Gli Empididi (Empididae ) sono una famiglia cosmopolita di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Muscomorpha). Pur non essendo la più numerosa fra gli Empidoidea è storicamente la più rappresentativa. Come altri Brachiceri inferiori, in particolare nell'ambito della superfamiglia, molti Empididi sono predatori anche allo stadio adulto, ma l'aspetto più interessante è di carattere etologico e consiste nella singolare forma di corteggiamento in occasione dell'accoppiamento.

Descrizione Adulti Gli adulti hanno corpo di dimensioni variabili, da 2 a 12 mm, in genere con livree scure, a volte più chiare, di colore giallastro o brunastro e prive di riflessi metallici. La costituzione è sostanzialmente esile, ma la conformazione del torace può anche conferire un aspetto robusto.

Il capo è dicoptico in entrambi i sessi, ma in alcuni generi, fra cui Empis, che comprende un quarto delle specie, è oloptico nei maschi. L'antenne di tipo aristato, con scapo è setoloso, leggermente più lungo del pedicello o decisamente più lungo (Empis) e arista generalmente biarticolata, inserita all'apice del terzo antennomero. L'apparato boccale è di tipo pungente-succhiante, in genere diritto e ben sviluppato in lunghezza. Il labbro superiore è diritto e acuto, generalmente provvisto, sulla faccia ventrale dell'apice, di denti taglienti (lame epifaringeali). Le mascelle hanno lacinie stilettiformi, più brevi del labbro superiore, e palpi uniarticolati, diritti nei Clinocerinae e negli Heterodromiinae, marcatamente ricurvi negli Empidinae. Il labbro inferiore termina con un'espansione carnosa lobata (labella), fornita di numerose pseudotrachee.

Il torace ha un profilo rettangolare alla vista dorsale ed è caratterizzato da un prosterno largo, fuso con l'episterno. In merito alla copertura tricoidea, il laterotergite è generalmente setoloso (es. Empis) ma anche glabro (es. Hilara), il mesoscuto porta setole acrosticali distinte da quelle dorsocentrali e in genere allineate in più serie longitudinali.

Le zampe sono relativamente lunghe e sottili, prive di adattamenti funzionali ad eccezione degli Heterodromiinae, i quali possiedono zampe anteriori di tipo raptatorio, caratterizzate dalla presenza di una fila di robuste setole sulla faccia ventrale dei femori. Femori e tibie delle zampe medie e posteriori sono spesso ingrossati. Le tibie posteriori presentano sempre un pettine di setole all'apice del lato ventrale, mentre una struttura analoga è presente all'apice del lato dorsale solo in alcuni generi (es. Hilara, Hilarempis). I maschi degli Hilarini manifestano una differenziazione morfoanatomica come carattere sessuale secondario, rappresentata da un ingrossamento dei due segmenti prossimali dei tarsi anteriori e dalla presenza di ghiandole sericipare nel primo tarsomero.

Le ali sono relativamente larghe, con base bruscamente più stretta per l'assenza o la marcata riduzione dell'alula e per il lobo anale piuttosto pronunciato. È in genere presente una robusta setola alla base del margine anteriore e uno pterostigma più o meno marcato in corrispondenza della terminazione del ramo anteriore della radio (R1).

La nervatura alare presenta carattere di primitività, rispetto ai Dolicopodidi, che si manifesta in particolare con la biforcazione del ramo R4+5. La costa si interrompe all'apice dell'ala, in corrispondenza della terminazione di R5, nella generalità degli Empidini, ma negli altri gruppi si estende all'intero margine. La subcosta è più o meno sviluppata e termina sulla costa oppure è incompleta (Empidini, Hemerodromiinae, vari Clinocerinae). La radio si divide in quattro rami terminali, per la presenza della biforcazione R4+5; differisce dalla nervatura dei Dolicopodidi, inoltre, per la posizione della prima biforcazione, in quanto il settore radiale trae origine da una posizione più distale rispetto alla vena omerale. La divisione di R4+5 in due brevi rami terminali è un'altra caratteristica che distingue la generalità degli Empididi dai Dolicopodidi, ma negli Empididi ricorrono anche generi nei quali R4+5 è indivisa, come negli Empidini Rhamphomyia e Edenophorus e nei Chelipodini Chelipoda e Monodromia. La media presenta sempre tre ramificazioni, per l'assenza di M3, che generalmente si diramano autonomamente dai vertici distali della cellula discale; talvolta dalla cellula discale emergono due soli rami con quello anteriore che si biforca, più distalmente, in M1 e M2. La base della cubito è relativamente breve e, dopo la confluenza della medio-cubitale, subisce una brusca deviazione, dirigendosi verso la base del lobo anale fino a confluire sull'anale; ciò fa sì che la cellula cup sia nettamente più breve della seconda basale e resti confinata alla base della regione posteriore dell'ala, come si riscontra in molti Empidoidea. Il tratto comune A1+CuA è completo e raggiunge il margine dell'ala (Empis, Hilara, Hilarempis), ma in molti generi è incompleto.

L'addome è più o meno allungato e cilindrico; quello delle femmine è telescopico in corrispondenza degli ultimi uriti gradualmente più sottili, quello dei maschi, a differenza dei Dolicopodidi, non presenta la tipica rotazione assiale dell'ipopigio, ma può essere asimmetrico e spesso è retroflesso sopra gli uriti pregenitali.

Biologia

Il comportamento trofico degli adulti è eterogeneo. Nella famiglia si annoverano, infatti, sia specie predatrici allo stadio adulto sia specie a regime dietetico misto, zoofaghe e glicifaghe, frequenti fra gli Empidinae. In questo grande gruppo l'attività predatoria è in genere strettamente associata alla riproduzione e riguarda in particolare i maschi: negli Empidinae, infatti, il maschio è solito catturare una preda e offrirla come dono nuziale alla femmina, che si alimenta nel corso dell'accoppiamento.

Il comportamento sessuale degli Empididae è un aspetto che ha spesso interessato i naturalisti, ed è perciò largamente documentato, per alcune peculiarità relative alla fase del corteggiamento. Molti empididi formano sciami nuziali, nel corso dei quali il maschio cattura la femmina in volo. Questo comportamento, ricorrente in molti ditteri, è associato alla funzionalità della vista e in genere si manifesta morfologicamente con la presenza del capo oloptico nei maschi. Il genere più rappresentativo, Empis, presenta questa associazione morfologica-etologica, ma negli altri generi si riscontra anche l'assenza del carattere morfologico oppure l'assenza di entrambi i caratteri, sia il capo oloptico sia la formazione di sciami nuziali (es. la generalità dei Clinocerinae e degli Hemerodromiinae).

L'altro aspetto fondamentale dell'etologia, sempre associato al corteggiamento, è l'offerta di un dono nuziale prima dell'accoppiamento: nella generalità degli Empidinae, il maschio è solito catturare una preda che sarà consumata dalla femmina nel corso dell'accoppiamento. Questo fa sì che durante gli accoppiamenti di molti empididi si osservano grovigli, spesso aggrappati a steli, rametti o foglie, formati da tre insetti, di cui uno è la preda a spese della quale si alimenta la femmina. Dato il regime dietetico misto, glicifago e zoofago, la funzione sessuale della carnivoria fa sì che l'attività predatoria degli Empidinae sia svolta generalmente dai maschi. Fra le prede ricorrono spesso altri ditteri formanti sciami danzanti. Le modalità con cui avviene l'offerta del dono nuziale cambiano secondo la specie o il genere. La preda è spesso offerta così com'è, in altri casi viene invece avvolta preventivamente in una palla di seta di consistenza schiumosa. Singolare è anche l'offerta di un ammasso di seta vuoto, privo di prede. Il significato biologico di questo comportamento non è del tutto chiarito, ma si ritiene che l'offerta di una preda abbia lo scopo di distrarre la femmina e di prevenire una reazione raptatoria nei confronti del maschio durante l'accoppiamento..

Le larve sono acquatiche o terrestri, in quest'ultimo caso associate a microambienti umidi come le lettiere, il legno in decomposizione, i suoli umidi, ecc. La loro biologia non è molto nota; rispetto alle larve di altri brachiceri inferiori, quelle degli Empididi sono meno aggressive, tuttavia si ritiene che svolgano un'attività predatoria nei confronti di altri invertebrati che popolano il loro habitat o che la zoofagia sia solo uno degli aspetti di una sostanziale onnivoria.

Sistematica

Storicamente, gli Empididi sono stati inclusi nel raggruppamento artificiale degli Orthorrhapha, sulla base dei principali caratteri che contraddistinguono i Brachiceri inferiori dai Cyclorrhapha. Attualmente, la famiglia è inserita nella superfamiglia Empidoidea e inclusa, secondo gli schemi di classificazione, nell'infraordine degli Asilomorpha o in quello dei Muscomorpha sensu lato. L'inquadramento tassonomico su base filogenetica fu definito da quando si accertò la natura parafiletica degli Orthorrhapha.

Fino all'inizio degli anni ottanta, gli Empididi erano trattati come una grande famiglia affine a quella dei DolichopodidaeWilli Hennig. Diptera (Zweiflüger). In J.G. Helmcke, D. Starck, H. Vermuth (a cura di) Handbuch der Zoologie, Eine Naturgeschichte der Stämme des Tierreiches. IV. Band: Arthropoda - 2- Hälfte: Insecta. 2. Teil: Spezielles. Berlin, De Gruyter, 1973: 44-47. ISBN 3-11-004689-X (in tedesco).Boris B. Rohdendorf, Brian Hocking, Harold Oldroyd, George E. Ball. The Historical Development of Diptera. University of Alberta, 1974: 74. ISBN 0-88864-003-X (in inglese)., ma nel corso di questi decenni è stato accertato che gli Empididae sensu lato sono un gruppo parafiletico se messo in relazione con i Dolichopodidae. Ciò ha portato a significative revisioni che rendono ancora oggi incerta e controversa la composizione della famiglia. La prima significativa revisione fu sviluppata da Chvála (1983), il quale ha scorporato gli Empididae sensu lato in quattro famiglie: Atelestidae, Microphoridae, Hybotidae e Empididae sensu stricto. Sinclair & Cumming (2000) misero in evidenza la necessità di ulteriori rivisitazioni della sistematica degli Empidoidea, soprattutto alla luce dell'ancora incerta monofilia degli Empididi; raccogliendo gli orientamenti di altri Autori, nel 2006 hanno formalizzato una nuova revisione integrando l'originario schema di Chvála modificandone in parte la composizione o l'inquadramento delle famiglie. In particolare, gli Autori hanno spostato altri taxa dalla famiglia degli Empididae comprendendoli in quelle già definite da Chvála, come ad esempio il genere Nemedina, inserito fra gli Atelestidae, o le sottofamiglie Trichopezinae, Ceratomerinae e Brachystomatinae, inserite nella nuova famiglia Brachystomatidae. Alcuni generi storicamente inclusi fra gli Empididae restano infine di incerta collocazione e Sinclair & Cumming li separano senza tuttavia inquadrarli tassonomicamente se non come incertae sedis nell'ambito della superfamiglia..

Sugli scorpori proposti c'è in parte un ampio consenso, ma sussistono ancora troppe discordanze. In generale gode di un largo supporto la revisione di Chvála, perciò si tende ormai a considerare distinte le famiglie Atelestidae e Hybotidae. Largo consenso c'è anche sullo scorporo dei Microphoridae sensu Chvála, per quanto sia ancora incerta la collocazione di questo taxon. Marcate divergenze esistono invece in merito allo scorporo dei Brachystomatidae sensu Sinclair & Cumming, perciò i generi di queste famiglie sono spesso inclusi fra gli Empididae secondo la tradizionale collocazione. Va tuttavia detto che, anche supportando la sola revisione di Chvála, è opinione diffusa che la famiglia sia un gruppo parafiletico e necessiti di un riordino alla luce delle acquisizioni in materia di filogenesi, ancora in corso di sviluppo. La classificazione degli Empididae conserva perciò al momento un carattere di provvisorietà e incertezza.

La suddivisione interna della famiglia degli Empididae, secondo la revisione di Sinclair & Cumming, è la seguente..: