La McLaren è una scuderia britannica di Formula 1 con sede a Woking, nel McLaren Technology Centre. Dal 2026 viene iscritta al campionato mondiale di Formula 1 con il nome di McLaren Mastercard F1 Team, per motivi di sponsorizzazione.
Fondata il 2 settembre 1963 dal pilota neozelandese Bruce McLaren (1937-1970), esordì nel 1966 ed è, insieme alla Williams, una delle più prestigiose scuderie britanniche della massima formula ancora in attività.
Il team è parte del McLaren Group, holding che comprende anche le società McLaren Automotive che produce le vetture stradali, McLaren Electronic Systems che realizza le componenti elettroniche, fornite anche ad altre case nel campionato del mondo rally (oltre alla centralina MES con cui McLaren ha vinto l'appalto per la fornitura obbligatoria per tutti i team di Formula 1), McLaren Applied Technologies che fornisce consulenze tecniche, McLaren Marketing e Absolute Taste. La proprietà del gruppo è così divisa: il 25% appartiene a Mansour Ojjeh, mentre il rimanente 75% è della società di investimenti Bahrain Mumtalakat Holding, presente dal 2007 nel capitale McLaren. Attualmente possiede anche una quota di maggioranza della squadra Arrow McLaren Indycar Team nella IndyCar Series.
La McLaren è una delle più titolate scuderie della storia del campionato di Formula 1, con 10 titoli costruttori, e 13 titoli complessivi vinti dai suoi piloti Emerson Fittipaldi, James Hunt, Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Häkkinen, Lewis Hamilton e Lando Norris.
In passato, vetture McLaren hanno corso in altre categorie automobilistiche, dominando completamente il campionato CanAm, tra il 1967 e il 1972, con cinque titoli piloti consecutivi, ottenendo tre vittorie alla 500 Miglia di Indianapolis negli anni settanta, e vincendo la 24 Ore di Le Mans nel 1995.
La McLaren è pertanto ad oggi l'unica scuderia al mondo, oltre alla Mercedes, ad aver ottenuto almeno una vittoria in ciascuna delle tre più prestigiose competizioni automobilistiche (campionato di Formula 1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 Ore di Le Mans).
Attraverso la divisione Applied Technologies è attiva anche su altri fronti, tra cui la sperimentazione di un software per ottimizzare il traffico aereo a Heathrow e ridurre i ritardi in atterraggio e decollo degli aerei.
Dal 2011 ha ripreso l'attività di costruttore di automobili producendo la 12C in versione coupé e cabrio e la supercar P1. Nel 2011 sono state prodotte 400 auto mentre nel 2012 1586 auto.
Storia Gli inizi Formula Tasman e le prime vetture sport (1963-1965) Nel 1963 il pilota neozelandese Bruce McLaren, dopo i primi successi al volante di vetture Cooper, decise di fondare una propria scuderia: la Bruce McLaren Motor Racing Ltd con sede a New Malden (dal 1965 incorporato in Kingston upon Thames) nei pressi di Londra, in seguito la sede fu spostata a Colnbrook sempre nelle vicinanze della capitale inglese. La prima attività della squadra fu quella di schierare due Cooper, a motore Climax da , alla coppa Tasmania, le vetture furono guidate dallo stesso McLaren, che vinse il campionato, e dal giovane statunitense Timmy Mayer che perì nell'ultima gara della serie. Malgrado l'epilogo tragico, questa prima esperienza formò l'organizzazione della squadra per molti anni a venire, infatti il ruolo di team manager fu affidato subito a Teddy Mayer, il fratello di Timmy, che si portò come capomeccanico Tyler Alexander ed entrambi rimasero poi con McLaren a dirigere la squadra.
In seguito McLaren proseguì l'attività di pilota in Formula 1 con la Cooper, ma contemporaneamente decise di diventare costruttore. Il primo prototipo, che non venne mai portato in gara, fu la M1A, che servì come base per i primi collaudi, da cui si sviluppò la M1B, questa era una Sport con telaio a traliccio tubolare rinforzato da pannelli in lega, il motore era un Oldsmobile F85 da , elaborato dalla Traco, il motore fu scelto per la sua leggerezza, infatti era costituito principalmente d'alluminio e la macchina arrivò a pesare complessivamente con un vantaggio di sulle altre vetture della stessa categoria. Il 26 settembre 1964 McLaren la portò al debutto a Mosport cogliendo una vittoria.
Nel dicembre 1964 McLaren gareggiò con la M1B a Nassau nella settimana di gare delle Bahamas giungendo secondo, poi la vettura fu presentata al Salone delle auto sportive di Londra nel gennaio seguente, puntando alla sua commercializzazione, le richieste spinsero McLaren a produrne una piccola serie appoggiandosi alla fabbrica Elva Cars del gruppo Trojan, concessionario inglese della Lambretta. Nel 1965 McLaren corse per l'ultimo anno con la Cooper in Formula 1, ma anche per la Ford con la GT40 e nelle Sport con la sua vettura, nel frattempo conobbe Robin Herd, giovane ingegnere proveniente dall'industria aeronautica, con l'inserimento in squadra di Herd, McLaren decise di puntare tutto sulla sua squadra realizzando nuove vetture anche per la Formula 1.
CanAm (1966-1972) Considerati i buoni risultati, nel 1966 le Sport vennero modificate in vetture biposto del Gruppo 7 per poter partecipare, in forma ufficiale, al campionato CanAm, mentre nel 1967 fu approntata una vettura specifica, la M6A; la M6A era un progetto in cui si era molto ricercata la leggerezza, infatti il telaio era una monoscocca in pannelli di honeycomb e la carrozzeria era in fibra di vetro e poliestere, il motore era un Chevrolet a 8 cilindri a V di ³, che sviluppava una potenza massima di a .
Con la M6 e la sua evoluzione M8, nelle varie versioni A, B, C, D, E, F, Bruce McLaren, Peter Revson e Denny Hulme dominarono la serie Can-Am dal 1967 al 1971 vincendo ininterrottamente il campionato, alle vittorie sportive si accompagnò il successo commerciale, già nel 1968 si arrivò a produrre 31 esemplari della M6, ai clienti veniva offerta anche la possibilità di scegliere il motore, il Chevrolet come le vetture ufficiali, oppure il Ford V8. Nel frattempo la nuova M12 fu sviluppata dal team per la stagione 1969 e realizzata con componenti della M6 e della stessa M8, anche se la sua produzione fu destinata ai soli team privati. Non avendo, il regolamento del Gruppo 7, limiti di cilindrata, negli anni la si aumentò fino a raggiungere nel 1972, con il nuovo modello M20, gli 8300 cm³ per una potenza di 740 CV, ma proprio quell'anno le McLaren dovettero cedere alla maggior potenza delle Porsche 917/10 sovralimentate, gestite dal team Penske. Complessivamente tra il 1967 e il 1972 le McLaren hanno vinto 56 gare nel campionato CanAm.
Formula 1 L'esordio nella massima serie e la morte di Bruce McLaren (1966-1970)
In Formula 1, Bruce McLaren partecipò con la sua prima monoposto, la M2B, nel 1966, anche in questo caso si fece uso di materiali innovativi, il telaio era una monoscocca di Mallite, materiale prodotto dalla William Mallinson & Sons e composto da due lastre d'alluminio incollate su un pannello di balsa, ma i risultati non furono soddisfacenti, anche perché i motori scelti non riuscirono a ottenere buone prestazioni e risultarono poco affidabili. Proprio quell'anno il nuovo regolamento della Formula 1, portava da 1500 cm³ a 3000 cm³ la cilindrata massima e curiosamente la Brabham, che vinse il campionato, aveva un motore con monoblocco in alluminio di derivazione Oldsmobile, mentre la McLaren che usava un motore proveniente dalla stessa casa, in Formula 1 puntò erroneamente su un Ford V8 da 4700 cm³ di Formula Indy ridotto a 3000, ottenuto grazie al fatto che McLaren era pilota Ford, ma che fu poco affidabile ed erogava solo 300 CV, insufficienti per competere con il Repco della Brabham.
Poi venne adottato il Serenissima, un motore realizzato dall'omonima scuderia italiana, più affidabile ma ancora meno potente e infine, nel 1967, si utilizzò un BRM. A complicare le cose ci fu l'abbandono di Herd a fine stagione, che fu sostituito dal suo assistente Gordon Coppuck.
Dopo i primi due anni, in cui la partecipazione al massimo campionato non fu costante e durante i quali vennero prodotte anche 25 monoposto, M4A e M4B, destinate alla commercializzazione in Formula 2, il team cominciò a conquistare i primi risultati, infatti nel 1968, con il nuovo motore Ford Cosworth DFV impiegato da quasi tutte le squadre con base in Inghilterra. Successivamente la McLaren realizzò la M5A e la nuova M7A, l'ultimo progetto di Herd prima di abbandonare la squadra, che permisero di conquistare il secondo posto nel campionato costruttori con tre vittorie: una di Bruce McLaren e due di Denny Hulme.
Hulme vinse anche il Gran Premio del Messico l'anno seguente, dopo che al Gran Premio di Gran Bretagna fu sperimentato, senza successo, l'esordio della M9A a quattro ruote motrici.
Anche se partecipava in forma ufficiale alla Formula 1, per la McLaren il vero business era la vendita di vetture da competizione che si era allargata a varie categorie oltre alla Can-Am: nel 1966 fu realizzata la M3 per la Formula Libre, mentre nel campionato di Formula 2, a cui la scuderia britannica aveva già preso parte con la M2A, gareggiò la M21 nel 1972. Nello stesso periodo la McLaren prese parte al prestigioso campionato di Formula 5000, nel quale schierò nel 1970 la M10A, della quale furono realizzate diverse varianti. In totale furono commercializzate 38 di queste monoposto e si ottennero vari successi sportivi nei campionati britannici Guards e nei corrispondenti campionati oceanico di Tasman series e statunitense di Formula A. Dopo le stagioni 1971 e 1972, alle quali la McLaren prese parte con la M18 e la M22, la scuderia britannica interruppe la propria partecipazione al campionato di Formula 5000, così la nuova M25 non vide mai la pista.
Dopo la morte di Bruce McLaren nel 1970, mentre stava provando la M8D sul circuito di Goodwood, la società fu gestita da Teddy Mayer, che fino ad allora aveva seguito la parte commerciale, che poi delegò a Phil Kerr a cui si devono gli importanti accordi con l'industria di profumi Yardley, e con il produttore di tabacchi Marlboro.
Le prime vittorie mondiali di Fittipaldi e Hunt con la M23 (1971-1977) In Formula 1, dopo le deludenti prestazioni della M14A, nel 1971 debutta la M19 progettata da Ralph Bellamy, che l'anno seguente permette alla McLaren di tornare alla ribalta ottenendo una vittoria con Hulme e il terzo posto nella classifica costruttori.
Salvo i rari casi in cui veniva impiegato il tradizionale verde britannico (la M2B, limitatamente a una striscia centrale, la M3 e la M10), le vetture schierate dalla McLaren hanno sempre sfoggiato la caratteristica livrea papaya. Viceversa, livree con altri colori erano state applicate sui modelli forniti alle squadre clienti della scuderia britannica. La situazione muta negli anni '70, quando le McLaren cambiano livrea in funzione dei contratti di sponsorizzazione firmati dalla scuderia britannica. Infatti nel 1972 Mayer e Kerr siglano l'accordo con la Yardley, portando all'adozione di una livrea bianca, mentre nelle gare americane la McLaren sfoggia prima una livrea targata Gatorade e poi una con i colori della Citibank. Nel 1974 la McLaren strappa alla BRM il più munifico degli sponsor, la Marlboro, che resterà legato al team fino al 1996 e ne segnerà la storia. Dovendo accontentare due sponsor importanti verranno schierate 3 vetture con colorazioni diverse (due con colori Texaco-Marlboro e una Yardley). La presenza degli sponsor rifocalizzerà il business della McLaren sulla Formula 1, anche se durante la gestione di Mayer non verrà mai abbandonato l'uso di commercializzare vetture, fossero pure le vecchie Formula 1, cosa inammissibile per la successiva gestione di Ron Dennis che teneva le vetture all'interno della sede del team come fonte di motivazione per la squadra.