Travagliato (Traaiàt in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia e situato a sud-ovest del capoluogo, in Lombardia.

Lo stemma del territorio è rappresentato con una lancia d'argento a due colori di fondo; a sinistra blu, a destra bianco. Chiamata anche la Cittadella del cavallo, ospita annualmente alcune feste tra cui l'annuale fiera Travagliatocavalli tra i mesi di aprile e maggio.

Geografia fisica Territorio Il territorio di Travagliato ha un'estensione di circa quadrati. È interamente pianeggiante e la sua altitudine oscilla tra un minimo di 110 ed un massimo di . Molte industrie si sono sviluppate attorno alla cittadina, soprattutto nella zona nord-est.

La campagna è irrigata dagli spagli delle seriole Travagliata e Vecchia di Chiari.

Confina con i comuni di Ospitaletto, Cazzago San Martino, Castegnato, Rovato, Torbole Casaglia, Berlingo e la sua frazione Berlinghetto, Lograto, Roncadelle.

La sua Classificazione sismica rientra nella zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

Clima

Il clima a Travagliato è caldo e temperato, con piovosità significativa durante tutto l'anno. Il clima è di tipo subtropicale umido ed essendo ubicato nella Pianura Padana presenta inverni rigidi ed estati calde e particolarmente afose a causa dell'elevata umidità relativa (in media del 75,1%).

La temperatura media annuale è di 13,1 °C, essendo luglio il mese con temperature più alte (28,1 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (-0,5 °C).

La piovosità media annuale è di 1077 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di gennaio (54 mm) e più abbondanti nel mese di novembre (122 mm).

Nei mesi di autunno e inverno è presente il fenomeno della nebbia che si manifesta soprattutto negli ultimi mesi dell'anno, come le frequenti gelate. Le precipitazioni nevose sono abbastanza rare e concentrate soprattutto nei primi mesi dell'anno.

Classificazione climatica: zona E,

Storia Per i veneziani della Serenissima il comune era Travaleado poi Travajado e adesso Travagliato.

La città fu un vicus varius comprovato dai documenti del periodo medioevale anteriore al Mille, nei quali si leggono i nomi di Treviade e di Tiviado. La parte iniziale dei nomi (Tre, Tri) è una contaminazione dal latino tres (= tre), o inter (= fra), e può dimostrare che il paese è sorto alla confluenza di vie vicinali, o fra vie vicinali. La parte terminale ade (= ado), nell'alto medioevo si dava a tutti i paesi di origine rurale. Il cambio del nome da Treviade in Travaleado è visibile dai documenti del XIV secolo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 novembre 1967.

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e d'azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Duomo dei Santi Pietro e Paolo Le origini della chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli si possono collegare con l'ingresso dei monaci benedettini nel territorio di Travagliato. Infatti i monaci del monastero di San Faustino Maggiore di Brescia e quelli di San Pietro in Monte Ursino di Serle presero possesso delle terre in Travagliato rispettivamente nei secoli IX e XI. La chiesa fu costruita ove si trova tuttora, dando le spalle alla piazza con la Torre Civica.

Nel 1053 la Chiese di Treviade, nome antico di Travagliato, porta il nome di San Pietro ed è citata per la prima volta nei documenti dell'epoca. Per trovare altre citazioni della chiesa bisogna giungere nel periodo visconteo (1329-1426).

Solo in anni abbastanza recenti, nel corso del penultimo restauro del tetto, è finalmente uscito il nome dell'autore dell'architettura; infatti tra la volta e il tetto si legge:

L'edificio attuale fu riedificato nei primi anni del secolo XVIII ed era giunto alla fine dei lavori nel 1713 con il completamento del tetto. L'architettura barocca della chiesa viene ripetuta sia all'esterno che in particolare all'interno di essa. Tale sistema decorativo non viene rispettato per quanto riguarda la facciata in cotto, non finita, che risulta ben distinta dal resto della struttura.

Gli altari presenti risalgono al tardo Ottocento, mentre gli affreschi sono di diverse epoche e stili (Settecento, Ottocento, neoclassicismo e barocco).

I sei altari laterali in marmo policromo, tre per parte, sono inseriti in altrettante brevi cappelle con arco d'ingresso altissimo, che è lo stesso motivo presente nella struttura del presbiterio, dominato da una finta cupola nella quale è affrescata la scena della Gloria dei santi Pietro e Paolo in Paradiso. Il primo altare venne eretto nel 1400 e dedicato a San Vincenzo Ferreri. Nel 1467 fu istituito l'altare di San Bernardino. L'altare di Sant'Antonio fu eretto nella chiesa e dotato di cappellania nel 1529. Degli altari della SS. Croce e del SS. Corpo di Nostro Signore si hanno notizie dal 1540, di quello del Santo Rosario e di San Carlo dal 1648 e di quello dell'Immacolata nel 1737.

Nel 2007 sono stati ristrutturati il tetto e la facciata.

Chiesa di Santa Maria dei Campi

La piccola chiesa di Santa Maria dei Campi, edificata nel XIV secolo e recentemente restaurata, presenta affreschi del pittore Vincenzo Civerchio da Crema, tra cui il dipinto lAssunzione di Maria al Cielo, del 1517, e la Pietà della facciata, dello stesso anno.

La chiesa ha avuto nel corso dei secoli nomi diversi. Il più antico è quello di Santa Maria in Bertachiara, che ebbe fino al 1568; fu poi denominata Oratorio campestre di Santa Maria per poi diventare Santa Maria dei Campi.

La chiesa è la più antica del comune ed è costituita da una sola navata divisa in tre campate da due arconi a sesto acuto collegate all'abside quadrangolare con un ulteriore arco a tutto sesto. Tali archi acuti che reggono il tetto a vista della navata appartengono al Quattrocento e allo stile del gotico padano.

Il portico è stato edificato nel XVI secolo e presente forme simili a un protiro.

Ogni 15 agosto viene celebrata la liturgia dell'Assunta. Indirizzo: via Santa Maria dei campi 40.

Chiesa della Vergine di Lourdes

La fondazione della chiesa risale al secolo XIV, come Disciplina, cioè come luogo di raccolta e devozione dei confratelli chiamati Disciplini Bianchi per via del loro abito.

Nel 1798 la Disciplina fu sciolta ed i suoi beni vennero incamerati dalla Repubblica Cisalpina.

Oggi, a ricordare l'antica Disciplina, resta solamente l'affresco dellAnnunciazione sul muro esterno dell'abside della chiesetta dedicata alla Madonna di Lourdes.

Sopra la porta principale d'entrata presenta una finestra ad arco ogivale, in cotto.

Sul campanile esterno c'è una piccola insegna in marmo sulla quale è scolpita l'effigie dei flagellanti.

Agli inizi del Novecento cambiò il nome in chiesa della Madonna di Lourdes e fu aggiunta al suo interno una riproduzione della grotta di Massabielle.

L'apice della sua torre campanaria presenta una fattura di tipo tardo Medioevale, in particolare i quattro merli che la coronano, anche se fu costruita in concomitanza a quella della parrocchiale nel 1753 e alla base ne ripete lo stile.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio L'edificio fu eretto tra il 1675 e il 1684 e i lasciti di costruzione erano pervenuti alla confraternita dei Suffraganti a partire dal 1663.

La facciata, rimasta intatta, è sormontata da un timpano triangolare cui sono stati sovrapposti tre pinnacoli in pietra di Botticino, di cui il centrale ne sostiene la croce.

L'interno presenta una navata unica centrale.

Il campanile è formato da tre ordini sovrapposti come in quello della "Disciplina" e della "Parrocchiale", con una sorta di cupola al suo apice.

Chiesa di San Carlo ai Finiletti Il piccolo Oratorio, che sorge nella campagna nella quale prende la denominazione la cascina stessa, presenta dei caratteri di un Settecento classicheggiante sorto dopo l'anno 1716.

Lo scopo della sua realizzazione era quello di offrire alla gente della campagna la messa domenicale poiché era assai disagevole recarsi in paese a quel tempo, stante che la strada era ad un livello inferiore rispetto all'attuale e spesso impraticabile.

La pianta è assai ben delineata e l'intera struttura fu ultimata verso la fine del Settecento, con una sagrestia sul lato destro del presbiterio e un piccolo campanile ad un'arcata.

Essa è dedicata all'arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo.

La forma architettonica dell'edificio è barocca, tipica dell'epoca in cui era sorta. La facciata è rinchiusa fra due lesene sovrastate da una trabeazione e da un timpano al cui vertice si erge una croce in ferro battuto.

Un portale in marmo di Botticino dà accesso all'interno, costituito da una navata e da un piccolo presbiterio, illuminato da quattro finestre.

La campana sulla quale è indicato; "Gaietanus Soletti fecit A.D. MDCCLXXIII", all'epoca della requisizione dei bronzi da parte del governo fascista, fu prelevata dai Finiletti e posta sul campanile della parrocchiale, ove tuttora è collocata.

La Chiesa-Oratorio di San Gaetano L'architettura di questo edificio appartenente al Palazzo già Rampinelli e presenta i caratteri del Settecento bresciano.

La cappella gentilizia è del 1731.

L'edificio sacro, che si affaccia su via Santa Caterina da Siena, presenta una facciata barocchetta caratterizzata da lesene, da un piccolo frontone inflesso, da una finestra quadrilobata e da doppie volute svasate e sormontate da obelischi.

Presenta una pianta rettangolare a unica navata. Al di sopra dell'unico altare è stata realizzata una cornice di gusto barocchetto a linee inflesse e spezzate. Al centro di tale incorniciatura è collocata una raffigurazione della Madonna con san Gaetano.

La chiesa di Fatima Questa chiesetta, costruita negli anni '80 in onore della Madonna di Fátima, è collocata nella zona est di Travagliato sita nel piazzale di via Paolo VI.

L'intera struttura è opera del geometra Baldini. Presenta una navata unica e facciata a timpano in cemento che si conclude con sei pilastri di scarico a terra. La pianta è a base rettangolare. Il pavimento e alcune finiture apportate sono in marmo di Carrara.

L'unico altare presente, collocato in conclusione dell'abside bombato, è stato ricavato da quello della vecchia cappella della ex casa di riposo in via Don Angelo Colombo, anch'esso interamente in marmo intarsiato.

Al centro della navata si erge un lampadario costituito da tubolari in vetro di Murano.

La sagrestia è stata edificata assieme all'intera struttura ed è collocata alla sinistra di essa assieme al campanile.

La chiesetta è utilizzata nel mese di maggio per la preghiera alla Madonna.

Architetture civili

Il Palacittà

Questa struttura eretta nel 2003 ospita ogni anno le gare di cavalli e alcuni concorsi ippici in occasione della rassegna Travagliatocavalli.

Il Palablù

La piscina comunale porta il nome di "Palablù". Questo edificio nasce nel 2004.

Biblioteca comunale (ex Ospedale Vantiniano)

Il palazzo dell'ex ospedale, progettato ed edificato dall'architetto Rodolfo Vantini nel XIX secolo a imitazione delle innumerevoli ville veronesi e vicentine di Andrea Palladio, ospita ora la biblioteca comunale, la sala studio "Vantini" e diverse associazioni. Lo si può trovare nel "Piazzale Ospedale" a nord del paese sulla strada che porta verso Ospitaletto.

Nel 1821 la signora Caterina Golini lasciò le sue sostanze per l'edificazione di un ospedale per infermi; fu la prima di una lunga serie di benefattori dell'ospedale.

La commissione delegata alla fabbrica, presieduta dall'arciprete Giacomo Bonomi, fece istanza al governo austriaco per il permesso e nel 1823 incaricò del progetto il già noto architetto Vantini, allora solo trentaduenne, ma in piena attività con la costruzione del cimitero monumentale di Brescia (il Vantiniano).