It Happened Here è un film del 1965 diretto da Kevin Brownlow e Andrew Mollo.
La pellicola narra una storia fantapolitica ucronica, in cui, con uno stile semi-documentaristico, viene mostrato quello che sarebbe potuto accadere se la Germania nazista avesse occupato l'Inghilterra durante la seconda guerra mondiale.
Il film fu presentato nella Settimana internazionale della critica del 18º Festival di Cannes.
Trama Una didascalia iniziale riporta uno scenario in cui la Germania nazista è riuscita nel suo tentativo di invasione della Gran Bretagna subito dopo la battaglia di Dunkirk e la battaglia d'Inghilterra del 1940. L'Inghilterra passa così sotto il governo dalla British Union of Fascists i cui membri indossano delle camicie nere col simbolo del partito costituito da un lampo in un cerchio mentre negli edifici pubblici campeggiano ritratti di Oswald Mosley (il quale viene suggerito essere divenuto primo ministro e "duce" britannico) a fianco a quello di Adolf Hitler. Nel frattempo gli Stati Uniti sono entrati in guerra disponendo la Settima Flotta sulle coste dell'Irlanda e bombardando la costa sud-ovest dell'Inghilterra, oltre che a fornire sostegno a movimenti partigiani di resistenza.
Nel 1944 l'infermiera di campagna Pauline, apolitica ma amante dell'ordine e dell'autorità, si trova a dover evacuare dalla sua abitazione in Irlanda dopo alcuni raid tedeschi che hanno distrutto la sua cittadina, nel corso di alcuni scontri armati tra nazisti e partigiani inglesi vengono uccisi alcuni suoi concittadini e amici. Nonostante ciò Pauline continua ad affermare di non voler aver nulla a che fare con la politica, assumendo una posizione che sottintende già una forma di collaborazionismo.
Giunta a Londra, diventa membro della sezione medica di un'organizzazione collaborazionista diretta dai nazisti. Nonostante continui a definirsi apolitica e non interessata a schierarsi inizia a mostrare comportamenti e pensieri che denotano gli effetti dell'indottrinamento all'ideologia fascista. Solo dopo essersi ricongiunta con un amico (un medico antifascista e sua moglie) Pauline inizia a riflettere sulle conseguenze delle sue azioni, soprattutto quando scoprirà che la coppia sta proteggendo e curando un partigiano ferito, la quale decide seppur riluttante, di aiutare.
Gradualmente Pauline scopre sempre di più l'impatto reale dell'occupazione da parte dell'Asse, assistendo all'arresto dei suoi amici. La scoperta della sua associazione con la coppia la porta a venir destituita dal suo ruolo nell'organizzazione e trasferita in un'altra zona del paese, inizialmente contenta della cosa in quanto il suo nuovo ruolo non prevede ruoli militari e "politici". Successivamente però Pauline scopre con orrore di aver involontariamente preso parte a un progetto di eutanasia forzata e di aver contribuito alla morte di diversi polacchi e russi ammalatisi durante lavori forzati.
Il film termina con Pauline arrestata dopo essersi rifiutata di continuare a lavorare; ma prima che venga messa a processo viene salvata da alcuni ribelli unitisi alla resistenza decidendo finalmente di combattere con loro per liberare il paese con l'aiuto delle truppe statunitensi attendendo il loro arrivo. Nel finale si vede Pauline offrire rifugio a un gruppo di partigiani feriti mentre, poco vicino, un ampio gruppo di soldati del denominato "Black Prince Regiment" facente parte della British Legion delle Waffen-SS si arrendono e vengono condannati a morte, lasciando immaginare che la fine della guerra possa essere vicina.
Produzione Kevin Brownlow e Andrew Mollo avevano rispettivamente 19 e 16 anni quando iniziarono a lavorare al film. La lavorazione del film fu avviata nel 1956, completata nel 1964, distribuito nel 1965. Il film fu prodotto con un budget di sole 20 000 sterline e girato in bianco e nero su pellicola 16mm per riprodurre un effetto semidocumentaristico che ricordasse quello dei cinegiornali. La maggior parte dell'equipaggiamento utilizzato era stato ottenuto tramite prestiti e noleggi. Le scene girate Salisbury nella prima parte del film sono state fotografate e montate da Peter Watkins. Il regista Stanley Kubrick, affascinato dal progetto, donò ai registi parte della pellicola che stava utilizzando durante le riprese de Il Dottor Stranamore per aiutarli a terminare il film. I veterani e conduttori radio della BBC durante la guerra Alvar Lidell e John Snagge diedero disponibilità per fornire le loro voci per gli annunci radio e le narrazioni dei cinegiornali presenti nel film. Supporto venne fornito anche dal regista Tony Richardson, che contribuì a pagare la produzione finale della pellicola.
Il cast complessivo era composto di circa 900 persone, tutte volontari, compresi diversi attori professionisti come Sebastian Shaw e Reginald Marsh. Diverse comparse erano membri di un fanclub inglese dedicato alla fantascienza. I membri dei fascisti inglesi erano inoltre veri membri della Unione Britannica dei Fascisti di Oswald Mosley e di altri gruppi neofascisti inglesi capeggiati da Colin Jordan, che appare nel film nei panni di sé stesso, i quali vennero ingaggiati dalla produzione in quanto impossibilitata a pagare degli attori. Pur se di produzione quasi totalmente amatoriale, It Happened Here aiutò a consolidare la carriera del suo fotografo Peter Suschitzky, che successivamente lavorerà per pellicole come The Rocky Horror Picture Show e L'impero colpisce ancora.
Il titolo è un riferimento al romanzo distopico-ucronico di Sinclair Lewis Qui non è possibile (It Can't Happen Here) del 1935, in cui si immaginavano le conseguenze della vincita alle imminenti elezioni presidenziali statunitensi di un candidato che trasforma gli Stati Uniti in un regime totalitario simil-fascista.
Nel 1974 Eric Mival fece un documentario dal titolo It Happened Here Again, sulle difficoltà di produzione.
Distribuzione It Happened Here venne proiettato per la prima volta pubblicamente nel settembre 1964 al Cork Film Festival e il mese successivo alla Mannheim International Film Week. Alcuni gruppi ebraici protestarono per l'inclusione di una scena di sette minuti in cui dei veri fascisti britannici guidati da Colin Jordan nei panni di sé stesso discutono contro gli ebrei e sulla necessità dell'eutanasia forzata, affermando che l'inclusione di questa scena potesse apparire apologetica nonostante il chiaro intento antifascista e antinazista del film. In risposta, venne rimossa dalle prime proiezioni, venendo però reinserita nelle edizioni successive quando Brownlow riuscì a riottenere i diritti del film.
Note
Bibliografia Robert Hofman: I più bei film di tutti i tempi, 1995, Sony
Voci correlate Ipotetica vittoria dell'Asse nella Seconda Guerra Mondiale Distopia Fantapolitica Ucronia
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