Pianese Nunzio, 14 anni a maggio è un film italiano del 1996 diretto da Antonio Capuano. Tratta di un prete e della sua relazione sessuale con un ragazzo di strada napoletano, e dell'influenza sulla vita quotidiana del Sud da parte della camorra.
Trama Don Lorenzo Borrelli è un prete del Rione Sanità, quartiere povero di Napoli dove i delitti a sfondo camorristico sono all'ordine del giorno e la maggioranza della gente apprezza lo stile di vita del crimine organizzato come un modo per guadagnare rispetto. Don Borrelli è uno di quei parroci che hanno il coraggio di opporsi al crimine e fa del suo meglio per convincere gli adolescenti che i valori della malavita sono completamente opposti ai valori del cattolicesimo, ma comprende che niente cambierà finché i loro genitori accetteranno senza controbattere la supremazia della camorra.
Don Lorenzo cerca di instaurare con i suoi parrocchiani un rapporto di comprensione e rispetto reciproco, tiene incontri liberi e aperti soprattutto con i giovani e si lega in particolare a un chierichetto di 13 anni, Nunzio Pianese, un tredicenne introverso, difficile e bisognoso di affetto. Incredibilmente bello ma anche musicista di gran talento, Nunzio vorrebbe anche lui diventare un prete, dato che la vita semplice dei preti, senza preoccupazioni riguardo al futuro, lo attira.
I malavitosi credono che un'accusa di molestie sessuali a un minore sia un modo comodo per sbarazzarsi del rivoltoso parroco e cercano di convincere le autorità locali ad investigare. Nel frattempo fanno pressioni su Nunzio, sulla sua famiglia disgregata, sul padre, sulla scuola, sugli amici cercando di montare lo scandalo e costringere Nunzio alla denuncia. Nunzio comincia a domandarsi se è meglio arrendersi alle pressioni e denunciare don Lorenzo, o far rimanere tutto così com'è.
Alla fine, Nunzio sembra arrendersi e accusa don Lorenzo di molestie, anche se una parte di lui sa benissimo che don Lorenzo è stata l'unica persona che si sia mai preoccupata del suo futuro, e che per lui provava amore vero.
Accoglienza Il film fu presentato in anteprima nazionale alla 53ª Mostra del cinema di Venezia, destando polemiche prima ancora della proiezione con un sit-in all'ingresso del Palazzo del Cinema. Era uno dei primi film che trattava di pedofilia e Chiesa e il pubblico si divise fra fischi e applausi: il regista precisò che si era ispirato a un fatto di cronaca e che non intendeva dare giudizi o fare un film di denuncia, ma solo far riflettere. Don Dario Viganò, allora responsabile di cinema per la Curia di Milano, affermò che non aveva senso insistere sul legame erotico con un adolescente per raccontare di un parroco che lotta contro la camorra e che il regista avrebbe fatto meglio a farsi psicanalizzare.<ref>Giuseppina Manin, Prete scandalo alla Mostra, rissa e sit-in, in Corriere della Sera, 5 settembre 1996, p. 34</ref>
Riconoscimenti Ciak d'oro 1997 - Miglior fotografia a Antonio Baldoni
Curiosità Luigi Giuliano, boss dell'omonimo clan camorristico, querelò i produttori del film per avergli, a suo dire, rubato i versi e i diritti d'autore per la canzone Chille va pazze pe' tte'', da lui co-firmata e inserita nella colonna sonora della pellicola.
Note
Voci correlate Mafia Omosessualità e Cattolicesimo Omosessualità nel cinema Pedofilia
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