Nel corso della sua carriera la Palladino fu attiva in Italia, Francia, Germania, Polonia e Russia. Molti scienziati attestarono che fosse in possesso di capacità paranormali tra cui la levitazione, "apporti" di fiori, materializzazioni di spiriti di defunti e comunicazioni dirette col proprio spirito guida, John King.

Teneva le sue sedute spiritiche in sale di università, laboratori, alberghi e salotti privati in tutta Europa, convincendo molti di essere effettivamente in possesso di poteri paranormali, e nel 1926 il famoso scrittore Arthur Conan Doyle lodò, nella sua History of Spiritualism, i fenomeni psichici e le materializzazioni prodotte dalla donna.

Negli Stati Uniti invece la Palladino venne accusata di non avere alcun potere e di usare talvolta trucchi grossolani, ammessi però dai suoi stessi difensori, come espediente a cui ricorreva ingenuamente nei momenti di estrema spossatezza pur di soddisfare le aspettative del pubblico.

Biografia Eusapia Palladino nacque da una famiglia di contadini a Minervino Murge, nell'alta Murgia. All'epoca della sua nascita, tale comune faceva parte del dipartimento della Terra di Bari del Regno delle Due Sicilie, poi divenuto provincia di Bari dopo l'annessione al Regno d'Italia. Oggi, fa parte della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Ricevette una scarsa (o nessuna) educazione scolastica e, rimasta presto orfana, fu accolta a Napoli presso la famiglia di Giovanni Damiani, dove lavorò come bambinaia. Si sposò in giovane età con un prestigiatore ambulante.

Le esibizioni a cui venne costretta da Damiani in una serie di sedute spiritiche eseguite a Roma la mise però a dura prova.

Anni dopo, in seguito alla morte di Damiani, Palladino ebbe modo di conoscere nel 1886 il medico napoletano Ercole Chiaia, studioso di occultismo, che si impegnò a rivalutare le sue doti medianiche, contribuendo a diffondere la sua fama.

Già nel 1891 la Palladino divenne oggetto di studio da parte dello scienziato Cesare Lombroso, inizialmente scettico, che però dovette ricredersi, restando impressionato dai fenomeni a cui assistette, come la levitazione dei tavolini, movimenti di oggetti a distanza, comunicazioni dettagliate di suoi parenti defunti. L'approvazione di una figura autorevole a livello accademico e internazionale come Lombroso le diede così una notevole legittimità pubblica.

A Milano

A seguito di polemiche sollevate da Eugenio Torelli sulla presunta incapacità della Palladino di saper riprodurre tali fenomeni di fronte a un gruppo di controllo, nell'autunno 1892, a Milano, una commissione speciale di scienziati, fortemente voluta da Lombroso, studiò le facoltà della Palladino per diciassette sedute che si svolsero nella casa del fisico Giorgio Finzi.

Vi parteciparono tra gli altri, oltre al medicio Chiaia e lo stesso Lombroso, l'astronomo Giovanni Schiaparelli, il fisiologo Charles Richet, i fisici Giuseppe Gerosa e Giovanni Battista Ermacora, l'ingegnere Giuseppe Colombo, gli psichiatri Angelo Brofferio e Julian Ochorowicz, il diplomatico russo Alexandre Aksakof, il senatore Gaetano Negri, il filosofo Carl du Prel.

La commissione infine certificò l'autenticità dei fenomeni paranormali della Palladino, in particolare le levitazioni complete del pesante tavolo da seduta, che rimaneva sospeso in aria per diversi secondi senza appoggi visibili, mentre i piedi della medium venivano attentamente controllati.

Anche il giornalista Luigi Barzini, inviato dal Corriere della Sera a presenziare pure lui, e sebbene inizialmente diffidente, ammise nei suoi resoconti, con parole suggestive e dettagliate, come l'oggetto si muovesse in modo bizzarro, oscillando in maniera simile a «un quadrupede di una nuova specie».

La dichiarazione finale degli scienziati, firmata congiuntamente, affermava:

Dopo l'esperienza di Milano del 1892, la fama della Palladino esplose a livello internazionale, e da allora la medium intraprese una lunga serie di viaggi non solo in Italia, dove verrà ancora esaminata dalla Società di Studi Psichici, ma anche all'estero per sottoporsi a nuovi controlli scientifici.

A Varsavia La Palladino visitò Varsavia, in Polonia, in due occasioni. La prima fu tra il novembre 1893 e il gennaio 1894, ospite dello psicologo Julian Ochorowicz. Quest'ultimo, in seguito alle sedute tenute dalla Palladino durante la visita, concluse che i fenomeni prodotti non erano frutto degli spiriti bensì dovuti a un'"azione dei fluidi" che avveniva a spese dell'energia della medium e degli altri partecipanti alla seduta.

Ochorowicz presentò la Palladino al giornalista e romanziere Bolesław Prus, il quale assistette a un certo numero di sedute, ne scrisse sulla stampa polacca e inserì varie scene ispirate al mondo dello spiritismo nel suo romanzo storico Il faraone. Il 1º gennaio 1894 Eusapia fece visita personalmente a Prus nel di lui appartamento. Come ricordò Ochorowicz:

La seconda visita della Palladino a Varsavia ebbe luogo nel 1898, durante il suo viaggio da San Pietroburgo verso Vienna e poi Monaco. In questa occasione Prus assistette ad almeno due delle tre sedute che la Palladino tenne in città, nell'appartamento di Ludwik Krzywicki.

A Parigi

Eusapia arrivò a Parigi nel 1905 dove tra coloro che si interessarono ai suoi poteri vi furono i premi Nobel Pierre e Marie Curie e il futuro premio Nobel Charles Richet.

Tra gli amici dei Curie vi erano altri scienziati che stavano interessandosi allo spiritismo, tra cui William Crookes, il futuro premio Nobel Jean Perrin e sua moglie Henriette, Louis Georges Gouy e Paul Langevin, nonché il fratello di Pierre, Jacques, fervente spiritista.

I Curie consideravano le sedute spiritiche come veri e propri esperimenti scientifici e nel corso di esse registravano accuratamente per iscritto quanto accadeva.

Il 24 luglio del 1905 Pierre scrisse all'amico Gouy:

Pierre era desideroso di coinvolgere Gouy e lo informò che Eusapia sarebbe tornata a Parigi in novembre, occasione nella quale aveva intenzione di intraprendere esperimenti sullo spiritismo in modo metodico. Anche Marie Curie aveva assistito ad alcune delle sedute tenute dalla Palladino, ma non ne fu affascinata nella stessa misura del marito. Il 14 aprile 1906, esattamente cinque giorni prima della sua morte avvenuta accidentalmente, Pierre scrisse a Gouy:

Charles Richet, che avrebbe in seguito vinto il premio Nobel nel 1913 per i suoi studi di fisiologia e che condusse decenni di ricerche nel campo dei fenomeni psichici, prese parte agli studi di Curie sui fenomeni prodotti dalla Palladino e lasciò il seguente resoconto di una delle sue sedute:

A Napoli Nel 1908 la Society for Psychical Research nominò un comitato di tre studiosi affinché conducessero ricerche sulla Palladino a Napoli per cercare di smascherarla. Il comitato era composto da Mr. Hereward Carrington, ricercatore per la American Society for Psychical Research e prestigiatore dilettante, Mr. W.W. Baggally, anch'egli ricercatore e prestigiatore di grande esperienza, e l'onorevole Everard Fielding. In seguito agli accertamenti essi si convinsero che la Palladino possedesse effettivamente poteri non comuni, scrivendo nel loro rapporto che, sebbene Eusapia ricorresse al cosiddetto «trucco di convenienza» quando le sue energie diminuivano, una parte dei suoi fenomeni rimaneva inspiegabile.

Nel 1910 Everard Fielding ritornò a Napoli, stavolta accompagnato dall'amico Wiliam S. Marriott, un prestigiatore di un certo livello che si era già occupato di frodi messe in scena da sedicenti medium, con l'intenzione di ripetere gli esperimenti di due anni prima. Se nell'occasione precedente la medium aveva lasciato sconcertati i tre ricercatori, stavolta la Palladino fu scoperta a imbrogliare in modo evidente, proprio come aveva già fatto negli Stati Uniti.

Carrington, che nel frattempo era diventato il manager di Eusapia, sostenne che, ben lungi dall'essere stata smascherata di fronte all'America, Eusapia produceva una serie di fenomeni incredibili che non avevano mai trovato spiegazione scientifica e che solo alcuni dei suoi trucchi classici e abitudinari erano stati identificati, trucchi che tutti i ricercatori che avevano studiato questa medium conoscevano, e che avevano già reso noti ai loro colleghi da almeno vent'anni. Questo fu il motivo per cui lo smascheramento della Palladino negli Stati Uniti non toccò minimamente i ricercatori sullo spirtismo europei.

Inoltre Eusapia non se ne andò dall'America prima di ottenere una conversione di tutto rispetto, quella di Howard Thurston, illusionista di fama mondiale. Egli dichiarò:

Sempre a Napoli il noto medico e professore dell'Università di Napoli Filippo Bottazzi effettuò, con il suo team, degli esperimenti di fisiologia su Eusapia Palladino nel 1907, incuriosito dalle descrizioni delle sue capacità effettuate all'Università di Torino. Bottazzi nel 1909 pubblicò il libro Fenomeni medianici, basato proprio sugli esperimenti del 1907. Nell'agosto 2011 ne è stata pubblicata una traduzione in inglese: Mediumistic Phenomena observed in a series of sessions with Eusapia Palladino (traduzione a cura di I. Routti e A. Giuditta).

Interpretazioni Nel suo libro del 1909 Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici, lo scienziato Cesare Lombroso riferisce gli esperimenti sulla Palladino che lo portarono da una visione del mondo strettamente materialista alla fede nel mondo degli spiriti e nella vita dopo la morte: tra questi cita una seduta in cui Eusapia levitò, nell'oscurità della stanza, fino a portarsi al di sopra del tavolo.

Anche lo psichiatra Enrico Morselli dedicherà alla Palladino due volumi del suo Psicologia e Spiritismo (1908), in cui però, stante l'impossibilità di attribuire i suoi fenomeni a banali trucchi, cercò di spiegarli evitando il ricorso al soprannaturale, ma mantenendo l'impostazione psico-fisiologica della sua formazione positivista, sulla base di forze biologiche ritenute ancora ignote alla scienza.

Controversie La carriera della Palladino divise il mondo scientifico internazionale tra attestazioni di autenticità e accuse di frode. I suoi difensori e diversi scienziati dell'epoca sostenevano che la medium possedesse reali facoltà paranormali, ma che a causa del forte esaurimento fisico dovuto alla trance medianica, ricorresse talvolta a trucchi banali facilmente scopribili.

Il premio Nobel Charles Richet nel suo monumentale Traité de Métapsychique (Trattato di Metapsichica) sosteneva apertamente che la medium utilizzasse a volte trucchi banali come liberare una mano quando era stanca, annoiata, o quando la sua forza ectenica latitava, ma che questo non invalidasse i fenomeni autentici da lui osservati in altre sessioni.

Analogamente l'astronomo Camille Flammarion, suo estimatore, ammetteva qualche tentativo della Palladino di liberare una mano o un piede in modo da fingere i fenomeni, ma ammoniva che questi espedienti, spesso impulsivi, fossero un effetto inevitabile della stanchezza, da non confondere con la genuinità delle manifestazioni osservate all'inizio delle sedute, quando la medium era ancora nel pieno delle forze.

Cesare Lombroso nel suo saggio del 1909 analizza la psicologia della medium durante la trance, definendone i trucchi come spesso «inconsci» o dettati dall'esaurimento delle forze biologiche della donna verso la fine delle estenuanti sessioni.Cesare Lombroso, Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici (1908), pp. 305-318.

Quando poi Eusapia Palladino sbarcò negli Stati Uniti, fu coinvolta in una dura battaglia ideologica condotta da personalità ostili alla ricerca psichica, come Wilhelm Wundt, intenzionati ad espellere dalla professione della psicologia ogni implicazione nell'occulto.