Maria Maddalena (, ), detta anche Maria di Magdala, è stata, secondo il Nuovo Testamento, una discepola di Gesù.
Venerata come santa dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua festa il 22 luglio, la sua figura viene descritta, sia nel Nuovo Testamento sia nei Vangeli apocrifi, come una delle più importanti e devote discepole di Gesù.
Una delle pochissime persone che assistono alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, prima testimone oculare e prima annunciatrice (a Pietro) della resurrezione.
Soprannome
L'aggettivo "Maddalena" viene accompagnato in qualche passo dei vangeli dalla precisazione "detta": per esempio in Lc 8,2 il testo originale riporta "" (= Maria chiamata Maddalena). In Mc 16,9 questa precisazione non è presente (il testo greco si traduce letteralmente in "Maria Maddalena").
Si è posta così la domanda se il soprannome "Maddalena" indichi che la donna proveniva da Magdala — una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche "di Genezaret" — o abbia un altro significato.
Anche se molti studiosi ritengono valido il senso di semplice riferimento alla città d'origine,La C.E.I. (Conferenza episcopale italiana) traduce Mc 16,9 (trad.CEI 2008) con "Maria di Magdala".P. es. G. Ravasi - Maria di Magdala, troppi equivoci; G. Caffulli - Sulle tracce della Maddalena qualcuno ritiene che esso si scontri con problemi oggettivi legati alla toponomastica del I secolo (nelle fonti del I secolo Magdala è citata esclusivamente con il nome greco di Tarichea) e all'identificazione della località, resa difficile dalla presenza di diverse località denominate Magdala e dall'assenza nei testi evangelici di riferimenti precisi che consentano di identificare la città natale di Maria Maddalena..
L'appellativo "Maddalena" potrebbe avere invece una suggestiva valenza simbolica derivata dal termine ebraico/aramaico migdal / magdal =Torre, fortezza usato per sottolineare l'importanza di questa donna all'interno della comunità dei discepoli di Gesù. Già San Girolamo adottò questa interpretazione quando, in una sua lettera, scrisse di Maria Maddalena come di colei che «per il suo zelo e per l’ardore della sua fede ricevette il nome di "turrita" ed ebbe il privilegio di vedere Cristo risorto prima degli apostoli»..
Maria Maddalena nei vangeli canonici
Maria Maddalena è menzionata nel Vangelo secondo Luca (), assieme a Susanna e Giovanna, come una delle donne che «assistevano Gesù con i loro beni». Secondo tale vangelo, esse erano spinte dalla gratitudine (proprio da Maria Maddalena «erano usciti sette demòni») e finanziavano personalmente la missione itinerante del Maestro.
Secondo la tradizione, era una delle tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme (Matteo ; Marco ; Luca ), dove furono testimoni della crocifissione. Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba (ad opera di Giuseppe di Arimatea).Maria Maddalena è citata espressamente nel Vangelo secondo Marco e in quello secondo Matteo; il Vangelo secondo Luca la cita indirettamente, quello secondo Giovanni non parla di donne presenti alla deposizione.
Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salome e a Maria di Cleofa, la madre di Giacomo il Minore (Matteo , Marco e l'apocrifo Vangelo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una "visione di angeli" che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt ).
Maria Maddalena, in un primo momento corse a raccontare quanto visto a Pietro e agli altri apostoli (Giovanni ). Ritornata al sepolcro, si soffermò piangendo davanti alla porta della tomba. Qui il "Signore risorto" le apparve, ma in un primo momento non lo riconobbe. Solo quando venne chiamata per nome fu consapevole di trovarsi davanti Gesù Cristo in persona, e la sua risposta fu nel grido di gioia e devozione, Rabbunì, cioè "maestro buono". Avrebbe voluto trattenerlo, ma Gesù le disse:
Divenne così, nel Vangelo secondo Giovanni, la prima annunciatrice della resurrezione e si meritò in seguito il titolo di "apostola degli apostoli" e di "evangelista" in qualità di prima annunciatrice della buona notizia.. «Il capitolo 20 di Giovanni, al versetto 17, raggiunge uno dei punti di più difficile comprensione. Ci si trova dinanzi all'ultima tappa del cammino di fede della Maddalena. Ricorre il verbo "attaccarsi", "afferrare", "toccare" (hàpto). Questo termine, col valore di toccare, nei vangeli sinottici, è sempre riferito a Gesù. Egli è colui che tocca, per guarire (cf Mt 8,3; Mc 7,33; Mc 8,22; Lc 22,51). Viene anche riferito a Gesù, affinché egli possa essere toccato (cf. Mc 3,10) o affinché tocchi qualcuno. L'incontro fra la Maddalena e Gesù costituisce l'unico caso in cui Gesù riferisce a se stesso il toccare. la forma è quella dell'imperativo presente medio, negativo. Si tratta, più esattamente, di un "medio di interesse". Il verbo esprime l'azione di Maria, compiuta a proprio vantaggio. Indica il trattenere per sé, che Gesù impedisce. Gesù ordina di non essere toccato. Maria, forse, ha iniziato a farlo, in un atteggiamento di prostrazione, ai piedi di Gesù. vi sarebbe collegamento, così, con il racconto di Matteo (cf. Mt 28,9). La forma imperativa presente "non toccarmi" [...] non indica (a differenza dell'aoristo) che una data azione non debba essere compiuta. Indica, invece, che quell'azione deve essere fermata. Il senso, dunque, è: "Non continuare a toccarmi, Non continuare a stringermi a te". Gesù, dunque, non vuole porre una separazione tra Sé e Maria. Il suo atteggiamento verso la Maddalena, a ogni modo, non ha paralleli. [...] Gesù impone di non essere toccato, perché indica un nuovo modo di relazione. Il Risorto non è infastidito dal comportamento di Maria. Vuole introdurla, semplicemente, dentro la piena relazione con lui. Si tratta della condizione dei risorti in Cristo (cf. 1Ts. 4,16). La fisicità non è stata annullata né è divenuta realtà sottile o evanescente. C'è, è la stessa, ma, dentro l'evento della risurrezione, si rivela diversa. [...] Il rapporto con l'amato deve entrare, dunque, in una prospettiva nuova. Maria, invece, ha equivocato l'incontro con Gesù risorto. Pensa che Gesù sia tornato fra i vivi. La Maddalena, così, crede che la condizione sia la stessa, in cui Gesù si trovi, prima della morte. Il tentativo di Maria, di trattenere Gesù, nasce dalla speranza di ristabilire la relazione di sempre. Maria non ha capito che il modo della relazione con il Maestro si è modificato. Il testo potrebbe essere tradotto con "Non continuare a toccarmi". [...] Senza toccare né afferrare, si può stare, pur sempre, con il Maestro.».
Identificazione di Maria Maddalena con la peccatrice penitente
La figura di Maria di Magdala è stata identificata per lungo tempo con altre figure di donna presenti nei vangeli: alcune tradizioni accostano la figura di Maria Maddalena a Maria di Betania, la sorella di Santa Marta e del risorto Lazzaro (Lc e Gv ) e alla peccatrice che unge i piedi a Gesù a casa di Simone il Fariseo, probabilmente a Nain, in Galilea:.
L'accostamento avviene poiché entrambe le donne (per intendersi, Maria di Betania e la peccatrice) lavano i piedi al Cristo e li ungono con il profumo: nel caso di Maria di Betania, per Giovanni il fatto avviene a Betania, in Giudea, probabilmente a casa di Lazzaro (Gv ), per Marco e Matteo l'episodio avviene sempre a Betania, ma a casa di Simone il lebbroso, l'unzione viene fatta alla testa e non ai piedi e i due evangelisti non riportano il nome della donna che rimane anonima (Mc - Mt ), mentre l'episodio della peccatrice riportato da Luca avviene in casa di uno di cui si dice che fosse un fariseo di nome Simone. L'ipotesi che si tratti di due distinte figure è sostenuta dai seguenti particolari: l'unzione dei piedi di Maria appare verso la fine della vita pubblica di Gesù, quella della peccatrice non è specificato, anche se l'episodio è collocato nel corso del ministero di Gesù in Galilea; i due episodi hanno un significato diverso: nel vangelo secondo Luca si evidenzia la misericordia di Gesù verso i peccatori, negli altri vangeli si preannuncia la morte imminente di Gesù; non è assolutamente assodato che Maria di Betania e Maria Maddalena siano la stessa persona. A sostegno dell'ipotesi che si tratti invece della stessa figura si può invece ricordare che: nel caso di Maria, Gesù è il festeggiato di una cena in casa di Simone il lebbroso, nel caso della peccatrice Gesù è in casa di uno che si chiama Simone, tuttavia ciò non è di per sé significativo, perché questo nome all'epoca di Gesù era molto diffuso in Palestina;Richard R. Losch, All the People in the Bible, William B. Eerdmans Publishing Company, 2008, p. 404. è molto improbabile che per due volte in due luoghi differenti Gesù sia stato unto con una quantità di olio di nardo avente esattamente lo stesso valore (Mc e Gv ) e che per due volte questo abbia dato luogo alle stesse pesanti critiche da parte dei presenti; bisogna però considerare che il vangelo secondo Luca non riporta che si trattava di un olio prezioso e costoso e che il fariseo non s'indigna per l'unzione in sé ma per la sua effettuazione da parte di una pubblica peccatrice, donna impura che non avrebbe dovuto toccare un maestro spirituale; in altri casi gli evangelisti sono in disaccordo su tempi e luoghi di eventi (es. i due racconti della natività in Matteo e Luca, le differenze nel giorno della crocifissione tra Giovanni e i sinottici e altri ancora). più di una volta il Nuovo Testamento mostra imbarazzo e reticenza nei confronti delle persone che hanno stretti legami con Gesù (es. l'improvvisa menzione della guida di Giacomo, "il fratello del Signore" (Ga ), negli Atti (At , At ), non preceduta da alcuna spiegazione o introduzione pur essendo essa ampiamente attestata dai più importanti scrittori cristiani antichi, Origene, Eusebio, San Girolamo, Pseudo-Clemente e anche da non cristiani, come Giuseppe Flavio. il comprensibile imbarazzo degli evangelisti di fronte agli elementi che indichino l'accoglimento da parte di Gesù delle aspettative di regalità terrena su di lui appuntate dalla popolazione ebrea. L'unzione di Gesù è, in tal senso, il più caratteristico di essi. se anche il senso teologico dei due episodi è diverso in Giovanni rispetto a Luca e in parte anche a Marco e Matteo, si deve ricordare che l'autore del quarto Vangelo mostra non di rado la tendenza a subordinare il racconto degli eventi a esigenze teologiche. Nel situare, per esempio, a differenza dei sinottici, la morte di Gesù al momento del sacrificio pasquale, Giovanni tende a far coincidere l'identificazione tra Gesù e la vittima del sacrificio. In entrambi i casi le implicazioni teologiche dei particolari sono così evidenti da non poter essere ignorate nell'analisi delle discordanze tra Giovanni e i sinottici.
Maria viene erroneamente scambiata per l'adultera salvata da Gesù dalla lapidazione (come raccontato nella Pericope Adulterae) in Gv , ad esempio in un'opera destinata al grande pubblico come il film The Passion di Mel Gibson. In questo caso non ci viene tramandato nemmeno il nome della donna e l'identificazione probabilmente avviene solo per analogia con il caso precedente. Tale accostamento fra Maria Maddalena e l'adultera redenta non trova alcun riscontro nella tradizione latina, come si vede ad esempio in papa Gregorio Magno (omelie XXV e XXXIII).
L'identificazione di Maria Maddalena con Maria di Betania o con la peccatrice è stata infine esplicitamente ridiscussa dalla Chiesa cattolica nel 1969 (dopo il Concilio Vaticano II). Tuttavia, era comune nell'esegesi medievale, e per antichissima tradizione anche oggi, tanto che la figura della Maddalena peccatrice fu inserita accanto a quella del Buon Ladrone nella sequenza del Dies irae (utilizzata nella liturgia cattolica tradizionale dei defunti):