La barzelletta è un breve racconto umoristico, trasmesso prevalentemente in forma orale, che mira a scatenare una reazione di ilarità nell'ascoltatore.
Il meccanismo linguistico e narrativo alla base della barzelletta consiste generalmente nel rovesciamento comico, paradossale o inusuale di una situazione ordinaria e riconoscibile, appartenente alla quotidianità e quindi facilmente comprensibile da un pubblico ampio. Tale inversione delle aspettative può manifestarsi già nell’esordio del racconto, svilupparsi progressivamente nel corso della narrazione oppure, nella forma più frequente, collocarsi nella battuta conclusiva. In quest’ultimo caso, il cambiamento improvviso di prospettiva o l’introduzione di un elemento inatteso produce l’effetto sorpresa, che costituisce uno degli elementi fondamentali dell’efficacia umoristica della barzelletta.
La barzelletta è una forma narrativa strettamente connessa alla dimensione orale: la sua efficacia dipende spesso non soltanto dal contenuto verbale, ma anche dalla modalità della performance, che può includere gestualità, espressioni mimiche e una caratterizzazione volutamente caricaturale dei personaggi coinvolti. Questi elementi contribuiscono a rendere più vivida la narrazione e ad amplificarne l’impatto comico. Tale legame con l’oralità è probabilmente dovuto anche alla struttura estremamente concisa della barzelletta, generalmente articolata in poche frasi e costruita secondo tempi narrativi rapidi, che richiedono un’esecuzione vicina al modello recitativo per favorire il coinvolgimento dell’ascoltatore e valorizzare al massimo l’effetto umoristico finale.
Proprio nella necessità di un'adeguata interpretazione risiede una delle peculiarità della barzelletta e, in parte, la ragione della sua efficacia comunicativa. Se il racconto non viene accompagnato dal necessario coinvolgimento espressivo, dalla corretta modulazione della voce o dalla capacità di valorizzarne i tempi comici, l’effetto umoristico può ridursi a un semplice sorriso dell’ascoltatore. In questi casi, nel linguaggio comune, si afferma spesso che il narratore «non sa raccontare le barzellette». Diversa è la struttura della freddura, una forma umoristica più concisa, nella quale l’effetto comico viene generalmente concentrato in una o due frasi, affidandosi soprattutto al gioco linguistico, al paradosso o al rovesciamento improvviso del significato.
Al contrario, la barzelletta propriamente detta consta di un racconto più o meno articolato, che può avere come protagonisti e ignare vittime, intere categorie sociali (i politici, le forze di polizia), popolazioni (negli USA sono particolarmente diffuse le barzellette sui polacchi, sugli italiani, sugli irlandesi e in Francia sui belgi), personaggi famosi, addirittura sistemi politico-economici (come la Hai due mucche); in sintesi, qualsiasi persona si decida di ridicolizzare. Esistono comunque alcuni personaggi ricorrenti della barzelletta, fra i quali il bambino noto in Italia come Pierino, diffuso nelle barzellette di tutta Europa.
Nello spettacolo italiano, uno dei più noti raccontatori di barzellette è stato Gino Bramieri.
Il linguista Robert Hetzron offre la definizione:Le battute costituiscono una specifica forma di espressione umoristica, ma non esauriscono l'intero ambito della comicità, che comprende numerose altre modalità comunicative e performative. Esistono infatti forme di umorismo che non assumono la struttura tipica della barzelletta, come: umorismo involontario, umorismo situazionale, scherzi, slapstick e aneddoti.
Anche la stand-up comedy, i comici e lo slapstick non si basano esclusivamente sulla presenza di una battuta finale verbale, ma sfruttano elementi quali il ritmo narrativo, la gestualità, le pause, il linguaggio del corpo e il controllo dei tempi comici (timing) per suscitare la risata. In queste forme, l'efficacia umoristica deriva spesso più dal modo in cui una situazione viene presentata che dal contenuto della battuta in sé. Tale distinzione è sintetizzata dal principio secondo cui «il comico non è colui che dice cose divertenti, ma colui che racconta le cose in modo divertente», evidenziando come nella comicità la modalità espressiva e la capacità interpretativa abbiano un ruolo fondamentale quanto il materiale narrato.
Storia della barzelletta
Le barzellette del passato che sono giunte fino a noi sono state spesso conservate più per caso che per una precisa volontà di documentazione. A differenza delle opere appartenenti alla cultura considerata "alta", infatti, la comicità popolare non veniva generalmente ritenuta degna di essere raccolta e tramandata, ma era associata al divertimento e allo svago quotidiano di tutte le classi sociali. Per questo motivo, molte delle prime versioni stampate delle barzellette erano considerate materiale effimero: documenti temporanei prodotti per un uso immediato e destinati, nella maggior parte dei casi, a essere abbandonati o distrutti. Numerosi esempi di questa tradizione umoristica affrontavano temi scatologici o sessuali, argomenti capaci di divertire pubblici diversi ma raramente considerati meritevoli di conservazione culturale. La loro sopravvivenza fino ai giorni nostri è quindi dovuta più alla casualità della trasmissione che a un riconoscimento del loro valore storico o letterarioBakhtin, Mikhail. Rabelais and His World. Translated by Hélène Iswolsky. Bloomington: Indiana University Press, 1984 (ed. orig. Tvorčestvo Fransua Rable i narodnaja kul’tura srednevekov’ja i Renessansa, 1965)Burke, Peter. Popular Culture in Early Modern Europe. London: Temple Smith, 1978..
Vari tipi di battute sono stati identificati negli antichi testi preclassici. La barzelletta più antica identificata è un antico proverbio sumerico del 1900 a.C. contenente umorismo scatologico. I suoi documenti sono stati datati al periodo antico babilonese e la barzelletta potrebbe risalire al 2300 a.C. La seconda barzelletta più antica trovata, scoperta sul papiro Westcar e che si credeva riguardasse Sneferu, proveniva dall'antico Egitto c. 1600 a.C.: "Come si fa a intrattenere un faraone annoiato? Si naviga lungo il Nilo su una barca carica di giovani donne vestite solo con reti da pesca e si esorta il faraone ad andare a prendere un pesce." La storia dei tre conducenti di buoi di Adab completa le tre barzellette più antiche del mondo. Si tratta di un triplo fumetto risalente al 1200 a.C. Adab. Si tratta di tre uomini che chiedono giustizia a un re in merito alla proprietà di un vitello appena nato, della cui nascita si considerano tutti parzialmente responsabili. Il re chiede consiglio a una sacerdotessa su come governare il caso, e lei suggerisce una serie di eventi che coinvolgono le famiglie e le mogli degli uomini. La parte finale della storia (che includeva la battuta finale), non è sopravvissuta intatta, sebbene frammenti leggibili suggeriscano che fosse di natura oscena.
Le barzellette sono notoriamente difficili da tradurre da una lingua all'altra, soprattutto quando si basano su giochi di parole, il cui effetto comico dipende non solo dal significato, ma anche dalla forma e dal suono delle parole. Un esempio celebre riguarda Gaio Giulio Cesare. Si racconta che Cesare avesse venduto un terreno a un prezzo sorprendentemente basso alla sua amante Servilia, della quale si diceva che favorisse la relazione offrendo la figlia Tertia a Cesare. A questo episodio Marco Tullio Cicerone replicò con la battuta: conparavit Servilia hunc fundum tertia deducta. L'espressione tertia deducta è volutamente ambigua: può significare sia «con uno sconto di un terzo sul prezzo», sia «con Tertia messa in conto», alludendo alla figlia di Servilia come parte del "prezzo" dell'affare. Proprio questa doppia interpretazione rende il gioco di parole estremamente difficile da tradurre in un'altra lingua senza perderne l'effetto comico.
Il primo libro di barzellette esistente è il Philogelos (L'amante della risata), una raccolta di 265 barzellette scritte in greco antico risalenti al IV o V secolo d.C. L'autore della raccolta è oscuro e ad essa sono attribuiti diversi autori, tra cui "Hierokles e Philagros i grammatikos", appunto "Hierokles", o, nella Suda, "Philistion". La classicista britannica Mary Beard sostiene che il Philogelos non fosse concepito come un libro da leggere dall'inizio alla fine, bensì come una sorta di repertorio di battute da consultare e utilizzare al momento opportuno. Molte delle barzellette contenute nella raccolta risultano ancora oggi familiari nella loro struttura e nei loro meccanismi comici, anche se i personaggi ricorrenti sono meno immediatamente riconoscibili per il pubblico moderno: il professore distratto, l'eunuco e persone affette da ernia o da alitosi, figure che nell'antichità costituivano bersagli tipici della comicità. Il Philogelos contiene persino una barzelletta simile a "Dead Parrot Sketch" dei Monty Python.
Durante il XV secolo, la rivoluzione della stampa si diffuse in tutta Europa in seguito allo sviluppo della macchina da stampa a caratteri mobili. Ciò è stato associato alla crescita dell'alfabetizzazione in tutte le classi sociali. Gli stampatori hanno prodotto Jestbooks (raccolte di barzellette e aneddoti umoristici in forma di libro) insieme a Bibbie per soddisfare gli interessi sia di basso che di alto livello della popolazione. Una delle prime antologie di barzellette fu Facetiae dell'italiano Poggio Bracciolini, pubblicato per la prima volta nel 1470. La popolarità di questo libro scherzoso può essere misurata sulle venti edizioni del libro documentate solo per il XV secolo. Un'altra forma popolare era una raccolta di battute, barzellette e situazioni divertenti attribuite a un singolo personaggio in una forma narrativa più connessa del romanzo picaresco. Esempi di ciò sono i personaggi di Rabelais in Francia, Till Eulenspiegel in Germania, Lazarillo de Tormes in Spagna e Master Skelton in Inghilterra. C'è anche un libro di barzellette attribuito a William Shakespeare, i cui contenuti sembrano sia informare che prendere in prestito dalle sue opere. Tutti questi primi libri di barzellette confermano sia l'aumento dell'alfabetizzazione delle popolazioni europee sia la ricerca generale di attività ricreative durante il Rinascimento in Europa.
L'abitudine degli stampatori di utilizzare barzellette e vignette umoristiche come riempitivi di pagina era già diffusa nei chapbook e in altri opuscoli popolari tra il XVI e il XIX secolo. Con l'aumento dell'alfabetizzazione e lo sviluppo dell'industria tipografica, queste pubblicazioni divennero il materiale a stampa più diffuso in Europa e nel Nord America. Oltre a cronache di eventi, resoconti di esecuzioni, ballate e poesie, contenevano spesso anche raccolte di barzellette e aneddoti umoristici. Una delle numerose raccolte conservate presso la biblioteca di Università Harvard porta il titolo: Laughing Made Easy; or, Funny Dick's Unrivalled Collection of Jests, Jokes, Curious Bulls, Comical, Odd, Merry, Humorous, Witty, Whimsical, Laughable and Eccentric Repartees, Epigrams, etc. (1706), traducibile come: «Il riso reso facile, ovvero l'impareggiabile raccolta di Funny Dick di motti di spirito, barzellette, curiosi nonsensi, facezie, stranezze, racconti buffi e umoristici, arguzie, stravaganze, battute ridicole ed eccentriche, epigrammi e molto altro ancora dedicato allo spirito e all'umorismo»." Queste pubblicazioni economiche ed effimere, destinate a una vasta diffusione, venivano lette individualmente, lette ad alta voce in compagnia, affisse in luoghi pubblici e, una volta esaurita la loro funzione, spesso gettate via.