Le Contrade di Siena soppresse sono le contrade senesi che nel corso del XVII secolo andarono lentamente estinguendosi, fino alla loro soppressione, avvenuta ufficialmente nel 1729.
Elenco Tali contrade erano: Gallo Leone Quercia Orso Spadaforte Vipera
Soppressione Le ragioni che portarono alla soppressione delle sei contrade sono state sempre avvolte dall'incertezza. La soppressione viene fatta storicamente risalire a disordini legati al palio del 1675: secondo alcuni poiché la Contrada della Spadaforte (con le altre cinque Contrade a sostegno), nonostante la vittoria della Lupa, recriminasse per sé la vittoria«Essendosi presa a contesa la Contrada di Spada Forte con i giudici, i quali non avevano potuto decidere, se nella corsa del 2 luglio del detto anno avesse vinto Ella oppure la Lupa, in pena del di Lei ordinamento deciso, che mai più potesse corerre in Piazza; e siccome Le di Lei aggregate la Vipera cioè, l'Orso, il Gallo, il Leone, e la Querce si erano poste a difendere le sue parti, così furono tutte comprese alla suddetta soppressione, e mandate le loro Bandiere a Provenzano, ridotte in conseguenza le Contrade a N°17.» (Tratto da "Memorie dei Palii vinti dalle contrade nella Piazza del Campo di Siena dall'anno 1650 all'anno 1849" di A. Bandiera); secondo altri poiché fu proibito alla Spadaforte di disputare il Palio, non potendo essa contare su una sua effettiva influenza territoriale. Le sei contrade "ribelli" furono pertanto soppresse.
In realtà la leggenda secondo la quale le sei contrade fossero state sciolte per legge a causa dei disordini causati in occasione del palio del 1675 è priva di vero fondamento documentale. Le ragioni che portarono alla soppressione delle sei contrade erano principalmente dovute a carenze organizzative e alla scarsa partecipazione alla vita pubblica della città, testimoniate nel libro della Balìa.
Le sei contrade furono ufficialmente soppresse dall'editto emanato da Violante Beatrice di Baviera (noto come Bando di Violante di Baviera) nel 1729, che sancì la Nuova divisione dei confini delle Contrade attualmente ancora in vigore.
Il territorio delle contrade soppresse fu inglobato dalle contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune contrade attuali. In particolare:
Terzo di Camollìa: Gallo (con parti nel Terzo di Città e nel Terzo di San Martino), incorporata da Civetta, Oca e Selva Leone, incorporata dall'Istrice
Terzo di Città: Quercia, incorporata dalla Chiocciola
Terzo di San Martino: Orso, incorporata dalla Civetta Spadaforte, incorporata da Leocorno e Torre Vipera, incorporata dalla Torre
Corteo storico Oggi le sei Contrade soppresse vengono ricordate nel corso del corteo storico che precede il Palio di Siena: sei cavalieri con la celata dell'elmo abbassata, insieme ad un palafreniere, sfilano nel nono gruppo del corteo.
Documentazione storica sulla soppressione Scrive Flaminio Rossi.:
Così riporta sempre il Rossi.:
Questa versione contemporanea della soppressione del Palio del 1675 può venire confrontata con quella ufficiale tratta da un manoscritto conservato presso l'Archivio di Stato di Siena, il cui autore è ignoto:
e con quella del Rossi.
La netta opposizione della Torre all'ammissione di Spada Forte (e una conferma indiretta della versione riportata dal Rossi) è documentata cosìCompendio delle deliberazioni del Collegio di Balìa, Parte I, Codice esistente nell'Archivio di Stato di Siena, al margine del Foglio 484 Libro 37, carte 134: «23 giugno 1673» (cfr.: ilpalio.org):
Nel 1723, nella sua Relazione distinta delle Quarantadue Contrade. dove illustra come le Compagnie militari di Siena comparivano insieme agli spettacoli con una macchina rappresentante un animale da cui il nome della ContradaCome Macchina la Selva rappresentava un Rinoceronte, l'Onda un Delfino, la Torre un Elefante, Valdimontone un Montone Giovanni Antonio Pecci cita 21 Contrade, aggiungendo alle 17 attuali anche Gallo., Vipera., Orso. e Leone.
La compagnia militare di Monistero, associata alla Quercia, secondo Pecci. insieme a S. Quarico e S. Marco
ed, in effetti, non si è mai presentata da sola alle Feste. Quanto a Spadaforte, Pecci. scrive:
ed anch'essa, a parte i tentativi a partecipare al Palio del 1675 e del 1693, partecipò soltanto alla Caccia dei tori del 1532 A cui del resto parteciparono 19 Contrade, con la sola assenza dell'Aquila e dell'Istrice .
Nel 1718 proprio Giovanni Antonio Pecci si attivò per far partecipare per la prima volta al Palio di Siena la contrada dell'Aquila, che dopo la vittoria nella bufalata del 1610, dal 1622 era scomparsa dalle pubbliche feste.
vincendo poi il Palio l'anno successivo, il 2 luglio 1719.
Il 2 luglio 1720, parteciparono al Palio tutte le 17 contrade attive e gli inconvenienti di quel Palio, in particolare la morte di un certo Oste Paci, richiesero una rivisitazione delle regole del gioco a partire dal Decreto Civico del 16 agosto 1720 che limitò la partecipazioni al Palio a solo 10 Contrade, seguito dal Bando del 7 maggio 1721 che regolò tutto lo svolgimento del Palio e dal Bando di Violante di Baviera nel 1729.
Note
Bibliografia
Categoria:Palio di Siena