1875.
Contemporaneamente, dal 1875, Morselli lavorò, come assistente di Carlo Ghinozzi, nell'Arcispedale di Santa Maria Nuova in Firenze, occupandosi in particolare di neuropatologia come dimostrato dai costanti interventi su Lo sperimentale - Rivista medica fondata da Maurizio Bufalini - in cui si prediligeva un approccio clinico nei confronti del malato inteso nella sua interezza di uomo e non in relazione alla sua patologia.Roy Porter, Op. Cit., pag.148.
Maturità
Nel febbraio del 1877, all'età di 25 anni, sposata Maria Pia Regália, sorella del noto paleontologo positivista, si trasferì a Macerata dove era stato assunto come Direttore Medico Amministrativo del Manicomio di S. Croce: seguendo gli insegnamenti di Carlo Livi mirò alla definizione di un indirizzo terapeutico e non custodialistico dell'Istituto. In ossequio a questa sua visione dei fatti Morselli sarà il primo in Italia a concedere a gruppi di malati di uscire dall'Istituto di ricovero, di frequentare luoghi e locali pubbliciSergio Musitelli, pag. 538.
Vinse il concorso indetto dal Regio Istituto Lombardo con il saggio Il suicidio. Saggio di statistica Morale comparata - 1879 -, opera che sarebbe stata pubblicata in lingua inglese nel 1887, ed ottenne così a Pavia la prima docenza in Clinica Psichiatrica.
L'opera ebbe subito un rilevante successo, tanto che attrasse l'attenzione di Émile Durkheim, il quale utilizzò in gran parte le analisi statistiche di Morselli come base empirica per la redazione di uno dei suoi libri più significativi: Il Suicidio. Studio di sociologia, uscito nel 1897Lino Rossi, Enrico Morselli e le scienze dell'uomo nell'età del positivismo, in Rivista Sperimentale di Freniatria, vol. CVIII, Suppl. al Fasc. VI, 1984..
Quindi iniziò l'insegnamento della disciplina a Torino dove diresse anche il Regio Manicomio della città. Dal 1887, poi, tenne dei corsi di Antropologia da cui sarebbe stato ricavato il saggio Antropologia generale. L'uomo secondo la teoria dell'evoluzione (1911). A questi anni risalgono alcune di quelle affermazioni che avrebbero fatto di Morselli uno di pionieri nel panorama della psichiatria in Italia. In riferimento all'atteggiamento degli infermieri nei confronti degli infermi, infatti, sostiene:
In ambiente Torinese conobbe sia Cesare Lombroso, con il quale aveva avuto occasione di compiere un viaggio estivo in Lunigiana, Lucchesia e Garfagnana per ragioni di studio antropometrico, che Eugenio Tanzi, con il quale condusse un lavoro di ricerca che avrebbe portato alla pubblicazione de Il magnetismo, la fascinazione e gli stati ipnotici. In questo testo, e nei successivi articoli pubblicati in varie riviste, difende l'interpretazione psicologica portata avanti dalla scuola di Nancy che, in contrapposizione alla lettura neurologica di Charcot, vede l'ipnotismo strettamente legato alla suggestione: facoltà presente in maggiore o minore quantità nell'individuo, sano o malato. Morselli e il suo gruppo di ricerca fu tra i primi in Italia a sostenere la lettura psicologica dell'ipnotismo in una psichiatria a orientamento fortemente organicista. Al VI Congresso della società Freniatrica Italiana (Novara, 8-14 settembre, 1889) Tamburini, inizialmente Charcotiano, propone una "teoria conciliativa" che fornisce una sintesi fra scuola di Nancy e scuola della Salpêtrière, sostenendo di fatto una lettura psicologica legata strettamente alla suggestione. Opera, questa, che finì per rappresentare la rottura totale con quell'ambiente accademico torinese all'interno del quale, Morselli, era già individuato come personalità "scomoda". Proprio per tale ragione questi rassegnò nel 1888, all'età di 37 anni, le proprie dimissioni e chiese il trasferimento presso l'Università di Genova.
Periodo genovese Nel 1890 Morselli fu chiamato ad occupare la vacante cattedra di clinica psichiatrica dell'ateneo ligure, rimasta libera alla morte di Dario Maragliano nel 1889. Portò qui con sé Tanzi ma coltivò comunque un nutrito nucleo di allievi, tra cui ricordiamo Giuseppe Portigliotti, Giuseppe Vidoni, Moisey Kobylinsky. Negli anni gli fu affidato l'insegnamento di un numero variegato di discipline: da Psicologia forense e sperimentale, a Neuropatologia ed Elettroterapia, senza dimenticare Antropologia per la Scuola di preparazione per viaggiatori, istituita dalla Facoltà di Scienze.
Nel 1894 accettò la direzione del dipartimento di Neurologia del policlinico, dove già alcuni anni prima aveva fondato una sezione ambulatoriale per le patologie psichiatriche, dove venivano offerti sia consulti gratuiti in favore di indigenti, che prestazioni a pagamento. Qualche anno dopo inaugurò Villa Maria Pia ad Albaro che prometteva cure modernissime per psicopatici, neuropatici e morfococainomani; il tutto dopo aver diretto nel 1887 lo stabilimento idroterapico di S. Maurizio Canavese, rivolto in particolare a donne affette da isterie e senza dimenticare la direzione dell'Istituto Paedagogium per bambini tardivi a Nervi.
Proprio su queste numerose e variegate esperienze si basa la competenza che condusse Morselli alla definizione dei due volumi del Manuale di Semeiotica delle malattie mentali in cui tentò per la prima volta a coniugare empirismo e rigore classificatorio, e nella cui seconda edizione si dedicò particolare attenzione all'Esame psicologico della pazzia.
Interesse per la medianità In questi anni iniziò ad interessarsi di fenomeni medianici, dapprima avvicinandosi al tema con grande scetticismo, fino a restare sorpreso dalle doti di magnetizzatore del belga Alfred D'Hont; quindi, avendo fatti propri gli indirizzi della Society for Psychical Research, divenne anche membro della Società italiana di Studi Psichici fondata a Milano nel 1901.
Dopo aver partecipato da attento osservatore alle sedute di Eusapia Palladino, tra le più note medium dell'epoca,Roy Porter, Op.Cit., pag 148 sulla quale eseguì esperimenti condotti con macchinari e fotografie presso il circolo spiritico "Minerva" di Genova, giunse alla redazione nel 1908 di un diario dal titolo Psicologia e Spiritismo, in cui operò un pionieristico tentativo di spiegare i fenomeni paranormali mantenendo l'impostazione psico-fisiologica della sua formazione positivista, fattore che lo porterà a distanziarsi dall'interpretazione di Cesare Lombroso e altri metapsichici dell'epoca.
Constatando in vari casi la mancanza di trucchi o frodi, che lo induceva ad ammettere la realtà di fenomeni inspiegabili, non si arrese neppure alla tradizionale concezione spiritica dei fantasmi, che cercò di sottrarre all'ambito del magico e del misterioso, ammettendo comunque una forma di sopravvivenza della coscienza alla morte.
Egli ricorse pertanto alla teoria della «psicodinamica», o del dinamismo psichico, cioè di forze biologiche ritenute ancora ignote alla scienza, che il sistema nervoso del medium, per una sua peculiare alterazione, sarebbe stato in grado di accumulare e proiettare fuori dal corpo, dando luogo a 2 categorie di effetti: di natura fisica, che esteriorizzando tale «energia motrice», potevano emettere un sostanza fluida come il bioplasma, simile a un prolungamento invisibile dei muscoli, in grado di produrre lo spostamento di oggetti, i colpi nel legno (cosiddetti raps), ecc. di natura intellettiva, che inducendo una trance simile all'ipnosi, potevano liberare forze nascoste, ricordi dimenticati o personalità dissociate dell'inconscio, producendo fenomeni vocali come messaggi e rivelazioni di segreti, i quali davano l'impressione di provenire dall'aldilà, ma in realtà venivano attinti in maniera telepatica seppur inconsapevole dalle menti dei presenti.
Ultimi anni Fondò nel 1914 i Quaderni di Psichiatria, affidati alle cure redazionali del figlio, anch'egli psichiatra, nato nel 1879, che divennero, in tempo di guerra, luogo di scambio di opinioni relative ai nuovi problemi che il conflitto pose e che gli alienisti si trovarono a dover fronteggiare. Convocato alla partecipazione alla guerra, presiedette l'Unione dei Medici Italiani per la Resistenza Nazionale, ed al termine della stessa iniziò a dimostrare i nuovi interessi per profilassi sociale ed eugenica, prendendo parte al Primo congresso Internazionale a Londra nel 1912Roy Porter, Op. Cit., pg. 148.