Il berberismo è un movimento culturale e politico sviluppatosi principalmente in Algeria e Marocco, volto alla preservazione e alla valorizzazione dell'identità berbera. Le radici del movimento trovano origine nell'ambito della colonizzazione francese del Nordafrica, quando una serie di antropologi ed etnologi europei svilupparono gli studi sulla cultura, sulla storia e sulla lingua berbera. La coscienza identitaria berbera cominciò a diffondersi nella prima metà del XX secolo tra i giovani cabili del movimento nazionalista algerino, i quali furono tuttavia emarginati dai dirigenti di lingua araba. Forti contributi alla riscoperta dell'identità berbera furono dati da alcune associazioni attive in Francia, la principale delle quali fu l'Accademia berbera.

Il berberismo si diffuse nel corso degli anni 1970 in Cabilia, dove nel 1980 scoppiò la primavera berbera. Nel corso dei decenni seguenti un forte interesse per il berberismo si sviluppò in Marocco, dove nacquero centinaia di associazioni culturali berbere. A partire dagli anni 1990 i governi di Marocco e Algeria decisero di venire incontro alle rivendicazioni berberiste, intraprendendo iniziative che introdussero parzialmente la lingua berbera in campo educativo. La primavera araba vide una ripresa delle istanze berberiste all'interno delle proteste di piazza. Il berbero venne riconosciuto come lingua ufficiale in Marocco nel 2011 e in Algeria nel 2016.

Storia La colonizzazione francese

Storicamente, la comune religione islamica del Maghreb ha prevenuto polarizzazioni o conflitti etnici tra le componenti arabe e quelle berbere; le popolazioni rurali maghrebine si riconoscevano in primo luogo nell'identità tribale, anziché in quella etnica. Le prime affermazioni e politicizzazioni dell'identità berbera avvennero in occasione dell'occupazione francese, quando le autorità coloniali promossero la nascita di una coscienza identitaria etnica e culturale berbera.. Una serie di intellettuali europei approfondirono gli studi sulla storia e sulla cultura berbera, tra cui il colonnello Adolphe Hanoteau, che raccolse decine di poesie e canzoni della Cabilia; venne poi riscoperta la figura di Kahina, regina berbera che si oppose alla conquista araba del Nordafrica e che venne paragonata a Giovanna d'Arco..

La forte influenza del razzismo scientifico favorì l'elaborazione di una teoria secondo cui i berberi sarebbero stati un popolo di origine europea, razzialmente superiore agli arabi e costretto a convertirsi all'islam contro la propria volontà, teoria identificata come "Mito berbero"... Il cardinale Lavigerie fondò i Padri Bianchi, società volta a convertire i berberi cabili al cristianesimo; la missione evangelizzatrice non ebbe tuttavia successo, dal momento che il numero dei cabili convertiti fu molto ridotto, anche se maggiore che nel resto dell'Algeria. Un maggiore successo in Cabilia lo conobbero la diffusione del francese come seconda lingua e la nascita di una classe media occidentalizzata.. L'attenzione nei confronti dell'identità berbera si diffuse tra vasti settori dell'amministrazione coloniale, che nel Marocco francese nel 1930 propose il dahir berbero, volto a istituzionalizzare nelle regioni berbere il locale diritto tribale al posto di quello sciaraitico; la proposta provocò una forte reazione da parte dei nazionalisti marocchini, i quali denunciarono il progetto come una manovra di divide et impera tra berberi e arabi..

La politica di condiscendenza delle autorità coloniali nei confronti dell'identità berbera non spinse le comunità berbere ad appoggiare il dominio coloniale, dal momento che le rivolte anticoloniali trovarono un vasto appoggio nelle regioni berbere, fin dall'epoca della conquista francese dell'Algeria e del Marocco e della guerra del Rif e successivamente negli anni 1950, in seno ai movimenti nazionalisti algerini e marocchini.

La crisi berberista in Algeria All'interno dei movimenti nazionalisti algerini cominciò a emergere a partire dagli anni 1940 una nuova generazione di giovani intellettuali originari delle regioni rurali della Cabilia e sensibili verso la valorizzazione dell'identità berbera; tra questi si distinsero in particolare Hocine Aït Ahmed, Ali Laïmèche, Amar Ould Hamouda e Rachid Ali Yahia.. Molti di questi erano studenti di classe media formati in scuole francesi.. Nel 1934 Mohand Amokrane Khelifati compose un alfabeto berbero e nel 1945 il militante Mohand Idir Ait Amrane compose il canto Ekkr a mmi-s Umaziɣ, che divenne un inno nazionalista berbero. Questo nuovo gruppo cominciò a prendere coscienza della propria identità e ad affermare la necessità di integrarla all'interno dell'ideologia del movimento nazionalista, che era fondato su un'identità esclusivamente arabo-islamica. Le istanze delle componenti cabile non furono però accolte dai dirigenti nazionalisti di lingua araba..

In seguito alla fondazione del Movimento per il Trionfo delle Libertà Democratiche, i dirigenti nazionalisti, sotto la guida di Messali Hajj, promossero un'identità esclusivamente arabo-islamica dell'Algeria, ostracizzando sempre più la dimensione cabilo-berbera. Queste iniziative aumentarono la polarizzazione tra la componente arabo-islamista e quella cabila, che per di più tendeva al marxismo. L'appello alle Nazioni Unite pronunciato da Messali Hajj nel settembre 1948, in occasione del quale presentò un'identità esclusivamente araba dell'Algeria, dichiarata parte di un Maghreb arabo, scatenò la reazione della componente berberista, che si pronunciò a favore di un'"Algeria algerina". I nazionalisti arabi a loro volta denunciarono le istanze berberiste come un complotto architettato dai colonialisti e di matrice comunista, intraprendendo una repressione verso i berberisti. I dirigenti cabili del movimento nazionalista furono in gran parte emarginati. L'episodio venne definito "crisi berberista". La componente berberista, vessata dalla repressione sia da parte delle autorità coloniali che dal movimento nazionalista, si disperse nel corso degli anni seguenti...

La riscoperta dell'identità berbera in Francia

Nel corso del XX secolo si stabilì in Francia una cospicua comunità algerina, la maggior parte della quale era di origine berbera: oltre la metà dei algerini residenti in Francia nel 1954 erano infatti originari della Cabilia. La comunità algerina francese si moltiplicò nel corso degli anni successivi, tanto che nel 1975 la comunità contava membri, circa un terzo dei quali di origine cabila. La Francia divenne perciò un terreno fertile per la riscoperta dell'identità berbera.. Nel marzo 1954 venne fondata a Parigi l'associazione Tiwizi i tmazight, che raccolse intellettuali e sindacalisti berberisti precedentemente membri del movimento nazionalista algerino..

Nel 1967 venne fondata l'Accademia berbera, volta alla promozione della cultura, della storia e di una coscienza identitaria berbera. L'associazione riunì un folto gruppo di personalità berbere del mondo accademico e artistico, per la maggior parte cabili, tra i quali l'antropologo e scrittore Mouloud Mammeri, la cantante Taos Amrouche, l'ufficiale Abdelkader Rahmani e il militante Mohand-Aârav Bessaoud. L'Accademia berbera cercò di espandere la sua influenza culturale tra la comunità cabila francese, promuovendo l'alfabeto neo-tifinagh e distribuendo volantini e pamphlet, che spesso raggiungevano clandestinamente anche la madrepatria.. Nel 1968 l'Accademia berbera pose come primo anno del calendario berbero il 950 a.C. per commemorare l'ascesa nell'antico Egitto del faraone Sheshonq I, appartenente all'antica tribù berbera dei Mashuash, considerato un evento significativo che rappresentava l'ingresso dei berberi nella storia.. Bessaoud realizzò la bandiera berbera,. costituita da tre bande orizzontali di colore blu, verde e giallo, con il simbolo neo-tifinagh ⵣ in rosso al centro..

Nel 1972 un gruppo di studenti universitari fuoriusciti dall'Accademia berbera in quanto in disaccordo con la politicizzazione delle sue attività, fondarono il Groupe d'Études Berbères, con l'obiettivo di conquistare una legittimità accademica e scientifica per lo studio della lingua berbera, attraendo l'interesse di intellettuali francesi quali Ernest Gellner, Pierre Bourdieu, Germaine Tillion e Lucette Valensi. Tra le attività del gruppo vi fu la pubblicazione di riviste quali il Bulletin d'études Berbères e Tisaruf e l'organizzazione di attività teatrali e musicali. Importanti contributi alla riscoperta dell'identità berbera furono dati da Gabriel Camps, che fondò lEncyclopédie berbère, e da Mouloud Mammeri, il cui impegno in ambito letterario, poetico e accademico divenne un punto di riferimento per la gioventù cabila..

Lo sviluppo del berberismo in Algeria In seguito all'indipendenza dell'Algeria la classe dirigente del Fronte di Liberazione Nazionale, guidata da Ahmed Ben Bella, promosse un'identità nazionale arabo-islamica e dal punto di vista ideologico fece riferimento al socialismo arabo. Venne effettuata una massiccia arabizzazione del sistema scolastico e amministrativo, volta a sradicare il dominio della lingua francese nella società algerina e che impedì ogni tentativo di riconoscimento della lingua berbera. Per ovviare alla scarsità di insegnanti scolarizzati in lingua araba, vennero importati migliaia di insegnanti da Egitto e Siria, molti dei quali erano simpatizzanti dei Fratelli Musulmani e conseguentemente convinti della superiorità dell'arabo classico; si venne così a creare una polarizzazione tra questi ultimi e la classe media berbera cabila, francofona e laica, dominante nella pubblica amministrazione..

Tra gli anni 1960 e 1970, malgrado l'iniziale contrarietà del governo algerino, Mouloud Mammeri insegnò lingua berbera ed etnologia all'Università di Algeri, dando impulso alla nascita di una nuova generazione di etnologi e antropologi cabili che concentrarono i loro studi sulla società rurale. La riscoperta dell'identità berbera si estese nel corso degli anni 1970 alla classe intellettuale cabila, che costituì nei suoi luoghi di incontro, come nei caffè, nei ristoranti e negli alberghi, aree dearabizzate, nelle quali le lingue utilizzate erano esclusivamente il berbero e il francese.. Le partite della Jeunesse Sportive de Kabylie divennero un'occasione per esprimere l'orgoglio berbero e nei licei e nelle università comparvero i primi embrioni del Movimento Culturale Berbero. In ambito musicale si affermò una forte sensibilità verso il tradizionale ambiente rurale cabilo, evocato prima da Taos Amrouche e Slimane Azem e poi da una nuova generazione di cantanti, tra i quali Lounis Ait Menguellet, Lounès Matoub e Ferhat Mehenni. In particolare conobbe un ampio successo la canzone A Vava Inouva di Idir..

Nella società cabila si diffuse un nuovo fermento culturale: nel 1974 in occasione di un festival musicale il pubblico manifestò contro la decisione di sostituire i cantanti berberi con cantanti arabi; nel 1977 in occasione di una partita disputata ad Algeri i tifosi della Jeunesse Sportive de Kabylie coprirono l'inno nazionale algerino con slogan quali "a bas les arabes" ("abbasso gli arabi"), "imazighen, imazighen" ("berberi, berberi") e "vive la Kabilye" ("viva la Cabilia"). Lo Stato reagì reprimendo gli ambienti berberisti: impose alla Jeunesse Sportive de Kabylie di cambiare il nome, rimuovendo l'espressione Kabylie, limitò l'influenza del Fichier de documentation berbère dei Padri Bianchi, sospese svariati canali radiofonici cabili, fece chiudere le attività fondate da Mammeri all'Università di Algeri, arrestò centinaia di attivisti colti in possesso di materiale dell'Accademia berbera e represse l'identità berbera in ambito musicale e culturale..