LIran (, · ), ufficialmente Repubblica Islamica dell'Iran ( · ) è uno Stato dell'Asia situato all'estremità orientale del Medio Oriente. Con capitale Teheran, ha una popolazione di circa 92 milioni di abitanti al 2025. Il gruppo etnico maggioritario è rappresentato dai persiani; minoranze etniche significative nel Paese sono gli azeri, i curdi, i luri e i beluci.

Fino al 1935 l'Iran era noto come Persia, patria di una delle più antiche civiltà del mondo. La prima dinastia iranica fu quella elamica, del 2800 a.C., ma il territorio dell'Iran fu unificato soltanto nel 625 a.C. dai Medi. Nel 550 a.C. il regno fu sotto il controllo degli Achemenidi, per poi essere annesso da Alessandro Magno al suo Impero nel 334 a.C. con la sconfitta dell'ultimo re achemenide Dario III di Persia nelle battaglie di Isso (333 a.C.) e di Gaugamela (331 a.C.). Alla morte di Alessandro, l'Impero macedone venne spartito tra i suoi generali, i diadochi ("successori"), e la Persia passò nelle mani dei Seleucidi. Successivamente, nel II secolo a.C., la Persia fu inglobata nel regno dei Parti e dal 224 d.C. al 651 fu nelle mani dei Sasanidi, i quali crollarono a loro volta sotto i colpi degli arabi, che nel 633 avevano avviato la conquista islamica della Persia. Con l'affermarsi della dinastia Safavide, nel 1501, uno dei rami minoritari dell'Islam (lo sciismo duodecimano)R.M. Savory, s.v. «Safavids», Encyclopaedia of Islam, 2nd edition diviene religione ufficiale del regno, segnando un punto cruciale nella storia della Persia e del mondo islamico.

Nel 1906 la rivoluzione costituzionale persiana portò alla nascita di un Parlamento, noto come Majlis, e della monarchia costituzionale, ai quali però succedette nel 1921 l'autoritaria dinastia Pahlavi. Nel 1953, il primo esperimento democratico del Paese fu spento da un colpo di Stato orchestrato da Regno Unito e Stati Uniti, che riportò al potere i Pahlavi. Il dissenso popolare sfociò infine nella cosiddetta Rivoluzione iraniana, che determinò la nascita della Repubblica Islamica dell'Iran il 1º aprile 1979, un regime teocratico sciita. Storicamente noto come Persia, il 21 marzo 1935 lo scià Reza Pahlavi chiese formalmente alla comunità internazionale di riferirsi alla nazione con il nome utilizzato dai suoi abitanti in persiano, ossia Iran, «Paese degli Arii». Alcuni studiosi protestarono contro questa decisione perché il cambio di nome avrebbe separato il Paese dalla sua storia, ma nel 1959 lo scià annunciò che i nomi di Persia e Iran erano interscambiabili e di uguale rilevanza in comunicazioni ufficiali e non. Il nome Iran, tuttavia, rimase il termine di uso più frequente in riferimento allo Stato, mentre i sostantivi e aggettivi "persiani" e "persiano" sono tuttora frequentemente usati in riferimento rispettivamente alla popolazione e alla lingua del Paese.

Etimologia

Il termine "Iran" (anticamente Ariyana) deriverebbe dall'indo-iranico ariya (sanscrito: arya) che significa «nobile». La radice ar è presente anche in altre lingue indoeuropee come il greco arios, aristos al superlativo (da cui «aristocrazia»), e il latino arius. Il termine ariya era una designazione onorifica, originariamente denotante una qualità spirituale.

Fino al 1935, l'Iran era conosciuto in Occidente come "Persia", un nome derivato dal greco Persis, usato per riferirsi al Paese iraniano, al suo popolo e ai suoi antichi imperi. Gli iraniani identificarono il loro Paese con il nome Ērān ("degli iraniani") sin dal periodo sasanide. Il nome "Persia" deriva dalla regione meridionale dell'Iran, chiamata Fars o Pars, derivato da Parshua, luogo di origine dell'impero persiano.

Storia

L'Iran ospita una delle più antiche grandi civiltà del mondo, con insediamenti storici e urbani risalenti al 7000 a.C. Dalla prima età del bronzo, la parte sud-occidentale e occidentale dell'altopiano iraniano ha avuto un importante ruolo nella storia del Vicino Oriente antico con la cultura elamica, e successivamente con vari altri popoli, come i Cassiti, i Mannei e i Gutei. Georg Wilhelm Friedrich Hegel chiama i persiani il "primo popolo storico". I Medi unificarono l'Iran come nazione e impero nel 625 a.C. L'Impero achemenide (550–330 a.C.), fondato da Ciro il Grande, fu il primo vero stato di superpotenza globale e governò dai Balcani al Nord Africa fino all'Asia centrale, coprendo tre continenti, con sede di potere a Persepoli. Era il più grande impero mai visto e il primo impero mondiale. L'impero achemenide è stata l'unica civiltà in tutta la storia a collegare oltre il 40% della popolazione mondiale, rappresentando circa 49,4 milioni delle 112,4 milioni di persone viventi nel mondo attorno al 480 a.C. Gli succedettero i Seleucidi, i Parti e i Sasanidi, che governarono l'Iran per quasi 1.000 anni e rendendolo ancora una volta una potenza leader nel mondo. Gli arcirivali della Persia furono l'Impero romano e il suo successore, l'Impero bizantino.

L'Impero iraniano vero e proprio inizia nell'età del ferro, in seguito all'afflusso dei popoli iraniani. Il popolo iraniano diede origine agli imperi dei Medi, achemenide, partico e sasanide dell'antichità classica.

L'Iran ha subito invasioni da parte di macedoni, arabi, turchi, mongoli ma ha continuamente riaffermato la sua identità nazionale nel corso dei secoli e si è sviluppato come entità politica e culturale distinta.

Era antica

I primi reperti archeologici dell'Iran, quali quelli trovati nel sito del Kashafrud e di Ganj Par, dimostrano la presenza di insediamenti umani già dal Paleolitico inferiore. Reperti dell'uomo di Neanderthal risalgono al Paleolitico medio e sono stati trovati principalmente nella regione dei monti Zagros, quali le caverne Warwasi e Yafteh. Le prime comunità agricole cominciarono a stabilirsi in Iran attorno all'8000 a.C., con insediamenti come Chogha Mish, situato nella regione delle montagne Zagros, mentre la nascita di Susa, una delle prime città persiane, risale all'incirca al 4395 a.C. Vi sono dozzine di reperti preistorici attorno all'altopiano iranico che suggeriscono l'esistenza di culture antiche e di insediamenti urbani in altre regioni già dal IV millennio a.C. Durante l'era del bronzo l'Iran è stata la patria di diverse civilizzazioni, quali quella dell'Elam, della civiltà di Jiroft e della civiltà del fiume Zayande. Elam è fra le più importanti di queste e si sviluppò nel sud-ovest dell'Iran, influenzata dalle civiltà mesopotamiche. Lo sviluppo della scrittura nell'Elam (IV millennio a.C) fu forse parallelo a quello dei Sumeri. Il regno elamico proseguì la sua esistenza fino all'emergere della civiltà dei Medi e dell'Impero achemenide.

Era classica

Durante il secondo millennio a.C. antiche popolazioni iraniche arrivarono dalle steppe eurasiatiche, entrando in diretto conflitto con le popolazioni locali. Con l'insediamento di questi popoli la regione corrispondente all'odierno Iran fu dominata da tribù persiane, dei Parti e dei Medi. Dal X al VII secolo a.C. assieme ai regni pre-iranici tali popolazioni iraniche divennero parte dell'Impero assiro, situato nella Mesopotamia settentrionale.Georges Roux, Ancient Iraq. Sotto il re Cyaxares i Medi e i Persiani si allearono con Nabopolassar di Babilonia e con l'aiuto degli Aramei, Cimmeri e Sciti attaccarono l'Impero assiro. Da ciò scaturì una guerra civile che durò dal 616 a.C. al 605 a.C. e che determinò la liberazione di vari popoli sottomessi all'Impero assiro. L'unificazione dei Medi sotto un unico capo politico nel 728 a.C. portò alla creazione dell'Impero medo.

Nel 550 a.C. Ciro il Grande sottomise l'Impero medo e fondò l'Impero achemenide dopo aver unificato altre città-Stato nella regione. La sua ascesa al potere fu il risultato della ribellione dei Persiani, scaturita dalle azioni del re dei Medi Astiage: ribellione che si estese velocemente alle vicine province, le quali si allearono con i Persiani. Le successive conquiste di Ciro e dei suoi successori portarono all'annessione al nuovo Impero persiano di nuove regioni e province, quali Babilonia, l'Antico Egitto, la Lidia e le regioni a ovest del fiume Indo. L'espansione a ovest causò lo scontro diretto tra le varie città-Stato greche e l'impero, dando avvio alle cosiddette guerre persiane. Lo scontro si sviluppò in più occasioni durante la prima metà del V secolo a.C. e si concluse con la ritirata della Persia dai territori greci annessi nella prima parte della guerra. L'impero aveva un sistema amministrativo centralizzato, formato grazie a una fra le prime burocrazie del mondo, sotto il comando diretto dello Shahanshah (scià) e dei suoi satrapi, coadiuvati da un vasto numero di funzionari pubblici e da un esercito di professionisti. Tale strutturazione amministrativa fu successivamente presa come esempio in vari altri imperi successivi.

Nel 334 a.C. Alessandro il Grande invase l'Impero achemenide, sconfiggendo l'ultimo re dei re di questa dinastia, Dario III nella battaglia di Isso del 333 a.C. Dopo la morte di Alessandro la Persia cadde sotto il controllo di vari regni ellenistici. Nel II secolo a.C. la Partia divenne la potenza principale nella regione, riprendendo controllo dei territori iranici occupati dai regni ellenistici e ricreando il precedente Impero persiano sotto l'Impero partico, tuttavia senza alcuna nuova espansione territoriale. L'Impero partico durò fino al 224 d.C., quando gli succedette l'Impero sasanide.

I Sasanidi stabilirono un impero con dimensioni pari a quello degli Achemenidi e con capitale a Ctesifonte. Buona parte del periodo sotto l'Impero partico e l'Impero sasanide fu segnata dalle guerre romano-persiane, le quali avvennero sui confini occidentali e durarono circa settecento anni. Le guerre portarono all'indebolimento economico, militare e politico dell'Impero sasanide e dell'Impero romano, provocando successivamente la fine del primo con conseguenti estese perdite territoriale per mano delle armate dell'invasore arabo-musulmano.

Medioevo

Le prolungate guerre romano-persiane, così come i conflitti interni all'Impero sasanide, portarono alla conquista islamica della Persia nel VII secolo d.C. Nonostante la debolezza politica la Persia godeva di un elevato livello di civiltà e cultura, come dimostrato da Jundishapur, riconosciuto come uno straordinario centro medico per competenze scientifiche e mediche. Sconfitto inizialmente dal Califfato dei Rashidun, fu governato negli anni successivi dal califfato degli Abbasidi e degli Omayyadi. Il processo di islamizzazione della Persia fu lungo e graduale.

Sotto il dominio del Califfato dei Rashidun e più tardi degli Omayyadi i Persiani, sia musulmani (mawālī) sia non-musulmani "protetti" (dhimmi), furono discriminati, esclusi da governo e forze armate califfali, venendo inoltre forzati a pagare le tasse dovute dai non-musulmani, quali la jizya.H. Patrick Glenn, Legal Traditions of the World, Oxford University Press, 2007, pp. 218–219. Nel 750 gli Abbasidi abbatterono il califfato degli Omayyadi, principalmente per via della insoddisfazione dei mawālī persiani. I mawālī formarono la maggior parte dell'esercito dei rivoltosi, guidati da Abu Muslim. Dopo due secoli sotto il dominio arabo cominciarono a formarsi i primi domini persiani autonomi o indipendenti (quali i Tahiridi, i Saffaridi, i Samanidi e i Buwayhidi). Nel IX e X secolo prevalse e solidificò il proprio potere la dinastia dei Samanidi, durante il cui governo si cominciò nuovamente a far uso della lingua persiana scritta, grazie all'opera storica di Bal'ami, che parafrasò Ṭabarī.