Biografia Orfano della madre Eduina dalla nascita, dopo la partenza del padre Lino per l'Argentina (1928) visse a Sansepolcro con il fratello Silvio e il nonno materno. Alla morte di quest'ultimo (1933) venne aiutato da un parente, Otello Filiberti.

Ottenuta la licenza media, nell'ottobre 1942 si arruolò in Marina, ma dopo l'8 settembre rientrò a Sansepolcro. Pochi giorni dopo ottenne dal Comitato provinciale di concentrazione antifascista di Arezzo l'incarico di organizzare una formazione di partigiani nell'Alta Valle del Tevere, di cui, nonostante i soli 17 anni di età, fu nominato comandante.

L'eccidio di Villa Santinelli

Compiuta una serie di brillanti operazioni, la formazione (denominata IV Compagnia Valtiberina, facente capo al comando militare della 23ª Brigata Garibaldi "Pio Borri") fu protagonista della cosiddetta insurrezione di Sansepolcro (19 marzo 1944), di cui Francini fu uno dei capi. Subito dopo gli scontri che aprirono la fase che avrebbe portato alla liberazione della cittadina toscanaGli eventi che hanno preceduto la Liberazione di Sansepolcro (3 agosto 1944) e l'autogoverno partigiano fino all'arrivo degli Alleati (3 settembre) sono narrati, tra gli altri resoconti, in Si veda anche l'intervista al partigiano Orlando Pucci e alla moglie Silvana in , Eduino Francini partì alla testa di un manipolo con l'obiettivo di rafforzare una squadra partigiana operante nello Spoletino.

Il gruppo però fu assediato da preponderanti forze nazifascisteAi Repubblichini che avevano inizialmente circondato il casolare, si unirono su richiesta del Prefetto di Perugia rinforzi tedeschi con sette autoblindo e numerosi soldati della Panzer-Aufklärungs-Abteilung 103 affiancati da reparti di paracadutisti. Cfr. a Villa Santinelli, tra Città di Castello e Umbertide. Il casolare divenne teatro di un lungo combattimento, con il gruppo Francini che riuscì a resistere per oltre 18 ore, fino all'esaurimento delle munizioni. Costretti ad arrendersi, Francini e altri otto partigianiGiustino Bianchini, Alvaro Cheli, Giuseppe Magnani, Mario Mordaci, Donato Sbragi, Spartaco Forconi, Corrado Luttini e Giuseppe Gobbi. Lino Mercati (Seme, 1922-1982), catturato, riuscì a sfuggire all'esecuzione nascondendosi in un tino (Cfr. Bertocci, cit.). Tra i caduti in combattimento a Villa Santinelli, Gradassi e Raspanti ricordano Anton Firman, uno degli ex internati balcanici del campo di concentramento fascista di Renicci, annotando che «Misteriosamente, quasi tutte le fonti, escluso A. Curina (...), ignorano la morte di Firman, nonostante che sia fra quelli che stavano a fianco di Eduino Francini in quel tragico scontro» (). rifiutarono, nonostante le torture, di rivelare informazioni al nemico, e poco dopo furono fucilati a colpi di mitra.

I cadaveri, inizialmente gettati in una fossa comune, sono stati traslati nel cimitero di Sansepolcro nell'aprile 1945.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Sitografia

Voci correlate Resistenza italiana Orlando Pucci Arioldo Arioldi

Altri progetti

Categoria:Medaglie d'argento al valor militare Categoria:Persone giustiziate per fucilazione Categoria:Vittime di dittature nazifasciste