È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016.
Il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo e le è valso numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Nobel per la pace nel 1979.
Biografia
La giovinezza e l'arrivo in India Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje (odierna capitale della Macedonia del Nord), Vilayet del Kosovo, nell'allora Impero ottomano, da benestanti genitori albanesi originari del Kosovo: Nikollë Bojaxhiu (1874-1919)Sulla località di origine di Nikollë, cfr. Leo-Maximilian Maasburg, "Mother Teresa of Calcutta: A Personal Portrait", Ignatius, 2010. e Dranafile Bernai (1889-1972). Fu la madre a scegliere i nomi che le vennero dati: Anjezë (come Sant'Agnese, il cui nome vuol dire "pura casta") e Gonxhe ("bocciolo" in lingua albanese). Quintogenita di una numerosa prole, aveva una sorella, Aga Bojaxhiu (1905-1973), un fratello, Lazar Bojaxhiu (1908-1981)Ufficiale dell'esercito italiano durante il fascismo, non poté tornare in Albania con l'avvio del regime comunista; avendo studiato chimica, fu un chimico farmaceutico. La vita gli permise di scegliere dove vivere e scelse di proposito Palermo (Sicilia) per le comunità italo-albanesi lì presenti e la fiorente attività culturale di studi albanesi della cattedra di lingua e letteratura albanese dell'Università, condotta da Padre Giuseppe Valentini, Ernest Koliqi, Papàs Matteo Sciambra. Madre Teresa si recava spesso a Palermo per la sua Missione nella città e per il fratello colonnello appunto ivi residente. Lazar fu notoriamente legato alla comunità albanese di Sicilia, in particolare a Piana degli Albanesi, dove informalmente portò in visita la sorella. Lazar, partecipante onnipresente della festa nazionale del 28 novembre, celebrante l'indipendenza albanese dal dominio turco-ottomano, non ha mai parlato o accennato ai presenti arbëreshë - almeno fino agli ultimi anni di vita - della illustre sorella, per paura del SHISH Servizi Segreti Albanesi, i quali avevano interessi in Sicilia e lo tenevano sotto tiro.Oltre alle visite al fratello Lazar a Palermo e al comune di Altavilla Milicia (PA), Madre Teresa si recava in visita al cugino Myhedin Maxhuni Boletini a Santa Flavia (PA), comune dove fu per due mandati sindaco. Anch'egli, dopo l'iniziale periodo di studio universitario a Palermo, era rimasto come rifugiato in Sicilia (IT) in seguito all'occupazione da parte dei serbi del territorio di Kosova, e infine bloccato dopo la caduta del fascismo e gli eventi conseguenti (cfr. caduta del Protettorato Italiano del Regno d'Albania (1939-1943). e altri due morti in età infantile.
All'età di otto anni rimase orfana di padre, un attivista politico albanese che, secondo alcuni biografi, morì avvelenato per opera di agenti serbi, conseguentemente la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche; la madre la crebbe secondo i precetti e la fede cristiana cattolica. A partire dall'età di dieci anni, partecipò alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, in particolare quelle del coro, del teatro e dell'aiuto alle persone povere. In quel periodo cominciò a conoscere l'India tramite le lettere di missionari gesuiti attivi nel Bengala.
Nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti, entrando come aspirante nelle Suore di Loreto. Dopo un primo colloquio a Parigi, venne inizialmente inviata a Dublino, in Irlanda, dove si fermò sei settimane per imparare le prime nozioni di inglese e ricevere il velo di postulante.
Nel gennaio 1929 raggiunse l'India dove, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling, per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese e bengalese e insegnando nella scuola annessa al convento. Svolse anche un'attività come aiuto-infermiera che la mise in contatto con la realtà dei malati e dei poveri. Il 24 maggio 1931 prese i voti temporanei, assumendo il nome di Maria Teresa, ispirandosi a santa Teresa di Lisieux: ciò non fu però possibile perché un'altra suora aveva appena scelto di adottare quel nome. La giovane Anjeza optò quindi per la variante spagnola/italiana Teresa, che mantenne tutta la vita (cfr. Meg Greene, Mother Teresa: A Biography, Greenwood Press, 2004)..
Gli anni di insegnamento a Calcutta
Dopo aver preso i voti, Teresa lasciò Darjeeling e raggiunse Calcutta, dove per i successivi diciassette anni, visse e lavorò presso il collegio cattolico di Saint Mary's High School del sobborgo di Entally, frequentato soprattutto dalle figlie dei coloni britannici. Insegnava storia e geografia e poté studiare la lingua hindī. La regola delle Suore di Loreto non le consentiva di allontanarsi dal conventoMeg Greene, Mother Teresa: A Biography, Greenwood Press, 2004 (pag. 27)., ma, grazie alle attività di volontariato svolto da alcune sue alunne, ebbe modo di prendere sempre maggiore consapevolezza delle terribili condizioni di vita negli slum di Calcutta, in particolare in quello di Motijhil, confinante con la scuola.
Nel 1937 si recò a Darjeeling per pronunziare i voti perpetui. Divenne così Madre Teresa, nome che mantenne per il resto della vita.
Tornata a Calcutta, assunse progressivamente diverse responsabilità organizzative, fino a essere nominata, nel 1944, direttrice della scuola. Gli anni della guerra ebbero profonde ripercussioni sulle attività svolte dalle suore, che si dedicarono sempre più all'accoglienza di orfani e bambini abbandonati. Lo stesso convento di Entally venne requisito e, fino al 1945, trasformato in un ospedale militare britannico.
La "chiamata nella chiamata"
Nell'agosto del 1946 Calcutta fu teatro di scontri sanguinosi, a cui presero parte le diverse fazioni indipendentiste, noti come Great Calcutta KillingMichelguglielmo Torri, "Storia dell'India", Laterza & figli, Roma-Bari, 2000.. La città fu paralizzata per diversi giorni e Madre Teresa, uscita dal collegio per trovare del cibo, rimase impressionata dalla devastazione che ebbe modo di vedere. In lei cominciò quindi a maturare una profonda riflessione interiore che l'avrebbe condotta presto alla svolta decisiva della sua vita.
La sera del 10 settembre partì in treno per recarsi a Darjeeling, dove doveva svolgere dieci giorni di esercizi spirituali. Come lei stessa ricostruirà più tardi, fu proprio in quella notte di viaggio, a contatto con condizioni di povertà estrema, che lei ebbe una "chiamata nella chiamata"La data è oggi celebrata dalle Missionarie della Carità come il Giorno dell'ispirazione (Inspiration Day). Vedi Mother Teresa Center_Book (consultato il 26 settembre 2010).:
Madre Teresa decise quindi di uscire dal convento e mettersi al servizio dei "più poveri tra i poveri", come si sentiva ora chiamata a fare. Dovette comunque aspettare due anni per convincere le consorelle e l'arcivescovo di Calcutta, ottenendo così le approvazioni necessarie. Le resistenze furono infatti numerose, tanto che la giovane suora venne anche trasferita, per un breve periodo, nella città di Asansol.
Nel 1948 Madre Teresa ebbe infine l'autorizzazione dalla Santa Sede ad andare a vivere da sola nella periferia della metropoli, a condizione che continuasse la vita religiosa. Decise quindi di abbandonare il velo nero delle Suore di Loreto il giorno della festa dell'Assunzione (15 agosto 1948), a vent'anni esatti dalla prima chiamata che aveva ricevuto, diciottenne, al santuario della Madonna Nera di Letnice.
Nello stesso anno Madre Teresa prese inoltre la cittadinanza della neo-indipendente Repubblica d'India, sancendo così la profondità del suo legame con le persone che voleva servireM.G. Chitkara, "Mother Teresa", APH Publishing Corporation, New Delhi, 1998..
Le suore di Patna e lo slum di Motijhil Lasciato il convento, si recò per un breve periodo presso le suore di Patna, nel medio Gange, per acquisire nozioni sanitarie. Si fermò lì quattro mesi, nei quali si convinse del ruolo che l'igiene e una migliore alimentazione potevano avere nel migliorare la vita di coloro che abitavano negli slum.
Tornata a Calcutta, alla fine del 1948 cominciò la sua missione al servizio dei poveri recandosi con cinque rupieIn ricordo di questo fatto, il 26 agosto 2010 il Governo indiano, per celebrare il centenario della nascita di Madre Teresa, ha coniato una moneta celebrativa del valore di 5 rupie (Cfr. Deccan Herald, "Commemorative coin on Mother Teresa released", The Government today released a five-rupee commemorative coin on Mother Teresa to mark the centenary birth celebrations of the legend who made serving the poor her mission in life. consultato il 30 settembre 2010). nello slum di Motijhil: qui inizialmente ebbe come base una capanna, dove cominciò a insegnare e ad assistere i bambini poveri della zona. Presto attorno a lei si formò una piccola rete di volontari che l'aiutavano nell'insegnamento, nella distribuzione di cibo e nella diffusione di elementari pratiche igieniche. Grazie all'aiuto di uno di questi collaboratori, Michael Gomes, nel febbraio 1949 Madre Teresa poté trasferirsi in una casa. Dopo aver assistito una donna che moriva in strada, decise di riservare una stanza di quella casa a malati e moribondi.
Nel marzo 1949 una sua ex allieva, Shubashini Das, si unì a lei, creando le basi per la costruzione di una piccola comunitàTra le diverse persone che aiutarono Madre Teresa all'inizio della sua attività negli slum, Shubashini Das fu infatti la prima a esprimere il desiderio di non limitarsi a servire i poveri in alcune ore di volontariato, ma di seguire interamente l'esempio di vita della suora (Cfr. Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, Elledici, Torino, 2003)..
Le Missionarie della carità
Nel 1950 Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti. Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary. Stabilì come divisa un semplice sari bianco a strisce azzurre, pare fu scelto da Madre Teresa perché era il più economico fra quelli in vendita in un piccolo negozio, ma soprattutto perché aveva i colori della casta degli intoccabili, la più povera dell'India.
Il numero di persone che desideravano seguire l'esempio di Madre Teresa crebbe rapidamente, tanto che le stanze messe inizialmente a disposizione da Gomes si rivelarono presto inadeguate. Nel febbraio 1953 le suore poterono quindi spostarsi in una nuova sede a 54A Lower Circular Road, messa a loro disposizione dall'arcidiocesi di Calcutta, che ospita tuttora la casa madre delle Missionarie della carità. Lo stile di vita voluto da Madre Teresa, ispirato in parte a San Francesco, prevedeva un'austerità rigorosa, in linea con la condizione di vita dei poveri e con la necessità di preservare gli ideali del nuovo ordineSecondo R. Allegri, Madre Teresa disse che in questo modo voleva infatti evitare l'errore di ordini religiosi del passato che, nati per assistere i poveri, erano poi lentamente finiti per servire i ricchi (cfr. R. Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010)..
La Casa Kalighat per i morenti
Nel frattempo, il 22 agosto 1952 era stata inaugurata la Casa Kalighat per i morenti (poi chiamata casa dei puri di cuore: Nirmal Hriday), nata per offrire cure e assistenza ai numerosi malati rifiutati dagli ospedali cittadini. A quel tempo l'abbandono dei malati era un fenomeno frequente, legato alle condizioni di estrema povertà in cui versava buona parte della popolazione cittadina. Lo stesso Comune di Calcutta, consapevole della gravità del problema, aveva quindi messo a disposizione di Madre Teresa un ostello abbandonato nei pressi del tempio di Kālī (Kalighat) e aveva fornito una somma mensile di denaro.