Frosinone (AFI: • • ; Frusenone in dialetto frusinate) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia del Lazio.
Maggiore città della Valle Latina e dell'omonima provincia, l'importante via di comunicazione del Lazio tra Roma e NapoliLa valle è definita da Ferdinand Gregorovius "la chiave del Regno di Napoli": Ferdinand Gregorovius, Passeggiate per l'Italia, Carboni Editore, Roma, 1906, p. 270., fino al diciannovesimo secolo fu un borgo a vocazione rurale, mentre dal Novecento divenne un rilevante centro industriale e commerciale. Tradizionalmente considerata città volscaBonaventura Teoli, Teatro historico di Velletri insigne città, e capo de' Volsci, Velletri, 1644, p. 36, o secondo recenti ipotesi ernicaMassimiliano Di Fazio, I Volsci, un popolo "liquido" nel Lazio antico, Edizioni Quasar, Roma, pp. 74-79., con il nome di Frusna e poi romana del Latium adiectum come Frusino, nel corso della sua storia millenaria è stata soggetta a molteplici devastazioni e saccheggi causati dalla sua posizione geostrategica; in conseguenza di ciò, nonché a causa delle distruzioni dovute a eventi sismici (il più rovinoso dei quali avvenne nel settembre 1349), conserva solo rare seppur significanti tracce del proprio passato. Tra queste vi sono l'Anfiteatro romano, i reperti conservati nel museo archeologico cittadino e la Tomba Sant'Angelo.
Geografia fisica
Territorio
Situata su un colle che domina la valle del Sacco, all'interno della Valle Latina, Frosinone è circondata dai monti che delimitano la valle, ossia gli Ernici a Nord e i Lepini a Ovest e a Sud, dove si intravedono gli Ausoni.
Il territorio comunale è attraversato dai torrenti Cenicia e Rio e dal fiume Cosa, il cui flusso, sia per cause naturali che per la captazione delle sue acque, è ormai estremamente ridotto; un tempo invece era soggetto a frequenti piene con conseguenti inondazioni (la cartografia nel 1700 lo riportava come fiume Acquosa, per l'abbondanza di acqua, poi gran parte del suo corso fu deviato per alimentare la centrale nei pressi di Guarcino). Il rinvenimento di un'area di ghiaia nel corso di scavi archeologici nella zona di De Matthaeis fa presupporre che in antichità vi scorresse un altro fiume, oggi scomparso. Nella pianura del Sacco sono presenti alcune fonti le cui acque sono sfruttate a uso potabile e industriale.
Sul colle permane il nucleo centrale della città, la cui prima espansione è avvenuta sulle colline circostanti; la realizzazione della stazione (1863) a valle del centro storico ha determinato lo sviluppo edilizio del quartiere omonimo, ma l'espansione maggiore della città si è realizzata nel corso del Novecento, scendendo disordinatamente verso la pianura lungo i crinali e le vie di comunicazione: in conseguenza di ciò si distinguono oggi nell'uso comune una Frosinone alta e una Frosinone bassa. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
Clima
Trovandosi nell'area interna e collinare del Lazio meridionale, relativamente distante dalla costa e non lontana dai rilievi montuosi degli Ernici e dei Lepini, che lambiscono la Valle Latina, Frosinone è caratterizzata da un clima di tipo semi- continentale ma abbastanza temperato tutto l'anno. Agli inverni un po' nebbiosi e non molto rigidi, con poco frequenti avvezioni fredde da est a causa dello sbarramento offerto dagli imponenti massicci dell'appennino abruzzese, si contrappongono infatti estati piuttosto calde ed afose, nelle quali Frosinone sperimenta vere e proprie "Ondate di calore" ma come nelle altre zone poste a bassa quota e senza gli eccessi di alcune aree del centro Italia. Nei pomeriggi più torridi possono svilupparsi dei temporali sui monti Ernici , che si scaricano sui quartieri di nord est della città , accompagnati da rovesci, fulmini e un drastico calo delle temperature che in un'ora possono scendere da +35 a +20. Significative le escursioni termiche nel corso della giornata, in particolar modo nella parte bassa della città e nelle conche collinari dove è più risonante l'Inversione termica con valori che possono scendere di diversi gradi sotto lo zero (-19 registrati nel 1985 presso l'aeroporto militare) e sono quindi più frequenti le gelate rispetto alla parte alta (che supera i 300 MT nei punti più elevati) che è invece meno fredda in Inverno e più ventilata in Estate. Non sono rari gli episodi nevosi, ultimi dei quali, con 12 centimetri di accumulo, il 17 dicembre 2010 e soprattutto il 4 febbraio 2012 con nella zona alta e nella parte bassa della città, o anche nel febbraio 2018. Di rilievo, pure la nevicata con di accumulo che si verificò in piena primavera, il 15 aprile 1995 (giorno di Pasqua) e tra le più tardive mai avvenute in città. I mesi più piovosi sono novembre e dicembre dove sono frequenti le perturbazioni atlantiche da Ovest che portano piogge cospicue, ma non torrenziali vista la protezione offerta della catena dei monti Volsci, di modesto rilievo altimetrico ma piuttosto estesa. La media di gennaio è di +4.9, di agosto +24.1 (Koppen) Abbastanza consistente la piovosità annuale, oltre 1200 mm secondo le medie storiche rilevate.
Classificazione climatica: zona E, 2196 GR/G
Origini del nome Frusĭno (questo il nome latino) era all'epoca abitata dal popolo dei Volsci, seppur compresa nel territorio degli Ernici.E. Abbate, Guida della provincia di Roma, Pubblicazione del Club alpino italiano, Roma, 1890, p. 791 Il nome volsco della città sarebbe Frusna o Fruscìno, la cui etimologia è controversa; tuttavia si sono tentate varie ipotesi: una prima farebbe derivare il nome dalla radice del greco πόρτις (portis: giovenca); una seconda, osservando l'assonanza con radici etrusche, ricollega il nome ad un'ipotetica gens etrusca Fursina (o anche, Frusina o Prusina);
Storia Età antica Diversi ritrovamenti in più punti dell'attuale territorio comunale, come ad esempio i manufatti in pietra del Paleolitico inferiore (circa anni fa) rinvenuti in località Selva dei Muli, sono testimonianze rilevanti di antichissimi insediamenti nella zona.
Sempre nella stessa località, circa anni or sono, esisteva un ampio abitato eneolitico. Nel millennio successivo la presenza umana nell'area è dimostrata dai reperti archeologici rinvenuti nella parte alta della città (là dove sorgerà successivamente la cittadina volsca e romana), riferibili all'Età del bronzo finale (XII-X secolo a.C.), e nelle località Fontanelle e Fraginale, costituiti sia da resti degli antichi abitati, che da alcune sepolture databili intorno al VII-VI secolo a.C. È già volsca la necropoli casualmente scoperta presso l'odierno piazzale De Matthaeis, che comprende 21 tombe del VI-V secolo a.C.
Fondata in territorio ernico dai Volsci nel VI secolo a.C. con il nome di Fruscìno o Frusna, come avamposto strategico di fronte l'inespugnabile roccaforte di Aletrium (odierna Alatri). Venne assoggettata dai romani nel 386 a.C. durante la loro avanzata contro i Volsci nella Valle del Sacco, trasformata quindi in municipium sotto il presidio romano. La presa del centro urbano di Frosinone, che allora come oggi è situato al centro della Valle del Sacco, determinava un'importante vittoria strategica per i romani, che con questa città potevano controllare agevolmente tutti i transiti e i traffici commerciali tra il nord e il sud della penisola.
Nel 306 a.C. la città fomentò assieme alla Lega Ernica una ribellione contro il dominio di Roma: come punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (le terre confiscate passarono alla vicina Ferentino, rimasta fedele all'Urbe), fu saccheggiata e i capi della rivolta, deportati a Roma, vennero pubblicamente decapitati (303 a.C.)Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XX, 80Tito Livio, Ab Urbe Condita libri, X, 1. Fu in seguito devastata dall'avanzata di Annibale lungo la Via Latina (durante la II guerra punica), alla quale non volle arrendersi: questo le meritò l'appellativo, datole da Silio Italico, di Bellator Frusino, che tuttora campeggia nello stemma cittadino:
Silio Italico loda Frusino anche nel corso dell'elencazione degli alleati romani nella battaglia di Canne ("a duro Frusino haud imbellis aratro", VIII, 398). Anche scrittori Greci la citarono nei loro scritti, mentre tra i Romani, in seguito, Giovenale evidenzierà la tranquillità della città.
Sappiamo che sotto la dominazione romana, all'interno del Latium adiectum, lungo la Via Latina,Massimiliano Di Fazio, I Volsci, un popolo "liquido" nel Lazio antico, Edizioni Quasar, Roma, p. 74. fu municipio con diritto di voto e fu iscritta alla tribù Ufentina; in epoca imperiale divenne colonia e parte delle sue terre vennero assegnate ai veterani, forse anche per contrastare un progressivo spopolamento.
Sulla diffusione del Cristianesimo a Frosinone le fonti sono oscure, ma si ritiene che sia esistita un'antica diocesi; la città diede i natali a due pontefici, Ormisda e Silverio (unico caso di due papi padre e figlio), oggi patroni.
Molti scrittori antichi, tra i quali Tito Livio, Cassio Dione, Silio Italico, Festo Pomponio, Floro, il già citato Giovenale, Cicerone ricordano la città di Frosinone non solo per meri fatti storici, ma anche per le virtù dei suoi abitanti. Lo stesso Cicerone nel territorio di Frosinone possedeva una villa o un fondo come è possibile intuire da una lettera inviata al suo amico Attico.Marco Tullio Cicerone, Epistulae ad Atticum XI, 13. Nonostante le traversie politiche e militari, Frosinone fu Prefettura e Municipio con tutti i diritti che la cittadinanza romana comportava. Come qualche storico riferisce furono innalzate le mura a difesa della città. Fu abbellita di edifici, monumenti e statue, che le guerre, lo scorrere dei tempi, l'incuria o la stoltezza degli uomini hanno mandato in rovina, anche se negli ultimi decenni sono stati ritrovati numerosi reperti custoditi in vari musei, per esempio la celebre statua di Marte che si trova a Roma, a Villa Albani Torlonia che fu rinvenuta nel 1744 nella zona che ancora oggi si chiama Colle Marte.Ignazio Barbagallo, Frosinone, Lineamenti storici dalle origini ai giorni nostri.
Età medievale Con la caduta dell'Impero romano d'occidente, Frosinone, che subirà diverse distruzioni durante le invasioni barbariche, entrò a far parte, come il resto dell'Italia, nel Regno ostrogoto per essere poi riconquistata dalle truppe bizantine di Giustiniano. Entrò dunque a far parte del Ducato romanoGuglielmo Stefani, Dizionario corografico dello Stato Pontificio, Volume 2, Milano e Verona, 1856, voce «Frosinone». e rimase da allora, per tutto il Medioevo e gran parte dell'età moderna, sempre dipendente dalla Roma papale; la sua funzione era principalmente agricola.
Nel duecento furono gli anagnini a tentare di imporre il loro dominio sulla città, ma Frosinone, appoggiata dall'intervento papale, rese inoffensivi i progetti dei nobili di Anagni. Nel XIII secolo diventò capitale di un ducato assegnato ai Gaetani e da quel secolo fu saltuariamente sede del rettore di Campagna e Marittima, assieme ad altre città della provincia pontificia come Ferentino, Anagni e Priverno. Agli inizi del XIV secolo la città fu dominata dalla vicina e potente Alatri, a sua volta conquistata da Francesco de Ceccano e dalle sue truppe ceccanesi per un trentennio. La città dovette subire il disastroso terremoto del 1349, che ebbe epicentro nella zona di Cassino, al confine con il Molise.
Età moderna
Nel Cinquecento fu devastata dai Lanzichenecchi, che vi portarono la peste, immediatamente seguiti da truppe francesi e fiorentine, contestualmente al Sacco di Roma. La rocca, distrutta, venne ricostruita; per alcuni il portale principale sarebbe stato disegnato da Michelangelo. Nuove distruzioni si ebbero con l'occupazione da parte degli spagnoli in guerra contro Paolo IV nel 1556: la sua rocca era strategicamente rilevante per il controllo di tutta la valle del Sacco e per la difesa di Roma.