La storia di Pescara ha origine in età italica, grazie alla posizione geograficamente favorevole, quale nodo di raccordo delle vie di comunicazione tra l'antica Roma e l'area del Medio Adriatico, circostanza che determinerà sin dalle origini lo sviluppo dell'insediamento.
Già nel I secolo a.C. sorgeva lungo la foce del fiume Pescara un villaggio marino, denominato Aternum od Ostia Aterni; nei secoli successivi, l'importanza strategica di Pescara, porta della grande valle che divide l'Abruzzo, connoterà in maniera costante l'evoluzione della vita economica e sociale della città, inizialmente circoscritta alla funzione di baluardo militare dei regni meridionali e, dalla seconda metà del XIX secolo, caratterizzata da una proficua vocazione ai traffici commerciali e al turismo balneare.
A seguito dei bombardamenti del 1943, che distrussero gran parte del centro urbano, la città rinacque rapidamente come moderno centro della regione, beneficiando della felice posizione geografica che favorì un rilevante sviluppo economico, industriale e turistico e la formazione di un'ampia area metropolitana, destinata in pochi anni ad assumere il ruolo di baricentro della regione abruzzese e dell'area del Medio Adriatico..
Preistoria e protostoria
Le origini Si ritiene che il primo insediamento umano abbia avuto luogo sulla sommità del colle del Telegrafo (così denominato per la presenza dell'antico sistema di comunicazione), alto circa centoquaranta metri e situato a circa un chilometro dalla costa a nord del fiume, su una terrazza naturale dalla quale si dominano le vallate dei fiumi Pescara e Saline. Nell'estate del 2005, la Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo condusse degli scavi sul pianoro del colle, della durata di un mese, dai quali emersero reperti risalenti al IV millennio a.C.; i lavori hanno attestato che tali rinvenimenti siano riferibili a un insediamento abitato in protostoria (secondo periodo preistorico, compreso tra l'età del bronzo e quella del ferro), ma anche in età romana., e ancora documentato nelle fonti storiche sino all'anno 1000..
Risalirebbero invece alla prima metà del V millennio i resti di un villaggio di agricoltori ritrovato a Colle della Corona, nella zona collinare a sud del fiume Pescara nei pressi del quartiere Fontanelle.. Resti di numerose necropoli sono stati rinvenuti in più zone dei colli cittadini, e le loro disposizioni e articolazioni evidenziano una progressiva discesa del popolamento in direzione dell'approdo naturale alla foce del fiume Pescara; queste dinamiche confermeranno pienamente l'attribuzione ai Vestini di Ostia Aterni da parte di Strabone.
Epoca antica
Periodo italico I primi abitanti del villaggio sulle rive del fiume vennero identificati dalle fonti storiche di origine pelasgica; attraversarono il mare Adriatico partendo dalle coste dalmate e fondarono un primo empòrion., ma furono i Vestini i primi italici a comprendere l'importanza strategica della posizione dell'agglomerato..
Sono state rinvenute tracce di attività portuale già dal V secolo a.C., riferibili agli scambi dell'abitato del colle del Telegrafo, che sopravviverà fino alla piena età medievale, mentre è dal I secolo a.C.. che si insediarono stabilmente nell'area di Pescara Vecchia., dove allestirono un efficiente porto, usato anche dai Marrucini e dai Peligni..
Il villaggio, ai tempi dei primi contatti con i Romani, venne chiamato da questi Vicus Aterni e successivamente, prendendo il nome dell'omonimo fiume (all'epoca noto come Aternus), Aternum; in epoca imperiale si usava indicare Pescara anche con il nome di Ostia Aterni (così riportata sulla Tabula Peutingeriana), proprio per il ruolo di centro nevralgico delle vie di comunicazione. Con il nome Ostia Aterni si indicava infatti l'approdo alla foce del fiume, poiché sia la città sia la Val Pescara erano e sono tuttora la via principale d'accesso dalle zone litoranee abruzzesi verso l'interno regionale e Roma..
Conquista romana I Vestini, insieme ai Marsi, ai Marrucini e ai Peligni, presero parte a una confederazione che entrò in conflitto con la Repubblica romana durante la Seconda guerra sannitica, nel 325 a.C.. Nel 304 a.C., dopo la grave disfatta subita dagli Equi per opera dei Romani guidati dai consoli Publio Sempronio Sofo e Publio Sulpicio Saverrione, gli italici vicini dei Vestini, i Marsi, i Peligni, i Marrucini e i Frentani, inviarono ambasciatori a Roma per chiedere un'alleanza, che fu loro concessa attraverso un trattato.. Con i Vestini invece l'accordo di foedus fu siglato soltanto due anni dopo, nel 302 a.C., a riprova della loro peculiare ostilità nei confronti di Roma., che riemergerà nuovamente durante la Seconda guerra punica: Aternum infatti si rivoltò al controllo romano, e fu quindi conquistata e saccheggiata dal pretore Publio Sempronio Tuditano nel 215 a.C..
Dopo più di due secoli di alleanza tra i Vestini e Roma, la cittadina finì sotto il diretto controllo romano insieme a tutti i territori d'Abruzzo e del Molise nell'88 a.C., in seguito alla Guerra sociale: agli inizi del I secolo a.C., i Vestini presero parte alla vasta coalizione di popoli italici che scatenò la guerra per ottenere la concessione della cittadinanza romana, più volte negata (91-88 a.C.).. L'esercito italico, ripartito in due tronconi - uno sabellico, guidato dal marso Quinto Poppedio Silone e l'altro sannitico, affidato a Gaio Papio Mutilo. - contava contingenti di numerosi popoli; quello vestino era guidato da Gaio Pontidio.
Poppedio Silone, alla testa di Marsi e Vestini, tese un'imboscata vincente nella quale cadde il romano Quinto Servilio Cepione nel 90 a.C., ma infine i Vestini vennero battuti separatamente da Gneo Pompeo Strabone, nel quadro della generale vittoria di Roma sui socii ribelli, culminata con la presa di Ascoli da parte di Pompeo.
La città romana Dopo la Guerra sociale la Lex Iulia de civitate, che concedeva la cittadinanza romana a tutti gli italici rimasti fedeli a Roma, fu progressivamente estesa anche ai popoli ribelli, tra i quali i Vestini. I loro territori furono intensamente colonizzati, soprattutto nell'epoca di Silla, e a partire da allora la romanizzazione della regione, e di conseguenza anche di Aternum, si avviò rapidamente a compimento come attesta la rapida scomparsa delle lingue dei popoli italici dalle fonti scritte, sostituite dal latino.. In epoca augustea Ostia Aterni farà parte della regio IV Samnium, una delle regioni italiane dell'epoca, e i Vestini saranno inseriti nella tribù Quirina. Con la dominazione romana il piccolo villaggio si andò strutturando in una vera e propria cittadina., raggiungendo nel II secolo il suo massimo sviluppo.; furono edificati in quel periodo importanti edifici pubblici e privati, alimentati dal discreto movimento commerciale del porto, e vennero innalzati diversi templi, tra cui quello dedicato a Giove aternio., mentre nella zona del campo Rampigna è stata accertata la presenza di un'estesa necropoli., frequentata fino a tutta la tarda antichità. Alcune evidenze archeologiche., nella fattispecie il ritrovamento nel XVIII secolo su un muro nella zona Rampigna e in un cortile di Villa De Riseis. di frammenti di un'epigrafe, conservati nella biblioteca provinciale di Chieti, testimoniano poi l'esistenza in città del culto della dea Iside.. Altri frammenti di un bassorilievo raffigurante la dea egizia sono emersi nei pressi del porto canale, sulla sponda nord. Risale alla prima età imperiale la costruzione del ponte sul fiume, localizzato tra il vecchio ponte ferroviario e il ponte D'Annunzio, che subì un profondo restauro nel II secolo.. La realizzazione nel 48/49 d.C. del nuovo percorso della via Claudia Valeria conferirà all'insediamento una singolare forma a triangolo allungato., con un vertice in corrispondenza di piazza Unione e con i due lati maggiori formati dalla più antica via di fondovalle e dal nuovo tracciato della via consolare. Più tarda la costruzione dell'edificio di culto che in età medievale sarà intitolato a Santa Gerusalemme: innalzato nei primi decenni del IV secolo, si presume che l'edificio a pianta centrale fosse un tempio o un'ara dedicato alla divinità Vittoria, particolarmente venerata in età imperiale e tetrarchica, grazie alla presenza nel muro posteriore di un'epigrafe, andata perduta nel XIX secolo, nella quale era ancora chiaramente leggibile: «(vic)». Lo schema a otto nicchie lo rendeva pressoché identico per dimensioni, tipologia e tecniche costruttive al coevo mausoleo di Elena di Roma.. Questa nuova costruzione si inserì in un quadro di generale rinnovamento delle infrastrutture della città, come il ponte e il porto, sia per porre rimedio alla scarsa manutenzione nel periodo della crisi del III secolo., sia per l'importanza che l'insediamento si trovò ad assumere all'inizio del IV secolo, quando l'imperatore Diocleziano scelse di costruire il suo palazzo a Salona, nella zona che in seguito diventerà la città di Spalato.. Nell'Itinerarium Maritimum Antonini Augusti veniva citata infatti una rotta tra Aternum e Salona di 1550 stadi.
Nonostante la discreta rilevanza dell'insediamento, Aternum non raggiunse mai lo status di municipium., difatti non sono stati rinvenuti resti archeologici tipici dei centri romani maggiori quali anfiteatri, terme e teatri.
Le invasioni barbariche
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 e l'ascesa del Regno ostrogoto in Italia, anche la storia di Aternum diventa oscura.. Fu duramente provata dalle Invasioni barbariche, dalla sanguinosa Guerra gotica e infine dall'Invasione longobarda: nel 538 la città, presidiata dagli Ostrogoti comandati da un certo Tremone, fu conquistata dal magister militum romeo Iohannes. su ordine dello strategos autokrator Belisario che, dopo aspri combattimenti, occupò l'oppidum., poco tempo dopo il primo assedio di Roma durante il tentativo di restaurazione dell'impero dell'imperatore Giustiniano I. I Bizantini, acquartieratisi a Crecchio e Ortona, potenziarono le difese e le infrastrutture portuali abruzzesi, incluse quelle di Aternum.., che venne cinta da mura spesse metri, o 10 piedi romani, circoscrivendo ciò che restava dell'abitato nella zona compresa tra via Conte di Ruvo, piazza Unione, la golena sud e via Orazio... Probabilmente risalirebbe a quest'epoca anche la realizzazione del "Castellum ad mare", i cui resti sono stati rinvenuti sul colle del Telegrafo, luogo peraltro abitato già dal tremila avanti Cristo. Questo castello svolse un ruolo importante, sia a presidio del villaggio ivi presente, sia quale punto di avvistamento e di difesa del sottostante porto di Aternum.. Il dominio dei Romani d'Oriente in Italia si rivelò però effimero, con l'inizio dell'invasione longobarda già nell'anno 568.