Torino (Turin in )Camillo Brero, Gramàtica piemontèisa, Torino, Gros/Tomasone & C., ed. 1975, dal colophon in lingua piemontese. è un comune italiano di abitanti, capoluogo del Piemonte e dell'omonima città metropolitana. Fu la prima capitale d'Italia all'unificazione nel 1861.
Torino è il quarto comune italiano per popolazione (dopo Roma, Milano e Napoli) e il terzo complesso economico-produttivo del Paese (insieme a Milano e Genova componeva il cosiddetto triangolo industriale, centro dell'industrializzazione su larga scala dell'economia italiana alla fine del XIX secolo, e durante gli anni del boom economico) e costituisce uno dei maggiori poli universitari, artistici, turistici, scientifici, gastronomici e culturali d'Italia. Nel suo territorio sono inoltre presenti aree ed edifici inclusi in due beni protetti dall'UNESCO: alcuni palazzi e zone facenti parte del circuito delle residenze sabaude in Piemonte (patrimonio dell'umanità) e l'area delle Colline del Po (riserva della biosfera).
Sede nel 1911 dell'Expo, nel 2006 dei XX Giochi olimpici invernali, dal 2021 (fino ad almeno il 2027) delle ATP Finals e nel 2022 della 66ª edizione dell'Eurovision Song Contest, città natale di alcuni fra i maggiori simboli del Made in Italy nel mondo, tra cui il vermut, i gianduiotti, i grissini e il caffè espresso, Torino è stata il fulcro dell'industria automobilistica italiana, nonché importante centro dell'editoria, del sistema bancario e assicurativo, delle tecnologie dell'informazione, del cinema, dell'enogastronomia, del settore aerospaziale, del disegno industriale, dello sport, della moda e dell'intelligenza artificiale. Nel 2006 fu insignita del titolo di Capitale mondiale del libro, nel 2008 Capitale mondiale del design e nel 2015 di Capitale europea dello sport.
La costante crescita d'importanza a livello internazionale ha fatto raggiungere a Torino il rango di città globale (quarta città italiana dopo Milano, Roma e Bologna) nella categoria Gamma -.
Geografia fisica Territorio
Torino sorge tra pianura e altopiano delimitato dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (quest'ultimo attraversa la città da sud verso nord), di fronte allo sbocco di alcune vallate alpine: Val di Susa, che collega la città con la vicina Francia attraverso i trafori del Frejus (ferroviario e stradale), Valli di Lanzo, Val Sangone. Torino è detta "la città dei quattro fiumi" ISBN 9788877071200.: oltre ai tre corsi d'acqua prima citati che ne incorniciano il territorio, abbiamo la Dora Riparia che taglia la città da ovest a est, scorrendo prossima al centro storico.Da notare che fino al XVI secolo tutti i fiumi torinesi scorrevano al di fuori della cinta muraria cittadina, oggi visibile parzialmente.
Il fiume Po accentua la divisione tra la parte della collina e quella, quasi pianeggiante, della città, collocata tra i 220 e i 280 metri sul livello del mare; il punto più elevato del territorio comunale è il Colle della Maddalena, a 715 metri sul livello del mare, nei pressi del Faro della Vittoria. La città è al centro di un anfiteatro montuoso che ingloba alcune delle più belle vette alpine: il Monviso, monte dal quale nasce il Po, il Rocciamelone, e i massicci del Gran Paradiso e del Monte Rosa, mentre il Cervino diventa visibile dalla zona sud-est dell'area urbana.
Torino dista da Asti, da Vercelli, da Biella, da Alessandria, da Novara, da Cuneo, da Pavia, da Milano, 155 km da Verbania. Il confine francese dista circa nei pressi del Colle del Moncenisio, mentre sono 206 i chilometri che separano Piazza Castello da Chambéry, 222 da Nizza, 250 da Ginevra e 314 da Lione. Il 19 marzo 2016 l'UNESCO ha riconosciuto il parco del Po e la collina torinese come riserva della biosfera, mentre nel 2020 la FAO e l'Arbor Day Foundation hanno conferito alla città di Torino il riconoscimento di Tree City of the World 2019.
Clima
Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Torino appartiene alla fascia Cfa: clima temperato umido delle medie latitudini con estate molto calda (i 35,0 °C sono facilmente raggiunti e superati per almeno quindici giorni all'anno). Dagli anni novanta in poi l'estate torinese ha subito un'importante riscaldamento. Gli inverni risultano non esageratamente freddi, asciutti e spesso soleggiati. Se si prende in considerazione il periodo di riferimento climatico 1971-2000, la media nivometrica nell'anno idrologico è di annui. Il record assoluto di temperatura, di 39,7 °C è stato registrato nella stazione meteorologica di Torino Centro l'11 agosto 2003, a causa di una pressoché continua persistenza di masse di aria di origine subtropicale. A partire dagli anni 2000 a tutt'oggi si sono registrate molte estati decisamente più calde rispetto alla media climatica storica. Anche le notti estive, negli anni, stanno avendo temperature molto elevate, fenomeno chiamato notti tropicali, con un record di temperatura estiva notturna che nel torinese il 28 giugno 2026 ha segnato una temperatura record di quasi 28 °C.
Durante la stagione invernale la zona di Torino, così come buona parte del Piemonte occidentale di pianura e meridionale, è interessata dalla formazione del cosiddetto "cuscinetto freddo", a seguito di afflussi di masse d'aria continentali; grazie alla particolare conformazione orografica del catino padano occidentale, detto "cuscinetto" può resistere tenacemente ai venti miti che scorrono a quote medio-alte, come lo scirocco, provocando occasionalmente nevicate denominate "da addolcimento", per via della progressiva risalita termica. Molto diversa la situazione nelle numerose zone collinari e prealpine, spesso più calde delle pianure di parecchi gradi e quasi sempre prive di ristagni freddi. Prendendo in esame i dati rilevati dall'Ufficio Idrografico del Po (presso Porta Susa), nel periodo 1961-1990, si evince che, in città, la temperatura media annua è stata di , con la minima, a gennaio, di .
I periodi più piovosi sono il trimestre da aprile a giugno, e il mese di ottobre; il minimo più accentuato e duraturo delle precipitazioni è situato in inverno, ed è seguito dal minimo secondario di luglio-agosto. Le precipitazioni della tarda estate, che sulla carta sembrano rappresentare un ulteriore minimo secondario, sono molto variabili a seconda degli anni. I temporali, in media circa venti all'anno, di cui due con grandine, si verificano quasi esclusivamente nei mesi da aprile a ottobre, causando precipitazioni di durata inferiore, ma d'intensità maggiore. Il 1º luglio 1987 caddero di pioggia in un'ora. Il record del luglio 1987 è stato superato il 22 giugno 2021, quando in una sola ora sono caduti tra i 60 e i e in tre ore tra gli 87 e i . Infatti a Torino non ha mai piovuto così tanto dal 1928. Il 13 settembre 2008 l'Osservatorio Meteorologico di Caselle Torinese, a nord-ovest di Torino, registrò una pioggia temporalesca di in sei ore, quantitativo senza precedenti noti nella pianura torinese. L'ammontare delle precipitazioni annue, , si è conservata sostanzialmente immutata dalla metà dell'Ottocento a oggi.
Classificazione climatica: zona E. Classificazione secondo il sistema climatico di W. Köppen: clima Cfa.
Di seguito è riportata la media trentennale di riferimento (1961-1990) rilevata dall'Ufficio Idrografico del Po.
Storia
Città dalla storia bimillenaria, fu fondata probabilmente nei pressi della posizione attuale, attorno al III secolo a.C., dai Taurini, quindi trasformata in colonia romana da Augusto con il nome di Iulia Augusta Taurinorum nel I secolo a.C. Dopo il dominio ostrogoto, fu capitale di un importante ducato longobardo, per poi passare, dopo essere divenuta capitale di marca carolingia, sotto la signoria nominale dei Savoia nell'XI secolo. Città dell'omonimo ducato, nel 1563 ne divenne capitale. Dal 1720 fu capitale del Regno di Sardegna (anche se solo de facto fino alla Fusione perfetta del 1847, quando lo divenne anche formalmente), Stato che nel XIX secolo avrebbe portato all'unificazione italiana e che fece di Torino la prima capitale del Regno d'Italia (dal 1861 al 1865).
Età antica Si hanno scarse notizie, riferite a uno o più villaggi, che sarebbero sorti nell'area dell'attuale città, a partire dal III secolo a.C.; insediamenti riferibili a popolazioni di ceppo -Ligure, conosciute con il nome di TauriniTito Livio, Ab urbe condita XXI, 38, spesso confusi, già in età antica, con i Taurisci, che occupavano anche le vicine valli di Susa e di Lanzo. Sempre secondo antiche fonti storiche, uno di questi insediamenti, chiamato Taurasia o Taurinia, fu distrutto nel 218 a.C., dal condottiero cartaginese Annibale, dopo una strenua resistenza opposta dai suoi abitanti.
Sui resti del villaggio, gli ufficiali romani di Giulio Cesare, nel 58 a.C., installarono dapprima un presidio militare: Iulia Taurinorum, quindi un vero e proprio castrumCittadella militare., . Nel 28 a.C. il castrum fu eretto a colonia, con il nome di Julia Augusta Taurinorum o, più semplicemente, Augusta Taurinorum. In epoca romana il territorio di Torino era il terminale di un'importante strada romana, la via Gallica. Nel 312 d.C., nei suoi dintorni, ebbe luogo la Battaglia di Torino, per la successione al trono imperiale, tra le truppe di Massenzio e quelle di Costantino I, che ne uscì vincitore.
Età medievale Per la maggior parte del periodo che intercorre tra il V secolo e il XV secolo Torino non si contraddistinse particolarmente rispetto al contesto dell'Italia nordoccidentale, rimanendo una città di dimensioni piuttosto modeste. La città subì piuttosto una crescita progressiva che la portò, solo alla fine dell'epoca medievale, a spiccare: la sua importanza politica e culturale venne, infatti, definitivamente sancita con l'assegnazione del titolo di capitale dei territori circostanti e con la fondazione dell'università cittadina.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Torino passò sotto il controllo dei ostrogoti poi dei Romani Orientali. Nel 596 la città venne occupata dai Longobardi, divenendo la capitale di un loro importante ducato. La nomina del Duca di Torino, Agilulfo a re dei Longobardi, aumentò il prestigio della città. Torino rimase sotto il regno dei longobardi fino alla discesa dei Franchi di Carlo Magno nel 773: il ducato fu convertito in comitato (contea) mantenendo Torino come capitale. Nell'888 la contea venne assorbita dalla marca di Ivrea e Torino perse il titolo di capitale fino al 940, data della fondazione della Marca di Torino, un ampio territorio che comprendeva gran parte del Piemonte sud-occidentale e la Liguria occidentale. A capo di questa marca v'era la cosiddetta "dinastia arduinica" che, attraverso il matrimonio tra Adelaide di Susa e Oddone, figlio di Umberto I Biancamano (fondatore della casa Savoia), portò la città sotto l'influenza della dinastia sabauda. La città conobbe un periodo di grande sviluppo economico, grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte commerciali che collegavano l'Italia alla Francia e alla Svizzera. Con la morte di Adelaide, la marca si sfaldò e Torino si costituì in libero comune, subendo varie dominazioni.