Lerba amara dei boschi (nome scientifico Tanacetum corymbosum (L.) Sch. Bip., 1844) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Anthemideae (Eurasian grade) e sottotribù Anthemidinae).
Etimologia Il nome generico (Tanacetum), derivato dal latino medioevale "tanazita" che a sua volta deriva dal greco ”athanasia” (= immortale, di lunga durata) probabilmente sta a indicare la lunga durata dell'infiorescenza di questa pianta; in altri testi si fa riferimento alla credenza che le bevande fatte con le foglie di questa pianta conferissero vita eterna. L'epiteto specifico (corymbosum) fa riferimento al tipo di infiorescenza a corimbo.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Tanacetum corymbosum) è stato proposto dal fisico e botanico tedesco Carl Heinrich Schultz "Bipontinus" (30 giugno 1805 – 17 dicembre 1867) in una pubblicazione del 1844.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Gewöhnliche Strauß-Wucherblume oppure Gewöhnliche Strauß-Margerite; in francese si chiama Taniasie en corymbe.
Descrizione
Portamento. L'erba amara dei boschi è una pianta erbacea perenne. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); ossia è una pianta perennante con gemme poste al livello del suolo con fusto allungato e mediamente foglioso. Le parti epigee hanno un lieve odore aromatico. Tutta la pianta è sparsamente pelosa (pelosità appressata). L'indumento è formato da peli basifissi e/o medifissi talvolta stellati..... ...
Radici. Le radici di norma sono secondarie da rizoma.
Fusto. I fusti hanno un portamento eretto e sono ramosi e striati nella parte alta, mentre possiedono un rizoma nella parte ipogea. Raramente possono essere prostrati. La superficie del fusto può essere sia glabra che pelosa. L'altezza può variare da 30 a 120 cm.
Foglie. Le foglie, lungo il fusto, sono disposte in modo alterno. Quelle basali sono picciolate, mentre le cauline sono sessili. La lamina, con contorno spatolato, è pennatosetta di secondo ordine (due volte pennate o bipennato-partite). I vari segmenti (da 15 a 21) sono dentellati e lamina lanceolata. Il margine delle foglie può essere lievemente brunastro, mentre la pagina inferiore è grigiastra e vellutata. Lunghezza del picciolo delle foglie basali: 10 – 15 cm. Dimensione media delle foglie: larghezza 5 – 6 cm; lunghezza 12 – 15 cm. Dimensione dei segmenti più grandi: larghezza 6 – 15 mm; lunghezza 25 – 45 mm.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da diversi capolini (da 3 a 10, massimo 20) lungamente peduncolati raggruppati in corimbi. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale di tipo radiato. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro, con forme campanulate, emisferiche o ovoidali, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, con forme oblungo-lanceolate arrotondate all'apice, diseguali e con margini scariosi bruni, e a volte con una lieve crenatura sul dorso, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie (da 2 a 5). Il ricettacolo, leggermente convesso (o quasi piano) e alveolato, è sprovvisto (nudo) di pagliette avvolgenti la base dei fiori. Diametro dei capolini: 1,8 – 5 cm. Dimensione dell'involucro: diametro 11 – 15 mm; altezza 5 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): sono femminili e disposti su una sola serie; la forma è ligulata (zigomorfa); a volte possono mancare o essere sterili o neutri. fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme (a volte pelosa), mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con alcuni denti (3 - 5); il colore è bianco; la disposizione di questi fiori è raggiante e sporgono ben oltre l'involucro sottostante; dimensione dei fiori ligulati: lunghezza del tubo 1 mm; larghezza della ligula 2 – 4,5 mm; lunghezza della ligula 7 – 20 mm; fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4 - 5 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo; lunghezza del tubo: 1 mm.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami (alternati ai lobi della corolla) sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere alla base sono ottuse. Il tessuto dell'endotecio non è polarizzato. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate o contigue. I due bracci dello stilo hanno una forma troncata e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli. Antesi: da giugno ad agosto.
Frutti. Il frutto è un achenio a cinque-sei coste sottili e a sezione pentagonale, ma a volte può essere anche triangolare. Le coste non contengono cellule mucillaginifere (come viceversa in altri generi vicini) e le "vallecole" (canali longitudinali interposti alle costolature) sono prive del canale resinifero. La parte apicale è troncata e dentata. Il pappo è quasi inesistente; comunque se presente è piumoso di tipo coroniforme. Dimensione degli acheni: 2 – 3 mm.
Biologia Impollinazione: tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori. Dispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mirmecoria). Un altro tipo di dispersione è zoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurimediterraneo.
Distribuzione: in Italia è presente su tutta la penisola (isole escluse). Sulle Alpi in particolare è presente in tutte le province escluse quelle di Belluno e Trento. Sui rilievi europei è presente nelle seguenti zone : Vosgi, Foresta Nera, Pirenei, Massiccio Centrale, Massiccio del Giura e Carpazi. Nel resto dell'Europa è abbastanza comune. Altrove si trova in Asia nord-occidentale e Africa (mediterraneo occidentale).
Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono le boscaglie e i pendii aridi e sassosi; ma anche i margini dei boschi, arbusteti, pinete, gineprai, faggete e querceti.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini queste piante si possono trovare fino a .
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Tradizionalmente all'interno della famiglia delle Asteracee le "Erbe amare" fanno parte della sottofamiglia delle Tubiflore; sottofamiglia caratterizzata dall'avere capolini con fiori ligulati alla periferia e fiori tubulosi al centro, brattee dell'involucro ben sviluppate e tutte più o meno di uguale lunghezza e frutti con pappo biancastro e morbido.
Filogenesi Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Anthemideae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 4 principali lignaggi (o cladi): "Southern hemisphere grade", "Asian-southern African grade", "Eurasian grade" e "Mediterranean clade". Il genere Tanacetum (insieme alla sottotribù Anthemidinae) è incluso nel clade Eurasian grade. Nella struttura interna della sottotribù si individuano due cladi. Il genere di questa voce fa parte del clade comprendente i generi Archanthemis , Xylanthemum e Gonospermum.
Nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti le specie italiane di "Tanacetum" sono divise in due gruppi: (1) capolini con fiori ligulati bianchi e tubolosi gialli; (2) capolini con tubolosi gialli (quelli periferici sono un po' raggianti), mancano i fiori ligulati bianchi. La specie di questa voce appartiene al primo gruppo.
I caratteri distintivi della specie Tanacetum corymbosum sono: le lamine delle foglie hanno un contorno spatolato. i capolini sono numerosi e raggruppati in corimbi. il diametro dell'involucro è di 11 - 15 mm. i fiori ligulati sono bianchi.
Il numero cromosomico delle specie di questa voce è: 2n = 18 e 36.
Variabilità Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie:
Tanacetum corymbosum subsp. cinereum (Griseb.) Grierson, 1975 - Distribuzione: Penisola Balcanica. Tanacetum corymbosum subsp. corymbosum (è la stirpe principale). Tanacetum corymbosum subsp. daucifolium (Pers.) Iamonico, 2018 - Distribuzione: Iran, Pakistan e Himalaya occidentale. Tanacetum corymbosum subsp. subcorymbosum (Schur) Pawł., 1936 - Distribuzione: Italia e Europa centro-orientale.
Qui di seguito sono elencate e descritte alcune sottospecie di Tanacetum corymbosum presenti nella flora spontanea italiana.
Sottospecie corymbosum
Tanacetum corymbosum (L.) Sch. Bip. subsp. corymbosum. Descrizione: le foglie caulinari hanno i segmenti del primo ordine incisi per 2/3 della semilamina; l'infiorescenza è composta da corimbi regolari e stretti; il diametro dei capolini è più piccolo (2 – 3 cm); le ligule dei fiori periferici hanno dimensioni minori (larghezza 2 – 2,5 mm; lunghezza 7 – 12 mm). Corologia: il tipo corologico (area di origine) è Eurimediterraneo. Distribuzione: sulle Alpi è ovunque una pianta comune, mentre negli Appennini settentrionali è rara. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sugli altri rilievi collegati alle Alpi è presente nella Foresta Nera, Monti Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei e Carpazi. Habitat: l'habitat preferito sono le schiarite forestali, i margini erbacei, gli arbusteti e le faggete. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido. Distribuzione altitudinale: nelle Alpi questa sottospecie frequenta i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale). Fitosociologia: Areale alpino: dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: comunità forestali Classe: Quercetea pubescentis Ordine: Quercetalia pubescenti-sessiliflorae
Areale italiano: per l'areale completo italiano la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione forestale e preforestale. Classe: Querco roboris-Fagetea sylvaticae Br.-Bl. & Vlieger in Vlieger, 1937 Ordine: Quercetalia pubescenti-Petraeae Klika, 1933 Alleanza: Carpinion orientalis Horvat, 1958 Suballeanza: Ostryo-Carpinenion orientalis Poldini, 1982