Il gatto selvatico (Felis silvestris ) è un piccolo felino, suddiviso in varie sottospecie, che occupa aree vastissime, comprendenti gran parte di Africa, Europa e Asia sud-occidentale e centrale, fino a India, Cina e Mongolia.
È un cacciatore di piccoli mammiferi, uccelli e altre creature di piccole dimensioni. Tra le sue sottospecie viene talvolta incluso anche il cosmopolita gatto domestico (con il nome scientifico F. s. catus), che è stato introdotto in ogni continente e su molte delle isole più grandi del mondo, dove è tornato allo stato selvatico in molte zone. Nel suo areale originario il gatto selvatico si è adattato a una vasta gamma di habitat, come savane, foreste aperte e steppe.
Prove genetiche, morfologiche e archeologiche indicano che il gatto domestico sia stato addomesticato a partire dal gatto selvatico africano, probabilmente - anni fa, nella Mezzaluna Fertile (Vicino Oriente), in coincidenza con la nascita dell'agricoltura e del bisogno di proteggere i raccolti dai roditori granivori.
Il parente più stretto del gatto selvatico è il gatto delle sabbie (Felis margarita).
Tassonomia Fino a pochi anni fa, gli studiosi riconoscevano ben ventidue sottospecie di gatto selvatico:
F. s. silvestris (Europa centrale); F. s. cafra (Africa meridionale); F. s. catus ; F. s. caucasica (Caucaso); F. s. caudata (Turkestan); F. s. chutuchta (Mongolia meridionale); F. s. cretensis (Creta); F. s. foxi (Nigeria settentrionale); F. s. gordoni (penisola arabica); F. s. grampia (Scozia); F. s. griselda (Angola); F. s. haussa (deserti del Darfur); F. s. iraki (Kuwait e Iraq); F. s. jordansi (Maiorca); F. s. lybica (Nordafrica); F. s. mellandi (Zimbabwe nord-orientale); F. s. nesterovi (Iraq meridionale); F. s. ocreata (Etiopia); F. s. ornata (India); F. s. reyi (Corsica); F. s. rubida (Repubblica Democratica del Congo); F. s. sarda (Sardegna) F. s. tristrami (Palestina); F. s. ugandae (Uganda).
Nel 2007, tuttavia, dopo una serie di precise analisi genetiche, è stato dimostrato che esistono solamente quattro sottospecie, alle quali ne è stata aggiunta una quinta, il gatto di montagna della Cina, fino ad allora classificato come specie a parte. Attualmente, quindi, le cinque sottospecie riconosciute sono:
F. s. silvestris - gatto selvatico europeo (diffuso in passato in tutto l'Europa e assente unicamente dalla Fennoscandia); F. s. bieti - gatto del deserto della Cina (diffuso in Cina occidentale, prevalentemente nel Qinghai, ma forse anche nel Sichuan nord-occidentale); F. s. cafra - gatto selvatico sudafricano (diffuso nell'Africa meridionale); F. s. lybica - gatto selvatico africano (diffuso in tutto il Nordafrica fino alla penisola arabica e al mar Caspio); F. s. ornata - gatto selvatico asiatico (diffuso dalle rive orientali del Caspio fino all'India occidentale e, a nord, fino al Kazakistan, alla Cina occidentale e alla Mongolia meridionale).
Descrizione
Il gatto selvatico assomiglia, sotto molti aspetti della morfologia, al gatto domestico. Sebbene le razze addomesticate presentino una grande varietà di forme e colori, la specie selvatica è di colore variabile dal giallo chiaro al marrone con strisce o macchie nere. Nelle regioni inferiori i gatti selvatici sono color grigio chiaro e talvolta sono marcate da macchie nere. Sono stati avvistati anche esemplari melanici (completamente neri), ma si tratta probabilmente del frutto di incroci con gatti domestici.
Il gatto selvatico misura 36,5–80 cm di lunghezza, ai quali vanno sommati altri 21–45 cm di codaFelis silvestris (Schreber) (2011).. L'altezza alla spalla è di 25–45 cm. Il peso varia sensibilmente, dal momento che le sottospecie più piccole possono pesare meno di 1,6 kg e quelle più grandi raggiungere i 13 kg, sebbene siano pochi gli esemplari che superano gli 8 kg. Quasi tutti gli esemplari, tuttavia, pesano tra i 3 e i 6 kgFelis silvestris (2011).Boitani, L. 1984. Simon & Schuster's Guide to Mammals. Simon & Schuster/Touchstone Books, ISBN 978-0-671-42805-1. Le sottospecie africane e asiatiche tendono a essere più snelle del gatto selvatico europeo, e sono ricoperte da una pelliccia più corta di colore marrone chiaro.
Simile nell'aspetto a un gatto soriano muscoloso e di grandi dimensioni, il gatto selvatico europeo ha mantello lungo e folto, testa larga e muso abbastanza piatto. Ha una costituzione piuttosto compatta, con zampe brevi, orecchie ben distanziate tra loro e coda che misura poco più di metà della lunghezza testa-corpo. Il mantello, piuttosto appariscente, presenta strisce scure ben definite su testa, collo, zampe e lungo il dorso, mentre la coda, grossa e dall'estremità arrotondata di colore nero, è ricoperta da anelli scuriIUCN/SSC Cat Specialist Group (February, 2011).. Il gatto selvatico della Scozia, precedentemente classificato come sottospecie a sé con il nome F. s. grampia, è il rappresentante più grande e pesante tra tutte le popolazioni di gatto selvaticoHighland Tiger (February, 2011).Scottish Wildcat Association (September, 2010)..
Il gatto selvatico africano è più slanciato e ha coda e zampe più lunghe rispetto alle altre sottospecie. Le scapole, piuttosto sviluppate in altezza, gli conferiscono un modo di camminare caratteristico, simile a quello del ghepardo, e quando l'animale sta seduto adotta una posizione quasi verticale. Il mantello è di colore estremamente variabile, dal grigio al rosso, spesso con fitte macchie che formano bande o strisce. Tuttavia, tutti gli esemplari della sottospecie presentano il dorso delle orecchie di colore rosso-bruno. Generalmente, negli ambienti più aridi si incontrano esemplari di colore più chiaro, mentre nelle regioni umide e boscose vivono esemplari dal mantello più maculato e striato.
Il gatto selvatico sudafricano è stato riconosciuto come sottospecie a sé solo recentemente, dal momento che fino a poco tempo fa era considerato una particolare forma del gatto selvatico africano, a cui somiglia moltissimo nell'aspetto.
Il gatto selvatico asiatico è generalmente di colore giallo chiaro, sebbene talvolta si incontrino anche esemplari rossastri o grigio-giallastri, ed è ricoperto da piccole macchie che tendono a formare linee verticali su tronco e fianchi. Il mantello tende a essere corto, ma la sua lunghezza varia a seconda dell'età e della località. La coda ha una breve estremità nera e alla sommità delle orecchie è presente un piccolo ciuffo di peli.
Il gatto di montagna della Cina, la meno conosciuta tra tutte le sottospecie di gatto selvatico, è di colore grigio-giallo chiaro uniforme, con peli di guardia più lunghi di colore marrone scuro. Strisce scure poco evidenti possono correre lungo il margine esterno delle brevi zampe, così come due caratteristiche strisce lungo le guance, sopra e sotto gli occhi. Il dorso delle orecchie è grigio-giallo, con ciuffetti auricolari marrone scuro. Tre o quattro anelli circondano l'estremità della coda, breve e dalla punta nera.
Distribuzione e habitat Con una vasta area di distribuzione che si estende su gran parte di Europa, Africa e Asia occidentale, meridionale e centrale, il gatto selvatico è la specie di felino dall'areale più vasto.
Il gatto selvatico europeo è diffuso dalla Scozia, a nord, fino all'Europa sud-orientale, comprese alcune isole del Mediterraneo, ma la sua distribuzione è divenuta estremamente frammentata in seguito alla persecuzione e alla distruzione dell'habitat. In Italia è presente in tutta l'area interna centro-meridionale (anche in Sicilia), con segnalazioni al confine tra Liguria, Piemonte e Francia e in Friuli-Venezia Giulia, nonché in Sardegna. In Germania è presente nella Foresta di Zitter.
Il gatto selvatico africano è diffuso in gran parte dell'Africa, dalle regioni settentrionali verso sud, aggirando il Sahara lungo le coste orientali del continente ed evitando unicamente le foreste pluviali equatoriali e, soprattutto, i deserti veri e propri; si incontra inoltre nella penisola arabica e in Medio Oriente, fino al mar Caspio. Il confine tra questa sottospecie e quella sudafricana non è ben definito, ma si ritiene che sia situato nel sud-est del continente, attorno a Tanzania e Mozambico.
Il gatto selvatico asiatico si incontra dalle sponde orientali del mar Caspio fino all'India occidentale, al Kazakistan, alla Mongolia meridionale e alla Cina occidentale, ove viene rimpiazzato dal gatto di montagna della Cina.
Estremamente adattabile e opportunista, il gatto selvatico è presente in quasi ogni habitat del proprio areale, dai deserti e dalle savane arbustive alle foreste secche e miste. Tuttavia, è generalmente assente dalle aree coltivate e dalle foreste pluviali tropicali e si spinge solo raramente all'interno delle aree desertiche.
Il gatto selvatico europeo vive perlopiù nelle foreste di latifoglie o in quelle miste, ma anche nella macchia mediterranea, nelle foreste rivierasche, ai margini delle paludi e lungo le aree costiere. Le due sottospecie africane si incontrano in tutti gli habitat, a eccezione di foreste tropicali e deserti.
Il gatto di montagna della Cina vive prevalentemente nei prati alpini, tra i e i di quota, del margine orientale dell'altopiano del Tibet, mentre il gatto selvatico asiatico popola soprattutto i semideserti, fino a circa 3000 m di quota.
Biologia Il gatto selvatico è estremamente cauto nei confronti dell'uomo e cerca sempre di non avvicinarsi alle zone abitate. È una creatura solitaria e ciascun esemplare difende un proprio territorio di 1,5–12 km², a seconda dell'ambiente locale. I maschi tendono a possedere territori più estesi delle femmine, e il loro areale si sovrappone a quello di tre-sei femmine vicine. Gatti selvatici di ambo i sessi marcano i propri territori depositando feci in luoghi esposti e rilasciando marcature odorose spruzzando urina, strofinando le guance e grattando il terreno.
I principali competitori del gatto selvatico sono le volpi, le martore, gli sciacalli dorati e i gatti della giungla. Dove gli areali delle due specie si sovrappongono, ad esempio nel Caucaso, i gatti della giungla abitano le pianure, mentre i gatti selvatici vivono nelle foreste di faggi che crescono sulle pendici dei monti; inoltre, nei luoghi ove è presente una delle due specie, l'altra è del tutto assente o è presente solo con pochi esemplari. Nell'Europa centrale le martore uccidono i piccoli di gatto selvatico, e occasionalmente assalgono anche esemplari adultiGeptner, V.G., Sludskii, A. A., (1972) Mlekopitaiuščie Sovetskogo Soiuza. Vysšaia Škola, Moskva. (In Russian; English translation: Heptner, V.G.; Sludskii, A.A.; Bannikov, A.G.; (1992) Mammals of the Soviet Union. Volume II, Part 2: Carnivora (Hyaenas and Cats). Smithsonian Institute and the National Science Foundation, Washington DC). Pages 398–497..
Alimentazione
Il gatto selvatico è prevalentemente carnivoro; insetti e vegetali costituiscono solo una piccolissima parte della sua dieta. A prescindere dalla sottospecie, le prede preferite sono piccoli mammiferi, in particolare roditori e conigli, con le lucertole che costituiscono la terza preda principale in Portogallo, e gli uccelli la meno comune. È, tuttavia, un predatore opportunista, che in vari casi è stato visto anche divorare anfibi, pesci, mustelidi, scorpioni e perfino piccoli di capriolo o antilope.
Riproduzione I gatti selvatici si riproducono generalmente un'unica volta all'anno, sebbene possa essere partorita una seconda nidiata se tutti i componenti della prima muoiono. Il gatto selvatico europeo si riproduce tra febbraio e marzo, mentre la sottospecie sudafricana preferisce riprodursi nel corso della stagione umida, quando le prede sono più abbondanti. Il gatto selvatico nordafricano, invece, è stato visto riprodursi in ogni periodo dell'anno, senza nessuna preferenza per una particolare stagione. L'estro dura due-otto giorni e la gestazione 56-69 giorni, sebbene nelle sottospecie africane tenda a essere un po' più breve che in quella europea.