Detroit (AFI: ) è una città degli Stati Uniti d'America, capoluogo della contea di Wayne, principale centro dello Stato del Michigan.

Fondata nel 1701 da cacciatori di pellicce francesi, è oggi più nota come capitale dell'industria automobilistica statunitense. Nella bandiera di Detroit compaiono i gigli di Francia e i leoni d'Inghilterra, a simboleggiare il ruolo svolto dalle due potenze nella storia della città situata al confine fra il Canada francese ed i territori colonizzati dai britannici.

Situata lungo il fiume Detroit, di fronte alla città canadese di Windsor, si trova nella regione dei grandi laghi americani, al centro di una vasta zona industriale.

La città è un importante luogo di produzione musicale, soprattutto grazie all'etichetta "Motown".

Geografia fisica Territorio

La città ha un'area totale di . Il punto più elevato si trova nel distretto universitario, a nord-ovest, ad un'altezza di ; la parte più bassa è naturalmente quella sulla riva del fiume, a . Sul confine nord-est si trovano le comunità benestanti di Grosse Pointe ed a nord si trovano le contee di Oakland e Macomb. L'Alter Road divide una delle zone più povere di Detroit, da una zona ricca di manieri sulla Lake Shoredrive, a Grosse Pointe.

Clima Detroit, come il resto del Michigan del sud-est, ha il tipico clima temperato del Midwest, influenzato dalla presenza dei Grandi Laghi. La classificazione climatica di Koppen per questa zona è "Dfa" (clima continentale con estati calde). Gli inverni sono decisamente freddi rispetto alla latitudine (il clima americano è molto più continentale) con nevicate moderate, anche se le temperature raramente scendono sotto i . Le temperature estive, invece, possono spesso superare i . La media mensile delle precipitazioni varia dai 50 ai . I record di temperatura massima e minima sono rispettivamente di (24 luglio 1934) e di (22 dicembre 1872).

Storia XVIII secolo Navigando sul fiume Detroit con la nave Le Griffon, padre Louis Hennepin scelse la riva nord del suddetto come luogo ideale per un insediamento. Il nome di Detroit deriva dalla lingua francese Rivière du détroit, ossia "Fiume dello stretto": esso si riferisce al fatto che il fiume collega il Lago St. Clair con il Lago Erie, trovandosi come uno "stretto" fra i laghi Huron ed Erie. Qui, nel 1701, l'ufficiale francese Antoine Laumet de La Mothe, Signore di CadillacFiglio di un avvocato al Parlamento di Tolosa, Antoine Laumet de La Mothe, Signore di Cadillac si chiamava in realtà Antoine Lumet. L'altisonante nome con il quale è passato alla storia fu da lui adottato quando, quattro anni dopo che dalla Francia era emigrato in Canada (1683), sposò la figlia di un mercante, Maria Teresa Guyon., insieme all'italiano Alphonse de Tonti, fondò un insediamento fortificato chiamato Fort Pontchartrain du Détroit, dal nome del conte di Pontchartrain, ministro della marina sotto Luigi XIV. L'insediamento prosperò come centro commerciale di pellicce e il porto offriva riparo alle navi francesi che solcavano i Grandi Laghi.

François-Marie Picoté de Belestre,Francois Marie Picoté, signore di Belestre, era nipote del cofondatore di Detroit, il francese di origine italiana Alphonse de Tonti, che fu vicecomandante di Fort Pontchartrain du Détroit, sotto Antoine Laumet de La Mothe, Signore di Cadillac, e successivamente comandante dal 1717 al 1727. La parentela derivava dal fatto che Alphonse aveva sposato la zia di François Marie Picoté, Marie Anne Picoté de Belestre. fu l'ultimo comandante militare francese a Fort Detroit prima della resa, il 29 novembre 1760, a favore del Maggiore inglese Robert Rogers. In seguito, durante la guerra franco-indiana, le truppe inglesi ottennero il controllo della zona e abbreviarono il nome in Detroit. Molte tribù di nativi americani che in precedenza avevano sviluppato relazioni amichevoli con i coloni francesi, si allarmarono dopo questi sviluppi. Nel 1763 queste tribù, comandate dal capo Pontiac, iniziarono quella che in seguito venne conosciuta come la "Ribellione di Pontiac", la quale incluse l'assedio a Fort Detroit e che si concluse a favore degli inglesi. Durante la guerra d'indipendenza americana, Detroit fu una roccaforte britannica protetta dalle tribù indiane loro alleate, comandate da Joseph Brant. Per due volte il generale americano George Rogers Clark tentò di conquistarla con l'aiuto dei francesi, la prima volta nel 1778 e la seconda l'anno seguente (1779), ma entrambi i tentativi non ebbero successo.

XIX secolo Nel 1796 Detroit diventò parte degli Stati Uniti in seguito al trattato di Jay. Nel 1805 un grave incendio distrusse quasi completamente l'insediamento, tanto che rimasero solo un magazzino sulla riva del fiume e alcuni camini in mattone. Dal 1805 al 1847 Detroit fu la capitale del Michigan. Non appena la città si espanse, la disposizione delle strade seguì il piano di Augustus B. Woodward, capo della giustizia del Michigan.

Durante la guerra del 1812, fu l'"Assedio di Detroit" a consegnare la città nelle mani degli inglesi; venne poi riconquistata dagli Stati Uniti nel 1813 e, in seguito, incorporata come città nel 1815. Prima della guerra civile americana, l'accesso della città alla frontiera canadese ne fece una fermata chiave della linea ferroviaria.

Molti Detroiters furono volontari durante la guerra civile americana. Dopo la morte del presidente Abraham Lincoln, l'evento venne ricordato da George Armstrong Custer alle migliaia di persone riunite vicino a Campus Martius Park. Custer condusse la brigata di cavalleria del Michigan durante la guerra civile e la chiamò Wolverine.

Molti edifici e manieri della Gilded Age (il periodo immediatamente successivo alla guerra civile) di Detroit crebbero durante l'Ottocento. Ci si riferì spesso alla città come alla "Parigi dell'ovest" per la sua raffinata architettura. Strategicamente posizionata lungo la rete fluviale dei Grandi Laghi, Detroit emerse come centro di trasporti. La città è cresciuta continuamente dal 1830, con il diffondersi dei trasporti, dei cantieri navali e delle industrie.

XX e XXI secolo Nel 1896 una fiorente industria dei trasporti spinse Henry Ford a costruire la sua prima automobile in un autonoleggio a Mack Avenue e nel 1904 venne prodotto il Model T. L'industria di Ford (e di tutti i pionieri del settore come i fratelli Dodge e Walter Chrysler) rafforzò la posizione di Detroit come capitale mondiale dell'automobile. L'industria automobilistica spronò la spettacolare crescita della città nella prima metà del XX secolo, attirando numerosi nuovi abitanti, in particolare lavoratori dagli Stati del Sud. Rapporti razziali tesi furono evidenti durante il processo al Dr. Ossian Sweet, un medico nero di Detroit assolto dall'accusa di omicidio dopo aver sparato in mezzo a una folla che lo assaliva mentre si stava spostando dalla parte "nera" a quella "bianca" della città. Con l'introduzione del proibizionismo, il fiume divenne il principale canale per l'importazione di alcolici canadesi. Con l'industria arrivarono le tensioni, che raggiunsero il culmine negli anni Trenta, quando la United Auto Workers rimase coinvolta in aspri contenziosi con gli operai dell'industria automobilistica di Detroit. L'attivismo della classe operaia di quegli anni portò alla notorietà alcuni leader di casa, come Jimmy Hoffa e Walter Reuther. Gli anni Quaranta videro la costruzione della prima autostrada urbana al mondo, la Davison, e la forte crescita industriale, che portarono a Detroit il soprannome di "Arsenale di democrazia". La città fu messa a dura prova durante la seconda guerra mondiale, quando decine di migliaia di lavoratori si trasferirono a Detroit per lavorare nelle industrie belliche. Molti di questi immigrati erano sia bianchi che neri provenienti dagli Stati del Sud. Trovare casa diventò quasi impossibile.

La "sommossa di Detroit del 1967" accelerò l'allontanamento dei bianchi dalla città. La percentuale di residenti neri crebbe rapidamente e non solo i bianchi continuarono a lasciare la città, ma l'immigrazione dei neri dal Sud continuò sostenuta. Dal momento in cui i negozianti e i piccoli proprietari emigrarono per le continue ribellioni, gli introiti provenienti dalle tasse subirono un rapido declino. Nell'arco di dieci anni, molti edifici nella zona sud-est vennero abbandonati e molti di questi rimasero per anni in stato di degrado. Nel 1973 venne eletto il primo sindaco afroamericano, Coleman Young. Lo stile di Young durante i suoi cinque mandati (1974-1994) di carica non fu ben accolto da molti bianchi.

Le crisi petrolifere

Dal 1973 al 1979 la crisi petrolifera scosse fortemente l'industria automobilistica degli Stati Uniti, mentre le utilitarie di produzione straniera fecero il loro ingresso sulle strade tradizionalmente dominate dalle auto delle case automobilistiche americane. "Rinascimento" fu una parola spesso utilizzata dai leader politici della città in seguito agli scontri di Detroit del 1967. Un tentativo di rilancio della città si ebbe con la costruzione del Renaissance Center alla fine degli anni Settanta. Nel 1980 si tenne a Detroit la Convenzione Nazionale Repubblicana che promosse Ronald Reagan per la campagna presidenziale.

La bancarotta della città (2013)

Il 18 luglio 2013 la città ha dichiarato fallimento, a causa dell'impossibilità di pagare debiti stimati tra i diciotto e i venti miliardi di dollari. Nonostante fosse stata ventilata la possibilità di ottenere fondi vendendo, tra l'altro, opere del rinomato museo cittadino, il Detroit Institute of Arts, un giudice ha espressamente escluso dalla liquidazione tutte quelle istituzioni no-profit compreso il museo, che anzi è diventato poi indipendente dall'amministrazione locale. Il 7 novembre 2014 un tribunale fallimentare ha approvato il piano proposto dalle autorità municipali per cancellare sette dei diciotto miliardi di debito, avviando tagli del 4,5% sulle pensioni di dipendenti pubblici e lo stanziamento di un miliardo e settecento milioni di dollari da investire in servizi. Il 10 dicembre 2014 Detroit è uscita dal regime di amministrazione controllata.

Monumenti e luoghi d'interesse

Molti dei principali musei si trovano nel centro culturale vicino alla Wayne State University, della quale fa parte la Casa del Colonnello Frank J. Hecker. Tra questi spiccano il Detroit Institute of Arts, il Detroit Historical Museum, il Charles H. Wright Museum of African American History e il Detroit Science Center. La storia di Detroit e della sua area si può trovare in mostra al Henry Ford Museum, il più grande della nazione tra i musei che espongono all'aperto e al chiuso.

Hart Plaza, tra il Renaissance Center e la Cobo Hall sul lungofiume, è il luogo che ospita vari eventi tra i quali il Windsor-Detroit International Freedom Festival, una delle principali manifestazioni con fuochi d'artificio. Altri siti d'interesse sono il Detroit Zoo e l'acquario di Belle Isle.

La scultura civica più importante è lo Spirito di Detroit di Marshall Fredericks al Coleman Young Municipal Center, spesso utilizzata come simbolo di Detroit e, secondo il folklore locale, vestito con la divisa di squadre sportive per festeggiare le relative vittorie.

Società Dal 1970 al 2020 la città ha subito una significativa decrescita demografica, arrivando a dimezzare il numero dei propri abitanti. Dall'inizio degli anni 2000 si è però tentato un rilancio, è stata costruita la sede della Compuware, sono stati aperti tre casinò, si è rinnovato il complesso Renaissance Center, sede mondiale della General Motors, ed è stata aperta una nuova arena sportiva dove giocano i Detroit Red Wings e i Detroit Pistons; a partire dal XXI secolo i cittadini hanno iniziato a prendere possesso dei numerosi lotti di terreno sfitti, di proprietà del comune, per usarli a scopi agricoli e sociali come community gardenFilm-documentario Urbanized diretto da Gary Hustwit.. Evoluzione demografica