Innumerevoli facciate secolari rendono di grande rilevanza storica e architettonica le vie di Serravalle di Vittorio Veneto. Questo centro di origini romane, si sviluppò nel medioevo, giungendo alla massima fioritura economica ed artistica durante il Rinascimento, quando fu frequentato da grandi architetti, pittori ed umanisti.
Questa voce procede ad una descrizione storico-architettonica dei palazzi più importanti, attraverso una suddivisione per contrade e piazze: nell'ordine via Roma, via Martiri della Libertà e piazza Minucci, via dei Battuti e piazza Flaminio, via Casoni e il Foro Boario.
Via Roma
Via Roma, anticamente detta via Riva, prima dell'occupazione degli austriaci, che nel XIX secolo aprirono una nuova strada che deviava il traffico proveniente dal Cadore, era l'unica via praticabile per entrare nel cuore di Serravalle da nord, dove Porta Superiore faceva da limite; a sud invece via Riva era delimitata da Porta dei Andre, andata distrutta e sostituita nel XVI secolo da un arco per Antonio Grimani, doge di Venezia.
Palazzo Manarin Palazzo Manarin è un palazzo quattrocentesco, dimora dell'omonima famiglia, la quale fece affrescare l'intera facciata; oggi, malgrado la superficie pittorica sia andata per la gran parte perduta, restano alcuni frammenti, tra i quali, inserito fra due monofore del piano nobile, si vede, in buono stato, lo stemma gentilizio dei Manarin.
Palazzo Casoni Palazzo Casoni (detto Stella) è un edificio del XVI secolo, dimora della famiglia omonima. La facciata asimmetrica, restaurata nel 1990, è quella di un palazzo rinascimentale di tre piani più ammezzato nel sottotetto: al piano terra le quattro arcate a tutto sesto del portico danno accesso al portale, che ha lo stemma della casata dei Casoni inserito in chiave di volta; ai due piani nobili centralmente, tra due coppie di monofore rettangolari, c'è una trifora con balaustra, sporgente solo al primo; il sottotetto è aperto da oculi. Tutte le aperture sono inserite in cornice lapidea.
Nel palazzo suddetto visse il poeta Guido Casoni.
Palazzo Cesana "della Riva" poi Lucheschi Palazzo Cesana di via Roma risale al XVII secolo ed è considerato per attribuzione opera di Francesco Caprioli, scultore e architetto di Serravalle, al quale fu commissionato dalla nobile famiglia dei Cesana detti "della Riva". Restaurato tra gli anni settanta e ottanta, è stato dichiarato bene culturale.
La facciata, caratterizzata da una lieve convessità. Dietro l'edificio trova posto un cortile, nel quale sono dislocati diversi annessi, tra cui cantine e granai.
Palazzo Costantini Il palazzo della famiglia Costantini è incastonato tra Palazzo Cesana Lucheschi e Palazzo Casoni; datato XIV secolo, la sua facciata, sviluppata in altezza e col portico aperto da una sola arcata, è l'ammodernamento rinascimentale.
Un tempo completamente affrescato, oggi conserva solo una parte della decorazione cinquecentesca, che ha beneficiato di un restauro conservativo negli anni 2000.
Palazzo Casoni Palazzo Casoni, con la sua facciata quattrocentesca restaurata negli anni 2000, è l'ultima costruzione di via Roma prima di Porta Superiore. Nel periodo napoleonico appartenne alla famiglia Chizzolini.
Le caratteristiche architettoniche vedono il piano terra con il consueto portico, caratterizzato da due grandi archi a sesto ribassato, e i due piani nobili ingentiliti da monofore a tutto sesto distribuite asimmetricamente.
Via Martiri della Libertà e piazza Minucci
Anticamente via Martiri della Libertà aveva il nome di Cal Granda; a metà del suo corso, sul lato est, si apre una piazza, denominata Minucci per la presenza di un importante palazzo omonimo.
Palazzo Troyer Palazzo Troyer è un palazzetto del XV secolo inserito tra Casa Bernardini (parte sinistra del complesso del Palazzo della Comunità) e l'omonimo e più imponente Palazzo Racola de Fontanellis Troyer.
La facciata è ingentilita, al secondo piano, da una bifora a tutto sesto balaustrata e, al terzo piano, da due trifore gotiche. Sulla superficie e negli archetti del cornicione sono presenti dei resti di affreschi, i cui autori sono Dario da Treviso e lo Squarcione. Il palazzo ha una seconda facciata più disadorna sulla calle posteriore.
Palazzo Racola de Fontanellis Troyer Tra le facciate più imponenti di Serravalle c'è quella quattrocentesca di Palazzo Racola de Fontanellis Troyer, in stile gotico; essa si allunga sul lato occidentale di via Martiri, nel tratto tra piazza Flaminio e piazza Minucci.
Sopra le quattro arcate a tutto sesto del portico, i due piani nobili, presentano una forometria di grande pregio e disposta simmetricamente: il primo piano presenta lateralmente due quadrifore tra le quali si inseriscono due monofore con balaustra e una coppia di trifore; il primo piano invece, in luogo delle quadrifore ha coppie di monofore e, in luogo di monofore e trifore, due quadrifore: tutte le aperture sono ogivali e trilobate.
L'intera superficie della facciata è affrescata con decorazioni con elementi floreali e architettonici, ancora conservate in più punti.
Palazzo Filomena Marchi Vascellari ora Faganello
Tra le maggiori architetture della Cal Granda, il quattrocentesco Palazzo Filomena Marchi è inserito sul lato orientale. La sua costruzione risale al 1489, per volontà dei Filomena e in luogo di un preesistente edificio duecentesco; nel XVIII secolo, l'originaria struttura subì delle modifiche.
La facciata, decorata da affreschi quasi completamente perduti, è disposta su tre livelli, col portico architravato e sostenuto da colonne doriche. Ai due piani nobili hanno rilievo le bifore centrali.
Palazzo Sanfiori
Edificio del XV secolo, Palazzo Sanfiori è dimora della storica famiglia locale dei Sanfiori, già proprietaria in Cal Granda dell'omonima casa trecentesca, oltre che di altre dimore in campagna, come la Villa Sanfiori di Castello Roganzuolo. Nello specifico, questo palazzo fu voluto da Silvestro e Odorico nel 1499.
Si tratta dell'edificio di quattro piani all'angolo nord di piazza Minucci, adiacente al teatro; la facciata, un tempo coperta da affreschi la cui presenza è oggi solamente intuibile, presenta una forometria evidenziante i livelli, con al piano terra il portico, aperto da due arcate a tutto sesto. Ai piani nobili, la facciata si presenta divisa in due parti, con a sinistra due ordini di trifore, con l'apertura centrale arricchita dalla sporgenza di una balaustra (al primo piano in ferro battuto, al secondo in pietra), e a destra due monofore; il sottotetto, percorso in alto da cornicione dentellato, ha quattro finestre di dimensioni minori.
Teatro Sociale di Serravalle
Edificio che si allunga sull'intero lato nord di Piazza Minucci, il Teatro Sociale o Teatro "Lorenzo Da Ponte" è una struttura neoclassica di due piani, edificata tra 1842 e 1879 e progettata da Giuseppe Segusini. All'interno, l'assetto originario è andato perduto causa la trasformazione in cinema negli anni cinquanta; tuttavia, il restauro degli anni duemila ha ripristinato la funzione di teatro.
Loggia dei Grani Adiacente al teatro e incorniciata dal verde del colle di Sant'Antonio (dove si vedono i ruderi dell'antica chiesa omonima), la Loggia dei Grani chiude il lato ovest di Piazza Minucci. Si tratta di un complesso tardo ottocentesco, realizzato su un progetto di Giuseppe Segusini, ma successivamente rivisitato; l'impianto neoclassico è evidenziato da un colonnato architravato, sopra il quale si forma una terrazza balaustrata e impreziosita da sculture.Era il centro economico di Serravalle, dove si svolgeva il mercato coperto.
Palazzo Arrigoni Gaiotti Facciata quattrocentesca posta a sinistra del complesso di Palazzo Minucci e di fronte al Teatro Sociale, Palazzo Arrigoni Gaiotti si dispone su tre livelli, con al pian terreno il consueto portico aperto da archi a tutto sesto. La forometria dei piani superiori si caratterizza per la presenza di due ordini di trifore al centro, entrambi dotati di raffinate balaustre con colonnine ioniche. Sotto il cornicione si conserva traccia degli affreschi che Lodovico Chio realizzò nel 1522, oggi quasi del tutto cancellati.
Palazzo Minucci poi De Carlo
Grande complesso realizzato per volontà di Minuccio Minucci tra il XVI e il XVII secolo, Palazzo Minucci De Carlo si compone di un corpo centrale su tre livelli, con ai lati due ali simmetriche di due piani e a sinistra una cappella privata dedicata a santa Croce.
Nel suo insieme, la grande facciata sulla Cal Granda si mostra sostenuta da nove arconi a tutto sesto bugnati e con mascherone in chiave di volta, con il sottoportico coperto da volte a crociera, dove si aprono le porte del piano terra e le finestre del mezzanino. Al primo piano, al centro di una fila di monofore a tutto sesto in cornice lapidea, si pone una grande quadrifora con parapetto. Al secondo piano, di altezza inferiore, vi sono otto aperture quadrate, alle quali corrispondono, sotto lo spesso cornicione dentellato, otto oculi. I livelli sono divisi da cornici marcapiano, mentre al centro del terzo piano si sporge, in pietra e di grandi dimensioni, lo stemma della famiglia Minucci.
Il secondo nome del palazzo si deve al fatto che Giuseppe De Carlo lo acquistò dai Minucci a metà del XIX secolo; a suo nipote Giacomo Camillo si deve la modernizzazione degli interni, con opere e arredamenti in stile decadentista-dannunziano, attuale patrimonio della "Fondazione Minuccio Minucci", da lui voluta.
Palazzo Brocca
Sull'angolo tra piazza Minucci e via Martiri della Libertà si colloca Palazzo Brocca; dell'originario aspetto cinque-secentesco resta solo la seconda facciata sulla via, sviluppata in altezza e adiacente a Casa Sanfiori. Tale prospetto è disposto su quattro livelli: il piano terra con il portico aperto da due archi a tutto sesto; il primo piano con una bifora balaustrata a cui è appaiata una monofora rettangolare per lato; il secondo piano con quattro aperture rettangolari inserite in un'unica cornice lapidea.
La famiglia dei committenti di questo palazzo, i Brocca, era nota per avere nelle sue file orafi e argentieri di grande perizia.
Casa Sanfiori Tra i palazzi più antichi di via Martiri della Libertà c'è Casa Sanfiori, del XIV secolo, così denominata anche per distinguerla dal vicino palazzo omonimo.
È una facciata di soli due piani, con due arcate a tutto sesto del portico al piano terra e al piano nobile un'apertura rettangolare con balaustra a destra, mentre a sinistra due bifore gotiche, che evidenziano l'origine medievale della casa.
Sulla facciata a mattoni si nota la presenza quasi impercettibile di decorazioni pittoriche.
Palazzo Pancetta "De Venetiis" Realizzato nella prima metà del Cinquecento per volere di Antonio Pancetta "De Venetiis", il palazzo omonimo è stato successivamente delle famiglie Altan e Serafini.
La facciata, posta di fronte a quella di Palazzo Sarcinelli, è di due piani con mezzanino e ammezzato nel sottotetto e impreziosita da affreschi monocromi rinascimentali, che la critica attribuisce alla scuola del Pordenone. Tre arconi a tutto sesto sostengono il piano nobile, abbellito centralmente da una trifora con parapetto sporgente, inserita tra due coppie di monofore. Il sottotetto ha sei aperture quadrangolari di piccole dimensioni, in simmetria con quelle del primo piano.
Palazzo Sarcinelli
Edificio del primo XVI secolo, Palazzo Sarcinelli è uno dei più importanti di Serravalle: oltre che sede della nota famiglia Sarcinelli, è considerato luogo tizianesco, per la presenza della figlia del Vecellio.
Via dei Battuti e piazza Flaminio Lungo il Meschio passa una calle che congiunge l'area dell'ex Scuola dei Battuti con piazza Flaminio: si tratta di via dei Battuti, dove sorgono Casa Varnier e Casa Gandini; elementi maggiormente suggestivi di questo breve percorso sono i muretti in pietra con contrafforti, costruiti nel Cinquecento per far da deviazione a questo tratto di Meschio, dividendolo in due canali paralleli.