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Mezzaluna fertile

In questi cinque secoli attraversiamo l'ultima parte del periodo protodinastico III (IIIa 2650a.c. - 2450a.c. e IIIb 2450a.c. - 2350a.c.) durante i quali si inaspriscono gli scontri tra le varie città sumere per il controllo delle terre di confine (le ultime terre fertili non ancora coltivate).. Paradigma di questi lunghi conflitti sarà quello fra Lagash ed Umma per il territorio di Guedenna, che terminerà solo con la perdita dell'indipendenza delle due città, prima sotto l'impero di Lugalzagesi e poi di Sargon di Akkad.

Nei primi secoli di questo periodo è da ricordare l'ulteriore grande sviluppo di due importanti centri del medio Eufrate: la siriana Ebla . . e Mari, che si trovavano sulle importanti vie commerciali dirette in Siria. Le due città saranno in conflitto fra loro fino alla conquista di entrambe da parte di Sargon di Akkad. I due lunghissimi conflitti regionali che caratterizzarono la prima metà di questi 500 anni, quello fra Umma e Lagash (che si protrasse da almeno il 2510 a.C. al 2310 a.C.) e quello fra Ebla e Mari (circa dal 2420 a.C. al 2300 a.C.) principiarono come scontri fra la due città rivali aiutate dai regni loro vassalli, ma poi, nel corso degli anni si estesero, coinvolgendo altre città importanti come Kiš ed Uruk che, controllando territori posti fra i due conflitti, si trovarono coinvolte in entrambi, come alleate di una delle fazioni in guerra. Il collegamento fra le due guerre diverrà così stretto che le vicende dell'uno potevano influenzare l'andamento dell'altro, come accadde nel 2324 a.C. quanto una grave sconfitta subita da Kiš per mano del re di Uruk, nel conflitto fra Lagash ed Umma, indebolì la posizione di Ebla (sua alleata) nella guerra contro Mari..

Attorno al 2350 a.C. principia inoltre il periodo cosiddetto protoimperiale, che precederà il periodo imperiale avviato da Sargon di Akkad. Il periodo protoimperiale fu caratterizzato da movimenti e processi diversi che causeranno la crisi dell sistema delle città stato generatosi con la seconda urbanizzazione.

Il primo di questi movimenti fu il sempre più evidente scontro sociale fra la massa dei contadini, sempre più poveri e pesantemente tassati, che spesso avevano dovuto cedere la proprietà della terra ed erano divenuti schiavi per debiti, e le gerarchie dominanti cittadine e templari. Molti sovrani sumerici cercheranno di utilizzare il malcontento popolare per affrancarsi dal controllo templare e si faranno promotori di editti di cancellazione dei debiti proclamando che ciò avveniva su richiesta di giustizia da parte degli dei. Tali editti però avranno solo un'efficacia temporanea, perché non inseriti in una vera riforma sociale (che ai sovrani non interessava) e quindi non elimineranno le cause dell'impoverimento della popolazione. Il tentativo dei sovrani di rendere il loro potere meno dipendente dalle gerarchie templari renderà sempre più evidente lo scontro con il potere dei grandi sacerdoti, di cui è ancora esempio paradigmatico lo storia di Lagash, dove lo scontro tra i sovrani della I dinastia ed i grandi sacerdoti culminerà con l'ascesa al potere del grande sacerdote di Umma, Lugalzagesi, che trovò l'appoggio dei sacerdoti di Lagash e di molte altre città, che gli consentì di creare un vasto impero, anche se solo per breve periodo di 25 anni.

Il secondo processo che darà origine alle spinte protoimperiali sarà la sempre maggiore importanza del commercio su lunga distanza, nell'economia dei centri mesopotmamici e siriani, con la necessità di estendere il controllo dei sovrani sui territori molto vasti, percorsi dalle rotte carovaniere, da nord a sud che collegavano le miniere dei monti dell'Amano e del Libano (da cui proveniva il legno dei cedri, necessario per l'architettura monumentale e l'argento che costituiva l'unità di misura su cui si valutava il valore dagli altri beni) e del Tauro ed Antitauro (dove si estraeva rame e stagno) e dell'Iran ed Afghanistan (da cui provenivano i preziosissimi lapislazzuli), alla Siria e Mesopotamia e poi dai porti di Babilonia fino all'Arabia e Bahrein e da est ad ovest, verso i porti mediterranei, come Biblo, che collegavano la Siria con l'Egitto. Questa sarà la causa del lungo conflitto fra le città di Ebla e Mari.

Il terzo processo caratteristico del periodo protoimperiale, sarà legato al logoramento della potenza militare dei principali centri siro-mesopotamici, causato dal lungo periodo di guerre continue, che aveva anche privato le campagne di gran parte delle manodopera più giovane. La capacità di mettere in campo un esercito efficiente avrebbe permesso ad un sovrano di conquistare vasti territori e ricche città. Sia Ibbi-zikir di Ebla che Lugalzagesi di Umma tenteranno un progetto imperiale, ma chi seppe interpretare meglio questa situazione fu proprio Sargon di Akkad, che spostò la capitale del suo regno dalla indebolita Kish alla nuova Akkad e riformò l'esercito, creando una forza militare stabile di 5600 uomini, che lo seguiva in tutte le sue imprese e che gli consenti di conquistare un impero vasto e stabile.

Una nuova mentalità, di controllo assoluto del territorio e di conseguente distruzione di tutti i centri di potere alternativi, sarà la caratteristica della nuova forma di potere imperiale. Il sovrano di un impero non poteva tollerare l'esistenza di centri di potere alternativi con cui doversi confrontare, ma solo di centri amministrativi, sotto il diretto controllo di funzionari imperiali. L'esempio, che tutti i sovrani della Mezzaluna Fertile ben conoscevano era il Faraone egizio, ed in Egitto non esistevano poteri cittadini forti: se infatti i sumeri avevano inventato le città, gli antichi egizi avevano inventato lo stato. Questa nuova mentalità politica si scontrava con il grande rispetto e venerazione che i sumeri e semiti del tempo avevano verso le strutture cittadine, considerate frutto della fatica degli stessi dei patroni e quindi sacre. Nel corso della storia della mezzaluna fertile, fino ad ora non si era mai assistito alla distruzione totale di centri importanti e dei loro templi, da parte delle truppe del nemico vincitore. Nella stessa stele degli avvoltoi, che celebra una grande vittoria del re di Lagas Eannatum, sulla rivale città di Umma, si racconta di cumuli di cadaveri nemici accumulati in luoghi significativi, come monito ai nemici, si ricorda che la vittoria è stata data a Lagash dagli dei offesi dal mancato rispetto dei patti da parte dei sovrani di Umma, ma la città e lo stesso sovrano di Umma non verranno toccati. Dovranno sottoscrivere un pesante, ma non insostenibile, trattato di pace. Anzi, i sovrani sconfitti dovevano temere più l'ira del loro stesso popolo, convinto che la sconfitta fosse dipesa dalla loro cattiva condotta verso il dio patrono, che le azioni del nemico vincitore. La distruzione di una grande città e dei suoi templi rimarrà un atto gravissimo ed inconcepibile, nella mentalità non solo popolare del Vicino Oriente antico, ancora per molti secoli, come testimoniato da vari poemi, come "Le lamentazioni di Ur" o il "poema della liberazione", quest'ultimo composto nel 1600 a.C. per ricordare la definitiva distruzione di Ebla da parte della coalizione ittito-urrita.

Questa nuova mentalità distruttiva non faceva parte del progetto protoimperiale eblaita del gran visir Ibbi-Zikir e del suo re Išar-Damu, che contava di fondare e fortificare il progetto protoimperiale con trattati e matrimoni dinastici con le più importanti case regnanti confinanti. Rimase così completamente sorpreso dall'attacco improvviso da parte di Sargon, nonostante fosse consuocero di Išar-Damu. Il primo ad interpretare questo nuovo pensiero assolutistico imperiale fu Lugalzagesi di Umma, che distrusse importanti città, fra cui la stessa Lagash, passando alla storia come tiranno feroce e sanguinario, tanto che Sargon, non si limitò a sconfiggerlo ed a giustiziarlo, ma mostrò i suoi resti mortali alle popolazioni delle città distrutte, atteggiandosi come liberatore e salvatore del mondo mesopotamico, salvo poi divenire lui stesso distrutture di grandi città come Ebla, Mari, Nagar ed altre. Anche il processo che portò, durante il regno di Narām-Sîn alla venerazione dell'imperatore come un dio e non più esecutore dei voleri divini, può essere considerata una conseguenza dell'idea di potere assoluto imperiale che non poteva tollerare neppure un potere divino al di sopra di quello dell'imperatore stesso.

Dal 2330 a.c. con l'arrivo al potere di Sargon di Akkad, assistiamo alla nascita dell'Impero di Akkad, che unificherà tutta la mezzaluna fertile fino al 2172 a.c. quando verrà abbattuto dalla invasione delle tribù barbariche dei Gutei I Gutei domineranno la Mesopotamia solo fino al 2119, quando verranno scacciati dalla rivolta guidata dai sovrani sumeri della città di Ur che fonderanno la III dinastia di Ur, che unificherà la bassa mesopotamia con un nuovo impero che giungerà fino alle soglie del II millennio a.c., perdendo progressivamente potere, fino alla caduta di Ur conquistata dal sovrano della città di Isin, appoggiato dalla confederazione dell'Elam, nel 2004 a.c. Primi insediamenti dei nomadi Amorrei (di origine semitica, antenati dei Re di Isin e dei Babilonesi) a ovest dell'Eufrate In precedenza gli assiriologi hanno ipotizzato che gli amorriti fossero un popolo nomade, governato da un potente clan tribale che fece apparentemente spostare a forza il suo popolo in questi territori, di cui avevano bisogno per i pascoli delle loro mandrie. Tuttavia, molte delle nuove scoperte archeologiche hanno portato gli assiriologi a concordare sul fatto che gli amorriti non misero mai in atto un'invasione concertata di Ur. Molti amorriti vissero in modo pacifico all'interno del regno in piccole enclave. Ci sono ora attestazioni che gli amorriti servirono nell'esercito di Ur e formarono anche gruppi di operai sia sotto l'impero di Akkad che sotto la terza dinastia di Ur, molto prima dell'ascesa del loro potere nella regione.

Assiria Primi insediamenti urbani nella città di Assur, in Alta Mesopotamia Gli scavi rivelarono che il sito della città fu occupato dalla metà del III millennio a.C., in epoca ancora sumera, prima che emergesse il regno assiro. I resti più antichi della città furono scoperti nelle fondazioni del tempio della dea Ištar.

Vicino Oriente I Fenici fondarono i primi insediamenti sulla costa del Mediterraneo Benché l'indagine archeologica sia stata difficoltosa, si hanno notizie dal III millennio a.C. di occupazioni di Biblo e Tiro. Sono frequenti le campagne egiziane a scopo soprattutto commerciale, con alcune colonie di mercanti. Gli Hurriti (popolazione indoeuropea) si insediano in Siria Essi vengono ritenuti, per similitudini linguistiche, gli antenati degli Urartei, anche se la lingua hurrita, di tipo ergativo, sembra più di origine non indoeuropea, secondo la teoria di Alain Daniélou, facente parte della ipotetica Civiltà mediterranea. La valle del fiume Khabur divenne il cuore delle terre hurrite per un millennio. Il primo regno hurrita noto emerse intorno alla città di Urkesh (moderna Tell Mozan) durante il terzo millennio a.C. Ci sono prove che allearono con l'Impero accadico e che dunque assunsero nel territorio una posizione stabile nel regno di Naram-Sin di Akkad. In questo periodo, a un certo punto la città stato di Urkesh divenne stato vassallo di Mari. Primi insediamenti urbani nella città di Karkemiš, fra Siria e Turchia Il sito è stato abitato sin dal neolitico, con ceramiche e tombe che risalgono a ca. 3000 a.C. (inizio dell'età del bronzo). La città è menzionata in documenti ritrovati negli archivi di Ebla del III millennio a.C.

Asia Minore Gli Hatti (popolazione mediterranea) si insediano in Turchia (fino al 1700 a.C.)