Cassino (AFI: , San Germano fino al 1863) è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e per questo nota anche come la città martire, è stata completamente ricostruita nel dopoguerra.
Geografia fisica Territorio La città di Cassino è posta nella parte meridionale del Lazio. Il centro è collocato alla base del monte chiamato Montecassino, che si eleva fino a 520 e che segna il confine meridionale della Valle Latina. Montecassino si distacca dal monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido. Il monte è costituito da materiale geologico compatto, che non trattiene le acque atmosferiche, che quindi fluiscono in buona parte nella valle dando origine alle sorgenti del fiume Gari che attraversa la città e che, dopo circa un chilometro, nei pressi delle cosiddette Terme varroniane, si congiunge con il Rapido. Poco lontano dal centro cittadino, nel paese di Sant'Apollinare in località Giunture, il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo di Gaeta e al parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre attraversata da importanti strade congiungenti Roma, Napoli e il resto del Sud Italia.
Clima Classificazione climatica: zona C, 1164 GR/G
Le estati sono calde e afose soprattutto nelle ore centrali della giornata, anche se, in questo periodo dell'anno è facile assistere a fenomeni temporaleschi, spesso di breve durata, dovuti allo sviluppo verticale termoconvettivo delle nubi che si originano dai monti (Monte Cairo e Mainarde) e si estendono verso la costa, questi fenomeni tendono ad abbassare la temperatura e ad affievolire la calura estiva. In inverno il clima di Cassino si presenta diverso da quello delle altre pianure della provincia, come media e alta Valle del Liri e Valle del Sacco. Sebbene infatti le temperature minime sotto lo zero siano comunque abbastanza frequenti, le temperature in genere si presentano più miti, specialmente nei valori massimi. La neve è infatti ancora più rara e meno abbondante rispetto al resto della provincia, molto probabilmente perché a sud della città i Monti Aurunci sono più bassi e a sud est vi è presente solo il rilievo di Roccamonfina, i richiami caldi meridionali riescono perciò molto facilmente a risalire la valle e trasformano rapidamente la neve in pioggia o impediscono totalmente la sua caduta. Il motivo di tali differenze tuttavia non è solo da ricercarsi nell'esposizione alle correnti meridionali, ma anche nel fatto che i rilievi di Monte Cairo e la catena delle Mainarde tendono a creare un locale effetto favonico, riscaldando per compressione adiabatica i venti settentrionali e limitando le precipitazioni. Queste caratteristiche orografiche influenzano tutto il clima del territorio da San Vittore del Lazio fino ai vicini centri di Aquino e Castrocielo, dove il clima ritorna rapidamente quello tipico delle aree basso collinari della provincia di Frosinone.
Come esempio più clamoroso e rilevante di tali differenze, si menziona la storica ondata di freddo del febbraio 2012, quando la città registrò solo 3 cm di neve caduta, mentre ad 8 km in linea d'aria, a parità di quota, se ne contavano circa 20 ad Aquino e addirittura più di 60 cm nel capoluogo di provincia.
Tra gli eventi nevosi più importanti degli ultimi anni troviamo: i 10 cm del 16 gennaio 2002, i circa 5 cm del 17 dicembre 2010, i 2/3 cm del 31 dicembre 2014, i 4 cm del 9 febbraio 2015 e i 2 cm del 26 febbraio 2018 (anche in quest'ultimo caso, decisamente importanti le differenze con molte zone della provincia).
In media cadono circa mm di pioggia annui concentrati specialmente nei mesi autunnali e invernali.
Origini del nome La città, in epoca romana, viene chiamata Casinum. Secondo Marco Terenzio Varrone, nel suo De lingua Latina,Varrone, De lingua Latina, VII, 28-29. il toponimo deriva dalla parola osca cascum, dal significato di "antico", ad indicare la remota origine dell'insediamento. Sempre Varrone ricorda infatti l'uso diffuso tra i romani di identificare Cassino come Forum Vetus ("Foro antico").Varrone, De lingua Latina, VII, 29. A causa delle vicende medioevali, non mantenne sempre lo stesso nome: divenne prima Castellum Sancti Petri; poi Eulogimenopoli, ovvero "Città di San Benedetto" in greco; infine "San Germano", originato dalla presenza nella chiesa di San Germano di reliquie del san Germano, vescovo di Capua, venerato dai fedeli. Con l'Unità d'Italia e con atto del 1863, la città prese il nome definitivo di Cassino, la romana Casinum.
Storia
Età antica I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli.
L'origine di Cassino è normalmente fatta risalire agli Osci."Casinum", The Oxford Classical Dictionary, New York, 1999.M. Di Fazio, I Volsci, un popolo "liquido" nel Lazio antico, Edizioni Quasar, pp. 59-62. Tra il VI e il V secolo a.C. i Volsci, un'altra popolazione osco-umbra, sarebbero calati nel Lazio da una zona montagnosa, forse la SabinaSull'origine sabina dei volsci, si veda: F. Coarelli, Roma, I Volsci e il Lazio antico. in Crise et transformation des sociétés archaïques de l'Italie antique au Ve siècle av. JC. Actes de la table ronde de Rome (19-21 novembre 1987), Rome, École Française de Rome, 1990, pp. 135-154. e avrebbero occupato l'area; alcune ricerche propongono una presenza volsca già all'VIII sec a.C. Altri studiosi, invece, rifiutano una presenza volsca. Più tardi, prima della conquista romana, la città era ormai in possesso dei Sanniti.Varro, De lingua Latina, VII, 29.
Quando i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell'area, fondarono una colonia, Interamna Succasina (o Lirenas),Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 28. che controllava parte del territorio di Aquino e Cassino. Annibale transitò nell'area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase fedele a Roma.
In epoca romana l'abitato era collocato presso l'attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall'antica via Latina.Strabone, Geografia, V, 3,9. Era fortificato da circa 4 km di mura ed era ricco di monumenti, essendo la città agiata. A Casinum eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone.
Fu prima praefectura poi municipium e infine colonia a testimonianza del progressivo inserimento nell'ordinamento dellUrbs. Oltre al passaggio della via Latina, nel territorio di Casinum nasceva una via verso la Valle di Comino, l'Abruzzo, Sora e che infine giungeva a Roma. La città era attorniata da pagi; uno di questi nei secoli è divenuto l'attuale località Sant'Angelo in Theodice.
Apollo era tra le divinità più venerate. L'ubicazione del suo tempio è stata identificata a Montecassino, l'acropoli della città, da Gianfilippo Carettoni, che nel 1940 citava come fonti i Dialoghi di San Gregorio Magno. Tale complesso sorgeva dove oggi è l'abbazia; aveva anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine. Tra le altre divinità venerate v'era Deluentinus, dio locale delle acque.
La città era servita da un acquedotto; il "foro", secondo il Carettoni, era collocato esternamente alle mura perché vi si effettuava il mercato dei bovini. Recenti studi propendono, invece, per identificare l'area forense all'interno delle mura urbiche nelle vicinanze del teatro e della cosiddetta porta Campana. Sulle rive del Gari vi erano la Villa di Varrone e le terme, ritratti nel Cinquecento da Francesco da Sangallo, ma oggi molto danneggiati. Ci sono giunti e si possono ammirare in località Crocefisso, l'anfiteatro, edificato su di un declivio naturale e il teatro; la chiesa dedicata al Crocefisso è costruita in quello che fu il cosiddetto sepolcro di Ummidia Quadratilla. Costei, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato, apparteneva a una delle famiglie più importanti della città; viene descritta da Plinio il Giovane come una donna ricchissima dal carattere mascolino e dal fisico massiccio; donò alla città un tempio e un anfiteatro.
Nell'area di Cassino esisteva un'associazione dei produttori di olio: l'olio della zona era famoso tanto da essere citato da Macrobio. La qualità della produzione agricola del territorio è sottolineata anche da Marco Porcio Catone. Molto importante era anche l'allevamento di bestiame e la produzione di ceste e funi, data l'abbondanza di materia prima di questi prodotti nei pressi di zone ricche di acque.
La leggenda vuole che san Pietro in persona, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il cristianesimo ai cassinati. Quel che è certo è che a Cassino vi fu un'antica comunità di Cristiani, come testimoniano molti martiri.
Dopo la riorganizzazione dell'Italia suburbicaria, Casinum si ritrova nella provincia del Sannio.Eginardo, Vita et gesta Caroli Magni, II.
Nell'Alto Medioevo, varie incursioni barbariche danneggiarono profondamente Casinum che fu totalmente distrutta dai Longobardi guidati da Zotone.
Medioevo
Alto medioevo
Non sappiamo molto al riguardo dei primi secoli successivi alla caduta dell'Impero romano per l'esiguità delle fonti scritte; papa Gregorio Magno ci ha tramandato la venuta di San Benedetto fra le rovine dell'acropoli di Casinum. Montecassino fu scelto da San Benedetto da Norcia come luogo per il suo primo convento, luogo di nascita dell'Ordine Benedettino, circa nel 529.
Come spesso è accaduto per le prime istituzioni cristiane, l'abbazia di Montecassino fu costruita su un precedente luogo di culto pagano, l'acropoli fortificata. Cassino all'epoca era una città ancora prevalentemente pagana e da poco aveva subito le devastazioni dei Goti. San Benedetto distrusse l'effigie di Apollo e gli altari pagani, quindi santificò il luogo intitolandolo a san Giovanni Battista. San Benedetto da allora non lasciò mai più Montecassino. Qui scrisse la Regola Benedettina, che divenne il principio fondatore per il monachesimo occidentale. Qui ricevette in visita Totila, re degli Ostrogoti, nel 542 (l'unica data storica conosciuta con certezza della vita di Benedetto) e qui lui morì.