Pozzallo è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Ragusa, in Sicilia.
Comune a vocazione marinara e turistica situato in una posizione strategica per le rotte commerciali, è noto per il porto, il maggiore del libero consorzio comunale, per la quattrocentesca torre Cabrera, edificata dai conti di Modica, e per le ampie e sabbiose spiagge.
Geografia fisica Territorio Il suo territorio, in parte pianeggiante e in parte sub-collinare, e in gran parte bagnato dal mar Mediterraneo, dista circa 35 km da Ragusa, confina a nord con il comune di Modica e a nord-est con il comune di Ispica. È il comune meno esteso e l'unico del libero consorzio comunale a trovarsi sulla costa mediterranea, sebbene presenti un'elevata densità di popolazione.
Clima Il clima di Pozzallo rientra nella zona climatica Csa della classificazione di Köppen ed è mediterraneo, contraddistinto da inverni miti e piovosi e da estati calde e povere di precipitazioni, mitigate dalla brezza marina.
Secondo una ricerca effettuata dall'ENEA nel 2001 sull'irraggiamento solare, Pozzallo è il secondo comune italiano su cui il sole batte con maggiore intensità, preceduto solamente da Pachino. Il valore della radiazione solare media annua corrisponde a 6 035 MJ/m².
Origini del nome Fino al IX secolo, i bizantini chiamavano questa zona Pausis Alòs (Παύσις Αλός in greco, ossia "porto al mare"). Fino al X secolo, la zona fu denominata Puteus-alòs, ovvero "pozzo a mare". Nell'XI secolo, con la conquista normanna della Sicilia, il toponimo viene latinizzato in Pusalo o Posalo. Nel XV secolo, viene citato come Alpusalli, Poçallo, Pocial e Puoçalo, mentre nel XVI secolo viene indicato come Lapuzzallu, La Puzzallu, La Puzzòla e Puozzàla.
Nella prima metà del XVII secolo, le forme comuni sono Puzzallus e Puzzallum, mentre nella seconda metà del secolo scorso la forma siciliana u Puzzaḍḍu viene italianizzata in Pozzallo, comportando la perdita dell'iniziale articolo determinativo.Esattamente come accaduto in altri comuni siciliani, ad esempio Cassaro, Ferla, Priolo Gargallo. Frequenti furono gli errori di trascrizione o di interpretazione del toponimo: un certo Sebastiano Salomone affermava che risalisse a un fantomatico Pozzo del Gallo mai esistito in zona, mentre a parere di Corrado Avolio derivava dal latino pecium, una misura agraria.
Nel 1836, in occasione della visita ufficiale di Sua Maestà, Re Ferdinando II delle Due Sicilie, si propose di mutare il nome in Ferdinandea, al fine di ottenere l'appoggio del re in alcune dispute territoriali con Modica; tuttavia, a causa di una tempesta, la visita fu cancellata. Nel 1935, l'amministrazione comunale, con l'obiettivo di incrementare il turismo nella zona, propose Rosa Marina, trovando la resistenza della popolazione, in maggioranza analfabeta.
Storia Preistoria ed età classica
Le antiche attestazioni della presenza umana nei pressi della città si trovano in contrada Bellamagna, a Cozzo Rao e in contrada Carpintera. La prima si trova 2,5 chilometri a nord-ovest di Pozzallo, la seconda circa un chilometro a nord e la terza è a ridosso del cimitero comunale. In questi siti sono state rinvenute tombe a grotticella artificiale, risalenti all'età del bronzo e alla cultura di Castelluccio, datata tra il 2200 e il 1450 a.C. La necropoli di contrada Bellamagna è quella meglio conosciuta, mentre le informazioni sugli altri due siti risultano lacunoseV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Censimento dei siti dell'antica età del bronzo nel territorio modicano, in Archivum Historicum Mothycense, n. 5, 1989; V.G. Rizzone, A. M. Sammito, Indagine topografica dei siti dell'antica età del bronzo nel territorio modicano, in Aitna 4, 2010, pp. 56-57.
In contrada Porrello, situata tre chilometri a est di Pozzallo, sorgeva probabilmente un empòrion di età arcaica, ed è attestata una necropoli tardoanticaV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Stato e prospettive delle ricerche archeologiche a Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, p. 72; M. Frasca, Archeologia degli Iblei, 2015, p. 98. Nel 1908 fu inoltre ritrovato, in un terreno di proprietà del marchese Corrado Tedeschi, un recipiente con all'interno 600 monete romane; circa 400 di esse furono trafugate, mentre le restanti 229 furono studiate dall'archeologo trentino Paolo Orsi, che le datò tra il 72 e il 249 d.C. A epoca tardoantica risale anche una necropoli costituita da due ipogei con arcosoli monosomi e polisomi e da tombe a fossaV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, pp. 128-129.
Ipogei tardo antichi, alterati da costruzioni successive, sono presenti anche in contrada CarpinteraV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Nuove aggiunte a "Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 13, 2007, p. 38, mentre quelli situati in alcune delle vie centrali della città sono stati distrutti o occultati dallo sviluppo urbanisticoV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Aggiunte e correzioni a Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica, in Archivum historicum mothycense, 10, 2004, p. 127.
Reperti risalenti al IV secolo d.C. provengono dalla zona centrale della cittàV. G. Rizzone, A. M. Sammito, Terze aggiunte a "Carta di distribuzione dei siti tardo-antichi nel territorio di Modica", in Archivum historicum mothycense, 16-17, 2010-2011, pp. 213-214. Resti di età medievale, forse risalenti al XII secolo e probabilmente attribuibili a fornaci, furono rinvenuti da Orsi nella zona tra Pozzallo e Santa Maria del Focallo, frazione di Ispica...
Alla fine del XIX secolo, fu ritrovata nella zona dello Scaro un'antica tomba messena, presumibilmente risalente alla terza guerra messenica e attribuita da alcuni storici a un membro dell'alta nobiltà; si ipotizza, quindi, che la zona divenne luogo di rifugio per alcuni soldati messeni sconfitti, che ivi si stabilirono in capanne di fortuna... Tuttavia, tali supposizioni sono state messe in dubbio da diversi storici, che hanno evidenziato come non sia stata fatta un'adeguata ricognizione del sito tombale prima della sua definitiva copertura.Nicola Bruno, Indagine topografica, in .
Medioevo: il Caricatore e la Torre Cabrera
Verso la fine del XIV secolo, Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica, si interessò della zona compresa tra Capo Passero e Punta Regilione. Quel tratto di costa era caratterizzato dalla presenza di numerosi pozzi naturali d'acqua dolce, tra cui quello della SeniaAnticamente situato dove oggi sorge Piazza Senia. e quello di Pozzofeto,Anticamente situato nell'attuale tratto iniziale del Lungomare Pietrenere. che consentivano il ristoro ai marinai di passaggio.
Nella zona erano inoltre presenti dei magazzini in disuso, che il conte aveva intenzione di ricostruire al fine di realizzare un porto strategico lungo la rotta verso Malta. Tuttavia, nel 1391 Manfredi morì e il progetto fu ripreso dal suo successore, Andrea, che costruì un Caricatore, ossia un complesso di magazzini che comprendeva pontili e scivoli per l'imbarco di merce, specialmente frumento, orzo e carrube, sui velieri.
Nel 1392, Martino il Giovane invase la Sicilia, per prenderne possesso dopo aver sposato Maria di Sicilia, sovrana dell'isola. Gli invasori trovarono la resistenza di una piccola coalizione filo-angioina, guidata da Andrea Chiaramonte. La coalizione venne agilmente sconfitta dall'esercito aragonese, guidato da Bernardo Cabrera, e Andrea venne impiccato a Palermo per alto tradimento. Il nuovo re premiò Cabrera, nominandolo Grande Ammiraglio del Regno d'Aragona e concedendogli il territorio della prestigiosa Contea di Modica. Egli ampliò il caricatore e costruì la piana dei fossi, una serie di fossati capaci di contenere migliaia di salme di frumento. Quando morì, la contea passò al figlio Bernardo Giovanni, che chiese l'autorizzazione di poter costruire una torre di difesa per proteggere la zona dalle incursioni dei pirati, che solevano nascondersi nelle rade di Raganzino, Maganuco e Cala Brigantina; il decreto di erezione della torre è datato 1429 per opera di Tommaso Fazello, che attribuisce erroneamente la costruzione a Bernardo e non al figlio Giovanni Bernardo. La torre del Pozzallo, in seguito denominata Cabrera, aveva mura esterne spesse due metri ed era lambita dal mare su un lato.
Lì prestavano servizio circa sessanta tra soldati e artiglieri e sulle sue terrazze erano piazzati cannoni di diverso calibro, mentre i cavalleggeri sorvegliavano la costa. All'interno della torre viveva anche il Regio Maestro Portolano, nominato direttamente dal conte, che era la massima carica amministrativa della borgata e si occupava della supervisione di tutte le attività di carico e scarico delle merci dai magazzini.
In questo periodo, un ignoto autore siciliano scrisse che "Puzzallo è, fra li caricatori di frumento, mediocre", ritenendo che il caricatore pozzallese fosse non all'altezza rispetto ai maggiori porti siciliani (Palermo, Siracusa, Catania e Messina).
Il 25 gennaio 1661, al largo di Pozzallo, si combatté una battaglia navale tra sei galee dei Cavalieri ospitalieri, partite da Augusta, e un vascello ottomano, detto delle Barrette, diretto a Smirne da Tunisi, dove si era rifornito di schiavi. La battaglia, vittoriosa per la flotta cristiana, è stata ritratta in un dipinto seicentesco commissionato da Francesco Filomarino, signore di Diano, che vi aveva partecipato.
Il XVI e il XVII secolo furono difficili per la borgata: si susseguirono quattro epidemie di peste (1576Che, secondo Placido Carrafa, sterminò quasi totalmente la popolazione., 1622, 1626 e 1631), tre carestie (1581, 1590 e 1672), tre invasioni di cavallette (1616, 1637 e 1666) e due alluvioni (1619 e 1622), che decimarono la popolazione. Il terremoto del 1693 comportò il crollo della torre, che già dava segni di cedimento. L'artiglieria che venne recuperata dalle macerie fu spostata sulla scogliera tra Pietre Nere e Santa Maria del Focallo, dando via libera ai pirati di poter saccheggiare la borgata. Dopo mesi di proteste da parte degli abitanti, stanchi delle continue incursioni dei corsari, la Torre fu ricostruita con l'aggiunta di una piattaforma merlata affacciata sul mareCome auspicato da Camillo Camilliani, vedasi la nota 21. e una serie di contrafforti, per dare maggiore stabilità.
In seguito la Torre fu ulteriormente rinforzata con delle spranghe di ferro che ne cingevano le mura; tuttavia, esse furono rimosse durante la ristrutturazione del 1960.
All'inizio del XIX secolo scoppiò la polveriera, sita all'ultimo piano della torre, che danneggiò la struttura e che scagliò alcuni massi sulle abitazioni; la torre fu subito ricostruita; ormai aveva perso la sua funzione strategica: le incursioni dei pirati non avevano più luogo da decenni e la ricostruzione aveva uno scopo estetico più che difensivo..
Dall'erezione a Comune autonomo alla Seconda Guerra Mondiale Con la fine del feudalesimo in Sicilia, il caricatore perse importanza e, nel corso del XIX secolo, fu demolitoFu completamente abbattuto sul finire degli anni 1960. per lasciare spazio alle abitazioni: la popolazione era costituita in un primo tempo da poche centinaia di persone fra soldati e pescatori, ma ben presto, con l'incremento delle attività marittimo-commerciali, arrivò a triplicarsi.