Regista tra i più importanti nella storia del cinema, mosse i primi passi nel mondo dell'arte come pittore; le sue opere sono attualmente esposte in musei e gallerie d'arte come il Museum of Modern Art di New York e la Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Filadelfia. Successivamente entrò nel mondo del cinema divenendo regista, sceneggiatore e produttore, spesso anche nel ruolo di montatore, scenografo, progettista del suono e attore nei suoi stessi film. Fu occasionalmente musicista, cantante e scrittore. Nonostante non abbia sempre riscosso successo al botteghino, Lynch ricevette l'apprezzamento dai critici, godendo anche di un cospicuo seguito di fan.
Nel corso degli anni ricevette tre nomination al Premio Oscar per la regia (per The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive), la Palma d'oro al Festival di Cannes 1990 per Cuore selvaggio, il Prix de la mise en scène a quello del 2001 con Mulholland Drive e il Leone d'oro alla carriera durante la 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in occasione della proiezione in anteprima mondiale di Inland Empire - L'impero della mente nella sezione fuori concorso.
Nei primi anni Novanta fu la principale mente creativa della serie I segreti di Twin Peaks, divenuto un fenomeno culturale dall'enorme impatto mediatico. Nel 2017, dopo più di 25 anni dalla messa in onda della prima stagione, la serie revival Twin Peaks - Il ritorno ricevette largo consenso: venne proiettata al Museum of Modern Art di New York essendo il lavoro di Lynch considerato una "totale e libera espressione del suo genio" nonché capace di "accendere inebrianti dibattiti sulla natura della televisione stessa".
Lo stesso anno Twin Peaks attivò un vero e proprio dibattito sui limiti di demarcazione tra televisione e cinema, divenuto poi ancor più acceso dopo la presa di posizione di Cahiers du cinéma, che nella propria classifica annuale proclamò Twin Peaks - The Return il film più bello dell'anno. Nel dicembre del 2019 questo dibattito venne nuovamente rilanciato da Cahiers du cinéma, la quale proclamò Twin Peaks - The Return "il film più bello del decennio". Nell'ottobre dello stesso anno Lynch fu premiato con l'Oscar alla carriera.
Biografia I primi anni
David Lynch nacque a Missoula, nel Montana, il 20 gennaio 1946, da Edwina Sundholm (1919-2004) e Donald Walton Lynch (1915-2007). Trascorse l'infanzia nel nord-ovest degli Stati Uniti, abitando anche per alcuni periodi nello Stato di Washington e nell'Idaho. Il padre lavorando come ricercatore del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, fu spesso costretto a spostarsi per motivi di lavoro, soprattutto nel nord-est del paese. In Virginia, Lynch conobbe il vicino di casa della sua ragazza: Toby Keeler, figlio di Bushnell Keeler, pittore: in alcune interviste, egli dichiarò di aver sempre desiderato dipingere e che fu in quel momento che iniziò a credere di poter realizzare tale desiderio. Lynch frequentò gli scout ottenendo il rango di Eagle Scout (il massimo grado nello scautismo in America) e partecipò come maschera alla cerimonia di investitura del presidente John F. Kennedy.
Sognando fin dall'adolescenza di diventare un artista, iniziò per questo motivo a frequentare alcuni corsi alla Corcoran School of Art di Washington, durante gli ultimi anni delle scuole superiori. Si iscrisse in seguito per un anno alla School of the Museum of Fine Arts di Boston, periodo durante il quale lavorò in un negozio di cornici. In quel tempo fu un compagno di stanza di Peter Wolf. Tale incarico non durò a lungo perché fu licenziato a causa dei suoi ritardi. Decise quindi di partire per l'Europa con l'intenzione di studiare il pittore espressionista Oskar Kokoschka. Nonostante avesse progettato di restare 3 anni, tornò negli Stati Uniti dopo soli 15 giorni. Il paesaggio pulito e perfetto di Salisburgo, città nella quale si recò con l'amico Jack Fisk, non gli fu d'ispirazione.
Filadelfia e i cortometraggi Nel 1966 Lynch si trasferì a Filadelfia, dove frequentò la Pennsylvania Academy of Fine Arts e realizzò complessi mosaici geometrici da lui intitolati Industrial Symphonies. Qui iniziò inoltre a fare le prime esperienze con la macchina da presa. Il suo primo cortometraggio, dal titolo Six Men Getting Sick, fu proiettato all'esibizione di fine anno e vinse il concorso cinematografico annuale dell'accademia. In merito all'ispirazione per quest'opera, punto di mediazione tra dipinto e video, Lynch dichiarò:
Grazie a questo primo cortometraggio, gli venne commissionata un'altra opera in forma di video da H. Barton Wasserman: il primo tentativo fu tuttavia un disastro, con la macchina da presa non funzionante e la pellicola del girato completamente rovinata. Al secondo tentativo, nel 1968, Lynch riuscì a realizzare The Alphabet: questi primi lavori si configurano come degli ibridi, tra l'installazione e il cinema sperimentale.
Nel 1970 abbandonò in parte il suo interesse per le arti visuali per dedicarsi principalmente alla regia. Vinse una sovvenzione di 5.000 dollari da parte dell'American Film Institute per produrre The Grandmother, la storia di un bambino maltrattato che fa crescere una nonna da un seme. Il mediometraggio, della durata di 34 minuti, già diede un anticipo di alcuni degli elementi divenuti poi marchi di fabbrica di Lynch: un sonoro e un immaginario inquietante con una forte attenzione ai desideri inconsci. Il film fu girato nella casa del regista, le cui pareti vennero, per l'occasione, dipinte completamente di nero.
Eraserhead
Nel 1970 si trasferì a Los Angeles per frequentare il conservatorio dell'American Film Institute. Qui, grazie a una sovvenzione di 10 000 dollari dell'AFI, iniziò a lavorare al suo primo lungometraggio, ma dopo un anno dall'inizio delle riprese terminò il budget a sua disposizione. La lavorazione rallentò e procedette a singhiozzo per diversi anni: il regista racimolò soldi da parenti e amici e lavorò consegnando quotidiani nel tentativo di raccogliere fondi e completare le riprese. Nel 1974, durante una delle pause forzate dalla lavorazione, Lynch girò il cortometraggio The Amputee, scritto e realizzato in un solo giorno sfruttando due videocassette di prova che il suo amico Frederick Elmes doveva testare per conto dell'AFI. Il macabro cortometraggio dura soltanto 5 minuti e Lynch vi figura anche come attore. Le riprese di Eraserhead - La mente che cancella terminarono nel 1977, a sei anni dal loro inizio. Durante le riprese del film, i problemi finanziari portarono Lynch anche a perdere la casa, costringendolo a dormire sul set.
Esordio del regista nel lungometraggio, Eraserhead - La mente che cancella ad oggi è considerato un capolavoro del cinema mondiale, nonché fonte d'ispirazione per altri registi: Stanley Kubrick dichiarò che Eraserhead fosse il suo film preferito e, durante le riprese di Shining, lo mostrò più volte al cast come esempio.
La pellicola racconta la storia di un giovane uomo tranquillo, interpretato da Jack Nance, che vive in una desolata area industriale, la cui fidanzata partorisce un bambino deforme. Lynch raccontò di Eraserhead - La mente che cancella come del suo Scandalo a Filadelfia (un film degli anni Quaranta di George Cukor, con Katharine Hepburn e Cary Grant), spiegando che riflette le paure e i pericoli da lui incontrati studiando e vivendo a Filadelfia. Il film potrebbe riflettere indirettamente l'ansia e la paura del regista nei confronti della paternità, personificate entrambe nel mostruoso neonato. Il bambino deforme venne probabilmente creato dal feto imbalsamato di un vitello, sebbene David Lynch non abbia mai confermato ciò o descritto come lo abbia animato. Durante le riprese, fece perfino in modo che il proiezionista coprisse i suoi occhi durante le riprese con il bambino, in modo che nessuno potesse sapere come fosse stato realizzato. Dopo aver completato il film, Lynch seppellì il "vitello imbalsamato" in una località sconosciuta. Alla festa di chiusura, il cast partecipò a una finta veglia funebre per quest'ultimo. David Lynch fornì commenti criptici sul mostruoso bambino, affermando cose come "è nato nelle vicinanze" o "forse è stato trovato".
Il film fu inizialmente giudicato impossibile da distribuire, ma grazie all'aiuto del distributore Ben Barenholtz venne proiettato negli spettacoli di mezzanotte per i successivi dieci anni e ottenne un sorprendente successo di critica, che lanciò Lynch come rappresentante dell'avanguardia cinematografica postindustriale. La realizzazione di Eraserhead - La mente che cancella creò già una profonda unione nel gruppo di attori e tecnici che vi parteciparono e che continuò a lavorare con Lynch negli anni successivi, in particolare l'operatore Frederick Elmes, il tecnico del suono Alan Splet e l'attore Jack Nance.
Gli anni Ottanta Per il film The Elephant Man (1980) Lynch, Christopher De Vore, Eric Bergren, il produttore Jonathan Sanger e Stuart Cornfeld, assistente di Mel Brooks, sperarono di ottenere finanziamenti dagli studios, che invece rifiutarono uno dopo l'altro. Stuart Cornfeld fece leggere la sceneggiatura a Brooks, che chiese preliminarmente di vedere il film Eraserhead - La mente che cancella. Il film parve interessargli molto e Brooks decise quindi di ingaggiare Lynch per dirigere questo biopic basato sulla storia di Joseph Merrick, uomo affetto da terribili deformità congenite, vissuto in età vittoriana. La pellicola ricevette ben 8 candidature al Premio Oscar, incluse miglior regia e migliore sceneggiatura, rivelandosi un grandissimo successo di critica e di pubblico, lanciando Lynch nell'olimpo dei giovani registi più promettenti del nuovo decennio.
Dopo il grande successo di The Elephant Man (il film con il maggior incasso della sua carriera), nel 1984 accettò di girare l'adattamento cinematografico del romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert, per conto del produttore italiano Dino De Laurentiis. Nonostante De Laurentiis sperasse di produrre un kolossal che potesse ottenere grossi incassi, Dune fu un fiasco sia al botteghino che per la critica: costato 45 milioni di dollari ne recuperò soltanto 27,4. Il montaggio del film fu alterato da numerosi tagli e la versione cinematografica di 137 minuti venne ottenuta tagliando la versione originale di Lynch della durata di tre ore e mezzo, tanto da renderne la trama quasi incomprensibile.
Anni dopo lo studio di produzione distribuì una versione allungata per la televisione, reinserendo alcune scene girate da Lynch e inizialmente eliminate. In ogni caso, questa seconda riedizione continuò a non essere il film ideato da Lynch, ma fu nient'altro che una versione alterata, tagliata dai produttori nel tentativo di rendere più comprensibile la trama. Lynch si oppose a questa operazione e non riconobbe come propria tale versione estesa, che riportò quindi accreditato come regista Allen Smithee (uno pseudonimo utilizzato da vari registi quando non concordano con l'intervento della produzione sul loro lavoro). L'esperienza di Dune fu un trauma per Lynch, che non appena si rese conto di non avere il controllo sul montaggio perse ogni entusiasmo per la realizzazione. Da allora pretese il final cut da tutti i produttori con cui poi avrebbe lavorato. In questo periodo, Lynch riprese la propria attività di pittore e si dedicò alla fotografia, realizzando una serie di paesaggi industriali.