Corsano è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel versante orientale del Capo di Leuca, include un breve tratto della costa del basso Salento. Fa parte dell'unione dei comuni Terra di Leuca. Fa parte del Consorzio Intercomunale Capo Santa Maria di Leuca, aderente al club dei Borghi Autentici d'Italia. Il comune è inoltre conosciuto per la produzione di cravatte artigianali Corsano - viaggiareinpuglia.it.
Geografia fisica
Territorio Il nucleo abitativo sorge sulle falde dell'estrema propaggine delle serre salentine, tra la Serra dei Cianci e la costa rocciosa adriaticaCosta ionica secondo alcune convenzioni nautiche. L'abitato si estende su di un suolo di natura carsica a circa 125 m s.l.m.
Il territorio comunale, che possiede una superficie territoriale di circa 908 ettari, include un tratto di 4 km della costa sud-orientale della penisola salentina. Confina a nord con il comune di Tiggiano, a ovest e a sud con il comune di Alessano, a est con il mar Adriatico.
Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Dal punto di vista meteorologico Corsano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Classificazione climatica di Corsano: Zona climatica: C Gradi giorno: 1211
Origini del nome Il toponimo deriverebbe secondo la tradizione dall'unione delle parole Cor e Sano. Secondo studi storici l'etimologia di Corsano è da ricercare invece nel nome latino del centurione romano Cortius, al quale fu affidato il territorio in seguito alla conquista romana della penisola salentina.
Storia
Abitato sin da tempi antichi, come testimoniato dalla presenza di alcune specchie, il centro fu fondato sotto l'occupazione romana nel V secolo a.C. ad opera del centurione romano Curzio. Tale ipotesi è suffragata dal ritrovamento di monete e suppellettili risalenti a tale periodo. Molto più probabilmente il primo vero nucleo abitativo risalirebbe al X secolo sotto la dominazione bizantina, testimoniata dal rinvenimento di alcune monete e di tombe nella zona denominata "Pesco". I monaci basiliani, provenienti dal vicino oriente per sfuggire alle persecuzioni dell'imperatore iconoclasta Leone III l'Isaurico, contribuirono alla nascita del casale e diffusero il culto dei due Santi Protettori corsanesi Santa Sofia e San Biagio. In seguito si sviluppò con la distruzione, da parte dei Saraceni, di alcuni casali vicini tra i quali Macurano e Vagliano.
Corsano fece parte della Contea di Alessano e del Principato di Taranto (1088 - 1463). Nel 1190 il re normanno Tancredi d'Altavilla lo diede in dono a Fabiano Securo, primo feudatario che munì il paese di mura. Nel XIII secolo passò ad un tal cavaliere Guglielmo da Corsano e alla sua famiglia, successivamente a un tal Landolfo d'Aquino. Sul finire del XIII secolo il feudo risultava diviso in quattro parti, appartenenti a quattro diversi signori: Rynaldo de Bellante, Giovanni de Specula, Filippo de Hugot e a Marsilio da Corsano. Nel 1377 - 1378 risultava diviso tra i fratelli Filippo e Simone de Cursano. Nel 1525 appartenne per metà a Bernardo de Frisis e per l'altra metà a Col Angelo Securo. Fu feudo dei De Capua e dei Filomarino. Successivamente ritornò ai Securo. Ultima rappresentante di questa famiglia fu Giovanna, figlia di Severino barone di Corsano, che andò in sposa a Giovanni Cicala, secondo barone di Castrifrancone. Nipote di questi, Giovan Giuseppe fu l'ultimo barone di Corsano poiché il 24 maggio 1636 vendette il Casale con atto notarile di Giovan Alfonso Rausa di Lucugnano a Giovan Tommaso Capece. I Capece detennero il titolo di Baroni di Corsano fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Corsano sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica n. 2107 del 31 marzo 1983.
Descrizione araldica dello stemma:
Descrizione araldica del Gonfalone:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di Santa Sofia La chiesa di Santa Sofia fu ricostruita nel 1939 sulle rovine dell'omonima chiesa risalente al XVI secolo e crollata il 17 aprile 1932 a causa del cedimento del campanile. La facciata richiama lo stile romanico. L'interno, a pianta basilicale a tre navate, possiede tre altari, il maggiore dedicato a santa Sofia e i due laterali a san Biagio e alla Madonna del Rosario. Dell'antica struttura rimangono un battistero in marmo di Carrara dei primi anni del XIX secolo, vari dipinti e un pulpito ligneo recante la data 1777. La chiesa accoglie una statua lignea seicentesca di san Biagio, traslata dalla chiesa dell'Immacolata nel 2009.Nonostante la sua giovane età la chiesa è sottoposta ad un continuo controllo dato l'assetto del terreno calcareo su cui poggia. Il luogo di culto, chiuso per oltre un decennio per i lavori di rinforzo delle fondamenta poggianti su uno strato sabbioso, è stato riaperto al culto nell'aprile 2009.
Chiesa di San Biagio L'attuale chiesa parrocchiale dedicata al protettore san Biagio fu inaugurata il 19 marzo 1967 alla presenza dell'allora arciprete parroco don Ernesto Valiani e di molte autorità, nonché dall'allora vescovo Mons. Ruotolo.
La costruzione presenta due volumi. Il primo, più in basso, ha la forma di un pentagono irregolare, mentre il secondo, che si innesta al centro, è di forma perfettamente esagonale. Tutta la struttura cementizia poggia su sei pilastri pentagonali situati ognuno ai vertici dell'esagono centrale. All'interno figurano tre altari, dei quali i due laterali ospitano il nuovo Tabernacolo del Sacramento e una statua della Madonna. Da notare infine le vetrate, due laterali e una centrale, eseguite in occasione del Giubileo del 2000 e il lampadario centrale a quattro cerchi concentrici con foglie di ulivo in oro. Tra 2023 e 2025 il campanile originale è stato smantellato a causa di problemi di stabilità, e ivi ricostruito con le medesime forme.
Chiesa dell'Immacolata
La chiesa dell'Immacolata, popolarmente denominata La Congrega, era già presente nel XVIII secolo: una pergamena del 1777 conferiva particolari privilegi alla confraternita che vi officiava.Presenta un sobrio prospetto in pietra leccese movimentato da alte paraste e da due nicchie ai lati del portale d'ingresso, contenenti le statue di sant'Antonio di Padova e san Francesco di Paola. L'interno, impostato su una pianta a navata unica con tre arcate per lato, possiede una copertura con volta a spigolo. Sono presenti un altare barocco dedicato alla Madonna Immacolata e due logge che ospitano il coro e l'organo a canne. È esposta una statua dell'Immacolata del 1871. Per il crollo della vecchia parrocchiale di Santa Sofia, fu chiesa madre dal 1932 al 1939.
Cappella di San Bartolomeo La cappella di San Bartolomeo, popolarmente denominata San Bartolo, fu edificata nel 1714 come risulta da un'epigrafe all'interno. Un tempo costituiva il limite del paese a ridosso della strada di campagna che conduce a Marina di Novaglie; la chiesetta è prospiciente alla dimora nobiliare della famiglia Bortune, i cui eredi ne mantengono la proprietà. Dalle semplici linee architettoniche, presenta un interno ad aula unica di piccole dimensioni. Sull'altare è collocata una tela raffigurante il martirio del santo, proveniente dalla vecchia chiesa di Santa Sofia, e in una teca ne è conservata una statua in cartapesta risalente alla prima metà del XVIII secolo. La facciata è priva di decorazioni, a eccezione di una nicchia e di un campanile a vela sovrastante. Pur non essendo compatrono, San Bartolomeo gode di una festa paesana il 24 agosto.
Cappella di Santa Maura Questa chiesa si trova in aperta campagna, nella frazione eponima. L'edificio originario fu costruito intorno all'XI secolo ed era probabilmente una chiesa rupestre, su cui fu poi innalzato un tempio più grande. Verso la metà del XX secolo la chiesa, in cattive condizioni, fu rasa al suolo e ricostruita ex novo. L'attuale edificio presenta un ambiente unico privo di particolari decori, con un simulacro della Santa e un altare in pietra. Il 1º maggio si svolge una tradizionale fiera campestre nel piazzale antistante l'edificio.
Cripta basiliana La cripta basiliana, giacente nella contrada denominata li Tumari (lungo la strada che conduce a Marina di Novaglie), rappresenta una traccia della presenza dei Monaci basiliani in Terra d'Otranto. È costituita da due ambienti comunicanti, interamente ricavati nel banco calcarenitico. Presenta un altare, tracce graffite e un giaciglio.
Altre chiese Cappella di San Giuseppe: di piccole dimensioni, si affaccia sull'omonima piazza a poca distanza dal punto in cui sorgeva un frantoio ipogeo; vi si conserva un dipinto a olio raffigurante la Sacra Famiglia. Cappella di San Biagio: cappella di proprietà della fam. Bleve, prospiciente al Castello, era un tempo il luogo di culto principale dedicato al patrono del paese, prima della costruzione della Chiesa a lui intitolata. La cappella presenta pareti e volte completamente affrescati con le storie della vita di San Biagio, e vi si conserva una statua - reliquiario lignea. Cappella dei Santi Medici: denominata anche Madonna dell'Alto perché la zona dove sorge era un tempo sopraelevata e lontana dall'abitato, è dedicata ai Santi Cosma e Damiano. La cappella, oggi molto rimaneggiata, era in origine scavata nel tufo; permangono alcuni brani d'affresco raffiguranti dei santi e la Madonna Immacolata. Il 26 settembre nelle sue vicinanze si svolge una tradizionale fiera. Cappella di Tutti i Santi: un tempo cappella della famiglia Brogna, deve il suo nome ai numerosi simulacri che vi si conservano. Cappella di Santa Teresa: di proprietà privata, si affaccia sull'omonima piazza. Di dimensioni ridotte, vi si conserva un dipinto di Santa Teresa. Cappella della Madonna Addolorata: popolarmente detta Madonna du Vanni in riferimento al suo originario proprietario, si trova in aperta campagna sulla via che porta ad Alessano. L'attuale edificio sorge su un preesistente luogo di culto rupestre, rifatto in tempi recenti in pietra e cemento.
Architetture militari Castello Baronale Capece
Il Castello Baronale Capece fu eretto nel XVII secolo sui resti di un'antica fortezza voluta da Fabiano Securo agli inizi del XIII secolo. Subì vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli e per ultimo fu adibito a deposito per la lavorazione del tabacco.I soffitti presentano volte a stella e a botte ed è dotato di un giardino pensile. Delle antiche decorazioni rimangono alcuni resti di affreschi nei vani del piano nobile e alcuni bassorilievi di modesta fattura artistica situati nella sala del trono. Al corpo principale un tempo era annessa la cappella dedicata a san Vito.