Il Paraguay (AFI: ), ufficialmente Repubblica del Paraguay (; ) è uno Stato sovrano dell'America meridionale. Con 406 750 km² di superficie totale, è uno Stato senza sbocco al mare. Ha 7 303 000 abitanti e la sua capitale è la città di Asunción.
Confina a nord con la Bolivia, a est con il Brasile e a sud e ovest con l'Argentina. Il Paraguay è una repubblica presidenziale, e l'attuale capo di Stato e di governo è Santiago Peña.
Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e il guaranì, ma vengono parlate anche altre lingue amerinde. Il nome Paraguay significa "l'oceano che va verso l'acqua", dalle parole guaranì, pará ("oceano"), gua ("a, verso/da") e y ("acqua"). Altre ipotesi sostengono che il nome Paraguay derivi da paragua ("corona di piume") e y ("fiume"), interpretato come "fiume dalla corona di piume". In guaranì spesso l'espressione fa riferimento alla sola Asunción, ma in spagnolo fa riferimento all'intero paese.
Il vessillo del Paraguay ha una particolarità unica al mondo: le due facce della bandiera sono diverse. Anche se i colori sono uguali, la parte centrale presenta da una parte lo stemma e il nome del Paese e dall'altra il marchio del tesoro con un leone e la scritta Paz y Justicia.
Storia La regione che attualmente è chiamata Paraguay, in buona misura boscosa e fertile, è stata abitata in epoca pre-colombiana da tribù guerriere seminomadi. Le tribù erano suddivise in cinque "famiglie" separate, e 17 gruppi etnico-linguistici distinti, che permangono ancora oggi.
La colonizzazione spagnola Gli europei arrivarono nella zona nel sedicesimo secolo. La prima colonizzazione residenziale fu la fondazione della città di Asunción il 15 agosto 1537 da parte dell'esploratore spagnolo Juan de Salazar y Espinoza.
La città divenne centro di colonizzazione spagnola, e inoltre base delle missioni gesuite in America Latina. La fondazione di missioni religiose gesuite continuò a estendersi a macchia d'olio nel territorio fino al 1767, data di espulsione dei Gesuiti dai territori della corona spagnola, voluta dal governo spagnolo; a testimonianza di questo periodo è il nome di quei territori, definiti ancor oggi "Misiones".Nel romanzo Candido di Voltaire il protagonista ed il servo meticcio Cacambo giungono nelle missioni gesuite in Paraguay.
La fondazione delle missioni si basò in buona misura sulla conversione al cristianesimo, ed economicamente e politicamente orientata a supportare la trasformazione della popolazione, per necessità seminomade, in popolazione residente, ma anche nel rispetto dei principi della cultura locale; si adattò quindi anche all'orgoglio "etnico" che caratterizza ancor oggi le popolazioni locali.
L'indipendenza e la Prima Repubblica (1810-1870)
La situazione politica creata dalla guerra d'indipendenza spagnola aveva consentito agli argentini di formare nel 1810 la cosiddetta Prima Giunta, un organo, con sede a Buenos Aires, che si prefiggeva di porre sotto il suo controllo i territori del Vicereame del Río de la Plata. LIndendencia del Paraguay rifiutò tuttavia di accettare l'autorità della Giunta e dovette respingere l'invasione delle Province Unite del Río de la Plata guidata dal generale Manuel Belgrano (Campagna del Paraguay), svoltasi tra il dicembre 1810 e il marzo 1811. Inizialmente, la battaglia di Campichuelo e la battaglia di Itapúa del 19 dicembre 1810 videro le forze argentine prevalere di misura; successivamente con la battaglia di Paraguarí del 19 gennaio 1811, la battaglia di San Nicolás del 2 marzo e la battaglia di Tacuarí del 9 marzo, la situazione volse a favore dell'esercito paraguaiano. Pochi mesi dopo, ebbe luogo la cosiddetta Revolución de mayo de 1811, con la quale l'Intendente spagnolo Bernardo de Velasco venne affiancato al governo da José Gaspar Rodríguez de Francia e Juan Valeriano Zevallos. Nel giugno del 1811 Velasco venne destituito e il governo del Paraguay venne assunto da una giunta presieduta da Fulgencio Yegros. Quest'ultima firmava nell'ottobre del 1811 l'importante Convención de Amistad, Auxilio y Comercio con la Giunta Grande delle Province Unite del Río de la Plata, con la quale veniva riconosciuta l'indipendenza del Paraguay e si normalizzavano le relazioni con l'Argentina.
Dopo un periodo di governo collegiale sotto la giunta, nel 1814 il Congresso paraguaiano nominò José Gaspar Rodríguez de Francia quale dittatore, incarico reso perpetuo due anni più tardi. Francia avrebbe governato in maniera autocratica sino alla sua morte, avvenuta nel 1840. Durante il governo di Francia, il Paraguay rimase in una condizione di isolamento internazionale, pur conoscendo un moderato sviluppo economico. In seguito alla morte di Francia il Paraguay ritornò brevemente a una forma di governo consolare, dominata dalle figure di Mariano Roque Alonso e Carlos Antonio López. Nel 1844 quest'ultimo venne nominato presidente della Repubblica, con un mandato di durata decennale. L'azione politica di López cercò di rompere l'isolamento internazionale del Paese e promosse la modernizzazione dell'economia. Altra preoccupazione di López fu la tutela dell'autonomia del Paraguay di fronte alle rivendicazioni del presidente argentino Juan Manuel de Rosas. Carlos Antonio López resse le sorti del Paraguay sino al 1862. Gli subentrò il figlio Francisco Solano López, il quale già aveva ricoperto incarichi di rilievo sotto il governo del padre.
Sotto il governo di Francisco Solano López il Paraguay combatté per cinque anni (1864-1870) la più feroce e violenta guerra del Sudamerica, la guerra della triplice alleanza contro il Brasile, l'Argentina e l'Uruguay. A dare la misura del disastro umano e sociale della guerra, la popolazione prebellica era di circa 525 000 abitanti: ne sopravvissero alla guerra, secondo dati del 1871, circa 221 000, di cui soltanto circa 28 000 maschi.War of the Triple Alliance. Britannica Online Encyclopedia. Oltre alle perdite umane, in seguito alla guerra, il Paraguay subì la perdita di estesi territori a favore dell'Argentina e del Brasile. Durante il saccheggio di Asuncion (saqueo de Asunción) del 1869, l'esercito imperiale brasiliano asportò gli archivi nazionali paraguaiani, trasferendoli a Rio de Janeiro, dove sono conservati e segretati, rendendo perciò il corrispondente periodo storico carente di fonti documentarie.
La storia del Paraguay è gravata di dispute fra gli storici, gli educatori e i politici. La versione ufficiale degli eventi storici, delle guerre in particolare, varia secondo se la versione proviene dal Paraguay, dall'Argentina, dall'Uruguay, dal Brasile, dalla Bolivia, dall'Europa o dall'America del Nord. Anche all'interno del Paraguay il Partito Colorado e il Partito Liberale sostengono versioni ufficiali diverse della storia paraguaiana.
Il Novecento Tra 1904 e 1954 il Paraguay ha avuto trentuno presidenti, la maggior parte deposta da sommosse, aggressioni e colpi di Stato.
La guerra del Chaco (1932-1935)
Negli anni 1930 il Paraguay ha combattuto la guerra del Chaco contro la Bolivia, vincendola e ottenendo la conservazione della sovranità su buona parte del territorio del Chaco; il Chaco Boreal era un territorio da tempo al centro di una lunga disputa con la confinante Bolivia, nel corso degli anni non erano mai stati tracciati confini certi e concordati. Negli anni '30 il territorio del Chaco Boreal assunse un'importanza fondamentale perché si ritenne fosse ricco di petrolio e così ne nacque una guerra particolarmente cruenta e anticipatrice dei conflitti del secolo con la Bolivia; alla fine con gravi perdite umane ed economiche il controllo del Chaco rimase per lo più sotto il Paraguay ma il sogno del petrolio risultò infondato, paradossalmente le poche zone con giacimenti di petrolio si scoprirono essere quelle assegnate (circa un terzo del territorio) alla sconfitta Bolivia; di fatto il Chaco è, sia da parte boliviana sia da parte paraguaiana, ancor oggi quasi disabitato.
Il periodo postbellico (1945-1954) e la dittatura di Alfredo Stroessner (1954-1989) Dopo la seconda guerra mondiale, la politica del Paraguay ebbe un periodo di particolare instabilità dovuta ai conflitti tesi a raggiungere il potere, sfociati nei disordini di guerra civile del 1947.
La serie di governi instabili sfociò nel 1954 nel regime del dittatore Alfredo Stroessner, di connotazione politica profondamente conservatrice che, chiaramente appoggiato dagli Stati Uniti, rimase al potere per più di trenta anni. Il regime guidato da Stroessner produsse in una certa misura una modernizzazione, ma si caratterizzò per estese violazioni dei diritti civili, corruzione e brogli elettorali, uso metodico della violenza come arma politica, anche verso gli aderenti del partito del Presidente considerati a qualunque titolo infidi, e una gestione "personale" dell'economia nazionale, tale da lasciare poco spazio ad altre iniziative private degne di nota, provocando come unica scelta l'emigrazione in massa degli operatori economici dal paese.
Lo stato di degrado del paese, l'isolamento internazionale, l'età del dittatore, il disastroso stato delle finanze, indussero la creazione di uno stato di opposizione, sfociato in una serie di dimostrazioni pubbliche contro il regime in epoca precedente alle elezioni generali del 1988.
Il PLRA (Partito Liberale Radicale Autentico) di Domingo Laino, in contrapposizione al "Partito Colorado" del Presidente, costituì punto focale di convergenza degli oppositori nella seconda metà degli anni ottanta. La decisione nel 1982 del governo di isolare Laino esiliandolo fu controproducente; dopo diversi tentativi di rientro, nel 1986 Laíno tentò il rientro ad Asunción scortato da operatori di tre reti televisive degli Stati Uniti, da un ex ambasciatore statunitense nel Paraguay, e in più da diversi parlamentari uruguaiani e argentini.
Nonostante la nutrita compagine internazionale la polizia dell'aeroporto si oppose violentemente al ritorno di Laíno, respingendolo.
Un potente segnale era comunque giunto anche dagli Stati Uniti, e quindi il regime di Stroessner nell'aprile 1987 fu costretto a permettere il rientro di Laíno, che ormai era solo un simbolo più che una vera minaccia al regime. L'opposizione infatti fu incapace, come era prevedibile dopo decenni di assenza di un'attività politica, di organizzare una strategia comune per affrontare o partecipare a elezioni più o meno regolari. A ogni modo le organizzazioni di opposizione sostennero una serie di vistose dimostrazioni (mítines relámpagos) di opposizione al regime, soprattutto nelle zone rurali, rapidamente organizzate e altrettanto rapidamente sciolte prima dell'arrivo degli squadroni del "Partito Colorado" di governo e prima che le pattuglie della polizia potessero fare irruzione. A ogni modo diversi esponenti dell'opposizione furono arrestati per sedizione e organizzazione di riunioni illegali; ad esempio Hermes Rafael Saguier fu imprigionato per quattro mesi nel 1987 per sedizione.
All'inizio di febbraio del 1988 la polizia arrestò 48 ore prima dell'elezione a Coronel Oviedo 200 persone, membri del Comitato di Coordinamento Nazionale; Laíno e diversi altri dirigenti del Movimento furono messi agli arresti domiciliari.
Le elezioni, comunque avvenute, acuirono i contrasti e i conflitti all'interno del partito del Presidente, conflitti che nonostante l'assoluto monopolio dell'informazione nazionale, non tardarono a divenire sempre più evidenti.
Alla fine del 1988 solo alcune entità economiche del paese, come l'IBR (Instituto de Bienestar Rural), e l'INC (Industria Nacional de Cemento), capisaldi tradizionali e diretti del Presidente, gli mostrarono esplicitamente fedeltà, mentre continuarono gli attacchi e i conflitti nei confronti degli avversari dello stesso partito.U.S. Library of Congress, "Country Studies: Paraguay", retrieved 10 June 2007.