Per espulsione dei tedeschi dell'Europa orientale (definiti in tedesco: Heimatvertriebene, vale a dire "coloro che sono stati cacciati dalla propria terra") si intende il drammatico trasferimento delle popolazioni di etnia tedesca dall'Europa centro-orientale verso le odierne Germania e Austria.

L'emigrazione avvenne in tre ondate: la prima corrisponde alla fuga spontanea e all'evacuazione più o meno organizzata di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa a metà del 1944 e all'inizio del 1945. La seconda fase corrisponde alle espulsioni avvenute in modo caotico dopo la sconfitta della Wehrmacht. La terza concerne le espulsioni più organizzate avvenute a seguito degli accordi di Potsdam, nei quali i vincitori della Seconda guerra mondiale ridisegnarono i confini dei paesi dell'Europa orientale.

Le espulsioni ebbero luogo principalmente in Polonia (7 milioni) e Cecoslovacchia (3 milioni), ma toccarono la maggior parte dei paesi dell'Europa centrale e orientale. Questi movimenti coinvolsero tra i 12 e i 16 milioni di personeDomenico Losurdo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci Editore, 2008, pag. 38 e rappresentano il più grande trasferimento di popolazione avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale e, probabilmente, di tutta la storia contemporanea. Almeno 2.000.000 di civili morirono durante i trasferimenti a causa dei maltrattamenti subiti, di malattie e di stentiDie große Flucht, Guido Knopp, 2001, ISBN 3-430-15505-3. Le espulsioni terminarono nei primi anni cinquanta. In quel momento, negli ex territori tedeschi d'oriente restava solo il 12% della popolazione di etnia tedesca residente in loco prima della guerra.

Evacuazioni e fughe alla fine della guerra Verso la fine della guerra, all'avanzata dell'Armata Rossa verso occidente, molti tedeschi temevano l'imminente occupazione sovietica. I soldati sovietici, infatti, commisero numerosi criminiMatthew J. Gibney, Randall Hansen, Immigration and Asylum: From 1900 to the Present, 2005, p. 198, ISBN 1-57607-796-9, ISBN 978-1-57607-796-2Earl R. Beck, Under the Bombs: The German Home Front, 1942–1945, University Press of Kentucky, 1999, p. 176, ISBN 0-8131-0977-9 tuttavia, le notizie sulle atrocità commesse, come ad esempio il massacro di Nemmersdorf, furono in parte esagerate e largamente diffuse dalla macchina di propaganda nazista.

I piani per evacuare verso ovest la popolazione di tedeschi etnici dall'Europa orientale e dai territori orientali della Germania, furono preparati dalle varie autorità naziste verso la fine della guerra. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, l'attuazione fu ritardata fino a quando le forze sovietiche e alleate non avessero sconfitto le forze tedesche e non fossero già avanzate nelle aree da evacuare. La responsabilità di lasciare milioni di tedeschi etnici in queste aree vulnerabili fino a quando le condizioni di combattimento non li avessero travolti può essere attribuita direttamente alle misure adottate dai nazisti nei confronti di chiunque fosse anche solo sospettato di atteggiamenti "disfattisti" (come l'evacuazione era considerata) e al fanatismo di molti funzionari nazisti nell'esecuzione degli ordini di Hitler di "non ritirarsi".Deutsche Geschichte im Osten Europas - Pommern, Werner Buchholz (ed.), Berlin: Siedler, 1999, p. 516, ISBN 3-88680-272-8: reference confirming this for Pomerania

Il primo esodo di massa di civili tedeschi dai territori orientali che si verificò fu dovuto sia a fughe spontanee che ad evacuazioni organizzate, iniziate nell'estate del 1944 e continuate fino alla primavera del 1945. Le condizioni si fecero particolarmente caotiche durante l'inverno, quando code lunghe chilometri di rifugiati si snodavano nella neve tentando di non farsi raggiungere dall'avanzata dell'Armata Rossa.Andreas Kunz, Wehrmacht und Niederlage: Die bewaffnete Macht in der Endphase der nationalsozialistischen Herrschaft 1944 bis 1945, 2nd edition, Munich: Oldenbourg Wissenschaftsverlag, 2007, p. 93, ISBN 3-486-58388-3

Tra i 6 e gli 8,35Andreas Kunz, Wehrmacht und Niederlage: Die bewaffnete Macht in der Endphase der nationalsozialistischen Herrschaft 1944 bis 1945, 2nd edition, Munich: Oldenbourg Wissenschaftsverlag, 2007, p. 93, ISBN 3-486-58388-3: 3,5 milioni di rifugiati nell'Est al 28 gennaio 1945; 8,35 milioni di rifugiati nell'Est al 6 marzo 1945. I numeri sono basati su documenti contemporanei del governo e del partito nazista. milioni di tedeschi fuggirono o vennero evacuati dalle aree ad est della linea Oder-Neisse prima che l'Armata Rossa prendesse il controllo della regione.Ulf Brunnbauer, Michael G. Esch, Holm Sundhaussen, Definitionsmacht, Utopie, Vergeltung, p. 84 Le colonne di profughi che vennero in contatto con l'avanzata dei sovietici subirono perdite altissime quando diventavano l'obiettivo di aerei a bassa quota, e su qualcuna di esse piombarono talvolta anche i carri armati. Molti rifugiati tentarono di tornare a casa quando i combattimenti finirono. L'Archivio Federale Tedesco ha stimato che 100-120.000 civili (1% della popolazione totale) furono uccisi durante le fughe e le evacuazioni.Spieler, Silke (ed.), Vertreibung und Vertreibungsverbrechen 1945-1948. Bericht des Bundesarchivs vom 28. Mai 1974. Archivalien und ausgewählte Erlebnisberichte, Bonn: Kulturstiftung der deutschen Vertriebenen, 1989, pp. 23–41. ISBN 3-88557-067-X.

Espulsioni dopo la sconfitta della Germania Cecoslovacchia Nel censimento del 1930 la popolazione di lingua tedesca della Cecoslovacchia ammontava a 3.231.688 persone, il 22,3% della popolazione totale.The Expulsion of 'German' Communities from Eastern Europe at the end of the Second World War , Steffen Prauser and Arfon Rees, European University Institute, Florence. HEC No. 2004/1. pp. 11seq.Theodor Schieder, Die Vertreibung der deutschen Bevölkerung aus der Tschechoslowakei, Bonn: 1957, p. 7 (3.231.688 cittadini cecoslovacchi erano tedeschi etnici ed altri 86.757 tedeschi di altra nazionalità risiedevano in Cecoslovacchia) Il demografo polacco Piotr Eberhardt sostiene che la popolazione di lingua tedesca in Cecoslovacchia includeva anche 75.000 Ebrei nel 1930.Piotr Eberhardt, Ethnic Groups and Population Changes in Twentieth-Century Central-Eastern Europe: History, Data, Analysis, M.E. Sharpe, 2002, p. 129. ISBN 0-7656-0665-8. Lo Statistisches Bundesamt della Germania Ovest stimò la popolazione tedesca in Cecoslovacchia nel 1939 in 3.477.000 persone. Fonti in lingua inglese, stimano il numero di tedeschi in Cecoslovacchia in circa 3,5 milioni, convergendo sull'analisi tedesca.Alfred M. de Zayas: A terrible Revenge. New York: Palgrave/Macmillan, 1994, ISBN 1-4039-7308-3. P. 152- (3,477,000)H.W. Schoenberg, Germans from the East: A Study of their migration, resettlement and subsequent group history, since 1945, London: Springer, 1970, ISBN 90-247-5044-X. P. 3- (3.453.000)

+ Popolazione tedesca in Cecoslovacchia nel 1939 secondo lo Statistisches Bundesamt della Germania OvestDie deutschen Vertreibungsverluste. Bevölkerungsbilanzen für die deutschen Vertreibungsgebiete 1939/50, Statistisches Bundesamt, Wiesbaden (ed.), Stuttgart: W. Kohlhammer, 1958, pp. 322–339 Descrizione Totale Tedeschi etnici Altri Tedeschi dei Sudeti3.037.361 3.037.361 - Ebrei 2.035 2.035 - Cechi 193.786 - 193.786 Altri gruppi etnici 3.670 - 3.670 Nazionalità straniere 39.747 11.754 27.993 Apolidi 3.415 2.454 961 Cittadinanza indeterminata 128.435 10.811 117.624 Censimento tedesco nei Sudeti del maggio 1939 3.408.449 3.064.415 344.034 Protettorato di Boemia e Moravia - 259.000 - Popolazione tedesca in Slovacchia- 154.000 - Popolazione tedesca totale in Cecoslovacchia nel 1939- 3.477.000 -

Fonte: Die deutschen Vertreibungsverluste. Bevölkerungsbilanzen für die deutschen Vertreibungsgebiete 1939/50, Statistisches Bundesamt, Wiesbaden (ed.), Stuttgart: W. Kohlhammer, 1958, pp. 322–339

La cifra sulla popolazione tedesca stimata in 3.477.000 persone in base al censimento del maggio 1939 e alle tessere annonarie per il razionamento in Boemia e Moravia fu utilizzata dallo Statistisches Bundesamt quando stimò in 273.000 le perdite civili per l'espulsione dalla Cecoslovacchia.Die deutschen Vertreibungsverluste. Bevölkerungsbilanzen für die deutschen Vertreibungsgebiete 1939/50, Statistisches Bundesamt, Wiesbaden (ed.), Stuttgart: W. Kohlhammer, 1958, pp. 322–325 Gli storici tedeschi Hans Henning Hahn ed Eva Hahnova hanno sottolineato che il rapporto dello Statistisches Bundesamt per la Cecoslovacchia era basato sul lavoro di Alfred Bohmann, un ex-membro del partito nazista che servì in guerra nelle SS; Il numero dello Statistisches Bundesamt dei 273.000 civili morti per l'espulsione è spesso citato nella letteratura storica.Alfred M. de Zayas: A terrible Revenge. Palgrave/Macmillan, New York, 1994, p. 152. Da ricerche recenti, una commissione congiunta tedesca e ceca di storici nel 1995 ha scoperto che la stima demografica precedente era sopravvalutata e basata su informazioni errate, e ha concluso che il numero effettivo delle vittime ammonta ad almeno 15.000 persone, fino ad un massimo di 30.000 morti se si tiene conto che alcune morti non vennero riportate.Ingo Haar, "Straty zwiazane z wypedzeniami: stan badañ, problemy, perspektywy" (Casualties associated with expulsions: current state of studies, problems, perspectives"), PISM.pl Hoensch, Jörg K. and Hans Lemberg, Begegnung und Konflikt. Schlaglichter auf das Verhältnis von Tschechen, Slowaken und Deutschen 1815 - 1989, Bundeszentrale für politische Bildung, 2001, ISBN 3-89861-002-0*Final Statement and Conclusions of the Czech-German Historical Commission 1996 *Česko-německá komise historiků a Slovensko-německá komise historiků P. Wallace (11 marzo 2002). "Putting The Past To Rest" , Time Magazine. Recuperato il 16 novembre 2007. Il Servizio di Ricerca della Chiesa Tedesca fu in grado di confermare la morte accertata di 18.889 persone durante l'espulsione dalla Cecoslovacchia (morte violenta 5.556; suicidi 3.411; deportati 705; nei campi 6.615; durante la guerra 629; dopo la guerra 1.481; cause sconosciute 379; altre 73.)Hans Henning Hahn e Eva Hahnova, Die Vertreibung im deutschen Erinnern. Legenden, Mythos, Geschichte, Paderborn: Schöningh, 2010, p. 702

Durante l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia, soprattutto dopo le rappresaglie a seguito dell'omicidio di Reinhard Heydrich, la maggioranza dei gruppi della resistenza ceca chiedevano che il "problema tedesco" fosse risolto con trasferimenti ed espulsioni. Queste richieste vennero adottate dal governo in esilio della Cecoslovacchia, che cercò l'appoggio degli Alleati per questa proposta, a partire dal 1943.Československo-sovětské vztahy v diplomatických jednáních 1939–1945. Dokumenty. Díl 2 (červenec 1943 – březen 1945). Praha, 1999. ISBN 80-85475-57-X. L'accordo finale per il trasferimento dei tedeschi non venne raggiunto fino alla conferenza di Potsdam.

Sul piano legale e ideologico l'espulsione fu preparata tramite i cinque decreti Beneš . Presentati tra il maggio e l'ottobre del 1945, concernettero la confisca di tutti i beni dei tedeschi e degli ungheresi sul suolo cecoslovacco, nonché la revoca della cittadinanza.

I trasferimenti dei tedeschi in Cecoslovacchia furono operati da una pluralità di soggetti senza che vi fosse un reale coordinamento. Essi si distinsero in quattro categorie: la nuova gendarmeria creata dai comitati cittadini e di villaggio del Fronte Nazionale, i partigiani Cechi e Slovacchi delle "Guardie Rivoluzionarie", l'Armata Svoboda (composta da reparti del ricostituito esercito cecoslovacco) e infine l'Armata RossaE.Glasseheim, The mechanics of ethnic cleansing, in A.Siljack &P.Ther (editors), Redrawing Nations, Ethnic Cleansing in East-Central Europe 1944-1948, Boston, Lanham, Rowman &Littlefield, 2001, pp.203-204..

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