Biografia Figlio primogenito di Arnoldo Mondadori, fondatore dell'omonima casa editrice, e di Andreina Monicelli, è fratello maggiore di Giorgio (1917-2009), Laura (detta Mimma), (1924-1991) e Cristina (detta Pucci, 1934-2015). Frequenta le scuole elementari a Verona fino alla quarta classe; poi si trasferisce a Milano con la famiglia. Qui termina le elementari e s'iscrive dapprima al Ginnasio Parini e poi al Liceo Berchet. Conosce Remo Cantoni, con cui stringe una fraterna amicizia. Frequenta i corsi della Facoltà di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Pavia, senza peraltro giungere alla laurea.
All'età di 13 anni (1927) ha già fatto il suo ingresso in azienda, per restarvi fino alla maggiore età (1935). In quell'anno si avvicina al mondo del cinema, sceneggiando e dirigendo I ragazzi della via Paal, in collaborazione con il cugino Mario MonicelliI ragazzi della via Paal consultato 9 ottobre 2009. Nel 1938 fonda a Roma una sua società di produzione: la «Montedoro Film» (che riprendeva il soprannome attribuito ad Arnoldo da Gabriele D'Annunzio), che però non ottiene risultati soddisfacenti.
Ritorna a Milano e si dedica al giornalismo, fondando e dirigendo il periodico «Tempo» (1939), settimanale d'attualità stampato in rotocalco, con illustrazioni a colori (il primo in Italia), che incontra subito un buon successo. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale (settembre 1939) si reca all'estero come inviato di guerra: tra il 1940 e il 1943 spedisce i suoi servizi da Ungheria, Unione Sovietica e Germania. Nel 1941 torna in Italia per sposare Virginia Barella (figlia di Giulio Barella, amministratore del quotidiano «Il Popolo d'Italia»)Giorgio Pini, Filo diretto con Palazzo Venezia, Edizioni FPE Milano, 1967.. Dall'unione nasceranno Fabrizio (1943-2021), Marco (1945-1999) e Nicoletta (1947). Nel 1943 le pubblicazioni di «Tempo» si interrompono a causa dei bombardamenti.
Nel secondo dopoguerra, ceduto «Tempo» all'editore Aldo Palazzi, Mondadori rientra nell'azienda di famiglia per assumere compiti direttivi. Nel 1950 partecipa alla nascita del settimanale in rotocalco Epoca. Assume in prima persona la direzione ed imprime una linea editoriale che sarà la cifra della rivista: massima cura della qualità dei testi e delle immaginiOreste Del Buono, Amici. Amici degli amici. Maestri..., Baldini&Castoldi, Milano 1994, pp. 165-170..
Si occupa inoltre dei rapporti con gli scrittori che collaborano con la casa editrice; fonda nuove collane, come Orientamenti, Biblioteca storica, Il pensiero critico, Biblioteca moderna Mondadori, Urania. È tra i fondatori della Casa della Cultura di MilanoCarlo Brambilla, "La sera andavamo a dire cose di sinistra" - I 60 anni della Casa della Cultura, La Repubblica, 4 ottobre 2005..
Nel 1958 fonda la casa editrice «Il Saggiatore», pur continuando a collaborare con l'azienda di famiglia. Negli anni seguenti i problemi di salute si fanno più pressanti: dedito all'alcol, deve interrompere più volte l'attività lavorativa per disintossicarsi in clinica.
Nel 1965 idea con Vittorio Sereni la collana di libri tascabili «Oscar Mondadori». Alberto cura personalmente l'elenco dei primi cinquanta titoli. Nel 1969 conclude definitivamente la collaborazione con l'azienda di famiglia"I segreti di Mondadori", da "la Repubblica.it".
Scrittore e saggista, pubblica inoltre quattro raccolte poetiche. Con la raccolta Quasi una vicenda vince nel 1957 il Premio Viareggio ex aequo con Pier Paolo Pasolini e Sandro Penna.
Muore d'infarto il 14 febbraio 1976 a Venezia, città scelta nei suoi ultimi anni come seconda residenza.
Nel 1979 è nata la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori con lo scopo di tramandare la memoria del suo operato editoriale.
Onorificenze
Note
Bibliografia Alberto Mondadori, Quasi una vicenda, Mondadori, 1957 Alberto Mondadori, Ho sognato il vostro tempo. Il mestiere dell'editore, Il Saggiatore, 2014
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