La rete filoviaria di Cagliari è composta di 3 linee, che servono la città e i comuni limitrofi.
Storia L'esordio Percorso della linea 5 dal 1952 al 1990 La prima linea filoviaria in città, la linea 5, venne attivata il 22 dicembre 1952; erede della linea autobus AB della Società Tramvie della Sardegna (STS), che fin dal 1950 collegava la periferia nord-ovest di Cagliari (piazza Trento, poi prolungata fino a piazza d'Armi) alla zona di piazza Repubblica (sede del Palazzo di Giustizia) di recente edificazione. La nuova linea, divenuta filoviaria, prolungò dunque il suo percorso passando da via Pessina e via della Pineta, fino allo stadio Amsicora. A questa si aggiunse dopo poche settimane la linea 7, che faceva capolinea di fronte alla stazione di Cagliari di piazza Matteotti e raggiungeva via La Vega passando per via Manno e il Terrapieno; dal 3 ottobre 1960 fu allungata fino al mercato civico di San Benedetto e il quartiere di via Dante, che all'epoca era una zona di recentissima urbanizzazione.
Dal 30 luglio 1956, con la riapertura al traffico di via Fiume, nel quartiere di Stampace, dopo lavori di consolidamento del costone roccioso sopra la fossa di San Guglielmo, la rete filoviaria dal centro urbano si espanse verso sud: anche la preesistente linea 6 divenne filoviaria, partendo dalla centralissima piazza Palazzo e, scendendo per via Roma e transitando avanti alla Basilica di Bonaria, arrivando al Borgo Sant'Elia.
Dal 31 ottobre 1957 un'ulteriore estensione a sud portò all'attivazione della linea 10 che, partendo dalla stazione in piazza Matteotti (dal 1º giugno 1958 il capolinea fu spostato in piazza Yenne), seguiva un percorso simile a quello della linea 6, ma a San Bartolomeo proseguiva dritta fino a Calamosca.Ogliari: La sospirata rete - Volume 35° - Volume IV - I Ed. 1978.Secondo quanto riferito a un appassionato da alcuni autisti che avevano prestato servizio sulla linea, il bifilare nel viale Calamosca sarebbe stato unico.
Il 18 marzo 1962, con la progressiva dismissione della rete tramviaria nel tratto da Monserrato a Quartu — a binario unico lato strada fin dal 1893 (eccetto i capolinea di Selargius e di Quartu Sant'Elena) e mai raddoppiata — iniziarono le corse (dopo alcuni mesi di prova) di una nuova linea filoviaria — la prima extraurbana per la rete — che dalla stazione passando per via Roma, via Dante, piazza Repubblica e via San Benedetto, raggiungesse i centri abitati di Selargius, Quartucciu (allora frazione di Cagliari) e Quartu fino a piazza Sant'Elena, passando dal viale Marconi (allora parte della strada statale 125 Orientale Sarda): era la linea C Rosso, fino a quel periodo in esercizio con autobus, poi prolungata nel 1964 fino a piazza IV Novembre.
Il 24 maggio 1962,L'Unione Sarda, 24 maggio 1962. con la presentazione dei nuovi 25 filobus recentemente acquistati dall'azienda, furono annunciate due nuove linee filoviarie di imminente attivazione: la linea 11 (fu inaugurata il 16 luglio di quell'anno), che faceva capolinea al crocicchio di Sant'Avendrace (l'attuale piazza Trento) e, attraversando la città passando per via Nazario Sauro, viale Trieste, via Maddalena, via Roma, viale Regina Margherita e via Garibaldi, giungeva in via Palestrina all'altezza di via Rossini, collegando così un'altra zona di recente urbanizzazione, il settore di largo Gennari; e infine la linea 12, che però (nonostante fosse stato installato il bifilare lungo tutta via Dante) non fu mai operativa a causa della definitiva conversione da automobilistiche a filoviarie delle preesistenti linee C Rosso e C Nero (che da via Roma fino a piazza San Benedetto ne ricalcavano in toto il percorso).
La massima espansione
Dopo che nel 1963 venne chiuso e poi smantellato il tratto della tranvia extraurbana (sempre gestita dalla STS così come la rete filoviaria stessa) che collegava Monserrato a Selargius (quello da Selargius a Quartu Sant'Elena era già chiuso dal novembre 1961) e fu sostituito dalla linea autobus QS (tuttora esistente, in varie declinazioni), e dopo che Quartu ormai da un anno era servita dalla lunghissima linea filoviaria extraurbana C Rosso, partendo da Cagliari e passando per Selargius e Quartucciu, dal 7 marzo 1964 fu elettrificata anche la linea diretta C Nero che, a differenza della precedente, giungeva dritta a Quartu attraversando la città e giungendo dapprima fino a via Sicilia e poi, raggiungendo il capolinea del C rosso, dal 22 giugno 1969 fino a piazza IV Novembre. La particolarità tecnica della linea C Nero stava nella presenza del bifilare unico (probabilmente per insufficienti risorse finanziarie necessarie per la posa del doppio bifilare, o per la fretta di inaugurare tale tratta) in via Merello a Quartu, percorso a doppio senso di marcia da e verso il capolinea con inversione di polarità e — vista la ristrettezza della carreggiata (in cui vigeva il divieto di sosta e di fermata su ambo i lati) — con non poche difficoltà nell'incrocio fra due filobus sullo stesso tratto di strada: in tal caso, i mezzi diretti verso il capolinea di piazza IV Novembre e via Fiume abbassavano le aste per dare la precedenza ai veicoli diretti verso Cagliari.
La rete filoviaria di Cagliari a questo punto aveva raggiunto la sua massima espansione.
Il declino Le prime soppressioni nella rete filoviaria iniziarono dal gennaio 1968, quando la linea 11 modificò la parte centrale del suo percorso, dismettendo il tratto di viale Regina Margherita in favore di via Manno e del largo Carlo Felice, e il 13 luglio dello stesso anno (alla cessazione del servizio tramviario sulla linea 1) con l'arretramento del suo capolinea ovest da piazza Trento alla stazione in piazza Matteotti (in comune con la linea filoviaria 7) con la conseguente dismissione dei bifilari che da metà viale Trieste giungevano in viale Trento passando per via Nazario Sauro.
, a undici anni dalla sua istituzione, anche la linea 10 fu interessata da una riduzione di percorso, : fu dismesso il tratto che da San Bartolomeo giungeva a Calamosca, pertanto il capolinea est fu arretrato allo stadio Amsicora (in comune con la linea filoviaria 5).
L'11 maggio 1969, con lo scopo di eliminare il capolinea filoviario in Piazza Yenne e velocizzare il traffico da Largo Carlo Felice in direzione CastelloL'Unione Sarda, 29 dicembre 1968 e 11 maggio 1969., la linea 11 fu interamente accorpata dalla linea 6: quest'ultima cedette il tratto che da piazza Yenne saliva in piazza Palazzo (passando per via Azuni, via Ospedale, via Porcell, via Fiume, Buoncammino e piazza Indipendenza) alla linea 10 che venne così conseguentemente allungata (nonostante dall'11 novembre 1969, a causa dell'istituzione del senso unico in via Martini direzione Buoncammino, abbia dovuto arretrare il capolinea a piazza Indipendenza con la dismissione della tratta via Martini–piazza Palazzo).Servizi Urbani Cagliari - ACT, 28 febbraio 1971.
Tuttavia l'8 novembre 1971, a causa della demolizione di due edifici pericolanti tra via Fiume e via Porcell, la linea 10 sospese il servizio filoviario, con conseguente dismissione dei bifilari in Castello.
Con la chiusura al traffico della breve e larga strada che costeggiava ad ovest piazza Giovanni XXIII, fra la chiesa di San Paolo e gli edifici delle scuole, nella primavera del 1969 fu inoltre arretrato di 200 metri il capolinea nord della linea 7, che venne posizionato nello slargo fra via Efisio Cao di San Marco, via Sant'Alenixedda e piazza Giovanni XXIII.
Restarono così attive, per altri cinque anni, le linee 5, 6, 7, C rosso e C nero.
In quei primi anni 1970, con la dismissione di numerose reti nelle varie città italiane e il conseguente mancato ordinativo di nuove vetture filoviarie verso i costruttori nazionali (che fino alla fine del decennio smisero di produrre tali tipologie di veicoli), le aziende di trasporto pubblico puntarono progressivamente sull'impiego di autobus, allora ritenuti più flessibili rispetto a un sistema vincolato da impianti fissi: anche Cagliari, in quel periodo, seguì tale percorso che, a posteriori, inficierà su mancati adeguementi infrastrutturali della rete a sopraggiunti interventi di opere urbanistiche e alla conseguente cessazione del servizio filoviario su alcune linee. A partire dai primi mesi del 1972, nelle giornate di domenica e festive, le linee filoviarie (e la linea tranviaria del Poetto) vennero espletate con autobus, nella fattispecie la C rosso, considerato che la C nero era sempre stato una linea feriale, o sostituite da linee autobus che accorpavano più linee; la 5 veniva sostituita dalla 5/11/12 e le linee 6 e 7 dalla 6/7.
A far data dal 27 novembre 1972 le linee C Nero e C Rosso abbandonarono il bifilare attorno ai giardinetti di piazza Matteotti, facendo capolinea davanti alla Stazione.
Nel settembre 1974, a seguito dei lavori per la costruzione del nuovo Ponte Vittorio, venne interrotto definitivamente il servizio filoviario sulla linea 6, mentre dal 7 marzo 1977 anche la linea filoviaria 7, venendo accorpata con la stessa linea 6 e la piccola linea 2 (in servizio all'epoca da piazza Giovanni XXIII a Genneruxi), diventò automobilistica e prese la numerazione 2/6/7.
Dal 19 novembre 1978L'Unione Sarda, 19 novembre 1978., con l'istituzione del senso unico nella via Maddalena (direzione piazza del Carmine) e nei tratti iniziali di via Roma (direzione stazione) e viale Trieste (direzione Sant'Avendrace) la linea 5 proveniente da via Pola con direzione Stazione, con conseguente posa del relativo bifilare, fu deviata direttamente nella via Roma senza transitare (restando invariato, tuttavia, il percorso in direzione opposta) nel tratto iniziale di viale Trieste e via Maddalena.
Alla fine degli anni settanta restavano in servizio solo tre linee filoviarie: la 5, rimasto immutato nel suo percorso fin dal 1952, e le due linee per Quartu, e nonostante le prove effettuate coi filobus sulla linea 2/6/7 nel 1986, nessuna delle linee in precedenza filoviarie venne più ripristinata. A far data dall'11 febbraio 1980 a Cagliari venne ripristinato il capolinea delle linee filoviarie C Nero e C Rosso ai giardinetti di piazza Matteotti; a Quartu Sant'Elena la linea C Nero venne di nuovo prolungata fino a piazza IV Novembre (era attestata a via Sicilia dalla seconda metà del 1977) e la linea C Rosso venne limitata a piazza Sant'Elena.
Le linee C Rosso e C Nero invece, con la dismissione del transito filoviario nelle strette vie Nuoro, Barone Rossi e Goceano, guadagnarono la più larga viale Cimitero dal 7 novembre 1982. Contestualmente, per garantire l'impiego dei filobus sulle linee extraurbane anche nelle occasioni di blocco al traffico in via Roma e/o in piazza Matteotti, venne posato un anello di inversione di marcia alla fine di viale Cimitero, tuttora presente, che consentì ai mezzi provenienti da via Dante — con capolinea provvisorio prospiciente il citato viale — di riprendere il percorso nuovamente in direzione via Dante.
Dal 1981 al 1984, durante la prima fase della riqualificazione del centro storico cittadino, l'ACT (dopo aver smantellato pali e linea aerea fra San Bartolomeo e Calamosca qualche anno prima) cominciò a più riprese l'opera di rimozione dei tratti della filovia non più in uso: si iniziò, a 10 anni dalla cessazione della linea 10 filoviaria, con l'eliminazione dei bifilari che da via Azuni salivano fino a piazza Indipendenza. Rimase, per alcuni anni, l'anello di inversione interno di piazza Yenne, già capolinea della linea 10 dal giugno 1958 a maggio 1969 e saltuariamente impiegato dalle linee C Rosso e C Nero in caso di inagibilità del capolinea in piazza Matteotti. Nel 1983, con la posa di un bifilare di servizio in via Baccaredda direzione via Garibaldi (per facilitare l'entrata in servizio dei mezzi sulla linea 5) fu rimossa — a 8 anni dalla cessazione della linea 6 filoviaria — la linea aerea nelle vie Bosa, Tempio, Macomer, e Ozieri.