La Mongolia, storicamente indicata anche come Mongolia Esterna per distinguerla dalla Mongolia Interna, è uno Stato senza sbocco al mare situato nell'Asia centro-orientale, fra la Russia a nord e la Cina a est, a sud e a ovest. Ha una superficie di 1.564.116 km² e una forma approssimativamente ovale. Il territorio si estende per circa 2.392 km da ovest a est e per 1.259 km da nord a sud. La capitale, Ulaanbaatar, tradizionalmente chiamata Ulan Bator in italiano e in mongolo Улаанбаатар, si trova nella parte centro-settentrionale del paese, lungo il fiume Tuul.
Morfologia Il territorio mongolo può essere suddiviso in tre grandi regioni morfologiche: le catene montuose che dominano le parti settentrionali e occidentali; i bacini e le depressioni intermontane; e la vasta fascia di altopiani, steppe e deserti che si estende nei settori orientali e meridionali. L'altitudine media è di circa 1.580 m sul livello del mare. Il rilievo è generalmente più elevato a ovest e a nord e digrada progressivamente verso le pianure e le depressioni orientali e meridionali. Nonostante l'immagine comunemente associata alle sue immense steppe, la Mongolia è quindi un paese in larga misura montuoso e situato ad alta quota. Il territorio è attraversato da numerose faglie attive ed è soggetto a una considerevole attività sismica. Alcuni terremoti storici hanno raggiunto intensità molto elevate, soprattutto nella Mongolia occidentale e centrale. I danni sono stati spesso limitati dalla scarsa densità della popolazione, ma la rapida crescita di Ulaanbaatar e degli altri centri urbani ha accresciuto l'esposizione al rischio.
Le montagne
In Mongolia si distinguono tre principali sistemi montuosi: l'Altai mongolo, i monti Khangai e i monti Khentii. L'Altai mongolo occupa le regioni occidentali e sud-occidentali ed è il sistema più elevato del paese. Si dirama dall'Altai russo e si estende verso sud-est lungo il confine con la Cina, proseguendo quindi nell'interno della Mongolia sud-occidentale. La catena comprende aspri massicci, profonde vallate, altopiani e le maggiori aree glaciali del paese. Nel gruppo del Tavan Bogd si innalza il picco Khüiten, alto circa 4.374 m e situato lungo il confine con la Cina. Esso costituisce il punto culminante della Mongolia. L'Altai mongolo è l'unica grande regione del paese nella quale sopravvivano estesi ghiacciai montani. Questi alimentano numerosi corsi d'acqua e laghi della Mongolia occidentale, ma stanno risentendo dell'aumento delle temperature e della riduzione delle riserve glaciali. Più a est si sviluppa l'Altai del Gobi, o Govi Altai, un sistema meno elevato e maggiormente arido. Le sue catene, formate da rocce nude e fortemente erose, emergono bruscamente dalle pianure e dalle depressioni desertiche e si disperdono progressivamente nel Gobi.
I monti Khangai attraversano la parte centrale del paese con andamento generale da nord-ovest a sud-est. Formano una vasta massa montuosa dai profili generalmente più dolci rispetto a quelli dell'Altai e comprendono estesi altopiani, vallate erbose e pascoli. La vetta più elevata è l'Otgontenger, alto circa 4.008 m. La montagna, coperta da nevi e piccoli ghiacciai, riveste una grande importanza religiosa e culturale ed è considerata sacra nella tradizione mongola. A nord dei Khangai, lungo il confine con la Russia, si innalzano le propaggini dei monti Saiani Orientali. Questi rilievi circondano in parte il bacino del lago Khövsgöl e ospitano ambienti di alta montagna, foreste boreali e praterie alpine.
I monti Khentii occupano la Mongolia nord-orientale e sono orientati prevalentemente da sud-ovest a nord-est, proseguendo verso la Siberia. Sono meno elevati dell'Altai e dei Khangai, ma rivestono una grande importanza idrografica, poiché vi nascono fiumi appartenenti ai bacini dell'Artico e del Pacifico. Il punto culminante dei Khentii è l'Asralt Khairkhan, alto circa 2.799 m. Ulaanbaatar sorge presso il margine sud-occidentale del sistema, in un'ampia valle circondata dai monti Bogd Khan, Chingeltei, Bayanzürkh e Songino Khairkhan. Verso l'estremità orientale del paese, le montagne digradano nelle vaste pianure della Mongolia orientale, oltre le quali, in territorio cinese, si innalzano i monti Da Hinggan, o Grande Khingan.
I bacini intermontani settentrionali
Fra le principali catene montuose si estende una successione di bacini, depressioni e vallate. Nella Mongolia occidentale, fra l'Altai mongolo, i Khangai e i monti posti lungo il confine russo, si trova la depressione dei Grandi Laghi. Essa comprende numerosi laghi d'acqua dolce o salata, vaste paludi, dune, steppe aride e bacini endoreici. Il maggiore specchio d'acqua della regione è l'Uvs Nuur, un lago poco profondo e fortemente salato situato in una depressione condivisa con la Repubblica russa di Tuva. Con una superficie di circa 3.350 km², è il lago più esteso della Mongolia. Il suo bacino comprende ambienti estremamente diversi, dalla taiga e dalla tundra alpina alle steppe e ai deserti, ed è stato riconosciuto come patrimonio mondiale transnazionale dell'UNESCO. Un'altra importante depressione si estende fra i versanti orientali dei Khangai e quelli occidentali dei Khentii. La sua parte meridionale comprende i bacini dei fiumi Orkhon e Tuul, una regione di grande importanza storica, agricola e pastorale. La valle dell'Orkhon fu uno dei principali centri politici e culturali delle popolazioni nomadi dell'Asia interna. Vi sorsero antiche capitali e insediamenti, fra i quali Karakorum, capitale dell'Impero mongolo nel XIII secolo.
Sui versanti settentrionali dei Khangai si trova la regione vulcanica del Khorgo, caratterizzata da coni estinti, colate di lava, crateri e laghi. Il vulcano Khorgo e il vicino lago Terkhiin Tsagaan Nuur formano oggi un parco nazionale. Anche il corso superiore dell'Orkhon attraversa una regione di origine vulcanica, nella quale si trovano antiche colate basaltiche, sorgenti termali e spettacolari cascate. Presso il confine settentrionale con la Russia si apre il bacino del lago Khövsgöl, circondato da montagne, foreste boreali, paludi e vallate glaciali. Il lago è il più profondo della Mongolia e il maggiore per volume d'acqua dolce, pur essendo meno esteso dell'Uvs Nuur. È inoltre uno dei laghi più antichi dell'Asia e appartiene al sistema idrografico del lago Baikal.
La fascia degli altopiani e dei deserti
La Mongolia orientale è costituita prevalentemente da vaste pianure e altopiani ondulati ricoperti di steppe erbose. Il paesaggio è interrotto soltanto da bassi massicci isolati, colline rocciose e coni vulcanici estinti. La regione di Dariganga, nell'estremità sud-orientale, ospita più di duecento coni vulcanici, insieme a colate basaltiche, crateri e piccoli laghi. Il più noto fra questi rilievi è lo Shiliin Bogd, alto circa 1.778 m. Gran parte della Mongolia meridionale appartiene al Gobi, una vasta regione arida condivisa con la Cina. Il termine mongolo gobi non indica esclusivamente un deserto sabbioso, ma soprattutto pianure e altopiani aridi o semiaridi, spesso ricoperti di ghiaia, pietre e vegetazione rada. Le dune occupano soltanto alcune aree circoscritte. Gran parte del territorio è costituita da deserti pietrosi, steppe desertiche, depressioni saline e basse catene montuose fortemente erose. Nel Gobi orientale e centrale si trovano spettacolari formazioni basaltiche, comprese colonne a sezione poligonale prodotte dal lento raffreddamento delle lave. Nel Gobi meridionale si innalzano i monti Gurvan Saikhan, le «Tre Bellezze», appartenenti all'Altai del Gobi. La regione è celebre per i giacimenti fossiliferi di Bayanzag, noto anche come Flaming Cliffs, e di Nemegt, che hanno restituito importanti resti di dinosauri e altri vertebrati del Cretaceo. Nei Gurvan Saikhan si trova inoltre lo Yolyn Am, la «Valle del Gipeto», una gola stretta e profonda compresa nel parco nazionale del Gobi Gurvansaikhan. Grazie all'ombra delle pareti e al particolare microclima, durante l'inverno vi si forma uno spesso accumulo di ghiaccio che può persistere fino all'estate. In passato esso sopravviveva talvolta per tutto l'anno, ma attualmente tende generalmente a scomparire prima dell'autunno e non deve essere considerato un vero ghiacciaio permanente.
Idrografia
La Mongolia si trova in corrispondenza di un grande spartiacque continentale. I suoi corsi d'acqua appartengono a tre sistemi principali: il bacino del mar Glaciale Artico, quello dell'oceano Pacifico e i bacini endoreici dell'Asia centrale. I fiumi della parte settentrionale confluiscono nel sistema del Selenge, raggiungono il lago Baikal e proseguono attraverso l'Angara e lo Enisej fino al mar Glaciale Artico. I corsi d'acqua del nord-est appartengono direttamente o indirettamente al bacino dell'Amur e dell'oceano Pacifico. Gran parte delle regioni occidentali e meridionali è invece occupata da bacini interni, nei quali i fiumi terminano in laghi salati, paludi e depressioni desertiche oppure si disperdono fra ghiaie e sabbie. Nelle montagne settentrionali, i torrenti alimentati dalle piogge, dalle nevi e dai ghiacciai confluiscono in fiumi permanenti relativamente sviluppati. Nel Gobi e nelle altre regioni aride, i corsi d'acqua superficiali sono invece rari e spesso stagionali. L'approvvigionamento dipende in larga misura da sorgenti, pozzi e falde sotterranee.
Il principale sistema idrografico della Mongolia settentrionale è formato dall'Orkhon e dal Selenge. L'Orkhon, lungo circa 1.120 km, è il maggiore fiume il cui corso si sviluppa interamente, o quasi interamente, in territorio mongolo. Nasce nei monti Khangai, scorre inizialmente verso est e successivamente verso nord e confluisce nel Selenge poco prima del confine russo. Il Selenge è formato dall'unione di vari corsi d'acqua della Mongolia centro-settentrionale. Attraversa il confine con la Russia e sfocia nel lago Baikal attraverso un vasto delta. Il Tuul, che attraversa Ulaanbaatar, nasce nei monti Khentii e confluisce nell'Orkhon. Le sue acque sono fondamentali per l'approvvigionamento della capitale, ma risentono dell'inquinamento urbano, industriale e minerario. Il Kherlen nasce nei monti Khentii, scorre dapprima verso sud e quindi attraversa da ovest a est le steppe della Mongolia orientale. Dopo essere entrato nella Mongolia Interna cinese, termina nel lago Hulun, chiamato in mongolo Dalai Nuur. L'Onon, anch'esso originario dei Khentii, scorre verso la Russia e confluisce nel sistema dello Šilka e dell'Amur, raggiungendo infine l'oceano Pacifico. I principali fiumi della depressione dei Grandi Laghi sono il Khovd, alimentato dalle nevi e dai ghiacciai dell'Altai, e lo Zavkhan, che nasce dai versanti meridionali dei Khangai. Essi terminano in sistemi lacustri endoreici. I fiumi mongoli presentano regimi molto differenti. Quelli montani sono generalmente brevi, rapidi e caratterizzati da forti pendenze; quelli delle pianure orientali scorrono invece lentamente in alvei tortuosi e possono provocare inondazioni durante le piogge estive. L'irregolarità delle precipitazioni, il gelo invernale e la grande distanza fra i corsi d'acqua e i principali centri di consumo rendono complesso lo sfruttamento del potenziale idroelettrico.
Molti laghi della Mongolia sono salati, poco profondi, privi di emissari e soggetti a forti variazioni stagionali della superficie. Il lago Khövsgöl occupa una profonda depressione tettonica nella Mongolia settentrionale. Le sue acque sono dolci e particolarmente limpide. L'unico emissario è l'Egiin Gol, che confluisce nel Selenge. Nella Mongolia occidentale si trovano l'Uvs Nuur, salato; il Khar Us Nuur, d'acqua dolce; il Khar Nuur; il Dörgön Nuur; il Khyargas Nuur e l'Airag Nuur. Questi laghi formano sistemi idrologici complessi, collegati in alcuni casi da fiumi e canali naturali. Il punto meno elevato del paese si trova nella depressione del Khökh Nuur, o Hoh Nuur, nell'estremità nord-orientale, a circa 532 m sul livello del mare.
Clima e suoli