La noetica indica una branca della filosofia che studia il pensiero, l'intelletto e la conoscenza intuitiva, intesi nella loro capacità di cogliere la verità a prescindere dalla mediazione dei sensi o da un ragionamento logico.

Il termine deriva dal greco antico noetikòs, cioè relativo al Nùs, che significa mente o intelletto. Oggi indica anche un campo di studio moderno che esplora i possibili influssi della coscienza umana sulla realtà fisica.

Storia

La noetica come studio del Nùs risale, nella filosofia greca, ad Anassagora, secondo il quale si trattava di un intelletto cosmico e impersonale, che pensando la realtà metteva anche ordine nel caos informe, strutturandolo secondo leggi armoniche da cui traeva origine il mondo.

Socrate e Platone accolsero positivamente il Nus di Anassagora come principio supremo di comprensione della realtà, che essendo intellegibile risulta legato al pensiero anziché alla dimensione inferiore dei sensi, ma ritennero di dovergli assegnare in aggiunta un'intenzione finalistica, quale giustificazione alla sua opera creatrice.

Il Nus assunse così i tratti del Demiurgo, il divino produttore che interviene come causa razionale e provvidenziale plasmando la materia secondo il modello delle idee.

Analogamente Aristotele si rifece al Nus di Anassagora, ma intendendolo appunto come causa finale e non solo efficiente, che si manifesta ora anche nell'uomo come la sua più alta attività intellettuale. Da queste riflessioni emergerà progressivamente, nel corso della storia filosofica della noetica, un dualismo sempre più accentuato tra il Nus o Pensiero in sé, e l'oggetto a cui tale pensiero si rivolge.

Gli scolastici medievali svilupparono così il concetto di intenzionalità, secondo cui ogni pensiero risulta sempre indirizzato verso qualcosa, non potendo esistere un pensiero senza contenuto né volontà.

Il dualismo noetico tra soggetto e oggetto raggiunse il culmine con Cartesio, che postulando una netta separazione tra res cogitans, il pensiero immateriale, e res extensa, la materia corporea, divise la natura umana in due sostanze isolate, faticando a spiegare come la mente possa guidare il corpo.

Noesi e noema

L'intenzionalità assunse infine nella fenomenologia di Husserl una funzione sia gnoseologica che ontologica, la quale cioè nel conoscere crea anche il suo contenuto. Rifacendosi ai termini greci noesi e noema, Husserl definiva il primo come l'atto del pensare vero e proprio, e il secondo come l'oggetto del pensiero investito di significato da parte dell'atto.

Grazie in particolare alla sospensione del giudizio (epoché), il vissuto della coscienza (Erlebnis) diventa per lui lo spazio assoluto in cui la realtà stessa si manifesta e si svela, cessando di essere visto come un semplice fatto psico-biologico (Erlebnisse).

La noetica oggi Più recentemente, nella noetica si attribuisce il tentativo di superare il dualismo tra mente e corpo tramite una sintesi metaforica che assimili il pensiero al fuoco eracliteo, che trasforma continuamente il combustibile al quale appare contrapposto, pur traendone in realtà alimento.

Un ampliamento della disciplina si è avuto ad opera di Edgar Mitchell, che ha fondato l'Istituto di Scienze Noetiche per indagare le potenzialità della mente umana, come la percezione extrasensoriale, il sogno lucido, la telecinesi, la premonizione ecc. intendendo la noetica come un campo di studi parapsicologici di frontiera, di accrescimento delle concezioni filosofiche del nùs.

La noetica è stata inoltre integrata nel concetto di noosfera, concepita come una rete collettiva planetaria costituita dall'interazione tra le varie coscienze individuali, al cui sviluppo contribuisca il futuro modello dellhomo noeticus.

Note

Bibliografia

Voci correlate Filosofia della mente Homo noeticus Institute of Noetic Sciences Intenzionalità Intuizione Noema e noesi Nous Noosfera

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