Il è stato un incrociatore pesante appartenente alla Marina imperiale giapponese, prima ed eponima unità della stessa classe e così nominato dall'omonimo monte che sorge sull'isola di Etajima (prefettura di Hiroshima). Fu varato dal cantiere navale di Nagasaki nel febbraio 1925.

Dal momento dell'entrata in servizio nel marzo 1926 e fino al 1931 attese a periodiche esercitazioni e operò sia nelle acque giapponesi, sia in quelle cinesi. Dopo una prima ricostruzione tra 1931 e 1933, tornò operativo con la 6ª e la 7ª Divisione incrociatori. Dall'aprile 1937 all'aprile 1939 andò incontro a una profonda opera di ammodernamento che lo dotò di tre torri binate, apparato motore più potente, armi contraeree più numerose e numerose altre migliorie. Definitivamente integrato nella 6ª Divisione, prestò servizio per lo più nelle acque giapponesi.

Al momento dell'attacco di Pearl Harbor (7 dicembre 1941) si trovava in navigazione verso Guam nelle isole Marianne che però fu conquistata prima del suo arrivo. Spostatosi a Truk, fornì supporto e protezione alla conquista di Rabaul (gennaio 1942) e tentò invano, con il resto della 6ª Divisione, di intercettare una Task force statunitense che aveva colpito le isole Marshall; coprì dunque le operazioni anfibie nelle isole Salomone settentrionali e in Nuova Guinea. A maggio partecipò alla battaglia del Mar dei Coralli senza arrivare a contatto con le forze navali di superficie avversarie e giugno fu oggetto di un ciclo di revisioni in Giappone. Inviato nuovamente nel Pacifico meridionale, nella notte dell'8-9 agosto 1942 prese parte alla vittoriosa battaglia dell'isola di Savo ingaggiata per respingere gli statunitensi, sbarcati su Guadalcanal; non subì alcun danno ma la distruzione della flotta d'invasione non fu ottenuta. Dopo aver partecipato marginalmente alla battaglia delle Salomone Orientali, rimase per il mese di settembre nel settore isole Salomone-isole dell'Ammiragliato.

Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre 1942 fu inviato assieme agli incrociatori pesanti , e ai cacciatorpediniere Hatsuyuki e Fubuki a bombardare la pista aerea "Henderson"; tuttavia le navi nipponiche s'imbatterono nella Task force 64 del contrammiraglio Norman Scott che inflisse loro danni molto gravi. Il Furutaka fu devastato da decine di proiettili e un siluro ne distrusse parte dell'apparato motore; andato alla deriva, affondò nelle prime ore del 12 ottobre con circa trenta morti tra l'equipaggio. I superstiti furono per lo più salvati, mentre un centinaio fu catturato.

Caratteristiche

Il Furutaka formava con il la classe omonima, risultato di continui ripensamenti e cambiamenti apportati a un progetto di incrociatore da ricognizione da tonnellate, steso sin dal 1916 e rivisitato dopo che lo stato maggiore generale era rimasto colpito dalla classe Omaha statunitense prima, dalla classe Hawkins britannica poi. Solo nell'estate 1921 i disegni tecnici definitivi, curati dal capitano di vascello e ingegnere navale Yuzuru Hiraga, furono approvati: essi introducevano notevoli innovazioni quali l'inclusione nella struttura portante dello scafo della corazzatura di murata e del ponte continuo, accorgimenti ripresi dalla sua precedente creazione (l'incrociatore leggero ) per contenere il dislocamento. Furono previste inoltre un'artiglieria principale da 200 mm, una velocità di 35 nodi e una corazzatura capace di resistere a granate da 152 mm esplose da - metri. Tuttavia l'ostinata volontà delle alte sfere di aggiungere altre armi e una certa approssimazione nel calcolo dei pesi fece sì che la stazza fosse superiore di circa tonnellate a quanto preventivato.

Il Furutaka, infatti, presentava un dislocamento a vuoto di tonnellate e a pieno carico di circa tonnellate. Presentava una lunghezza alla linea di galleggiamento di 183,53 metri (185,17 fuori tutto), una larghezza massima di solo 15,77 metri e un pescaggio di 5,56 metri; il rapporto lunghezza/larghezza era elevato allo scopo di raggiungere la velocità di progetto. Come detto, la protezione era elemento integrante del telaio: la cintura spessa 76 mm era lunga solo 80 metri e copriva la zona dell'apparato motore; sul bordo superiore era connessa al ponte di coperta dalla corazzatura laterale spessa 35 mm. Il ponte stesso aveva piastre da 32 mm, mentre il primo ponte era più robusto con 48 mm d'acciaio. Le sei torri d'artiglieria avevano una protezione di 25 mm su tutti i lati, mentre le sottostanti barbette e magazzini di munizioni di 50 mm. La torre di comando non era provvista di alcuna corazzatura. Infine, come misura difensiva contro i siluri, erano presenti delle modeste controcarene e lo scafo era diviso longitudinalmente da una paratia stagna non corazzata: ciò limitava l'allagamento eventuale a solo una parte della nave, ma il rischio di capovolgimento era concreto. L'armamento principale era formato da sei cannoni Type 3 modello 1 da 200 mm lunghi 50 calibri (L/50), raggruppati tre a prua e tre a poppa con le torri al centro sopraelevate; erano inoltre disponibili dodici lanciasiluri da 610 mm, installati a coppie sul ponte di coperta (tre per lato) in impianti fissi. La difesa contraerea si articolava su quattro cannoni Type 11 da 76 mm L/40 e due mitragliatrici leggere da 7,7 mm.

L'apparato motore era costituito da dodici caldaie Kanpon, delle quali dieci alimentate a olio combustibile e le restanti due miste (olio e carbone); esse davano potenza a quattro turbine a ingranaggi a vapore del tipo Mitsubishi-Parsons, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica: l'energia motrice ammontava a  shp e la velocità massima era di 34,5 nodi, conseguenza del dislocamento eccessivo. Circa le riserve di carburanti esistono differenze tra le fonti: tonnellate di olio combustibile e 400 di carbone, di olio combustibile e 570 di carbone e ancora 450 tonnellate di carbone. L'autonomia era pari a miglia alla velocità di 14 nodi. La nave era gestita da un equipaggio di 625 tra ufficiali, sottufficiali e marinai.

Il Furutaka fu modificato varie volte, essendo uno degli incrociatori più anziani in servizio. Nell'inverno 1926-1927 i due fumaioli furono innalzati e le cappe alterate, di modo che i fumi di scarico fossero espulsi correttamente, nel 1930 fu rimossa la piattaforma di lancio che era stata aggiunta sul tetto della torre numero 4 (la prima di poppa) per l'idrovolante conservato nell'hangar di poppavia: poiché poco ergonomica, il velivolo doveva essere ogni volta deposto in acqua e recuperato da un argano. Durante il 1932 fu del tutto reimpostata la dotazione contraerea su quattro cannoni Type 10 da 120 mm L/45 in postazioni singole e due impianti doppi su mitragliatrici Type 93 da 13,2 mm; i lavori videro anche l'aggiunta di una catapulta tra l'hangar e la torre numero 4. Il 1º aprile 1937, infine, il Furutaka iniziò un massiccio processo di modernizzazione presso l'arsenale di Kure, che fu completato il 30 aprile 1939: i sistemi di controllo del tiro furono aggiornati e le sovrastrutture ampiamente ricostruite, con conseguente rilocazione delle armi contraeree. Le sei torri singole furono rimpiazzate da tre torri binate, dotate di cannoni Type 3 modello 2 da 203 mm L/50 e con eguale corazzatura delle precedenti, disposte due a prua e una a poppa. La contraerea fu incrementata da quattro coppie di cannoni Type 96 da 25 mm L/60 mentre la dotazione silurante fu riorganizzata su due impianti quadrinati brandeggiabili di tubi da 610 mm, dotati del letale ordigno Type 93 e siti sul ponte a mezzanave verso poppa, ai lati di una nuova catapulta che serviva due idrovolanti Kawanishi E7K2. Ancora, la torre di comando fu rivestita di un manto corazzato spesso 36 mm e furono rimosse le caldaie ad alimentazione mista: ciò permise di ridurre le dimensioni del secondo fumaiolo e ne conseguì un aumento dell'erogazione di vapore da parte delle rimanenti dieci unità. La riserva di combustibile, dunque, passò a tonnellate di olio, l'autonomia crebbe a miglia alla velocità di 14 nodi ( chilometri a 26,60 km/h) e la potenza motrice a  shp.

Quest'ultimo radicale intervento fece comunque aumentare il dislocamento standard del Furutaka a tonnellate circa e quello a pieno carico a tonnellate; la stabilità venne poi a essere compromessa dal peso delle nuove armi e dunque furono aggiunte controcarene più larghe, assestando il pescaggio a 5,61 metri e aumentando la larghezza a 16,93 metri. La velocità massima, pertanto, scese a 33 nodi. L'equipaggio, infine, passò a 639 effettivi.

Servizio operativo Varo, anni venti e trenta

L'incrociatore pesante Furutaka fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1923. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Nagasaki, gestito dalla Mitsubishi, il 5 dicembre 1922 e fu varato il 25 febbraio 1925; venne completato il 31 marzo 1926. Assieme al Kako fu l'ultimo incrociatore giapponese a non essere vincolato ai limiti imposti dal trattato navale di Washington del febbraio 1922.

Fu inserito nella 5ª Divisione incrociatori e per i cinque anni successivi partecipò alle periodiche, intensive esercitazioni della marina imperiale giapponese e condusse numerose crociere nelle acque cinesi. Posto in riserva nel tardo 1931, vi rimase fino alla metà del 1933 poiché sottoposto a un ciclo di riparazioni e modifiche. Tornò quindi in servizio attivo dapprima con la 6ª Divisione incrociatori e poi con la 7ª Divisione, prendendo parte ad alcune operazioni al largo delle coste cinesi. Dal maggio 1939 e fino al coinvolgimento diretto dell'Impero giapponese nella seconda guerra mondiale, il Furutaka operò quasi sempre nelle acque territoriali nipponiche integrato nella 6ª Divisione incrociatori, al comando del contrammiraglio Aritomo Gotō e che comprendeva anche gli incrociatori pesanti Kako, (nave ammiraglia) e ; la divisione era a sua volta parte della 1ª Flotta del viceammiraglio Shirō Takasu. Il 28 novembre 1941 il comando del Furutaka fu assunto dal capitano di vascello Tsutau Araki.

La seconda guerra mondiale 1941-1942