La cattedrale della Madonna del Ponte, o di Santa Maria del Ponte, è il principale luogo di culto di Lanciano, in provincia di Chieti, cattedrale dell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona. Nel febbraio del 1909 papa Pio X la elevò al rango di basilica minore, e nel 1940 venne dichiarata Monumento nazionale.

Storia

Il Ponte di Diocleziano

La caratteristica che rende unica nel suo genere la chiesa consiste nel fatto di essere edificata su tre archi di un ponte di origini romane, il ponte di Diocleziano. Sull'ipotetica origine del Culto Mariano a Lanciano, e sulla costruzione del cosiddetto ponte romano dell'imperatore Diocleziano, diversi storici locali se ne sono occupati, da Pietro Pollidori e Domenico Romanelli, da don Uomobono Bocache, ai più recenti Luigi Renzetti, che stampò un opuscolo sulla storia del Santuario della Madonna, Corrado Marciani e infine Florindo Carabba. In pubblicazioni più recenti si analizzano scientificamente la storia del ponte e le sue vicende edilizie sino al XVII secoloAA.VV., La Cattedrale della Madonna del Ponte a Lanciano, 2000, pp. 9-17. Sulla base di rinvenimenti archeologici scavati negli anni '90 dalla Soprintendenza archeologica di Chieti coordinata dal dott. Andrea Staffa, si è scavato un percorso archeologico sotterraneo sotto la piazza del Plebiscito, per collegare simbolicamente il percorso Auditorium di Diocleziano, e il convento antico dei Basiliani del Santuario francescano del Miracolo eucaristico. Gli archeologi scavano un corposo strato sotterraneo della piazza, hanno appurato che la piazza antica della città era posta molto al di sotto dell'attuale piano di calpestio, ed è stata a più riprese dall'VIII secolo al XV secolo rialzata a strati di pietra, inglobando una consistente porzione dell'antico tracciato di accesso alla città dalla via del Tratturo (oggi corso Bandiera), nonché parte della facciata dell'antico succorpo del XII-XIII secolo, della chiesa della Santissima Annunziata, detta anche "Santa Maria in Platea".

Inoltre presso il percorso, gli archeologi hanno rinvenuto tracce di un probabile ponte romano del III secolo, all'altezza del ponte medievale del XIV secolo, definito dagli storiografi antichi impropriamente "ponte di Lotario II di Germania" (1138), sulla base di una perduta lapide rinvenuta da Uomobono BocacheAA.VV., op. ci., pp. 12-13, che ne attestava la ricostruzione sopra le rovine di quello romano. Tuttavia già da Theodor Mommsen, la critica ha ritenuto quasi tutte le lapidi false, rinvenute dal Bocache a fine Settecento, che dovevano comprovare con certezza in città la presenza di u ponte antico, o di un tempio, o di un sepolcro, o di un complesso termale. La stessa situazione varrebbe per il ponte di Diocleziano, sulla base di una lapide rinvenuta nel 1785 dal Bocache in una camera, con l'iscrizione: IMPP. DD. NN. DIOCL. IOV. ET MAX. ERC. / CAES. AUG. S.P.Q. ANXANEN. / D.N. MQ. EORUM / PONTEM F.C., ossia una descrizione del ponte restaurato, eretto dal Senato di Anxanum in onore dei due imperatori Diocleziano e Massimiano. La lapide andò dispersa insieme a diverse altre del Bocache, mentre altre sono di proprietà della famiglia Di Fonzo di Vasto, dopo aver acquistato il Casino De Riseis di Lanciano, dove erano conservate.

Il Ponte e la statua della Madonna Il ponte di Diocleziano apparirà nelle fonti storiografiche solo nel XVII secolo, descritto inizialmente come grande pilastro della chiesa antica della Madonna, e successivamente per le speculazioni storiografiche sulle origini romane. Il Ponte ad archi a sesto acuto, ancora visibile presso il Corridoio spagnolo del 1512-1583, risale al XIV secolo circa, impropriamente è stato collegato al passaggio a Lanciano delle truppe di Lotario II; in concomitanza con ciò, è nata la tradizione del rinvenimento, durante i lavori di ricostruzione, di una statuetta di terracotta della Madonna col Bambino, nascosta in una nicchia da dei cristiani nel VIII secolo, per nasconderla alla furia iconoclasta dell'imperatore bizantino Leone III Isaurico di Bisanzio.

La statuetta secondo la tradizione, fu rinvenuta dai muratori nella nicchia, e ritenuta miracolosa, fu posta in una nicchia sopra i merli del nuovo ponte; essendo il ponte zona di traffico merci per il Tratturo, l'edicoletta votiva iniziò ad essere frequentata, e dovette essere costruita una chiesa maggiore, quella del 1389. La chiesa di Nostra Signora delle Grazie, che aveva l'edicola con la Madonna lungo il fianco lungo del ponte, continuò ad ampliarsi per le offerte, fiancheggiando la già esistente chiesa della Santissima Annunziata, nel 1443 il Ponte risultava completamente occupato dalla chiesaAA.VV., op.cit., p. 17Sicché dovette costruirsi un secondo ponte sopra il valloncello del Pozzo Bagnaro, questo secondo ponte è ancora visibile dal percorso del Corridoio spagnolo, e ha arcate a tutto sesto. L'ultima arcata del ponte tuttavia cedette nel 1542 per il peso, e dovette essere ricostruita insieme a parte del fianco della chiesa, ugualmente franato.

Nel frattempo giunsero anche donazioni cospicue per la fabbrica della chiesa, nel 1483 una bolla di papa Sisto IV, conservata nell'archivio diocesano di Lanciano, poi un testamento del ricco Angelo di Buccio della Taranta. La chiesa aveva dei canonici, aveva un'istituzione pia chiamata la Santa Casa del Ponte, con cappella musicale, tutt'oggi esistente, ma le rendite erano amministrate dalla Universitas di Lanciano, fino al XIX secolo.

L'ultimo Ponte, l'attuale Auditorium, o Corridoio, fu realizzato dal 1512 fino al 1583, è il maggiore di tutti i ponti succedutisi, composto da robuste arcate voltate a crociera, in laterizio, con robusti pilastri laterali, che si raccordano alle tre poderose arcate visibili dal sottostante parco del Diocleziano; l'ingresso era presso la torre campanaria del 1612-1620, a piano più ribassato, e il percorso per i carri e i pellegrini, terminava con un torrione e una porta presso l'uscita verso la via del Tratturo, ossia al Corso Bandiera. Il ponte verrà rifoderato con altri pilastri esterni, e con un corridoio superiore, che affianca la Basilica, nel 1933, sia dal lato settentrionale, che quello meridionale lato Corso Trento e Trieste, a causa dei danni causati dal terremoto della Maiella di quell'anno. L'architetto Filippo Sargiacomo intervenne nei primi del '900 al Ponte, per la realizzazione del Nuovo Corso, poi Corso Trento e Trieste, voluto dal sindaco Gerardo Berenga nel 1902-1904. A causa del burrone che iniziava dalla piazza, prolungandosi sino all'ex Campo della Fiera oggi villa comunale, il Sargiacomo dovette costruire il basamento terraneo con terreno di riporto, e chiudere il burroncello col fiume che scorreva sotto il Ponte da secoli.

Dovette essere demolita una cappella ottocentesca sotto l'arco maggiore del Ponte, dedicata alla Madonna della Purità, si costruì un muro-diga a pianta concava, per poter reggere il peso del terreno di riporto che fu utilizzato, riempiendo il fossato per buona parte dell'attuale percorso del CorsoF. Sargiacomo, Lanciano tra Ottocento e Novecento, Lanciano, 1999. Sargiacomo risolse così il problema di riempimento del fossato, e creò la base per la costruzione di nuovi edifici lungo il Corso; previde l'erezione di edifici bassi per non gravare sul peso del terreno, dotati di portici, volendo armonizzare il tutto con la vicinanza al fianco della Cattedrale, ma l'amministrazione decise di erigere palazzi molto alti, che tutt'oggi coprono il fianco della Cattedrale, e che col peso hanno causato anche cedimenti recenti lungo la strada

Negli anni '60, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione dei monumenti più interessanti di Lanciano a cura della Soprintendenza di L'Aquila, il Ponte, che era utilizzato da anni come magazzino della diocesi e come pescheria comunale, fu ristrutturato integralmente; fu aperto il passaggio al succorpo della chiesa sconsacrata della Santissima Annunziata, e fu creato l'Auditorium Diocleziano. Nel 1992-1999 è stato aperto il passaggio archeologico sotterraneo la Piazza, per il collegamento col santuario del Miracolo.

Chiesa di Santa Maria Annunziata

Non esiste documentazione antica circa le origini di questa chiesa, restano le fonti scritte nelle memorie di Uomobono Bocache, da cui attinsero gli storici successivi. La chiesa, nota anche come "Santa Maria de Platea" nei suoi manoscritti, risaliva al XII secolo, anche se Bocache afferma che esisterebbe sin dal IV secolo, eretta sopra i ruderi del tempio di Marte. La chiesa insisteva in un'area isolata, in forte depressione collinare; successive interpretazioni errate degli Acta Sanctorum circa la vita dei Martiri Legonziano e Domiziano, i cui corpi erano conservati in Aterno, oggi Pescara, nel passo in cui è menzionata la curtis Aternana, cambiata in curtis Anteana, hanno dato adito agli storiografi locali di immaginare un'ipotetica grande piazza antistante la chiesa dell'Annunziata, dove si svolgevano i commerci, piazzetta antistante anche il convento basiliano di San Legonziano, sopra cui nel 1252 sarà eretto il monastero francescano del Miracolo eucaristico.

La chiesa nel XIV secolo viene affiancata dalla chiesetta oratorio di Maria Santissima delle Grazie, e man mano che quest'ultima cresce per importanza e struttura nei secoli, la chiesetta dell'Annunziata perderà potere. Nel 1442 la nuova chiesa della Madonna era completata, lo storico Antonio Ludovico Antinori rammenta presso una trave del tetto l'iscrizione "1442"C. Marciani, Cinque lettere di A.L. Antinori al canonico Silverio Cinerini, in Scritti di Storia, I, Lanciano, 1974, p. 214. In una pianta presso l'Archivio di Stato di Venezia del XVI secolo è possibile notare come le due chiese fossero praticamente attaccate dal lato meridionale, e di come la chiesetta della Madonna delle Grazie si fosse notevolmente ampliata; nel progetto si prevedeva la costruzione di loggiato a tre ingressi come nartece, cosa che fu fatta nel 1819 da Eugenio Michitelli di Teramo, e l'erezione di una nicchia centrale con l'Immagine della Madonna.

La chiesa laterale dell'Annunziata era provvista di un rosone a raggiera con un'iscrizione, il portale del XIII secolo a sesto acuto doveva essere demolito e rifatto. La chiesa dell'Annunziata era stata ricostruita sopra quella antica circa nel XIV secolo, come è possibile notare dal succorpo presso il percorso archeologico del Ponte di Diocleziano; la struttura antica, attualmente sotto la Piazza, era a navata unica, con volte a crociera, come si nota dalle tracce di nervature e costoloni a sesto acuto. Successivamente per reggere la chiesa superiore, la navata fu foderata di nuovi pilastri e volte, e una fila di pilastri robusti. La chiesa dell'Annunziata verrà demolita nel 1815.1819 nell'ambito dei lavori di riqualificazione della Piazza per volere dell'ingegnere regio Eugenio Michitelli, che demolirà anche il portico antistante la Basilica. Dell'antica chiesa sopravvivranno il portale antico, tagliato e rimontato all'ingresso del Palazzo arcivescovile, e l'iscrizione lapidea a caratteri gotici del rosone, cin cui si afferma che fu completato nel 1412 per volere dell'Università Lancianese, fatto da Petruccio Follazani di Lanciano. Tale Petruccio realizzerà anche una scultura, di cui si conserva l'iscrizione, presso il chiostro dell'abbazia di San Giovanni in Venere.

La Cattedrale della Madonna del Ponte dal XV al XVIII secolo Ampliamento nel 1488-1515