Biografia Nato a Morano Calabro, non lontano da Cosenza, il 30 gennaio 1686, Francesco Maria Spinelli era il figlio di Antonio I Spinelli, principe di Scalea, ed Anna Beatrice Carafa; ; ..

Nel 1698, ancora giovane, si trasferì col resto della sua famiglia a Napoli, dove ebbe modo di conoscere e studiare presso Gregorio Caloprese, filosofo cartesiano, che gli impartì lezioni di algebra, geometria, letteratura latina e, giudicando il suo allievo gracile e debole, anche di educazione fisica. Dopo quasi un anno di studi, ad ogni modo, lo Spinelli dovette trasferirsi temporaneamente a Roma presso suo zio paterno, il futuro cardinale Pier Luigi Carafa, e, pertanto, dovette interrompere questi studi.. In compagnia di questo stesso zio, Francesco Maria compì un viaggio in Italia di breve durata, tornando poi a Napoli e passando da lì in Calabria. Dopo sei mesi, dunque, riprese le lezioni col Caloprese nella capitale partenopea, rimanendo con lui per i successivi quattro anni.

La morte del padre Antonio costrinse ancora una volta Francesco Maria Spinelli ad interrompere i propri studi per fare ritorno stabilmente ad occuparsi dell'amministrazione del patrimonio famigliare. Sposò a tale scopo la nobile Ippolita Pignatelli, erede del ducato di Termoli, che morì di tisi nel 1709, lasciandolo vedovo. Si risposò con Rosa Pignatelli, figlia del duca di Monteleone, con la quale prese stabilmente residenza a Napoli, dove venne a sapere della morte di Caloprese nel 1715. A Napoli lo Spinelli riprese ad ogni modo il fulcro delle proprie dissertazioni filosofiche, scontrandosi in particolar modo con Paolo Mattia Doria, suo ex compagno di studi.

Morì a Napoli il 4 aprile 1752.

Il pensiero Il pensiero filosofico di Francesco Maria Spinelli è deducibile non solo dai suoi scritti, ma anche dalla fitta corrispondenza che ebbe con molti altri filosofi, partenopei ed internazionali, della sua epoca. Si oppose allo spinozismo propugnato da Paolo Mattia Doria, come pure al pensiero di Pierre Bayle e a quello di Francesco Antonio Piro, autore dell'opera Della origine del male contra Baile. Lo scontro col Doria rappresenta il principale fulcro di lavori filosofici dello Spinelli: quando Paolo Mattia Doria diede alle stampe a Napoli nel 1724 i suoi Discorsi critici filosofici intorno alla filosofia degli antichi e de' moderni, nei quali sosteneva che lo spinozismo altro non era che la conseguenza logica della disciplina cartesiana, lo Spinelli rispose nel 1733 pubblicando le sue Riflessioni sulle principali materie della prima filosofia, nel quale egli presentava le sue obiezioni a concepire l'identificazione tra Dio e natura; .. Il Doria scrisse in quello stesso anno le sue Risposte ad un libro stampato col titolo Riflessioni di Francesco Maria Spinelli, nelle quali tentò di ribaltare le accuse rivoltegli.

Il principe di Scalea pubblicò anche una propria autobiografia, che da molti è vista nella propria prima parte come una risposta indiretta alle Risposte ad un libro stampato col titolo Riflessioni di Francesco Maria Spinelli del Doria, ribadendo inoltre la propria fedeltà alle idee di Platone che costituivano a sua detta il vero e profondo fondamento della filosofia cartesiana.

Nel 1750 lo Spinelli pubblicò un volume dal titolo De origine mali dissertatio, in polemica con le idee del filosofo francese Pierre Bayle, rigettando i motivi addotti da quest'ultimo sul perché Dio avesse creato l'uomo come capace di peccare e sul perché le pene dell'inferno sono da definire come "infinite"; .. In questa stessa opera, lo Spinelli si scontrò anche con le tesi sostenute da Francesco Antonio Piro (e indirettamente quindi anche con quelle di Gottfried Leibniz), ritenendole non solo insufficienti a risolvere il problema esposto da Bayle, ma addirittura dannose per la vita del buon cristiano; .. Lo Spinelli radunò queste riflessioni nell'opera pubblicata l'anno successivo dal titolo De bono dissertatio, dove egli espose il proprio concetto secondo il quale il bene è prerogativa solo di Dio e che, dopo Adamo, l'uomo si sia dovuto adattare al mondo secondo le proprie necessità, godendo solo del bene che gli proviene da Dio, non essendo questi capace di dispensarne da solo.

Opere

Ascendenza

Discendenza Francesco Maria Spinelli si sposò il 29 maggio 1706 nel quartiere partenopeo di Barra con Ippolita Pignatelli, duchessa di Termoli, figlia di Girolamo Pignatelli, principe di Marsiconovo, e Giulia di Capua; .. Dalla loro unione nacque una figlia, Cecilia, la quale nel 1715 acquisì i feudi di Anversa, Campo di Giove, Cansano e Villalago, ma suo padre subito li cedette al marchese Francesco Recupito; ..

Rimasto vedovo, si risposò il 15 novembre 1714 a Napoli con Rosa Pignatelli, figlia di Nicola Pignatelli, duca di Monteleone, e Giovanna Tagliavia. La coppia ebbe quattro figli e tre figlie.: Antonio, principe di Scalea, che sposò Giovanna de Cardenas; ; Andrea, maresciallo di campo, marito di Maria Michela Ravaschieri.; Maria Giuseppa, andata in sposa prima a Manuel d'Orléans, viceré di Napoli, e poi a Giangirolamo Acquaviva d'Aragona, duca di Nardò.; Maria Giovanna, la quale sposò Luigi Specioso Spinelli, principe di San Giorgio.; Maria Isabella, monaca nel monastero di San Giuseppe dei Ruffi col nome di suor Maria Ermenegilda; .; Carlo, morto infante; Fabrizio, principe di Tarsia, in quanto marito di Maria Antonia Spinelli; .

Note

Bibliografia

Voci correlate Spinelli (famiglia)

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