È stato condannato per l'attentato di Oklahoma City del 19 aprile 1995, in cui morirono 168 persone, in quello che si rivelò essere il più sanguinoso atto terroristico perpetrato nel territorio degli Stati Uniti fino agli attentati dell'11 settembre 2001. McVeigh fu riconosciuto colpevole di undici reati federali, condannato a morte e giustiziato l'11 giugno 2001 mediante iniezione letale. Secondo quanto affermò egli stesso, aveva compiuto quel gesto come ritorsione per i fatti di Waco, avvenuti esattamente due anni prima, e per fomentare una rivolta contro un governo federale da lui ritenuto tirannico.
Biografia Giovinezza e arruolamento nell'esercito Nacque il 23 aprile 1968 in una famiglia cattolica irlandese di Lockport (New York), da William McVeigh, operaio della General Motors, e Mildred Noreen "Mickey" Hill, un'agente di viaggio. Fu inoltre il secondo di tre figli; ebbe due sorelle, Patty (nata nel 1965) e Jennifer (nata nel 1974).
I suoi genitori divorziarono nel 1978 quando Timothy aveva dieci anni, ed è il padre ad occuparsi principalmente della sua educazione, a Pendleton (New York), dove si erano trasferiti. La madre e le sue due sorelle invece si trasferirono in Florida. Timothy era una persona educata e sensibile, un po' solitaria, timida ed ombrosa, ma al tempo stesso piuttosto aperta e con una grande curiosità verso il mondo che lo circonda. Leggeva molto, dalla Costituzione americana alle poesie, di cui amava in particolare quelle di William Henley (1849-1903), un poeta che gli trasmise l'idea dell'eroe tragico che per la "causa" è capace di dare anche la propria vita.Gore Vidal, La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 45
Durante gli anni alla Starpoint Central High School di Lockport si interessò di computer e sistemi informatici. Diplomatosi il 2 giugno 1986 con voti mediocri, McVeigh cominciò a pensare di arruolarsi nell'esercito. Da sempre era infatti affascinato dalle armi, passione trasmessagli dal nonno Ed; a tredici anni ottenne il suo primo fucile, a sedici ne aveva un altro a canne mozze. Inoltre dopo il liceo leggeva riviste che riguardavano i soldati, come il periodico Soldier of Fortune. Nel giro di tre mesi frequentò il Bryant & Stratton College di Buffalo, lavorando intanto come commesso di un Burger King, ma ben presto abbandonò gli studi per seguire il suo sogno di servire nelle forze armate americane.
Nel maggio 1988, all'età di 20 anni e due anni dopo il diploma, McVeigh si arruolò volontario nell'Esercito degli Stati Uniti, dove affrontò circa quattro mesi di addestramento alla Scuola di Fanteria di Fort Benning, in Georgia. Dopo aver terminato il corso, fu assegnato di stanza a Fort Riley, in Kansas, come parte della Compagnia Charlie appartenente al 2º Battaglione, 16º Reggimento della 1ª Divisione di Fanteria, la fanteria meccanizzata soprannominata il "Grande Uno Rosso". Durante la sua permanenza nel battaglione, McVeigh aveva trascorso il tempo libero a leggere informazioni sulle armi da fuoco, sulle tattiche da cecchino e sugli esplosivi, svolgendo nel frattempo anche il mestiere di barista nel forte. In un'occasione fu anche rimproverato dai suoi superiori per aver acquistato una maglietta del "White Power" durante una manifestazione del Ku Klux Klan contro la presenza dei soldati afroamericani all'interno della caserma.
La guerra del Golfo In seguito all'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, l'8 novembre 1990, con il grado di sergente, venne inviato in prima linea nel nord dell'Arabia Saudita per partecipare alla guerra del Golfo, nel corso dell'Operazione Desert Shield. Tornato in patria il 10 maggio 1991, McVeigh si congedò definitivamente dall'esercito il 31 dicembre 1991.
La sua analisi politica sulle vicende legate alla guerra all'Iraq sarà esplicitata in seguito con queste parole:
Vita civile, formazione politica e radicalizzazione Al rientro dall'Iraq per McVeigh iniziò un periodo instabile in cui spostava frequentemente la propria residenza negli Stati Uniti, nella ricerca di un contesto sociale meno progressista, mantenendosi svolgendo lavori a bassa qualifica. Frequentò alcuni dei suoi ex-commilitoni, tra cui Terry Nichols, dal quale in seguito imparerà come confezionare esplosivi in casa e che prenderà parte come principale complice nella realizzazione dell'attentato.
Di orientamento politico liberale, le sue posizioni contro le ingerenze da parte dello stato nelle libertà personali si radicalizzarono. Iniziò a leggere pubblicazioni di controinformazione come Spotlight, un bollettino antigovernativo e antisemita pubblicato dall'organizzazione di estrema destra Liberty Lobby, e Patriot Report, organo dell'organizzazione estremista fondamentalista Christian Identity. Timothy, pur non avallando le tesi razziste e omofobe di questi gruppi, condivideva l'idea che il "Sistema" andasse schiacciato, anche con l'uso della forzaIl fatto che non fosse avverso agli omosessuali è peraltro dimostrato dagli stretti rapporti epistolari intrattenuti durante la detenzione con Gore Vidal, scrittore gay di sinistra americano. Si legga La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 53. La sua posizione era che il governo federale dovesse occuparsi esclusivamente della difesa del paese, lasciando per il resto i cittadini liberi di organizzarsi come pareva meglio a loro senza regolamentare le libertà personali.
Assedio di Waco ed altri fatti
Negli anni novanta avvengono negli Stati Uniti sanguinose operazioni che vedono direttamente coinvolti gli uomini dell'FBI e/o della polizia. McVeigh rimane molto turbato da questi violenti eventi, incubando il suo odio verso il governo federale.
All'inizio degli anni novanta diverse operazioni condotte dalla polizia e agenzie federali contro famiglie di estremisti si concludono in maniera sanguinosaGore Vidal, La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 94: 1991, Garland (Texas): una perquisizione della polizia nella roulotte di Kenneth Baulch, durante un'operazione antidroga, si conclude con l'uccisione di quest'ultimo. 1992, Everett (Washington): durante un'irruzione compiuta da una squadra SWAT della polizia, come racconta il Seattle Times, viene uccisa nella sua casa Robin Pratt, madre di famiglia sul cui marito pendeva un mandato d'arresto (in seguito sarà prosciolto da ogni accusa). 21 agosto 1992, Ruby Ridge: durante una ricognizione effettuata da sei Marshal, volta a preparare l'operazione di arresto di alcuni membri della famiglia Weaver, nasce un conflitto a fuoco tra gli agenti e i Weaver, in cui perdono la vita la madre, il figlio quattordicenne, un marshal ed il cane dei Weaver (del quale questi stavano seguendo le tracce, e che li ha condotti verso gli agenti appostati). Questo provoca l'intervento delle squadre HRT e l'assedio della proprietà dei Weaver.
Ma la più violenta operazione federale di quel periodo si verifica il 19 aprile 1993, a Waco, in Texas: nel 1993 il Governo degli Stati Uniti comincia ad indagare su una setta di estremisti religiosi, i davidiani, di cui David Koresh è il leader indiscusso, accusandola di svariati reati (possesso illegale di armi, abuso di alcool e droga, pedofilia, ecc.). Il 28 febbraio 1993 gli agenti del BATF (Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms), ente dipendente dal Governo Federale, cercarono di eseguire una perquisizione della comune religiosa di Waco. Ne nacque un conflitto a fuoco, in cui morirono 6 davidiani e 4 federali.
Da quel momento gli abitanti della comune si barricarono al suo interno, mentre i federali assediarono la zona. La situazione rimase in stallo per 50 giorni, fino al 19 aprile 1993, quando le forze di polizia circondarono la struttura e immisero gas lacrimogeno nell'edificio per costringere i residenti ad uscirne. A questo punto però si sviluppò un incendio che causò la morte di 76 tra uomini, donne e bambini, e la cui natura (intenzionale o accidentale, provocato dai federali o dai davidiani) non fu mai stabilita con certezza. Nessun federale ne rimase ucciso.Si legga anche No More Wacos: "What's Wrong With Federal Law Enforcement and How to Fix It", di David B. Kopel e Paul H. Blackman. Nella comune furono ritrovate 305 armi automatiche appartenenti alla setta, tra cui AK47 e AR15 modificati."Report to the Deputy Attorney General on the Events at Waco, Texas/The Aftermath of the April 19 Fire ("The Fire Development Analysis" section)" (Retrieved 2008-04-17). "Final report to the Deputy Attorney General concerning the 1993 confrontation at the Mt. Carmel Complex, Waco Texas," by John C. Danforth, special counsel. Issued November 8, 2000. US Treasury Department July 13, 1995 Memorandum to the Press "Weapons Possessed by the Branch Davidians"
McVeigh, come altri americani, va a Waco per assistere di persona a quanto sta accadendo e per sostenere il diritto al possesso delle armi da fuoco. L'FBI lo segnala e lo fotografa, così come tutti gli altri curiosi che si recano a Waco.
L'attentato ad Oklahoma City
Il 19 aprile 1995, due anni dopo la strage di Waco, Timothy McVeigh compie un'azione di rappresaglia contro l'edificio federale Alfred P. Murrah, nel centro di Oklahoma City. Per l'attentato McVeigh utilizza un camion Ryder che aveva noleggiato a Junction City, in Kansas; si ritiene che esso contenesse 2.300 kg di esplosivo fatto in casa con del fertilizzante utilizzato nell'agricoltura e del nitrometano, un combustibile facilmente infiammabile. Nell'attentato muoiono 168 persone e 672 rimangono ferite.
Per Timothy quello non è solo un gesto di rappresaglia, ma un vero e proprio atto di guerra contro il suo stesso governo, che a sua volta, secondo lui, aveva dichiarato guerra ai cittadini americani:
«Spiego qui perché ho fatto saltare in aria il Murrah Federal Building di Oklahoma. Non per farmi pubblicità né per cercare di affermare le mie ragioni, ma perché quest'azione, rispetto ad altre, sarebbe servita a più scopi. In primo luogo, l'attentato era un gesto di rappresaglia [...] Di conseguenza, l'attentato era da intendersi anche come un attacco preventivo (o proattivo) contro quelle forze militari e i loro centri di comando e controllo all'interno degli edifici federali. Quando una forza nemica lancia continui attacchi da una specifica base operativa, è una buona strategia militare portare la battaglia in campo nemico [...] ho deciso di mandare un messaggio a un governo che sta diventando sempre più ostile [...] far saltare in aria il Murrah Federal Building era moralmente e strategicamente equivalente alle azioni militari degli Stati Uniti contro edifici del governo in Serbia, in Iraq o altre nazioni. Basandomi sull'osservazione della politica del mio stesso governo, ho considerato la mia azione come una scelta accettabile.»Appunti di Timothy Mcveigh scritti il 4 aprile 2001 ed inviati allo scrittore Gore Vidal, con cui intratteneva stretti rapporti epistolari. Si veda La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 55
Le indagini e la condanna a morte Dopo l'attentato Timothy si mette in macchina per rientrare a casa, ma viene fermato dopo soli 90 minuti dall'esplosione. La sua automobile è senza targa e dopo una breve perquisizione gli trovano anche un fucile. Arrestato immediatamente, attraverso una serie di verifiche fatte dall'FBI sulla sua automobile, Timothy McVeigh entra nelle indagini sull'attentato all'edificio dell'FBI. Timothy McVeigh viene imputato di aver fatto saltare in aria l'edificio; della progettazione dell'attentato sono accusati lo stesso McVeigh, Terry Nichols (ex compagno d'armi che al momento dell'esplosione si trovava in Kansas) e suo fratello Terry James.