La pieve di Varese o pieve di San Vittore di Varese (in latino: Plebis Varesensis o Plebis Sancti Victori Varesensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del Ducato di Milano con capopieve Varese.

Il patrono era san Vittore, al quale è ancora oggi dedicata la basilica prepositurale di Varese.

Storia

La presenza di un battistero preromanico, testimonia indubbiamente il ruolo fondamentale della chiesa varesina e la sua antichità anche come sede plebana. Varese, sede di corte, divenne proprietà degli arcivescovi milanesi sin dall'epoca ottoniana.

Dalla fine del XIII secolo apprendiamo da Goffredo da Bussero che constava di 50 chiese, mentre sappiamo che la chiesa di Santa Maria al Monte di Varese, constava di una propria canonica e di un proprio arciprete che "de facto" si consideravano indipendenti dall'organizzazione plebana di Varese. Col primo Rinascimento la pieve assunse anche una funzione amministrativa civile come ripartizione locale della provincia del Ducato di Milano.

Alla fine del XIV secolo, la canonica di San Vittore di Varese comprendeva il prevosto e ventiquattro canonici e la situazione sembrava invariata al 1564 quando erano nominalmente registrati nella canonica di Varese il prevosto, ventiquattro canonici ai quali si erano aggiunti però otto canonici in commenda e a sei cappellani, il che faceva del clero varesino uno dei più importanti della Lombardia, seppur nei secoli la città non fosse riuscita a divenire sede episcopale. Varese divenne sede di un vicariato dall'epoca post-tridentina, facendo coincidere il nuovo status di cose con l'antica funzione della pieve. L’importanza della città, titolo conferito straordinariamente a un borgo non capoluogo, e le sue dimensioni territoriali davano alla canonica un particolare potere sopra le parrocchie delle cinque castellanze municipali.

Dal punto di vista civile, la pieve amministrativa fu oggetto di un esperimento riformatore di stampo illuminista da parte dell'imperatore Giuseppe II, che nel 1786 la pose a capo della neocostituita Provincia di Varese, ripartizione cancellata però dopo soli cinque anni dal fratello Leopoldo II, imperatore ben più conservatore. La pieve fu poi soppressa nel 1797 in seguito all'invasione di Napoleone e alla conseguente introduzione di un moderno ma effimero distretto all'interno di un'ancor più estemporanea provincia varesina.

L'inizio della decadenza della pieve religiosa invece, dopo la creazione della parrocchia di San Grato di Bobbiate nel 1908 e della parrocchia di San Giorgio di Lomnago nel 1916,San Giorgio di Lomnago seppur in ritardo giunse il 23 gennaio 1923 quando l'arcivescovo Eugenio Tosi decise di distaccare dall'autorità della pieve le parrocchie di Malnate, già elevata a prevostura con decreto 30 agosto 1919, e Gurone, che fu staccata dalla pieve e vicariato di Varese per andare a far parte del vicariato di Malnate. Nel 1951 le parrocchie di Azzate, Bodio, Brunello, Buguggiate, l'istituenda Crosio della Valle in Sant'Apollinare, Daverio, Galliate Lombardo e Lomnago andarono a costituire il vicariato foraneo di Azzate.

La pieve varesina sopravvisse sino ai decreti arcivescovili che nel 1972 cancellarono tutte le pievi lombarde e le sostituirono con i moderni decanati, di cui Varese divenne sede. Oggi il suo territorio ricade sotto i decanati di Varese e di Azzate e comprende 25 parrocchie.

Territorio Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso: Pieve civile Pieve ecclesiastica Comune di VareseComune di Bobbiate Parrocchia prepositurale di San VittoreParrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Biumo InferioreParrocchia di San Giorgio in Biumo SuperioreParrocchia di San Michele in BostoParrocchia di Sant'Ambrogio in GiubianoParrocchia di San Vittore in Casbeno Comune di Azzate Parrocchia della Natività di Maria Vergine Comune di Barasso Parrocchia di San Martino Comune di Bizzozero Parrocchia di Sant'Evasio Comune di BodioComune di Lomnago Parrocchia di Santa Maria Comune di Brunello Parrocchia di Santa Maria Annunciata Comune di Buguggiate Parrocchia di San Vittore Comune di Capo di Lago Parrocchia della Santissima Trinità Comune di Casciago Parrocchia di San Giovanni Battista Comune di DaverioComune di Crosio della Valle Parrocchia di Santi Pietro e Paolo Comune di Galliate Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso --In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al Comune di Ganna, compreso civilmente nella Pieve di Arcisate. Parrocchia di San Gemolo Comune di Gazzada Parrocchia della Santa Croce Comune di Gurone Parrocchia di San Lorenzo Comune di Lissago Parrocchia di San Carlo Borromeo Comune di Luvinate Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano Comune di Malnate Parrocchia di San Martino Comune di Masnago Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo Comune di Morosolo Parrocchia di Sant'Ambrogio Comune di Oltrona Parrocchia dei Santi Vitale e Agricola Comune di Sant'Ambrogio Parrocchia di Sant'Ambrogio Comune di Santa Maria del Monte Parrocchia di Santa Maria del Monte Comune di Schianno Parrocchia di San Giorgio Comune di Velate Parrocchia di Santo Stefano

Note

Bibliografia Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917. Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano. G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974. Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate Varese Pievi milanesi

Varese, Pieve di Varese